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  1. #1171
    Senior Member L'avatar di goku super sayan III
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    "Dici che chi è più debole dovrebbe lasciare che il più forte si prenda la sua vita? E allora... non dire un'altra parola e muori in silenzio!" Dragon Ball Adventure Ep. 90

  2. #1172
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    Ecco, finalmente, come promesso, il nuovo capitolo!

    EPISODIO 228: AVAN

    Gli occhi di Kaiohshin si aprirono di scatto. Grande in lui era il timore di avere ecceduto nel tempo che aveva dedicato al riposo. Per quanto attraversare il Limbo prima e la dimensione demoniaca poi fosse stata un'impresa probante, egli era troppo consapevole dell'importanza della propria missione per non temere di aver dormito troppo a lungo. A rincuorarlo furono le parole di Zeneyu, che era rimasto tutto il tempo seduto sul letto di fianco, non avendo egli la necessità di dormire in quanto essere creato dalla magia e quindi non vincolato ai tipici bisogni delle creature di natura organica. “Non abbia fretta di alzarsi, Kaiohshin! Le prove che ha dovuto affrontare per giungere sino a qui sono state molto più impegnative di quanto si potesse immaginare. E, se quanto affermato dal Sommo risponde a verità, qui nell'Elysium ne dovrà affrontare un'altra. E' importante dunque che lei sia in forze!”. “Zeneyu ha ragione! Del resto se Hoganga ha ritenuto opportuno che vi riposaste lo avrà fatto con cognizione di causa, non pensa? Per quanto gli orrori della dimensione demoniaca siano ormai alle nostre spalle questa nell'Elysium non sarà di certo una passeggiata di salute. Anche io vi voglio rammentare cosa ha detto il Sommo.” aggiunse Kibith mentre anche lui si destava. Lui e Kaiohshin erano stati un unico essere per decenni, dunque il fatto che i due si fossero svegliati all'unisono era figlio del fatto che, per quanto in misura minima, essi fossero ancora in un certo senso in simbiosi, effetto che si sarebbe attenuato fino a scomparire con il trascorrere del tempo. “Vi ringrazio amici. Le vostre sono parole sagge, tuttavia mi sento abbastanza in forze per riprendere il viaggio, dal momento che oltre alla mia consapevolezza dell'importanza della mia missione ad animarmi è anche il fatto che tra non molto rivedrò i miei fratelli che morirono secoli addietro per mano di Majin Bu, e ciò riempie il mio cuore di emozione e gioia!” disse Kaiohshin, i cui occhi brillavano di felicità.
    Non vi fu bisogno di aggiungere altro. I tre si alzarono e uscirono dalla camera. L'abitazione di Hoganga era semplice e abbastanza piccola, composta da poche stanze, infatti una volta varcata la porta si ritrovarono nella stanza principale della casa, dove Hoganga li attendeva, seduto a una grande tavolata. Il Garak invitò i suoi ospiti a rifocillarsi insieme a lui (tranne Zeneyu che non ne aveva bisogno) e approfittò della situazione per anticipare a Kaiohshin che cosa avrebbe trovato ad attenderlo in quella dimensione su cui non aveva mai messo piede.
