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Risultati da 221 a 230 di 247
  1. #221
    Yay L'avatar di Feleset
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    Thu Jun 2007
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    Ragazzi, riflettendo sui miei impegni attuali preferisco ritirarmi dal torneo. Mi dispiace, ma ultimamente non ho più tempo di andare al pc, e non credo che le cose miglioreranno molto prima di ottobre. Mi scuso molto, ma non era una situazione che potevo prevedere, anche se già all'inizio avevo annunciato che avrei potuto saltare delle manche. Auguro buon lavoro a tutti.

  2. #222
    Senior Member L'avatar di Majin Broly
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    Sat May 2007
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    A questo punto vorrei sapere chi è ancora intenzionato a partecipare. Potrebbe avere poco senso tenere aperto un torneo con due persone. Se almeno tre utenti (me compreso) sono interessati a continuare, il torneo può proseguire. Per il recconto mi scuso io in primis, ma dopo luglio, mi sto godendo uno stralcio d'estate. Aspetto vostre notizie.

  3. #223
    Senior Member L'avatar di Dargil
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    Wed Aug 2009
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    Mi dispiace, mi sono confuso coi giorni della consegna e vedendo che nessuno psotava credevo di non essere in ritardo, comunque vorrei continuare.

  4. #224
    Imagine you and me L'avatar di Shira
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    Citazione Originariamente Scritto da Majin Broly Visualizza Messaggio
    A questo punto vorrei sapere chi è ancora intenzionato a partecipare. Potrebbe avere poco senso tenere aperto un torneo con due persone. Se almeno tre utenti (me compreso) sono interessati a continuare, il torneo può proseguire. Per il recconto mi scuso io in primis, ma dopo luglio, mi sto godendo uno stralcio d'estate. Aspetto vostre notizie.
    Io vorrei continuare
    ~E' meglio esser odiati per ciò che siamo, che essere amati per la maschera che portiamo~

  5. #225
    Senior Member L'avatar di Majin Broly
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    Perfetto, ci sono già almeno tre partecipanti, quindi per me è sufficiente per continuare. Ovviamente più se ne agggiungono meglio è.
    Consegna lunedì, e vorrei evitare altre proroghe, per non paralizzare completamente il torneo.

  6. #226
    Imagine you and me L'avatar di Shira
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    Wed Jun 2006
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    Nessun problema, intanto siccome l'ho ultimata, la posto ora ^^

    Spoiler:
    Alieni

    Un imprecazione squarcia il silenzio tranquillo. Chi osa urlare parole così volgari in un momento di pace e serenità? La gente non se lo sa spiegare, mentre si affaccia alle finestre per ascoltare, per giudicare. Ad un tratto il grido si ripete, alto, forte, agghiacciante, terrorizzato. La gente esce dalle case, piene di gioie familiari, per capire la situazione, per comprendere cosa abbai interrotto la pace del luogo. La risposta arriva chiara e inesorabile con un terzo grido altisonante.
    La pace è completamente infranta...

    “Gli alieni!!!”
    Sati non può credere ai suoi occhi, quello che vede deve essere frutto della sua fantasia. Affonda le mani nel liquido del fiume e si bagna il viso, più e più volte. Riporta lo sguardo verso l'alto, ma vede la medesima cosa già vista in precedenza. Delle astronavi stanno scendendo al suolo. Resta qualche secondo sconvolta, continuando ad osservare quei mezzi, di una tecnologia molto più avanzata della loro. Poi si risveglia come da un sogno ed inizia a correre verso il centro della città, continuando ad urlare “Sono sbarcati gli alieni!”.
    Infrangendo la pace.
    Qualcuno esce dalla propria casa in fretta, dopo aver udito il grido. Non c'è molto tempo, occorre mobilitare l'esercito. Lui, Comandante Kikal , deve provvedere alla salvaguardia della nazione.
    Rapidamente si dirige verso il Quartier Generale dell'Esercito. La salvezza è nelle sue mani, non può fallire.
    Le astronavi degli alieni, intanto, sono sbarcate ed i portelloni si aprono lentamente, ma la luce accecante impedirebbe a chiunque fosse nei dintorni di vederne l'interno, di vedere negli occhi gli invasori. Ma ad ogni modo nessuno ha avuto il coraggio di avvicinarsi, tutti sono fuggiti in maniera scomposta, disordinata, cercando di salvare i propri cari, le proprie vite.
    Gli alieni escono dall'astronave, muovono qualche passo incerto sul pianeta, guardandosi attorno. Tra le braccia hanno i loro fucili ad alta precisione, pronti a far fuoco. Il loro pianeta è diventato ormai insufficiente, loro sono costretti a trovare nuove risorse, nuovi pianeti da conquistare. E per questo non si faran scrupoli ad uccidere ogni misero abitante di quel pianeta.
    Calpestano il suolo con le loro zampe, ghermiscono i fucili con gli artigli.
    Si muovono con passo rapido, come se sapessero con esattezza cosa fare, dove andare, mentre i loro occhi malvagi saettano da ogni parte alla ricerca di ricchezze da depredare. La luce risplende sulla loro pelle sudata e appiccicosa, il loro fiato smuove l'aria intorno, creando leggere brezze capaci di rabbrividire chiunque vi si avvicini.

