Preview Empire Earth: The Art of Conquest

di Tiscali News

Immaginate il sole che fa capolino da dietro un'isoletta del Pacifico, una di quelle dove si sogna di andare a vivere, o almeno a passare una vacanza esotica in compagnia di una donna e di poco altro.

Immaginate la tranquillità di una piccola base alleata di supporto e il rombo fracassante di tanti piccoli aerei monoposto giapponesi in avvicinamento per fare giustizia e massacro. Bene, avete inquadrato i fatti. Non che fosse difficile; è la tipica situazione di film di guerra americano (Pearl Harbour per citare solo il più famoso e recente).

Questo è l'inizio di una, forse la più affascinante, delle campagne di The Art of Conquest.

Campagne che saltano qua e là come tanti grilli impazziti. Dai caldi mari tropicali della Seconda Guerra Mondiale potrete infatti passare alla guerra di varie nazioni asiatiche per il controllo di Marte, ed altro ancora.

Il punto forte della serie di Empire Earth sta proprio in questo; dare la possibilità agli amanti degli RTS di imbattersi in situazioni completamente diverse e sempre più affascinanti. E possiamo dirvelo fin da subito... ci sono riusciti anche con questo The Art of Conquest, espansione che non vuole fare nient'altro che dare una pesante rinfrescata al titolo originale.

E ci riesce con estrema audacia grazie alle tre nuove campagne incluse (con almeno sei missioni ognuna), le 36 nuove unità disponibili (18 per il single player e 18 per la modalità multigiocatore) e un restyling generale del gameplay.

Che dire? Non è tantissimo, di sicuro. Ma è abbastanza per dare una botta di vita al gioco e ai suoi appassionati, che non chiedevano altro.

Per quanto riguarda la campagna 'futuristica' pare ci si troverà tra il 23° e il 24° secolo e si dovranno 'muovere' dei cybercittadini.

Ci saranno diversi modi per reperire risorse e, naturalmente, astronavi come se piovesse. Essendo inoltre indispensabile la creazione di uno spazioporto per muoversi tra i pianeti, pare che gli sviluppatori abbiano deciso di rividere la fisica dei movimenti (delle astronavi) e rivoluzionato quasi completamente il design.

Ci sono tantissime unità e non è il caso di fare una panoramica su tutte.

Sappiate solo che sono estremamente particolareggiate; un esempio facile sono i CyberNinjas, dal nome assurdo ma dalla potenza devastante, con tanto di Logic Bomb al seguito.

Epica sarà invece la lotta, per quanto riguarda la campagna della Seconda Guerra Mondiale, per il possesso dei cieli tra il mitico Zero Fighter e lo SBD Dauntless alleato (che in realtà pare sganciasse bombe e non altro, ma tant'è). Saranno presenti tutte le ambientazioni classiche di quel conflitto, partendo da Guadalcanal passando per le Midway e arrivando a Iwo Jima. Decisamente molto d'effetto e consigliata come campagna 'introduttiva', anche se la difficoltà sarà tutt'altro che da allegra scampagnata.

Infine la campagna dei Romani. Di questa si sa ancora molto poco ma di sicuro sarà basata piuttosto su canoni 'classici', soprattutto in fatto di unità. Ma ne riparleremo in inverno.

Sono presenti poi varie funzionalità aggiuntive, come l'Avanced Mining, che ottimizza la forza lavoro e una non meglio identificata abilità che dovrebbe permettere "l'utilizzo" di alcuni effetti dovuti ad una crescita nell'Era Atomica, potenziando gli attributi normali di attacco e di danno delle proprie unità. Qualcosa di molto sibillino e misterioso per ora, quantomeno. Anche questo ci riserveremo di analizzarlo dettagliatamente nella review vera e propria.

Per quanto riguarda l'aspetto grafico il motore è praticamente lo stesso, se non lievemente ritoccato. Fa decisamente il suo lavoro, se non per qualche texture che ogni tanto non dà il meglio di sè. Ma siamo sicuri che aggiusteranno il tutto per l'uscita ufficiale.

Chiudiamo con il multiplayer; come abbiamo detto prima ci saranno 18 nuove armi in più ed è un motivo già più che sufficiente per giocarci, e parecchio. Inoltre sono state aggiunte nuove civiltà, come i Giapponesi e i Coreani.