    “Il luogo dove ci troviamo non è che una parte dell'Elysium, il quale è formato da quattro livelli sovrapposti. Lei si trova nel primo, ovvero quello nel quale coloro che durante la loro vita hanno servito fedelmente gli dei trascorrono l'eternità. Sopra questo esiste un secondo livello, che è quello che si è formato più recentemente rispetto agli altri, a seguito della scissione dell'ultimo Kaiohshin unico. Se infatti a noi garak è preclusa la possibilità di trascorrere l'eternità nello stesso luogo dei kaiohshin in quanto non divinità loro pari, allo stesso modo un kaiohshin frutto della scissione dell'essere originale è soltanto un quinto dell'essenza rispetto alle divinità originarie, e dunque non è degno di condividere con esse il luogo dell'eterno riposo.” spiegò Hoganga.
    “Capisco, dunque nel secondo livello si trovano coloro che come me sono i discendenti dei 5 kaiohshin nati dalla scissione dell'ultimo Kaiohshin unico, mentre nel terzo stanno i kaiohshin unici, ovvero le divinità a noi antecedenti e a noi superiori in quanto divinità complete e il cui potere non è mai stato scisso. E' esatto?” chiese Kaiohshin.
    Al cenno di assenso del garak, la divinità dell'est non poté fare a meno di esternare una propria naturale perplessità. “Tuttavia... tu hai detto che i livelli sono quattro! Dunque nell'Elysium esistono entità ancora superiori rispetto ai Kaiohshin originali?”.
    “Beh... a dire il vero definire il luogo di cui parla il quarto livello dell'Elysium è in parte corretto e in parte no, in quanto esso non è il quarto livello di questo Elysium, bensì il livello superiore rispetto a tutti i terzi livelli di tutti gli Elysium di tutte le dimensioni esistenti...” disse Hoganga il quale poi proseguì nella spiegazione “Come lei sa tutte le dimensioni spaziotemporali hanno un loro mondo dei mortali, un loro aldilà, una loro dimensione demoniaca, un loro Limbo, e così via... ma il posto di cui le parlo è invece unico in tutto quello che noi usiamo chiamare multiverso”.
    “Non immaginavo che potesse esistere un posto del genere... un luogo unico in tutto il multiverso, un luogo unico...” la divinità ebbe un sussulto “Aspetta un momento... non mi vorrai dire che sopra le nostre teste, oltre i due livelli dell'Elysium dove riposano i Kaiohshin defunti, si trova....”.
    “Dalla sua espressione immagino lei abbia compreso... quindicesimo Kaiohshin dell'est. Si tratta di colei che è chiamata con venerazione Aida dai mortali, colei che è chiamata con timore Astrea dai demoni, e che le altre divinità chiamano con rispettosa sottomissione...”.
    “Isis...” se Kaiohshin non fosse già stato seduto probabilmente le sue gambe non sarebbero state in grado di sorreggerlo oltre. Del resto mai avrebbe immaginato di trovarsi così vicino al luogo dove si trovava l'entità più importante di tutti gli universi, in quanto creatrice di ciascuno di essi, e ritenuta scomparsa dalla notte dei tempi dopo un apocalittica battaglia con il dio Dyamans in cui entrambe le divinità sembravano esserne uscite vicendevolmente annientate.
    “Immaginavo che avrebbe avuto questa reazione! Il sapere che la matriarca di tutti gli dei non è scomparsa come si credeva è una notizia che allieta il cuore di tutti noi, e volevo condividere con lei questa gioia. Con un po' di fortuna, una volta che sarà tornato ad essere un Kaiohshin completo, potrebbe anche incontrarla”. Disse Hoganga.
    “Non mi reputo degno di un onore così grande... io mi concentrerò sul mio obiettivo, e se poi la suprema Isis vorrà farmi l'onore di un colloquio non potrò che esserne felice, nondimeno, come detto, non mi reputo degno neppure di sperarlo” disse umilmente Kaiohshin.
