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  1. #271
    Senior Member L'avatar di GoTeo
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    A casa...... o forse no!
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    Povero Crilin, se la prendono sempre con lui ed i sentimenti di c-18 sono descritti perfettamente, almeno Crilin rimarrà vivo ,per il momento
    Ghiller ha fatto il suo ingresso nella ff e sia c-18 che c-17 stanno andando a cercarlo per vendicarsi, molto interessante
    WoW! chiedono di Vegeta... e ammò chi sarà questo Kano?!?! cosa crede di fare contro il Principe dei Sayan?? anche se nn me la racconta giusta...
    Sono davvero curioso di sapere cosa deciderà di fare Vegeta...che dico..... accetterà ,allora meglio dire cosa succederà?!?!?
    GRANDE FINAL!!

    Il mio primo video adesso rimodernato.... "braccio destro di Dante™"
    Ed ecco il secondo OSCAR DBA 2007/2008 :"Miglior critico di ff"
    Mia LongShot con Gogeta_89

  2. #272

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    Ghiller irrompe nella storia e spezza tutti gli equilibri.Come se non bastasse,appare anche il misterioso Kano.che sia un cyborg?

    Bell'episodio,final...

  3. #273
    Demente precario L'avatar di Final Goku II
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    EPISODIO 3: L’AIUTO DI PICCOLO