    Nel frattempo, al Quartier Generale, il Comandante Kikal e il Generale Kawon stanno cercando di mettere a punto un piano che permetterà la salvezza della nazione e dell'intero pianeta.
    “Che cosa facciamo, Generale?”
    Il Generale Kawon rimane pensieroso, cerca di capire quale sia la strategia migliore.
    “Suggerisco di tentare per la via diplomatica, Comandante. Mandiamo un ambasciatore a parlare con loro”
    Il Comandante Kikal annuisce, non totalmente convinto. Secondo lui mobilitare l'esercito sarebbe stata la soluzione migliore, ma non discute le decisioni del Generale. Spera solo che quei mostri siano pronti a collaborare.
    Non i ha visti in faccia, ma ha visto le loro astronavi. Appare evidente che la loro tecnologia è inarrivabile. Se non accetteranno il patto sarà la fine per il pianeta e per la popolazione.

    Gli alieni raggiungono la prima città ed iniziano a sparare con i loro fucili, ad entrare nelle case per saccheggiare e uccidere. I bambini, spaventati, urlano al solo vedere la loro faccia mostruosa e i loro denti terribili. Un bimbo viene strappato dalla sua mamma da quelle mani rapaci e portato su una delle loro astronavi, forse vogliono studiarlo, forse vogliono farlo diventare uno di loro, o semplicemente ucciderlo. La madre, terrorizzata, teme che vogliano mangiarlo. Da ogni luogo è possibile udire le grida delle donne e dei bambini, le urla disperate dei genitori che vedono i loro figli calpestati o uccisi in altri modi altrettanto sanguinosi, tutto ad opera di squallidi alieni rosa.
    Gli alieni continuano a marciare, compatti, senza dividersi. Distruggono tutto ciò che incontrano, simili alla marcia infuocata dei demoni dell'Apocalisse. Non c'è scappatoia, nessun rifugio. Continuano ad avanzare, distruggendo tutto ciò che incontrano. Con le loro armi. Con la loro malvagità. Con la loro fame. Fame di possedimenti, di territori.
    Fame di sangue.

    Ecco che in lontananza arriva l'Ambasciatore Jonas, mandato dal Comandante e dal Generale. Sguardo attento e fiero, marcia sicura. Inquietudine nel cuore.
    Si avvicina agli alieni, chiedendo di parlare con il loro comandante. Gli alieni ridono, digrignando quei denti che spaventano tanto il povero Jonas. Così bianchi e inquietanti. Uno degli alieni si fa avanti, il più grosso, il più malvagio. Quello con i denti più bianchi.
    “Sono io, il Comandante” dice, con una voce agghiacciante, simile ad un gessetto lasciato scorrere sulla lavagna. Jonas inizia a tramare, al cospetto di quell'essere ripugnante.
    “I-io...vengo in p-pace. N-noi...volevamo proporvi un accordo...p-per farvi abbandonare il p-pianeta”
    Il Comandante annuisce, con grande stupore dei suoi compagni.
    “D'accordo. Riferisci che siamo pronti a trovare un accordo”.
    Jonas sospira di sollievo e si volta, per annunciare la lieta novella. E' felice, sente che se il pianeta è salvo è in parte anche merito suo. E' come se avesse salvato delle vite, e la cosa lo rende fiero di sé.
    PAM.
    Un colpo lo coglie impreparato. Cade a terra, mentre dalla sua testa inizia a sgorgare sangue. Il Comandante degli alieni scoppia a ridere. La sua roca risata si propaga per chilometri e chilometri, facendo tremare di paura tutta la popolazione che sta cercando salvezza. I bambini piangono, perchè hanno paura. Perchè è un'ingiustizia che siano costretti ad abbandonare la vita prima di averla conosciuta.

