Anteprima Mafia 2

Siamo andati a Londra, per un incontro faccia a faccia con la Mafia!

di Fabio Fundoni

Appuntamento con Cosa Nostra

In un periodo in cui non si fa altro che discutere di quanto un videogioco possa essere o non essere paragonabile ai media classici, ci troviamo spesso a citare quei titoli che, grazie alle proprie doti artistico-narrative, sono riusciti nell'intento di porsi a veri punti di contatto tra gioco, cinema d'autore e letteratura. Uno dei nomi più spesso scomodati in queste occasioni è sicuramente quello di Mafia, uscito sul mercato nel 2002 e sviluppato dal team Illusion Softworks ribattezzato oggi 2K Czech, dopo l'acquisizione da parte di Take-Two Interactive e l'inserimento sotto l'ala di 2K Games. Termine di paragone per trama, regia e molti altri elementi, Mafia ha lasciato una traccia indelebile nei cuori di molti videogiocatori, andando a ricreare una storia degna dei migliori “gangster movie”, dando vita ad una più che logica attesa di un futuro secondo capitolo.

 

 

E di Mafia 2, all'onor del vero, si era iniziato a parlare già nel 2003, per la gioia di molti. Con il passare del tempo, le notizie riguardanti il gioco hanno iniziato a prendere sempre più forma, arrivando ad attraversare tutto il 2008 con aggiornamenti più o meno regolari. Con l'avvicinarsi del periodo scelto per l'uscita sul mercato (la seconda parte del 2009), non poteva che crescere l'attesa, di pari passo con le informazioni rivelate dal team di sviluppo. Siamo così volati a Londra, negli uffici della 2K Games, per vedere con i nostri occhi il punto raggiunto dai lavori, grazie ad una dimostrazione giocata di quanto è stato sviluppato sino ad oggi. Di certo non potevamo attenderci di fugare ogni dubbio o curiosità, ma assistere a quasi un'ora di gameplay, lascia spazio ad un buon numero d'impressioni e riflessioni.

Facciamo un doppio salto nello spazio e nel tempo e, dalla Londra dei giorni nostri, ci ritroviamo agli anni '40, ad Empire City, ipotetica metropoli americana, brulicante di vita e sogni. Si, sogni. Forse potrebbe sembrare troppo facile parlare di “sogno americano”, ma perché non farlo? Quanti di noi, nel proprio albero genealogico hanno un antenato partito con pochi averi e tante speranze, per raggiungere l'America? No, non sto divagando, perché i sogni possono prendere tante strade e, tra queste, vi sono quelle “buone” e quelle “cattive”. Ma dietro, sempre un sogno vi è. Ricordate Tommy Angelo, nel primo Mafia? Sognava solo una vita tranquilla, guidando il suo taxi. Ma il destino, aveva qualche cosa di diverso in serbo per lui, soprattutto dopo la decisione di mettere la propria esistenza nelle mani di Don Salieri, boss mafioso della città di Lost Heaven.

Più che una città, un “Empire”

Ora invece, a sognare è Vito. Perché, per alcuni, le scelte sembrano quasi obbligate e la strada della malavita appare come l'unico modo per guadagnarsi una posizione, per poter essere qualcuno dopo il ritorno in patria alla fine della Seconda Guerra Mondiale. E Vito lo abbiamo visto in compagnia di Joe, sicuramente più avvezzo di lui ai modi di agire della Mafia, intento a travestirsi da lavavetri, per intrufolarsi in un grattacielo dove piazzare alcune cariche di dinamite, modo migliore per mettere a tacere una figura scomoda (di cui non diremo nulla, non saremo certo noi a rovinarvi il gusto di scoprire le pieghe della trama, anticipandovene punti cruciali).

Sia chiaro: tutto quello a cui abbiamo potuto assistere, è solo un assaggio della versione finale del gioco, e i ragazzi di 2K Czech non hanno certo avuto problemi ad ammettere che, il lavoro da fare, è ancora molto. Ma Vito è già li. Si toglie il completo gessato e indossa la tuta da lavoro. Ha lo sguardo da duro, o forse semplicemente la faccia di chi si scherma, avendo visto troppo sangue e sa che ancora ne vedrà scorrere, molto probabilmente per mano sua. Non ha ancora texture perfette, e il frame rate lascia decisamente a desiderare. Ma i dettagli, sono li. I visi dei protagonisti, i particolari degli ambienti e, soprattutto, quello che si muove intorno a loro.