    “Devo assolutamente scoprire dove si trova Ghiller! E’ giunto il momento che quel mostro paghi per tutto quello che mi ha fatto!” pensava tra se e se C-18 mentre camminava a passo risoluto verso il grattacielo, sede di Tele Z, l’emittente televisiva che aveva trasmesso il notiziario vedendo il quale la cyborg aveva scoperto come Ghiller fosse ancora vivo. La donna dai biondi capelli sapeva come quella fosse l’unica pista che potesse seguire per scoprire dove vivesse l’uomo che stava cercando. Il notiziario aveva parlato di Ghiller come di una persona molto riservata, che non aveva voluto che fosse rivelata la locazione della sua abitazione, e ciò aveva portato C-18 ad escludere la possibilità di poter risalire all’informazione che cercava facendone domanda alla gente comune. Gli unici che potevano sapere qualcosa erano gli stessi giornalisti che avevano riportato la notizia, visto e considerato che erano comunque in possesso di una foto dell’uomo. Con questa consapevolezza la donna fece il suo ingresso nell’edificio, e si diresse verso le scale, allo scopo di raggiungere i piani alti. Onde evitare di girare troppo a vuoto, era meglio puntare direttamente sul direttore, anche perché la cyborg era cosciente che creare un certo trambusto sarebbe stato pressoché inevitabile. C-18 non fu infatti per nulla sorpresa del fatto che un intralcio già si presentasse innanzi a lei. In quanto una delle emittenti televisive più importanti del pianeta, era logica conseguenza che tele Z potesse contare su un buon numero di sorveglianti. “Ehi signorina! Si fermi! Lei non può Salire!” fece uno dei sorveglianti appoggiando la mano sulla spalla della donna allo scopo di esortarla a fermarsi. Per tutta risposta ella afferrò la mano dell’uomo e, malgrado questi fosse un uomo piuttosto nerboruto, lo scagliò via facendolo volare contro una parete, lasciando di stucco i presenti. Intimoriti ma comunque ben decisi a compiere il loro dovere, altri tre individui si frapposero tra la donna e le scale. Erano anche questi tre degli uomini piuttosto robusti. “Non statemi tra i piedi!” esclamò C-18 per poi puntare il palmo della mano verso di loro e concentrarvi la propria energia distruttiva. I tre sembrarono disorientati da quello strano bagliore, del resto non era consueto che un essere umano potesse fare una cosa del genere. La cyborg dai biondi capelli era fermamente intenzionata a non perdere tempo, e a sbarazzarsi di quegli intralci con la rapidità e la facilità consequenziali all’incommensurabile divario di potenza che la poneva al di sopra degli avversari. In quel momento però le parole di Crilin le tornarono alla mente. Cosa stava facendo? Lui era stato l’unico ad aver sempre avuto fiducia nella sua bontà d’animo, e lei come stava ricambiando tale fiducia? Spazzando via le vite di tre esseri umani con la fredda naturalezza con cui si rimuove un velo di polvere da uno scaffale? No, lei non era quel genere di cyborg. Forse sarebbe potuta diventarlo, ma ormai ella aveva maturato la consapevolezza di non voler essere nulla di nemmeno vagamente simile a quanto Gero e Ghiller avevano desiderato che lei diventasse. C-18 abbassò la mano, quindi con la super velocità si portò alle spalle dei tre sorveglianti e li mise tutti al tappeto con un colpo a testa sferrato dietro la nuca. Fatto questo salì rapidamente le scale. Vista la rapidità della cyborg non ci volle che il tempo di un battito di ciglia perché lei raggiungesse l’ultimo piano, facendo così irruzione nell’ufficio del direttore.