    “L'umiltà è una qualità dei saggi, quindicesimo kaiohshin dell'est. Sono certo che riuscirà a raggiungere l'obiettivo che si è imposto, e che gli sforzi da lei compiuti non resteranno indifferenti alla nostra benevola signora. Non indugiamo oltre dunque. Mi segua”. Esclamò Hoganga.
    Ancora sconvolti da quanto avevano appena udito, Kaiohshin, Kibith e Zeneyu lo seguirono.
    I quattro lasciarono il centro abitato nel quale Hoganga viveva assieme ad altri Garak, giungendo in una vallata in mezzo alla quale troneggiava una gigantesca colonna, talmente alta da rendere impossibile scorgerne la cima.
    “Ecco, tramite quella colonna potrete raggiungere il livello superiore!” annunciò Hoganga, mentre conduceva Kaiohshin e gli altri in prossimità dell'imponente costruzione. “Come funziona? Immagino ci sia un rituale. Dobbiamo pronunciare una qualche formula dinanzi alla colonna per far aprire un varco che...” la formulazione di ipotesi della divinità venne interrotta dalla pronta risposta di Hoganga “No, semplicemente utilizzerete l'ascensore che c'è dentro.”. Il Garak fece pressione con il palmo della mana su un piccolo pulsante ubicato alla base della colonna, facendo aprire un vano all'interno del quale si poteva scorgere quello che altro non era che un comunissimo ascensore.
    “Oh... beh, logico direi...” commentò sorpreso Kaiohshin, il quale di certo si aspettava qualcosa di maggiormente impressionante come modalità di spostamento in quello che di fatto era il luogo più importante dell'universo.
    “Bene! Da questo momento in poi proseguirete da solo, quindicesimo Kaiohshin dell'Est! L'ascensore ha un sistema di riconoscimento che lo rende utilizzabile soltanto da chi è autorizzato ad accedere al livello superiore, e solo lei in quanto Kaiohshin risponde a questo requisito.” spiego Hoganga. “Cosa succederebbe se provassi ad utilizzarlo io? Probabilmente il contravvenire ad una legge divina scatenerebbe su di me l'ira di forze superiori e quindi...” ipotizzò Kibith, ma ancora una volta la risposta di Hoganga fu di quelle inaspettate “Nulla di tutto questo, semplicemente l'ascensore non partirebbe”. “Ah...” fu la reazione di Kibith. “Immagino che non sia possibile nemmeno raggiungere il livello successivo volando fino alla sommità della colonna...” fece Zeneyu con lo sguardo rivolto verso l'alto. “Beh... mi pare ovvio! L'ascensore è l'unico collegamento esistente tra il primo e il secondo livello dell'Elysium. Sopra le nostre teste si trova un campo di forza invalicabile.”rispose Hoganga. “Immaginavo che prima o poi sarebbe giunto il momento in cui me la sarei dovuta cavare unicamente con le mie forze. Vi ringrazio per avermi aiutato a giungere sino a qui, senza di voi non ce l'avrei mai fatta. Tornerò presto, non appena mi sarò ricongiunto con i miei fratelli!” disse Kaiohshin, rivolgendosi a coloro che erano stati i suoi compagni di viaggio, con in cuore la malinconia di averne persi due nell'impresa, ma per questo con ancora maggiore determinazione nel non vanificarne gli sforzi. “Noi saremo qui ad attendervi! Ora non pensate più ad altro se non a raggiungere coloro che da tanto tempo sognate di rincontrare!” lo esortò Zeneyu. La divinità rivolse un ultimo cenno di saluto ai propri compagni per poi entrare nell'ascensore che l'avrebbe condotto al livello superiore dell'Elysuym.