Il team 2k Czech ha infatti puntato a ricreare una città viva, in tutte le sue parti, dalle persone ai fenomeni atmosferici, per non parlare dello scorrere del tempo. Tutto inizia negli anni '40, per passare attraverso ai maggiori eventi dell'epoca e arrivare agli anni '50, con gli evidenti segni che la storia porta sempre con se. Cambiano le mode, il mondo viene travolto dal nuovo ritmo del rock 'n roll e la gente, dopo il secondo conflitto mondiale, riprende pian piano la vita di sempre. Vito è si il protagonista, ma non sembra essere il fulcro di tutto. Il mondo non gira attorno a lui. Come nei migliori gangster movie, Vito è un attore, una parte del tutto. Se cammina per strada, può vedere una città che vive. Se entra di nascosto in un grattacielo, ad ogni stanza può osservare chi beve al bar, chi scherza con una bella ragazza appena conosciuta, chi compie i lavori di tutti i giorni e quant'altro ci potremmo aspettare in un qualsiasi palazzo. Voci e immagini, nulla lasciato al caso.

 

Sono affari di Famiglia

Ma nei film, succede sempre qualcosa e, se le cose possono prendere una piega inaspettata, state sicuri che lo faranno. A quel punto, la nostra migliore amica, torna ad essere la pistola. Un'esplosione, il fuggi fuggi generale e la copertura è saltata. Siamo così gettati nel bel mezzo della più classica delle sparatorie che abbiamo imparato a conoscere tra cinema e televisione. Mentre Joe ci aiuta alla sua maniera (sparando e non disdegnando qualche corpo a corpo), notiamo come, i combattimento di Mafia 2 si basino, senza farne troppo mistero, sui alcuni capisaldi degli sparatutto in terza persona dell'attuale generazione di giochi. Non per nulla, è presente un sistema di protezioni da sfruttare al meglio, per ripararsi dalle pallottole nemiche e sparare alla prima occasione utile. Le armi a disposizione sono tantissime e vanno dalle pistole ai calibri più pesanti, tra cui abbiamo ammirato un mitragliatore Thompson (i classici mitra con i caricatori rotondi, per capirci), senza dimenticare la possibilità di sfruttare armi da corpo a corpo.

 

Ogni colpo lascia il segno, tra buchi nei muri e vetrate distrutte, dove ai giochi di luce fanno posto i nuovi spazi che consentono di colpire gli avversari con un po' di piombo. Promettente interazione, come sembra anche essere l'intelligenza artificiale visto che, alcuni uomini della banda rivale, sono sembrati estremamente intenzionati a dare del filo da torcere al nostro Vito, tanto da girare un tavolo e usarlo come protezione (purtroppo però, non distruttibile con la forza delle armi). A quanto pare, la maggior parte delle situazioni, dovrebbero offrire differenti possibili approcci, in modo da rendere più varia l'azione.

Poteva mancare in un titolo simile, un inseguimenti automobilistico? Naturalmente no, e mentre il nostro bersaglio si allontana dal luogo dell'attentato a tutta velocità, saliamo a bordo della nostra vettura. Per quanto sia impossibile pronunciarsi sulla sensazione di guida senza aver messo mano al joypad, la resa delle vetture della prima metà del secolo scorso, sembra essere fatta salva. L'accelerazione della macchia ci è parsa decisamente stentata, ricreando le prestazioni dei motori dell'epoca, per poi prendere maggiore velocità con il passare del tempo. Come da copione, mentre Vito si dedicava alla guida, Joe impugnava il mitra, scagliando la propria rabbia conto le vetture del clan nemico. Tra sterzate al limite e continui rischi di tamponamenti, i serbatoi avversari hanno preso fuoco, mostrando discreti effetti speciali nella resa delle esplosioni, per quanto alcuni dettagli siano ancora migliorabili. Mentre la strada correva veloce sotto i nostri pneumatici, l'incontro ravvicinato con Mafia II terminava, rimandandoci ai futuri appuntamenti.

Chi vuole troppo rischia di perdere assolutamente tutto. Certo, chi vuole troppo poco dalla vita, rischia di non ottenere assolutamente nulla." - Tommy Angelo.