    Vegeta inizialmente non ebbe alcuna reazione all’asserzione di Kano, che aveva appena rivelato di essere venuto a sfidarlo unicamente allo scopo di ucciderlo. Bulma e Yamcha invece erano rimasti impietriti. La sensazione che aveva avvertito sulla pelle la moglie del principe dei saiyan si era rivelata essere più che legittima, e Kano si stava rivelando una persona assai pericolosa, quantomeno nelle intenzioni. “Che cosa? Vuoi uccidere Vegeta? Ma perché?” chiese Yamcha, che non riusciva a capacitarsi della naturalezza con cui il misterioso individuo aveva manifestato le proprie intenzioni. Prima ancora, però, che Kano potesse rispondere, ammesso e non concesso che avesse l’intenzione di farlo, fu Vegeta a parlare. “Non serve che tu risponda a questa domanda! Accetto la tua sfida! Però ritengo sia il caso che tu sappia che anche io ho tutte le intenzioni di ucciderti! E’ questa la fine che tocca a chi ha l’ardire di venire a sfidare il principe dei saiyan!” rispose con tono freddo il padre di Trunks. “Ragazzi! Vediamo di calmarci! Per favore! Qui si sta parlando di ammazzarsi! Non potete prendere la cosa alla leggera! Perché non cercate di…” disse Yamcha, inorridito dalla facilità e dalla naturalezza con cui Vegeta e Kano parlavano della possibilità di privare l’altro della vita. “Yamcha…” lo interruppe Kano. L’uomo ebbe un leggero sussulto nel constatare come Kano conoscesse anche il suo nome. “Farai meglio ad entrare quanto prima in quest’ordine di idee… perché dopo Vegeta, il prossimo che ho intenzione di eliminare sei proprio tu!” disse l’uomo dai biondi capelli. “Che cosa?” ringhiò Yamcha. “Non vi è ragione perché tu te la faccia addosso come tuo solito… perché sarò io ad uccidere Kano!” lo tranquillizzò, a suo modo, Vegeta. “Bene… allora è deciso! Vuoi seguirmi, Vegeta?” propose Kano. “Seguirti?” ripeté Vegeta con aria leggermente sospettosa. “Certamente! Non vorrai forse combattere in piena città con il rischio di farci andare di mezzo degli innocenti tra cui tua moglie e tuo figlio? Io intendo eliminare solo le persone che voglio… non ho alcun interesse a compiere stragi!” asserì il biondo. “A dire il vero non me ne importa un bel niente di chi possa andarci di mezzo se io e te combattiamo, tuttavia facciamo come vuoi tu! Per me non cambia nulla!” rispose il saiyan, lasciando di stucco Yamcha. Possibile che per Vegeta la vita di sua moglie e di suo figlio non contasse nulla? Kano sorrise sornione, quindi condusse Vegeta fuori dalla porta. I due spiccarono il volo e si allontanarono dalla capsule corporation per andare a combattere altrove. “Non ci posso credere! Hai sentito cosa ha detto, Bulma?” fece Yamcha volgendosi verso la donna dai capelli blu, la quale però era perfettamente tranquilla, con un sorriso dipinto sulle labbra. “Tu non lo conosci… in realtà Vegeta ha risposto in quel modo proprio perché pensava a noi! Se avesse dimostrato a Kano che teneva a noi, questi in un secondo momento avrebbe potuto prenderci di mira per ricattare Vegeta! Invece fingendosi indifferente ha voluto dissuadere quell’uomo dal compiere iniziative future in tal senso!” spiegò Bulma, che ormai aveva imparato a comprendere come ragionasse il proprio compagno. “In effetti… Vegeta è sembra stato molto bravo a bluffare! E’ davvero un guerriero scaltro! E’ una fortuna non averlo più come nemico!” commentò Yamcha.
    Nel frattempo, per volere di Chichi, peraltro assecondato con somma gioia dall’interessato, a Gohan era stato concesso di passare del tempo sa solo con Piccolo, colui che, di fatto, era il suo migliore amico. Il namekiano non aveva voluto giungere subito al sodo, mettendo eccessiva pressione al giovane amico, che egli considerava come un figlio, ma aveva deciso di lasciargli briglia sciolta, in modo che affrontasse la cosa con i suoi tempi. Lo stimolo ad affrontare l’argomento che tanto tormentava il giovane, doveva venire da Gohan stesso. Per quanto comunque la reale motivazione di tale “gita” fuori programma non fosse stata rivelata al figlio di Goku, Gohan sapeva che tanto la madre quanto Piccolo stavano cercando di aiutarlo, e la cosa contribuiva a scaldargli il cuore, e a non farlo sentire solo o abbandonato. D’altra parte, però, questo aumentava anche il suo senso di colpa, in quanto sentiva di starsi appoggiando nuovamente sulle spalle degli altri. Cosa avrebbe dovuto fare, del resto? Sapeva che Piccolo e Chichi gli volevano bene, e non gli avrebbero permesso di rimanere a consumarsi nella propria malinconia. Decise dunque di aprirsi totalmente con colui che era stato il proprio maestro, cercando di trovare, non tanto un conforto che non era certo di meritare, quanto una risposta a tutti i dubbi che lo attanagliavano.