  3. #1173
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    Non trascorsero che pochi istanti prima che la porta dell'ascensore si aprisse. La cima della colonna era stata raggiunta in un batter d'occhio, segno di come l'ascensore si fosse mosso ad una velocità inaudita, sebbene dall'interno di esso Kaiohshin non ne avesse avuto la minima percezione. La divinità si ritrovò su una gigantesca piattaforma circolare sospesa nel cielo azzurro e terso, che concettualmente gli ricordava molto il palazzo del dio della Terra, il quale però sarebbe parso davvero di infime dimensioni se paragonato al luogo dove Kaiohshin si trovava. Egli peraltro non ci mise che pochi istanti a realizzare come tale piattaforma non fosse altro che la base di una struttura molto più grande e complessa. In corrispondenza con i quattro punti cardinali, vi erano infatti altrettante scalinate, sospese nel vuoto. Kaiohshin sollevò lo sguardo e intravide, molto più in alto, come tutte le scalinate, ad un certo punto, convergessero comunque in un unico punto, che sembrava essere una piattaforma del tutto simile a quella in cui la divinità si trovava, cosa che portò quest'ultima a ipotizzare una suddivisione in piani della costruzione in cui si trovava. Kaiohshin non riusciva a vedere il punto esatto in cui le varie scalinate interrompevano il loro diramarsi in direzione dei vari punti cardinali per ricollegarsi al centro della struttura, per farlo avrebbe dovuto per forza percorrerne una. “Beh... visto che qualunque di queste scale io decida di percorrere la destinazione finale sarà la medesima, direi che perlomeno non c'è il rischio di sbagliare strada” pensò la divinità prendendo una direzione casuale ed iniziando a percorrere una delle scalinate. Guardando oltre il bordo Kaiohshin poté, per la prima volta da quando era arrivato, guardare di sotto, e rendersi conto di quanto effettivamente forse in alto. Sotto di lui, in lontananza vi era una sconfinata distesa verde, che egli riconobbe essere il luogo dove i garak trascorrevano l'eternità, il luogo dove Kaiohshin si trovava fino a pochi minuti prima. “Meno male che non soffro di vertigini! Penso che non vi sia un pianeta nell'universo in cui sia possibile raggiungere una simile altezza senza superarne l'atmosfera, è uno spettacolo decisamente impressionante.” pensò egli mentre continuava a camminare. Di fronte a lui non vedeva altro che una fila sterminata di scalini, che si protraeva a perdita d'occhio. “Non si arriva più... meglio accelerare il passo!”. Kaiohshin si sollevò in aria e iniziò a sorvolare la scalinata. Il fatto che pure dopo qualche minuto non si vedesse dove queste portassero confermò come egli avesse fatto bene a desistere dal proposito di percorrerle camminando!
    Finalmente, ad un certo punto, scorse in lontananza una costruzione, che aveva tutta l'aria di essere un tempio, costruito in pietra bianca. Solo una volta che vi fu giunto innanzi, tuttavia, Kaiohshin realizzò quanto fosse grande, tanto fa far sembrare la dimora di Dai Kaioh una casetta di campagna. Egli notò peraltro come, dalla piattaforma sulla quale il tempio era situato partissero, non solo, come aveva intuito precedentemente, una rampa di scale salisse nella direzione opposta permettendo di tornare verso il centro della struttura principale, ma anche una sorta di ponte laterale, che permetteva verosimilmente di spostarsi mantenendosi alla stessa altitudine. “Uhm... ho capito, in sostanza questa struttura non è che una serie di rombi tridimensionali sovrapposti, ai vertici dei quali si trovano le varie costruzioni. Carino!” pensò Kaiohshin per poi tornare a volgere il proprio sguardo in direzione del tempio. “Beh... diamoci un occhiata!” pensò, istintivamente attratto dall'interno di quella costruzione. Una volta che ebbe superato i colonnati d'ingresso egli si sentì come se avesse appena varcato una soglia dimensionale e fosse finito in un luogo del tutto diverso. La temperatura del tutto neutra che caratterizzava l'esterno fu sostituita da un clima decisamente più caldo, seppure non afoso. Era come un mondo a parte, del tutto fuori contesto rispetto asettico paesaggio che aveva lasciato all'esterno. Al posto del pavimento in fredda pietra vi era una distesa verde piena di fiori coloratissimi, alcuni dei quali talmente bizzarri che Kaiohshin non avrebbe saputo riconoscerne la natura, nonostante la sua natura di divinità lo portasse a conoscere praticamente ogni forma di vita animale e vegetale del creato. Acqua cristallina zampillava da piccoli corsi d'acqua che attraversavano quell'idilliaco paesaggio, e la monotonia dello scroscio della stessa era interrotto solo dal soave verso di uccelli dai colori sgargianti e dalla lunga coda piumata che volavano felici tra una fronda e l'altra degli alberi.
    “Ti stavo aspettando Avan! Ne è passato di tempo, fratellino!”.
    Avan... quanti secoli erano passati dall'ultima volta in cui qualcuno gli si era rivolto con il suo vero nome, e non appellandolo con il suo titolo di Kaiohshin, aggiungendovi tuttalpiù precisazioni quali “il superiore” o “dell'Est”, per distinguerlo dal sommo e dai suoi fratelli morti per mano di Majin Bu molti anni prima! Il sentir pronunciare quel nome gli provocò indubbiamente una certa emozione, ma che certamente passò in secondo piano rispetto alla gioia che gli gonfiò il cuore nell'udire dopo così tanto tempo, di nuovo, quella voce che mai avrebbe potuto confondere. Kaiohshin, o meglio Avan, si voltò di scatto e vide, appoggiata con la schiena sul tronco di un albero e con le braccia incrociate, un'altro Kaiohshin, i cui lineamenti, così come il tono di voce tradivano la propria natura femminile. Aveva la pelle color albicocca, molto chiara e una cresta piuttosto pronunciata di capelli bianchi, esattamente come quelli di Avan, ma più voluminosi e che scendevano lungo la schiena di lei. Il nuovo arrivato si rivolse a colei che ai più erano nota come “Kaiohshin dell'Ovest” con voce rotta dall'emozione “Quante volte ho sognato questo momento... non sai che gioia è per me tornare a parlarti. Eràn, sorella mia adorata!”.