Nonostante ciò che abbiamo visto sia ancora lontano dalla resa finale del prodotto, l'aspetto grafico lascia già intendere che, sebbene molto sia da dimostrare col tempo (ad esempio rendendo un po' più dinamica l'illuminazione), c'è la possibilità di ritrovarsi un titolo in grado di non sfigurare con le maggiori produzioni videoludiche, grazie ad un motore grafico creato appositamente per l'occasione, che sembra capace di gestire al meglio un grandissimo numero di poligoni (ci ha particolarmente impressionati la visione di Empire City dall'altro dei tetti). Ancora più sicurezze dal comparto sonoro dove, tra voci e musiche, tutto sembra già fare faville. Ma soffermarsi troppo sul lato tecnico, potrebbe essere un errore di non poco conto. Mafia II è, per ammissione dei suoi stessi creatori, un gioco basato sulla trama, dove la spinta ad andare avanti e a giocare, deve essere il voler scoprire il seguito dei fatti narrati.

Non per nulla, tutta l'esperienza sarà basata sul single player, lasciando chiusa in un cassetto la possibilità di giocare in multiplayer, situazione ritenuta troppo “forzata” per un prodotto “story oriented”. Contro il pericolo di ritrovarsi davanti a qualcosa di troppo lineare, saranno disponibili alcune scelte da compiere, molto importanti ai fini della storia, andando a creare quello che potrebbe essere un interessante sistema di bivi, su cui però non sappiamo ancora molto. Ugualmente, non aspettatevi un'anima free roaming in stile GTA, ma semmai una città viva, da visitare e gustare nelle sue metamorfosi, in corrispondenza con alcuni fatti storici realmente accaduti, o con momenti portanti della vita di Vito. Ad esempio, col passare degli anni, ascolteremo musiche diverse dalla radio della nostra macchina in base alle nuove tendenze modaiole e, dopo aver contribuito a far esplodere un palazzo, passandoci davanti troveremo le sue macerie e i passanti che reagiranno all'accaduto. Insomma, non certo subquest da scovare dietro ogni angolo, ma comunque interessanti situazioni e la possibilità di visitare edifici come a negozi di armi e vestiti (che potremo cambiare per far perdere le nostre traccie a polizia o altri inseguitori).

Ciò che maggiormente ci ha rallegrato nella nostra escursione londinese, è l'aver constatato quanto sia visibile e palpabile la continuità di intenti tra la direzione artistica del primo Mafia e quella del nuovo capitolo. A scrivere la sceneggiatura, è stato nuovamente Daniel Vavra, mettendo ancora in campo la sua passione per i dettagli, che si riflette nella rappresentazione di musiche, oggetti, vestiti e quant'altro è stato possibile studiare ed osservare nei documenti dell'epoca. Dal punto di vista narrativo, aspettiamo dunque al varco quanto scaturito dalla mente di Vavra consci che, questo Mafia II, si trova non solo davanti al compito di divertire il giocatore, ma soprattutto a quello ben più difficile di essere il degno erede del suo predecessore e riuscire a rapire il pubblico, convincendolo ad entrare a far parte della sua... “famiglia”! Dopo questo primo incontro, non ci rimane che attendere di poter finalmente provare una versione completa del titolo che, ricordiamo, cercherà di imporre la propria legge su p, Xbox 360 e Playstation 3.

 

 

Dobbiamo ammetterlo: il pathos sviluppato attorno alla produzione di Mafia 2, è di quelli riservati unicamente ai nomi di prima grandezza. Per quanto abbiamo potuto vedere con i nostri occhi, il primo incontro ravvicinato con il gioco, ha dimostrato che la fibra, il team  2K Czech, non l'ha sicuramente persa, nonostante gli anni passati dal primo Mafia. La direzione artistica sembra essere uscita dalla stessa pregevole vena creativa che ha saputo incantarci nel 2002 mentre, dal punto di vista tecnico, tutto sembra procedere verso livelli d'eccellenza. Teniamo den saldo il nostro occhio sul proseguimento dei lavori su Mafia II ben consci che, al di là del mero piano tecnologico, un titolo che punta sul single player, dovrà riuscire a condurci per mano nel suo mondo fatto di  atmosfere a cavallo tra Mervyn LeRoy, Francis Ford Coppola e Howard Hawks. Impresa non da poco, ma 2K Czech sa bene che con la... Mafia non si scherza... e nemmeno con i sentimenti dei videogiocatori.