  4. #274
    Demente precario L'avatar di Final Goku II
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    Gohan e Piccolo si trovavano seduti sull’erba verde, in riva ad un fiume, fissandosi negli occhi. Entrambi sapevano che quello sarebbe stato un dialogo importante, ed ognuno dei due era nello stato d’animo di chi deve cogliere e comprendere ogni parola pronunciata dall’altro. Fu Gohan a porre la domanda da cui poi si sarebbe articolata l’intera conversazione. “Piccolo… secondo te, io ho sbagliato durante la battaglia contro Cell?” chiese il ragazzo. Piccolo ebbe un cenno di assenso “Si Gohan… io penso che tu abbia sbagliato!” rispose il namekiano. Gohan doveva ammettere di non aspettarsi una risposta tanto diretta e di condanna da parte del proprio maestro, ma del resto era la stessa risposta che egli si era sempre dato ogni volta che se lo era chiesto. Il figlio di Gohan chinò il capo, desolato. Piccolo, tuttavia, non aveva finito. “Hai sbagliato come abbiamo sbagliato tutti! Ha sbagliato tuo padre! E ho sbagliato anche io!” continuò l’alieno dalla pelle verde per poi cominciare a spiegare come egli vedesse la situazione. “Tu hai indubbiamente sbagliato contro Cell… ti sei fatto pervadere dal senso di onnipotenza dovuto alla tua trasformazione in quel Super saiyan spaventoso! Non devi tuttavia dimenticarti che sei ancora un ragazzino, Gohan! Il fatto che tu abbia iniziato, tuo malgrado, a combattere con degli adulti sin dalla più tenera età, forse te lo ha fatto dimenticare. La tua sensibilità e la tua maturità sono certamente superiori a quelle dei tuoi coetanei… ma resti sempre un ragazzino! Dunque è perfettamente normale che tu possa sbagliare! In questo ha sbagliato tuo padre… non ha saputo comprendere sino in fondo come sei fatto dentro, e questo ha provocato delle inaudite sofferenze anche a te! Il suo errore consisteva principalmente nel vederti come proiezione di se stesso, pensando tu fossi come lui, quando in realtà voi due siete profondamente diversi. Questo mi ha portato ad adirarmi profondamente con lui! Non ero nel giusto nemmeno io, però! Tuo padre sbagliava, è vero! Ma esisteva un’alternativa a tale sbaglio? Se ripenso alle idiozie che gli ho detto! Gli ho chiesto se aveva discusso della strategia con te! Come se poi tu ti potessi arrabbiare a comando! Se Goku non avesse agito in quel modo… Cell ci avrebbe uccisi tutti! Ora mi rendo conto di come quella situazione fosse un concentrato di sbagli inevitabili, e di come il risultato non potesse essere diverso da quello che è stato. Ecco… la colpa forse è del destino. Il destino che ha fatto si che il potere di annientare Cell albergasse nel corpo di qualcuno che non poteva e nemmeno doveva essere pronto ad un’età quale è la tua, Gohan! Tutti noi possiamo legittimamente avere dei rimorsi per quanto avvenuto in quella battaglia maledetta, ma nessuno di noi può farsi carico di tutte le colpe. Si può solo cercare di crescere! Non solo te, ma tutti noi! In modo che al verificarsi di una situazione simile in futuro, non ci si trovi più in situazione come quella contro Cell! In questo devi certamente cercare di essere come tuo padre! Nella volontà di crescere! E non parlo di allenamenti o aumenti di potenza, ma a livello di carattere e di spirito! Devi maturare, Gohan! Passo per passo! Solo così il campo di battaglia sarà solo luogo di vittoria e di annientamento nel male, e non più una triste e desolata valle di lacrime!” disse Piccolo. Gohan fu molto colpito dalle parole dell’amico. L’alieno di Namek aveva ragione su tutta la linea… continuare a piangersi addosso sarebbe stato solamente un continuare a sbagliare. Gohan sarebbe dovuto crescere, per evitare che nuovi errori si aggiungessero a quelli vecchi. “Ti ringrazio Piccolo… le tue parole sono molto sagge! E so che solo tu potevi dirmele… mia madre ha avuto proprio una bella idea a farmi parlare con te!” disse Gohan con un filo di voce. Provava un senso di calore e di conforto e finalmente si sentiva perdonato perlomeno dalle persone che lo circondavano. Vi era tuttavia un qualcosa che ancora lo affliggeva: l’abbandono del padre, e sperava che Piccolo potesse fargli una spiegazione anche sul perché Goku avesse deciso di non tornare in vita con le sfere del drago, in modo da poter escludere la possibilità che tale decisione fosse figlia del fatto di non voler più avere nulla a che fare con un figlio del genere. Nel sentirsi porre questo quesito Piccolo non rispose, chiuse gli occhi e con tono grave disse “Gohan… non me la sento di mentirti! Goku è un saiyan… e si comporta da saiyan! Io non posso entrare nel merito su quelle che sono le sue decisioni nel suo rapportarsi con te, quindi mi spiace… ma questo è un punto su cui non ti posso aiutare!”. “Capisco… grazie ugualmente, Piccolo! Sto comunque meglio grazie a te!” rispose il ragazzino, con un sorriso. In quel momento, però l’attenzione di entrambi fu attirata dall’avvertire una presenza anomala. Proveniva dal fiume. “Hai sentito anche tu, Gohan?” chiese Piccolo, volgendo il proprio sguardo verso l’acqua. “Si… non ha l’aria di essere un animale, o perlomeno non un animale che io conosca!” annuì Gohan, alzandosi in piedi e preparandosi al peggio. “Stiamo in guardia!” concluse Piccolo, alzandosi a sua volta. Cosa stava accadendo in quel luogo che sino a quel momento era stato un oasi di pace e tranquillità per i due amici?