  4. #1174
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    FINALMENTE!!!!

    Evviva! E finalmente Kaisohin è arrivato da qualche parte E cosi la divinità si appresta a reincontrare i suoi vecchi colleghi/fratelli! bene! Chissà come se la caverà...

    E riuscirà anche a vedere la dea suprema? Be visto che a 2 passi Latan e Baldaar si apprestano a liberare Dyamans, sarà il caso che Astrea/Isis/Aida si faccia sentire

    Ps. L'ascensore LOL
    Ultima modifica di AlphaOmega; 10-09-2014 alle 20:05

  5. #1175
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    E così hai portato avanti il filone del viaggio di Kaioshin.
    Mi ha fatto sorridere molto la contrapposizione tra la sacralità e solennità attesa da Kaioshin e Kibith, e la semplicità elementare con cui Hoganga delude le loro aspettative. Davvero molto calzante con la mentalità esageratamente solenne e seriosa di Kibith.

    Credo che la battaglia finale di questa saga vedrà contrapposti il Kaioshin riunificato e Baldaar (immagino che Darbula e Latan, in quanto "scagnozzi", in qualche modo se la vedranno con Zeneyu). Ci sono però molti punti irrisolti sia sul fronte degli dei (Kaioshin, il rituale di riunificazione per il quale si richiedono molte energie) sia su quello dei demoni (il ruolo di Minoshia, il destino di Paikuhan, gli obiettivi di Latan e Kabal).

    Naturalmente sono curioso innanzitutto di vedere come la contrapposizione tra Dyamans e Isis sfocerà nella prossima saga: perchè non penso che i tempi siano maturi per far sprigionare due creature dalla potenza talmente inverosimile, e d'altro canto suppongo che il tutto si ricollegherà alla profezia di cui si parlava nella prima saga e alle figure di Adrius, Tzukin e soci.

  6. #1176
    Ho le Palle Piene L'avatar di VirusImpazzito
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    Scusate il doppio post, ma mi è sorta una nuova domanda. Da questo capitolo si può desumere una gerarchia precisa delle alte sfere: 1- assistenti Garak; 2- Kaioshin (come grado gerarchico, non cambia se siano uniti o divisi); 3- divinità madre creatrice Isis.
    La mia domanda è: caro Final Goku, terrai presente l'esistenza di Bills e Whiss del nuovo movie Battle of God? Da un certo punto di vista, sono personaggi molto più ufficiali e canonici rispetto ai tanti già comparsi nella fanfiction (Turles, Cooler, Slug e tutti i vari only anime e only movie). Te lo chiedo perchè so che ti piace la completezza, e ami trovare un posto e una giustificazione per tutto ciò che si è visto in DB, anche se questi due personaggi sono nati abbastanza tardi rispetto al tuo "piano dell'opera". Se li tieni in considerazione, come li collocherai rispetto alla gerarchia di cui sopra?

  7. #1177
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    Citazione Originariamente Scritto da VirusImpazzito Visualizza Messaggio
    Scusate il doppio post, ma mi è sorta una nuova domanda. Da questo capitolo si può desumere una gerarchia precisa delle alte sfere: 1- assistenti Garak; 2- Kaioshin (come grado gerarchico, non cambia se siano uniti o divisi); 3- divinità madre creatrice Isis.
    La mia domanda è: caro Final Goku, terrai presente l'esistenza di Bills e Whiss del nuovo movie Battle of God? Da un certo punto di vista, sono personaggi molto più ufficiali e canonici rispetto ai tanti già comparsi nella fanfiction (Turles, Cooler, Slug e tutti i vari only anime e only movie). Te lo chiedo perchè so che ti piace la completezza, e ami trovare un posto e una giustificazione per tutto ciò che si è visto in DB, anche se questi due personaggi sono nati abbastanza tardi rispetto al tuo "piano dell'opera". Se li tieni in considerazione, come li collocherai rispetto alla gerarchia di cui sopra?
    E' una cosa che sto valutando.
    Ci sono delle cose che mi porterebbero ad includerli, e altre che mi fanno pensare sarebbe meglio escluderli. Enuncerò il tutto una volta che avrò preso la decisione finale.