    Un bambino sta guardando tutta la scena, con i piccoli occhietti pieni di lacrime. Jonas era suo padre e lui l'ha visto cadere, per colpa di sporchi alieni che vogliono solo fare del male. Adesso lui è solo, anche sua madre è stata uccisa dagli alieni. Non ha nessuno al mondo.
    E' nascosto in una botte, vicino al luogo dell'assassinio, il sangue di suo padre è libero di scorrere fino a lui. Ha gli occhi pieni di quel colore sgargiante. Una distesa purpurea che luccica davanti a lui. Allunga le piccole mani marroncine e pelose, come se volesse toccarlo, ma sa che non può allungarsi troppo, o verrebbe scoperto. Le sue orecchie aguzze si tendono, mentre cerca di ascoltare i discorsi degli alieni, e intanto la sua coda squamosa si muove frenetica, a causa della forte rabbia che prova.
    Vede all'improvviso sua nonna scattare in avanti e avventarsi contro il capo degli alieni. E' arrabbiata, vuole vendicare la morte del figlio. Il piccino apre la bocca, vorrebbe urlarle di andarsene, che è pericoloso. Vorrebbe dirle di salvarsi, perchè ormai solo lei può occuparsi di lui. Vorrebbe gridarle che possono ricostruirsi una vita, possono sopravvivere.
    Vorrebbe ululare al vento tutto quello che sente nel suo cuore.
    E invece resta in silenzio, per salvarsi, per portare dentro di sé la memoria della sua famiglia.
    Continua ad osservare la nonna accanirsi contro gli alieni. E' inutile, è tutto inutile.
    Il Comandante degli alieni ride, si fa scherno del dolore dell'anziana. Ancora. Sempre di più. Sempre più forte. Con il calcio del fucile colpisce la vecchietta, distruggendole il cranio. Ancora una volta il piccolo vede il sangue color porpora di un suo caro scorrere sul freddo pavimento.
    Un grido esce dalle labbra del poveretto, che viene così individuato. Il Comandante nemico si avvicina a lui, squadrandolo con due occhi intensi e azzurri, dove si può leggere la pura malvagità. Gli punta la canna del fucile contro la testolina, pronto a premere il grilletto.
    Soltanto una domanda esce dalle dalle labbra del piccolo
    “Chi siete, voi?” chiede con sdegno, sputando della saliva azzurra sul viso dell'alieno che ha osato uccidere suo padre. Può permettersi di fare quel gesto, ormai ha perso la speranza di salvarsi.
    Il Comandante ride, ancora una volta.
    Decide di rispondere a quella domanda, forse per assecondare l'ultima richiesta di un povero bambino destinato ad una morte troppo precoce.
    “Siamo Terrestri” dice semplicemente, con una voce così fredda da far rabbrividire anche il cuore più caparbio.
    Quella risposta è l'unica cosa che il bimbo può sentire, seguita a breve distanza da un suono forte e amaro.
    Poi: il buio.
    E troppe domande senza risposta.
    ~E' meglio esser odiati per ciò che siamo, che essere amati per la maschera che portiamo~

  7. #227

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    Chiedo scusa anch'io. L'estate ruba molto tempo e immagino non sia solo un problema mio. Questo periodo è proprio pessimo per partecipare a tornei o competizioni varie. Io, dalla mia, posso dire che ho le ore di navigazione disponibili contate, visto che in vacanza posso solo utilizzare chiavette.
    Visto che è stata posticipata la data di consegna, utilizzerò il mio tempo per finire quel che avevo iniziato in un momento d'ispirazione prima che partissi.
    Io continuerò a partecipare. Ho già dimostrato di non essere stato presente a questo torneo e non so quante volte devo ringraziare Majin Broly e Feleset per aver mandato avanti quel che io avrei rovinato in poco.
    Bè, speriamo di avere una buona parola anche con gli altri partecipanti.

  8. #228

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    Richiesta: Posso postare la mia One Shot domani in mattinata? Tecnicamente l'ho finita, ma avendo avuto un po' di problemi con internet e con il computer, non l'ho assolutamente riletta e al momento non ho molto tempo per riguardarla. Se riesco, entro stasera, ma non ne sono certo.

  9. #229
    Senior Member L'avatar di Majin Broly
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    Tranquillo, tanto dovrò farlo anch'io in mattinata. Dal computer in cui mi trovo ora non posso aprire i file word, quindi dovrò aspettare di essere a casa domani.

