Anteprima Devil May Cry 3

di Tiscali News
Ideato con il preciso intento di farne un novello Resident Evil, Devil May Cry ha rappresentato per anni il punto di riferimento degli Hack & Slash di ultima generazione. Dopo il mezzo fallimento del secondo capitolo, con tanto di mea culpa della stessa Capcom, il padre putativo della Umbrella Corporation, Shinji Mikami, è tornato sui propri passi realizzando con Devil May Cry 3, il vero sequel del titolo ammirato qualche tempo fa.

Abbiamo usato il termine sequel anche se l'espressione più appropriata sarebbe dovuta essere "prologo"; cronologicamente parlando, Devil May Cry 3 si pone, infatti, diversi anni prima gli avvenimenti del primo capitolo della serie, presentandoci di fatto, gli elementi cardine del rapporto fra i due fratelli mezzo demone, Dante e Virgil, che diverranno scontro aperto in Devil May Cry.

In DMC 3, il giovane Dante si presenta come un eroe acerbo (sicuramente meno sicuro e carismatico di quello che diventerà di lì a poco), borioso oltre che più sbarazzino in battaglia. Per Dante non esistono tattiche da seguire o ragionamenti da fare, ma solo il nemico da distruggere a suon di pallottole, sempre al fianco delle fedeli pistole Ebony e Ivory, e fendenti di spada. Il figlio di Sparda esibisce inoltre una freschezza atletica molto più marcata, se paragonata al primo Devil May Cry, dote che renderà possibili azioni molto più varie che in passato.

Oltre alle classiche combo, Dante potrà ora eseguire felini salti sui muri o meglio ancora utilizzare i nemici a terra come simpatici surf sui quali abusare delle proprie armi a lunga gittata. La vera novità di DMC 3 è però rappresentata dalla possibilità, prima di ciascun livello, di poter scegliere il proprio stile di combattimento fra i quattro disponibili, fattore che andrà ad incidere sia sul set di mosse che sui movimenti di gioco principali.

Mentre due stili saranno, infatti, improntati sull'attacco (con il Swordmaster più orientato all'uso delle armi bianche ed il Gunslinger, alle armi da fuoco), gli altri due doneranno a Dante un'agilità fuori dal comune (Trickmaster) ed una virtù di difesa molto più marcata (Royal Guard). Tecnicamente parlando, l'ultima fatica di casa Capcomsembra avere tutte le carte in regola per diventare lo Smash Hit del 2005 ( data indicativa per il mercato nostrano). Il gioco esibisce locazioni tanto vaste quanto dettagliate, con la presenza di elementi cromatici non più, finalmente, ristretti alle solite scale di grigio. Per molti versi, lo stile ricalca quello di DMC anche se, ad onor del vero, la versione trial in nostro possesso non ha evidenziato la presenza delle splendide strutture gotiche del primo episodio. Ottimo il frame rate raggiunto (mai sotto i 30 FPS nei due livelli disponibili) ed il dettaglio di tutti i personaggi in game, mentre meno buono il sistema di telecamere che, nonostante la presenza del tasto R3 adibito al reallinamento della telecamera, resta ancora il marchio di fabbrica, in senso negativo, della serie. Per quanto concerne il sistema di controllo, Capcom ha saggiamente deciso di riproporre il medesimo sistema adottato nel sequel mentre, in ultima analisi un punto a favore meritano sensa dubbio sia gli splendidi filmati FMV che la colonne sonora rockeggiante e decisamente a tema per un titolo frenetico come questo.

Un'altra e smetto. E' ciò che abbiamo pensato in redazione dopo aver assaporato le features della versione trial in nostro possesso. Devil May Cry 3 è un titolo adrenalinico, capace di tenere incollati alla sedia per ore. Il gioco certo ha evidenziato alcuni piccoli difetti (problemi di aliasing e sistema di telecamere deficitario), difetti che da qui al Marzo 2005 potranno facilmente essere superati.