Preview Empires: Dawn of the Modern World

di Tiscali News

Puntualizzo sin da ora: siamo di fronte ad un potenziale capolavoro. Gli appassionati di strategici storici un tempo uniti all'ombra della saga Age of Empires sono ancora alla ricerca di un degno successore, è possibile che questa sia la volta buona? Si, è possibile, garanzia e sostegno di tale causa è la presenza nel team del geniale Rick Goodman, creatore degli Age of Empires e di Empire Earth, coadiuvato da Richard Bishop. Detto questo sorge comunque spontaneo il timore di trovarci tra le mani l'ennesimo clone, ma in verità l'idea è originale e le innovazioni molteplici. Mille anni di storia (dal medioevo alle guerre mondiali) per dominare il globo, sette civiltà tra loro completamenti differenti e dulcis in fundo una grafica veramente mozzafiato. Già premiato tra i migliori strategici nella recente manifestazione dell'E3: Empires Dawn of the Modern World.

L'idea di poter combattere nello stesso gioco con cavalieri bardati e con tank corrazzati non fa più scalpore, Empire Earth ha aperto un sentiero che è stato allargato con maggior efficacia da Rise of Nations, senza comunque mai arrivare a soddisfare totalmente la critica, specialmente in Europa. Empires è il terzo titolo di questa categoria, ma è tutt'altro che un clone. Graficamente potrei parlare di un Empire Earth potenziato e migliorato nei particolari, davvero gradevole, screenshot alla mano. Tralasciando la parte estetica che in fin dei conti negli strategici ha un'importanza relativa, la giocabilità e l'originalità non promettono malissimo. Trattandosi di un'anteprima non vorrei sbilanciarmi eccessivamente, ma è certo che non si tratta del solito noioso mutamento da clava a fucile laser, la tediosa corsa allo sviluppo tecnologico durante la quale il più veloce è insignito d'alloro.

Tanto per cominciare il periodo trattato va dal 950 al 1950, l'area cronologica viene quindi sensibilmente ridotta rispetto agli affini, le ere sono infatti cinque: il medioevo, l'era della polvere da sparo, l'età imperiale, ed i due conflitti bellici mondiali. Il gioco è realizzato in modo da permettere che i veri scontri avvengano nell'era delle guerre mondiali, nelle quali troviamo un incredibile varietà di unità, di tattiche, di tecnologie (storicamente impeccabili), come mai se ne erano viste in uno strategico in tempo reale, gli amanti di questo periodo storico-militare troveranno pane per i loro denti. La presenza poi di un alto numero di civiltà totalmente diversificate nelle loro caratteristiche è indubbiamente intrigante.

Sette civiltà appunto: Germania, Stati Uniti, Cina, Francia, Gran Bretagna, Corea e Russia. Ognuna con proprie unità, propri poteri, proprie caratteristiche militari ed economiche. A seconda della civiltà che avremo nelle nostre mani il modo di gestire le risorse dovrà cambiare, dovremo fare attenzione al sistema economico, alle risorse delle nostre terre, all'abilità delle nostre forse militari, molto più che negli strategici storici precedenti.

Le informazioni in mio possesso sono ancora limitate ma le fonti ufficiali hanno donato (con il contagocce) diverse curiosità a riguardo. Alcuni esempi? La nazione russa in caso di invasione vedrà i propri contadini trasformarsi in uomini bomba utilissimi contro tank e corazzati in genere; la nazione americana potrà invece contare su agevolazioni per la fanteria che la renderanno più veloce e resistente; la nazione inglese nel medioevo avrà armi d'assedio impressionanti e nell'era moderna una marina invincibile; la nazione tedesca potrà infine contare sui rinomati panzer, e quindi su una superiorità terrestre.

Infine potremo sbizzarrirci in partite a giocatore singolo, in campagne ed in multiplayer. Ingegnosa a questo riguardo l'idea di dividerlo in due modalità di gioco: "Empire Builder" e "Action", la prima permetterà di costruire in maniera strategica il proprio impero, la seconda si rivolge ai più bellicosi. Quando potremo saggiarlo con le nostre mani? Bisognerà attendere le liete giornate natalizie, preparate un posto sotto l'albero.

A cura di Lorenzo Proia

Gli estremi per parlare di capolavoro annunciato ci sono tutti. Resta da vedere se il team di Rick Goodman saprà mantenere le molte promesse fatte in questa fase di sviluppo del gioco. La concorrenza è agguerittisma (AOM e Total War su tutte), ma siamo sicuri che Goodman e soci non ci deluderanno.