  10. #230
    Senior Member L'avatar di Dargil
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    IO
    Spoiler:
    Nessuno sa con certezza perché nei pianeti esista la forza di gravità. Si è scoperto che la sua intensità dipenda dalla massa e che essa oltre agli organismi vale anche per pianeti interi o addirittura stelle. La luna terrestre ne è l’esempio più semplice. Questo piccolo satellite continua a girare intorno a quell’ammasso di terra e acqua, senza meta, destinato a girovagarci intorno perennemente senza nessun cambiamento radicale nella sua struttura, così vicino eppure irraggiungibile. Un destino nefasto senza speranza, come il mio continuo girovagare intorno alla vita, stessa vita che per gli organismi rappresenta il contorno della propria esistenza e la loro principale ragione di continuare a tenersela per trovarne uno scopo, ma che per me rimane solo una vetta irraggiungibile e comunque senza scopo.
    Cosa sono? Perché esisto? Chi o cosa mi ha creato? Sono seduto. Sto guardando la terra, un piccolo ammasso di roccia e acqua. Ha un’atmosfera semplice che ne ha permesso la propagazione di microrganismi che si sono saputi adattare ed evolvere. Come sono nato io? Ho aperto gli occhi. Ho visto infinite costellazioni che mi fissavano , come se le fondamenta stesse dell’universo fossero state scosse. Ho visto intere galassie bruciare sotto ripetute supernove, cataclismi talmente spaventosi da far sembrare un terremoto planetario un soffio di vento che ti accarezza dolcemente. Chi sono io? Ho cercato per un periodo incalcolabile chi fosse come me, eppure esisto solo io. IO è la mia rappresentazione, il simbolo della mia unicità e IO mi appartiene, quindi io sono IO.
    Sono seduto. Sto guardando la terra. La luna terrestre è completamente priva di vita, come piace a me. Il rumore non esiste. La fermezza ne fa da padrona, con la sabbia irremovibile, che viene spostata al minimo cenno, segno che tutto ciò che non fa parte di questo satellite, tutto ciò che non si muove insieme alla sua massa è solo un intruso, intruso di una struttura perfetta, che esiste in tutto l’universo e io ora qui sono un intruso. Sto guardando la terra. Che covo di intrusi. Il continuare degli eventi è stato modificato drasticamente e l’equilibrio spezzato, temo che non sia più recuperabile. Eppure non mi interessa. Questo universo non mi è mai interessato e a sua volta io non gli sono mai interessato. Siamo come i 2 poli di un pianeta, ci ignoriamo e non conosciamo la nostra esistenza e non mi interessa conoscerla. Però questi organismi, in confronto a me la sabbia della luna terrestre paragonata a se stessa, hanno dei loro simili e come tali vivono. La mia forma è simile alla loro, già questo mi fa desiderare essere un intruso come loro. Già so però, che sarei un intruso tra gli intrusi. Cosa sarei ai loro occhi? Io stesso non so cosa sono. Da loro potrei essere scambiato come uno dei fantomatici alieni o dei. Esseri superiori che non hanno mai visto o conosciuto. Trovo quelle immagini la rappresentazione della continua ricerca della perfezione di quei microrganismi, una ricerca atta a scoprire cose più grandi di quelle già scoperte per una voglia di conoscenza senza limiti. Sono geloso di tale voglia. Ma io so, so che la mia intrusione sarebbe effettiva in quel pianeta. Posso vederlo, anzi, posso vedere quello che sarebbe successo. Fiamme e simboli dappertutto e io che sovrasto ogni cosa in tutta la mia magnificenza. Non sarò io a creare la distruzione, ma ne sarò la causa, il perché non mi interessa.
    No, non anticiperò la fine di questo mondo, perché non mi interessa. Sono seduto. Sto guardando un mondo sconosciuto. La mia vita non ha senso e io sono IO. Questo mondo non mi appartiene, questa sabbia non fa parte di me. Sto guardando un mondo sconosciuto. Il suo “tempo“ mi disgusta, il simbolo di quanto sia isolato dall’universo e da me. Il mio non essere intruso in realtà mi importa. Sono arrogante nel mio atto di pietà verso questo mondo. Quello che vedo non mi è mai interessato e il mio disinteresse può essere segno che quello che prevedo può essere cambiato. Questo mondo non mi appartiene, però ora porto dentro di me la speranza in un mio cambiamento, che mi porti a trovare la vita, varcare la forza di gravità, superare la doppia dimensione. Che quello che cerco non sia qui poca importanza ha, ho altre vite da esplorare, vite in cui forse potrò vivere e creare vita.
    Sono IO.

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