  5. #275

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    episodio incentrato sul discorso tra Piccolo e Gohan
    Ma adesso queste riflessioni andranno in secondo piano perchè c'è un nuovo nemico da sconfiggere

  6. #276
    Senior Member L'avatar di AlphaOmega
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    B ce l'hai fatta a scriverlo in breve! Ed è uscito benissimo!
    Complimenti! Mi è molto piaciuto il dialogo! E le parole di Piccolo non potrebbero essere più veritiere! Speriamo che ora Gohan superi la crisi...
    U_u la famosa rete Z (che trasmise il Cell game tra l'altro ) potrà dare utili informazioni alla cyborg?
    E Kano come se la caverà?
    Hmm... il bluff di Vegeta ha ingannato anche me!

  7. #277
    Senior Member L'avatar di goku super sayan III
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    finalmente gohan si è tirato un pò sù maora da una parte vegeta con kano e dall'altra gohan e piccolo con un'altro ostacolo misterioso e infine 18 all'azione nelglie studi televisivi credo propio che il prossimo capitolo sarà molto attivo e coinvolgente
    "Dici che chi è più debole dovrebbe lasciare che il più forte si prenda la sua vita? E allora... non dire un'altra parola e muori in silenzio!" Dragon Ball Adventure Ep. 90

  8. #278
    Libertà viva nel cuore... L'avatar di Lynd
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    Un capitolo molto bello e pieno di sentimento, nel saggio e veritiero discorso di Piccolo al giovane e ancora spiritualmente inesperto Gohan...mi ha colpito parecchio, sai? Ho letto tutte le singole parole, davvero sublimi e in certe parti anche soavi. Bellissimo, sul serio .
    Uhm, Kano è determinato a eliminare il principe dei Saiyan e dopo anche...il povero Yamcha?? Caspita, capisco appieno il suo terrore! Spero proprio che Vegeta riesca a fare qualcosa contro il biondo! Splendide pure le parole di Bulma che ha compreso l'apparente indifferenza del marito...incantevole!
    Wow, l'appuntamento di C18 con Crilin è stato davvero utile affinché lei potesse riscoprire un briciolo di umanità!
    Sono curiosa di vedere Kano in azione e soprattutto...la presenza nell'acqua del fiume!
    "L'uomo non vivrà in questo modo in quanto uomo, ma in quanto in lui c'è qualcosa di divino" Aristotele Mia FF: "Al di là delle apparenze". 59° Cap!

  9. #279
    Demente precario L'avatar di Final Goku II
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    EPISODIO 4: INCONTRO CON GHILLER