  8. #1178
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    EPISODIO 229: LE ORIGINI DI UN POTERE

    “Siii!!! Finalmente un po' di azione!” esultò Nach con sguardo colmo di perfida eccitazione. Dopo anni di esilio forzato sul pianeta Ban, lui e i suoi compagni sarebbero tornati a fare ciò che maggiormente amavano: combattere. “Voglio combattere contro dieci avversari! Anzi cento! Mille! Sono anni che aspetto questo momento e me lo voglio godere senza freni!”urlò Prika, altrettanto entusiasta.
    Sebbene l'annuncio di Zakuro avesse reso felici tutti e cinque i saiyan del gruppo, Nach e Prika erano coloro che avevano reagito in maniera più scalmanata e festosa. Auber mantenne invece una maggiore compostezza, da buon leader, sebbene la sua espressione sanguinaria non promettesse nulla di buono per colui che avrebbe avuto la sfortuna di essere il suo avversario. Del resto, in un popolo di guerrieri spietati come i saiyan, Auber era riuscito addirittura a essere un famigerato, un criminale, il che la diceva lunga sulla natura del soggetto in questione. Korgot invece era lecito dubitare che si fosse mai lasciato prendere dall'entusiasmo in vita sua. Misurato al limite della paranoia, riflessivo e diffidente per natura, non a caso era considerato da Auber il membro più prezioso del gruppo, il suo braccio destro e consigliere. Sull'apatia e il mutismo di Xavon, si è invece già parlato in maniera esaustiva nei precedenti capitoli.
    “Allora!? Quando si parte? Dove sono le navicelle?” chiese Nach, rivolgendosi a Zakuro.
    “Hahahaha!!! Frena! Frena! Hai così fretta di farti ammazzare?” rispose il primogenito di Paragas.
    “Io? Farmi ammazzare? Amico! Io sono un guerriero saiyan! Ho conquistato innumerevoli pianeti e...”. “E ciascuno dei nostri nemici ha un livello di combattimento superiore a quello di Freezer, anzi, la maggior parte di loro potrebbe disintegrarlo in un attimo! E tenete presente che il vero potere massimo di Freezer va infinitamente oltre quello che conoscevate, e col quale ha distrutto il vostro pianeta portando la razza saiyan alla quasi totale estinzione.” le parole di Zakuro fecero crollare come un castello di carte tutte le certezze di Nach, e anche l'entusiasmo di Prika sembrò venire meno.
    “Ma... che razza di mostri ci sono nell'universo? Un tempo Freezer era considerato l'essere più forte dello spazio, e adesso mi vieni a dire che ci sono dei guerrieri rispetto ai quali egli sarebbe persino una nullità?” chiese l'incredula Prika. Anche Auber, Korgot e Xavon sembrarono atterriti da una simile rivelazione.
    “Da allora sono cambiate molte cose. Ai vostri tempi eravate da ritenervi dei guerrieri di tutto rispetto, specialmente tu Auber, che hai conteso a Vegeta il trono del pianeta dei saiyan. Purtroppo però allo stato attuale non siete assolutamente in grado di competere con i migliori combattenti dell'universo.” spiegò Zakuro, che ovviamente per “Vegeta” intendeva il padre, ex re del popolo saiyan.
    “E allora cosa dovremmo fare?” chiese Auber con tono nervoso. Sapeva che se Zakuro aveva detto loro che avrebbero combattuto ciò sarebbe effettivamente avvenuto, nondimeno l'essere messo di fronte ai propri limiti non gli piaceva affatto, specialmente perché, nonostante il figlio di Paragas cercasse di essere il più possibile conciliante, Auber coglieva comunque una certa sufficienza nel modo di porsi che aveva nei suoi confronti.
    “Oh... semplicemente avere ancora un po' di pazienza! Dopotutto avete atteso per anni il momento in cui sareste potuti tornare ad essere i guerrieri temuti di un tempo. Penso che potrete attendere ancora il tempo necessario per essere sottoposti al mio rituale di potenziamento.” disse Bibidi, entrando nella discussione dopo essere rimasto silente fino a quel momento.
    “Potenziamento?” ripeté Auber, interessato.
    “Si. Sono in grado di potenziarvi oltre ogni limite, fidatevi. Sarete assolutamente irriconoscibili dopo che avrò finito con voi. Zakuro si è già sottoposto al rituale, e vi può confermare sulla bontà dei risultati.” continuò il mago.
    “Infatti! Il rituale di Bibidi risveglierà la vostra forza latente, permettendovi di raggiungere livelli di potere che non avreste mai neppure osato immaginare. Esistono nello spazio creature in grado di risvegliare parzialmente il potere sopito, ma simili livelli di efficacia rendono la sua capacità praticamente unica. Soltanto il sommo Kaiohshin è capace di fare altrettanto, peraltro neppure per proprio merito” spiegò il primogenito di Paragas.
    “Non per vantarmi, ma sono l'unico mago del mio ordine ad essere riuscito ad emulare il potere della grande strega Salacadula! Un autentico genio della magia, dalla personalità un po' troppo eccentrica a dire il vero, e in particolare ossessionata in maniera viscerale dai gioielli... cosa che l'ha portata ad una fusione accidentale con il sopracitato Kaiohshin il Sommo... che ne ha ottenuto in tal modo i poteri.” raccontò Bibidi. Egli avrebbe voluto peraltro tramandare il potere anche il figlio, ma era stato ucciso da Kaiohshin dell'Est prima che avesse potuto completare l'insegnamento dell'incantesimo a Babidi, il quale non era riuscito ad apprenderlo completamente, finendo con l'elaborarne una versione personale, molto meno efficace in termini di potenziamento, ma che in compenso si combinava con una forma di controllo mentale.
    Ultima modifica di Final Goku II; 25-11-2013 alle 20:50