    C-18 volava a grande velocità sopra l’oceano, allo scopo di raggiungere l’isola dove ella aveva scoperto essere ubicata l’abitazione di Ghiller.
    Non era stato difficile per una persona dotata delle capacità persuasive della cyborg riuscire a ottenere l’informazione dal direttore di Tele Z. In particolare questi si era rivelato particolarmente loquace quando la donna lo aveva tenuto sospeso fuori dalla finestra, con la minaccia di gettarlo dal grattacielo. Non era mai stato nelle intenzioni della donna mettere in atto tale minaccia, tuttavia non si poteva certo dire che la futura moglie di Crilin difettasse nel risultare credibile in tali circostanze. Certi suoi sguardi sarebbero stati capaci di mettere in soggezione anche il più coraggioso degli uomini.
    C-18 era dunque venuta a sapere come Ghiller vivesse in una villa situata su un’isola dell’arcipelago Nimbe, che si trovava a Nord Ovest rispetto al continente, e la cyborg era fermamente intenzionata a giungervi il prima possibile, cosa peraltro non difficile per qualcuno dotato di una velocità come la sua.
    Non ci volle molto prima che la sorella di C-17 avvistasse l’isola in questione. Le sue dimensioni erano considerevoli, ed era quasi completamente coperta da una lussureggiante foresta. Al centro del lembo di terra, spiccava tuttavia uno spazio non ricoperto da alberi, sul quale si ergeva una maestosa villa, la probabile dimora di Ghiller.
    “Sono arrivata! Presto io e te faremo i conti, Ghiller!” pensò tra se e se la cyborg per poi atterrare nel vasto cortile della magione. La donna dai biondi capelli si guardò intorno con circospezione, per verificare l’eventuale presenza di sorveglianti o di qualsivoglia sistema di allarme. Ella tuttavia, realizzò come tutto fosse tranquillo, forse persino troppo tranquillo. “Possibile che sia stato così facile entrare? Mi sembra così strano che un individuo scaltro come Ghiller non abbia preso alcuna precauzione per difendere la propria dimora! E’ meglio non abbassare la guardia!” con questo pensiero nella mente, C-18 iniziò a camminare lentamente lungo il viale alberato che conduceva all’ingresso della casa.
    La villa aveva l’aspetto di un piccolo castello, dalla base rettangolare ai lati della quale si ergevano delle piccole torri dal tetto della classica forma conica tipica delle regge delle fiabe. Le mura erano di un colore bianco candido, mentre il tetto era di un’accesa tonalità azzurra. “La modestia non è mai stata una caratteristica di Ghiller… ma addirittura costruirsi un castello! A quanto pare il trascorrere del tempo non ha lenito in alcun modo il suo profondo ego! Nulla mi toglie dalla testa che, anche se ora tutte le creature costruite da lui e dal Dottor Gero, tranne me e mio fratello, sono state distrutte, Ghiller continui a rappresentare una minaccia per l’intero pianeta! Una ragione in più per toglierlo di mezzo quanto prima!” pensò tra se e se C-18 mentre saliva la scalinata che conduceva alla porta d’ingresso della villa, situata in posizione sopraelevata. La cyborg non ebbe nemmeno il tempo di considerare l’eventualità di fare irruzione nel maniero sfondando la porta che questa si aprì da sola innanzi a lei, facendo sussultare la donna dai capelli biondi. “Si è aperta da sola di fronte a me… che si tratti di una porta automatica? Mi sembra oltremodo strano che l’ingresso di un’abitazione si apra indistintamente quando qualcuno vi giunge davanti…” rifletté la cyborg, la quale comprese finalmente come stavano le cose. “Non c’è alcun dubbio… Ghiller mi sta osservando! E ha cominciato a farlo nel preciso istante in cui sono atterrata su quest’isola, se non prima! Probabilmente dalla propria stanza egli controlla ogni meccanismo della villa… per questo ha aperto la porta! Il suo è un invito ad entrare! Non avevo sbagliato ad interpretare il suo sguardo nella foto apparsa a Tele Z! La sua è stata sin dall’inizio una sfida rivolta a me e a mio fratello!” realizzò la cyborg. “Ghiller! Ho compreso le tue intenzioni! E sappi che accetto la tua sfida! So che puoi sentirmi! Non sperare di sfuggirmi! Maledetto!” urlò la cyborg, certa di come colui che l’aveva sfidata potesse in qualche modo sentirla.
    La cyborg mosse quindi un passo all’interno della costruzione, posando il piede sul tappeto rosso che formava una vera e propria strada, diramandosi lateralmente verso le due porte ubicate agli estremi dell’enorme salone d’ingresso e salendo su per la scalinata che conduceva al piano superiore. Ancora una volta C-18 non ebbe nemmeno il tempo di interrogarsi sul da farsi che il tappeto sotto di lei iniziò a scorrere a mo di tapiroulant. La cyborg comprese subito di come anche quella fosse opera di Ghiller, intenzionato ad indicarle come raggiungerlo. La donna dai biondi capelli decise dunque di lasciarsi trasportare sino alla destinazione, rimanendo comunque in guardia, in modo da farsi trovare pronta nel caso si fosse trattato di una trappola.