  9. #1179
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    “Ok, ok! Ho capito che sapete quello che fate! Direi che può bastare! Le vostre storielle, con tutto il rispetto, ci interessano ben poco! Dunque non perdiamo tempo e sottoponiamoci a questo rituale!” disse Auber, il cui pensiero era condiviso peraltro dagli altri saiyan del gruppo.
    “Molto bene! Restate abbastanza vicini tra voi in modo che possa coinvolgervi tutti in un unico rituale!” li invitò il mago. I saiyan obbedirono, disponendosi di fronte a Bibidi.
    “Mi raccomando, cercate di non muovervi” si raccomandò il mago. I cinque annuirono.
    Bibidi sospirò profondamente, quindi protese le mani aperte in direzione del gruppo gridando “Saiyan! Tornata ad essere il terrore dello spazio!”. Per un istante i cinque si illusero che il rituale si fosse già concluso con quell'invocazione. Non potevano essere più distanti dalla realtà. Sotto gli sguardi basiti di Auber, Korgot, Nach, Prika e Xavon, il mago iniziò a muovere i pugni ritmicamente emettendo degli strani e incomprensibili gesti canticchiati mentre camminava attorno al gruppo. “Prima che facciate qualunque commento... si, il rituale è proprio così. Siate pazienti...” commentò Zakuro arrossendo leggermente per l'imbarazzo, dunque si rivolse a Bibidi “Quanto ci vorrà per completare il rituale?”. “Cinque ore per il rito, circa otto ore per il potenziamento!” rispose il mago. Prima ancora che i saiyan potessero esprimere la loro sorpresa e il loro disappunto in merito a una durata del processo che a loro modo di vedere era da ritenersi del tutto spropositata, fu Zakuro a manifestare la propria perplessità in senso diametralmente opposto. “Come? Solo otto ore per il potenziamento? Con me ci hai messo quasi due giorni interi!”. “Beh... dipende dal potenziale del soggetto su cui si compie il rituale! E ora lasciami concentrare!” tagliò corto Bibidi. “Oh beh... allora è tutto chiaro direi!” sorrise sornione il primogenito di Paragas.
    “Non sono per nulla sorpreso dal fatto che per risvegliare il potenziale di Zakuro ci sia voluto così tanto tempo rispetto a quanto ne sarà necessario per il nostro. E' sempre stato un autentico mostro, che sarebbe potuto diventare il sovrano dei saiyan in qualunque momento. Per qualcuno ambizioso come lui tuttavia sarebbe stato un obbiettivo troppo modesto. Lui puntava a distruggere Freezer e la sua famiglia per mettere le mani sull'universo intero. Per quel motivo è sempre rimasto nell'ombra, evitando di attirare l'attenzione del tiranno su di se, nell'attesa di ottenere il potere necessario per annientarlo. Immagino che il segreto del suo potenziale sia soprattutto di natura genetica. Suo padre è Paragas, ma sua madre non era una saiyan, bensì una tsufuru. Per un saiyan puro è umiliante accettare il fatto che il figlio bastardo di un proprio simile con un'esponente della razza che più abbiamo odiato, sia dotato di un potenziale così incredibilmente superiore rispetto al proprio, ma rifiutare di guardare in faccia la realtà è inutile e deleterio.” pensò Auber.
    Ecco dunque spiegate le origini di Zakuro e il motivo del suo aspetto inconsueto per un saiyan. I suoi capelli color arancio erano stati infatti ereditati dalla madre, così come la statura più bassa rispetto a quella del padre e soprattutto a quella del fratellastro Broly. Egli era l'unico esemplare esistente di saiyan mezzosangue figlio di un saiyan e di una tsufuru. La natura da questo punto di vista sapeva essere estremamente ironica, dal momento che dall'unione di due razze che erano sempre state mortali nemiche era nata una creatura dalle potenzialità fenomenali. Il fatto che per risvegliare il potenziale di Zakuro Bibidi ci avesse messo quasi il doppio rispetto a quanto Kaiohshin il Sommo aveva impiegato a risvegliare quello di Gohan molti anni prima poneva inequivocabilmente il mezzosangue figlio di un saiyan e una tsufuru come enormemente superiore di natura a quelli figli di un saiyan e una terrestre.
    “Bene, signori! Con il vostro permesso io mi congedo. Ho già assistito al rituale per un tempo abbastanza lungo da non sentire il bisogno di osservarlo per altre tredici ore! Oltretutto c'è una cosa di cui mi devo occupare prima della partenza. Non preoccupatevi comunque, sarò di ritorno prima del termine del rituale.” disse il figlio di Paragas uscendo dalla stanza lasciando Bibidi e i cinque saiyan al proprio rituale.