  10. #280
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    La sorella di C-17 non dovette attendere molto prima di giungere a destinazione, trovandosi in una stanza dal pavimento in porfido, con l’intera parete sinistra costituita da vetrate che offrivano una visuale completa dell’esterno, e dalle quali filtrava la luce del sole che rendeva quella, con tutta probabilità, la stanza più illuminata della casa. Quello che però attirò l’attenzione della cyborg fu la presenza di una scrivania, proprio innanzi a lei, nella parte opposta della stanza. Dietro la scrivania era situata una poltrona, rivolta nel senso opposto rispetto all’ingresso del locale. “Sapevo che saresti venuta… cara numero 18!” disse ad un certo punto una voce proveniente proprio dalla poltrona. Il corpo di C-18 fu attraversato da un brivido. Erano anni che non sentiva quella voce, lasciva, vanesia e profondamente sgradevole, eppure l’aveva riconosciuta immediatamente. Colui che sedeva sulla poltrone si voltò, trovandosi così faccia a faccia con la donna dai biondi capelli. I suoi occhi scarlatti fissavano senza ombra di esitazione ne di incertezza quelli azzurro glaciale della cyborg, e il suo volto era quasi deformato da un sorriso feroce e folle. Un uomo inquietante, conscio della propria capacità di gettare gli altri in un profondo stato di soggezione e timore nel trovarsi innanzi a lui. La cyborg tuttavia non si lasciò intimorire. Del resto ella era conscia di come Ghiller non possedesse la forza di farle del male. Qualcosa tuttavia non le tornava: come era possibile che, pur essendo senza dubbio conscio della forza della cyborg, Ghiller le si presentasse innanzi senza alcuna precauzione, con il serio rischio di essere eliminato dalla donna nel breve spazio di un istante? Era tutto davvero molto strano, e ciò a C-18 piaceva sempre di meno. “Ghiller… mi sorprende che tu sia così tanto contento di vedermi! Dovrebbe esserti ben chiaro come io desideri più di ogni altra cosa spedirti all’altro mondo!” disse la donna dai biondi capelli con tono quasi canzonatorio, come a voler mettere in chiaro sin da subito come Ghiller non fosse più in grado di metterla in soggezione. “Huhuhu! Come sei ostile, tesoro! Dopo tutti i bei momenti che abbiamo passato insieme…” rispose Ghiller, per nulla impressionato dalla dimostrazione di freddezza della cyborg. “Tsk! Solo un folle come te può considerare gli abusi che hai compiuto nei miei confronti quando ancora ero un essere umano come dei bei momenti! Aspetta che ti metta le mani addosso e ti sarà chiara l’idea che ho di te! Tuttavia, prima di ammazzarti, mi piacerebbe sapere dove sei stato tutto questo tempo! Il dottor Gero ci ha detto che eri morto! Per quale ragione ci ha mentito?” chiese la cyborg. “Huhuhu! Non sono certo che accusare il caro dottore di essere un bugiardo sia giusto! Dopotutto egli è sempre stato realmente convinto di avermi eliminato!” rispose Ghiller. “Cosa intendi dire?” domandò perplessa C-18. “E’ una questione un po’ lunga e complessa da spiegare! Per aiutarti a capire direi che è il caso di partire dal principio! Ti ricordi di Trunks, il ragazzo venuto dal futuro?” chiese Ghiller. “Certamente! Ma cosa centra Trunks adesso?” chiese la donna la quale non riusciva a capire dove Ghiller volesse andare a parere. “E’ molto semplice! Nel suo tempo tu e tuo fratello siete diventati due persone molto diverse rispetto a come siete in questo tempo! Nel futuro dove Trunks ha vissuto voi vi siete rivelati degli autentici mostri! Degli esseri sadici e spietati che hanno sterminato gran parte della popolazione terrestre senza alcuna ragione! Premesso che anche tu e C-17 non siete certo degli stinchi di santo, pensate che sareste capaci di compiere simili