    N.B: Il nome della strega Salacadula è ovviamente estratto dalla stessa canzone della fata smemorina di Cenerentola da cui derivano anche i nomi di Bibidi, Babidi e Bu.
    Ultima modifica di Final Goku II; 25-11-2013 alle 20:53

  10. #1180
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    Anche questo filone è interessante.

    Magari un domani capiremo perchè esiste una rivalità così forte tra la famiglia Bibidy - e l'ordine di maghi di cui fanno parte, che sembra abbiano davvero milioni di anni d'età sul groppone - e i Kaioshin (che ci sia un'inimicizia che va oltre la creazione di Majin Bu?), anche perchè bisognerebbe capire cosa ci faceva la vecchia strega - logicamente ribattezzata Salacadula - nel sacro ed inaccessibile pianeta dei Kaioshin, dove si è fusa con il sommo Kaioshin.

    Se poi vogliamo essere cattivi verso la TOEI e il GT, devo dire che l'idea di un Saiyan ibrido Tsufuru è l'idea più interessante che abbia letto/visto riguardo alla razza Tsufuru (razza che mi fa antipatia... cioè non perchè io sia filo-saiyan a tutto spiano, sono proprio gli Tsufuru che mi stanno sul pipino). Quasi quasi, al Dr. Myuu conveniva creare quello per vendicarsi, piuttosto che Baby...

    Aspetto la biografia dettagliata di Paragas: non vedo l'ora che tu gli dia maggior spessore.

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