nefandezze? Io direi di no!” spiegò Ghiller. C-18 si rese conto di come il ragionamento di Ghiller non facesse una grinza, sebbene non le fosse ancora chiaro dove volesse arrivare il proprio interlocutore dai bianchi capelli, dunque decise di seguire il suo discorso. “Per qualche motivo ci deve essere stata una divergenza, che ha portato la nostra trasformazione in cyborg ad avere diverse influenze sulla nostra personalità!” disse la donna. Ghiller annuì “Esattamente! E sappiate che se non siete diventati dei mostri come quelli del tempo di Trunks lo dovete unicamente a me!”. C-18 sussultò. Davvero doveva ringraziare Ghiller se non era diventata un mostro di crudeltà? No… era qualcosa di troppo assurdo e difficile da credere. “Stai mentendo! Per quale motivo avresti dovuto fare una cosa del genere?” chiese la donna. “Se nel futuro di Trunks Gero ha agito di testa sua tramutandovi in due autentici demoni è stato unicamente perché quel bastardo mi ha tradito ed assassinato! In questo senso le parole di Trunks, che ho potuto ascoltare per mezzo dei miei robot spia, si sono rivelate delle preziosi rivelazioni! Comprendendo come nel futuro le cose fossero andate in maniera totalmente differente rispetto a quanto avevo pianificato, ho capito come Gero stesse pianificando di pugnalarmi alle spalle! A quel punto non ho dovuto fare altro che anticiparlo! L’ho conciato per le feste riducendola all’impotenza, e a quel punto l’ho trasformato contro la sua volontà nel cyborg numero 20! Cancellando i suoi ricordi e portandolo a credere di avermi ucciso e che quella di essere tramutato in cyborg fosse stata una sua idea! Per rendere la cosa più credibile ho persino costruito un androide di nome C-19, che si sarebbe spacciato per colui che aveva eseguito la trasformazione in cyborg del dottor Gero. A quel punto sono fuggito nello spazio! Osservando quanto avveniva sulla Terra da un satellite da me stesso costruito tempo addietro!” raccontò Ghiller. “Non mi hai ancora spiegato perché non hai voluto che le personalità mia e di mio fratello fossero modificate come avvenuto nel futuro di Trunks e come, da quel che mi hai appena raccontato, era nelle intenzione del dotto Gero!” disse C-18, esortando Ghiller a chiarirle quel punto. “Semplicemente perché assoggettare la Terra con la violenza e il terrore era il piano del dottor Gero, ma non il mio! Nondimeno, però, il fatto che Gero avesse tale proposito giocava a mio vantaggio!” spiegò l’uomo dagli occhi rossi. “Dunque ti sei servito di Gero per mettere in atto il tuo piano! Non riesco tuttavia a comprendere quale sia questo tuo piano!” disse la bionda. Ghiller sogghignò divertito quindi disse “Il mio piano, cara C-18? Non certo conquistare la Terra! Per qualcuno dotato delle mie conoscenze e delle mia capacità sarebbe stata un’ambizione sin troppo modesta! Il mio piano era… ergermi a messia di questo mondo, conquistando la fiducia incondizionata di tutti i terrestri! E tramutare tutti gli esseri umani in un esercito di cyborg! Milioni e milioni di cyborg potenti quanto te e C-17! Una forza inarrestabile! Con la quale sottomettere… l’intero universo!” rivelò Ghiller, i cui occhi vennero attraversati da un lampo di follia mista ad ambizione. C-18 rimase pietrificata a sentire quelle parole. Il piano di Ghiller superava ogni sua più fosca previsione, e se fosse riuscito a metterlo in atto l’intero universo sarebbe caduto sotto il dominio di quell’essere spietato. “Vuoi sapere come intendo realizzare questo mio piano, cara la mia C-18? Beh… te lo spiegherò ben volentieri! Huhuhu!” mormorò Ghiller con un diabolico sorriso stampato in volto.
    Ultima modifica di Final Goku II; 28-02-2009 alle 00:28

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