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  1. #21

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    no!non ci siamo.sei troppo statico.da cio' che ho letto ,mi sembra vero cio' che pensavo.ragioni basandoti su stereotipi.che siano di alta o bassa derivazione ,poco importa.fondi i tuoi ragionamenti su dei punti(di vista)nell infinto spazio(della realta').se ognuno di noi giudica ,all interno di un forum,qualcun altro,non lo fa' certo in assoluto,ma per gli scritti,che si leggono ,delle altre persone.scritti che dovrebbero rappresentare i loro pensieri.
    abbiamo una visione dell arte totalmente diversa( sia mai il contrario).per me' l arte e' indefinibile e inspiegabile ,perche' e' cio' che rappresenta il pensiero umano.nasce nei meandri della mente umana,sconosciuti a tutti(non esiste filosofo ,teorico,scienza e scienzato che possa definirla,figuriamoci tu'.senza offesa.o meglio,figuriamoci noi).
    se sei un musicista,ti renderai conto di quanto l arte,musica,sia fatta sia da chi suona, come da chi ascolta.(e' ovvio che la grandezza di un artista ,non la fa' lui stesso,ma i "fruitori").in un live il pubblico e' parte integrante della creazione,per quanto il gruppo ,magari,suoni per la duecentesima volta gli stessi brani e la stessa scaletta(esperienza personale,anche se era una misera quindicesima volta.mini tour indipendente).ora come si possono dare dei criteri ridigi di definizione della musica!?entrambi,abbiamo esposto i nostri punti di vista,dati dalle relative esperienze,ma come si puo' giudicare il pensiero altrui,per quanto meno complesso,basandosi solo su i propi schemi mentali.la realta non e' posseduta da nessuno,perche' e' fatta da tutti. non condivido il tuo modo di vedere la musica(come da sopra),e continuo a credere,che chiunque senta di dover esprimere il propio parere "ermeticamente",lo debba fare.perche' si basa sulla propia ragione e le propie esperienze,che costituiscono un punto nell infinito spazio,quale e' la realta'.a dimostrazione del fatto possiamo prendere questa discussione;se le posizzioni fossero state inverse?
    se parliamo di arte ,parliamo della concretizzazione e definizione(o perlomeno il tentativo di rappresentazione) ,di qualcosa di assolutamente indefinibile e astratto,come la ragione umana.rappresentazione della visione della realta' per mezzo dei sentimenti,ecc.realta' costituita da tutti.lopera e' creata da tutti,l artista e' il mezzo,strumento.non a caso ogni periodo storico e' un perido culturale ben definito.definito da chiunque ne facesse parte.
    per cio' il termine commerciale,per come sia inteso ,puo' essere usato e posto al centro di discussioni,o anche come mezzo esplicativo,per assoluto(a seconda dell individuo che lo usa).
    tornando un po' indietro,negramaro e baustelle?te l' avrei passata se mi avessi detto ,marta sui tubi o yuppi flu(o come si scrive).cio' che forse non hai colto e',cio che affermavo alla fine dei miei post, che qui' molti, se non tutti,basano i loro discorsi sulla visione della musica all interno del sistema italiano.direi anche tu,quando mi parli dei fenomeni di nicchia.ti posso garantire che in giro per l europa il pubblico ,in generale ,e' piu' aperto.capitano in un locale ,sentono un gruppo che suona,rimangono ad ascoltarlo partecipando attivamente ,anche se poi non fanno un genere musicale a loro gradito.ho parlato con gruppi statunitensi,che vivvono e si mantengono,grazie ai live,dove arrotondano vendendo i loro album e gadgett vari,propio perche' c e' una cultura,ma forse e' meglio dire coltura ,musicale totalmente diversa che qui in italia.
    e qui potrebbe nascere una discussione sul monopolio siae.....la mafia musicale italiana.
    Ultima modifica di mi sembra!; 23-05-2006 alle 17:16

  2. #22
    Stella Danzante
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    Citazione Originariamente Scritto da mi sembra!
    no!non ci siamo.sei troppo statico.da cio' che ho letto ,mi sembra vero cio' che pensavo.ragioni basandoti su stereotipi.che siano di alta o bassa derivazione ,poco importa.fondi i tuoi ragionamenti su dei punti(di vista)nell infinto spazio(della realta').se ognuno di noi giudica ,all interno di un forum,qualcun altro,non lo fa' certo in assoluto,ma per gli scritti,che si leggono ,delle altre persone.scritti che dovrebbero rappresentare i loro pensieri.
    abbiamo una visione dell arte totalmente diversa( sia mai il contrario).per me' l arte e' indefinibile e inspiegabile ,perche' e' cio' che rappresenta il pensiero umano.nasce nei meandri della mente umana,sconosciuti a tutti(non esiste filosofo ,teorico,scienza e scienzato che possa definirla,figuriamoci tu'.senza offesa.o meglio,figuriamoci noi).
    Se il pensiero umano non fosse esprimibile noi non parleremmo. Inoltre, nello stesso momento in cui dici che l'arte è "indefinibile" l'hai già definita come indefinibile.
    Quello che dell'arte non puoi fare è dare una descrizione empirica. Ma questo non ha niente a che fare con l'estetica! Nei discorsi sull'arte si mira appunto a cercare di mettere in luce l'idea che sta dietro alla forma. Ora, siccome anche il pensiero e la sua espressione - la parola - sono forme, il lavoro estetico non pretende di chiarire cosa sia l'arte, bensì di creare forme concettuali adatte all'arte ma separate da esse.
    Inoltre, la concezione che hai definito dell'arte è anche la mia stessa. Dirò di più: anche il pensare è un'arte, e del resto la stessa filosofia nasce dalla "meraviglia" dell'esperienza estetica. Quando si fa critica musicale si fa semplicemente un'arte diversa da quella del suonare musica, e tuttavia questa è complementare alla prima, perché senza una "guida" fatta di persone che ti consigliano degli artisti musicali (e lo fanno attraverso parole) non potresti nemmeno guadagnare la totalità dell'esperienza artistica.

    Citazione Originariamente Scritto da mi sembra!
    se sei un musicista,ti renderai conto di quanto l arte,musica,sia fatta sia da chi suona, come da chi ascolta.(e' ovvio che la grandezza di un artista ,non la fa' lui stesso,ma i "fruitori").in un live il pubblico e' parte integrante della creazione,per quanto il gruppo ,magari,suoni per la duecentesima volta gli stessi brani e la stessa scaletta(esperienza personale,anche se era una misera quindicesima volta.mini tour indipendente).ora come si possono dare dei criteri ridigi di definizione della musica!?
    Non si possono dare, ed è ciò contro cui sempre ho combattuto quando ho evidenziato la non-esistenza dei generi musicali.

    Citazione Originariamente Scritto da mi sembra!
    entrambi,abbiamo esposto i nostri punti di vista,dati dalle relative esperienze,ma come si puo' giudicare il pensiero altrui,per quanto meno complesso,basandosi solo su i propi schemi mentali.la realta non e' posseduta da nessuno,perche' e' fatta da tutti. non condivido il tuo modo di vedere la musica(come da sopra),e continuo a credere,che chiunque senta di dover esprimere il propio parere "ermeticamente",lo debba fare.perche' si basa sulla propia ragione e le propie esperienze,che costituiscono un punto nell infinito spazio,quale e' la realta'.
    Non stavo criticando l'ermeticità dei giudizi (se c'è poco da dire si dice poco), bensì evidenziavo come sia necessario prendersi la responsabilità del proprio giudizio, evitando se possibile di postare con il solo scopo di offendere chi discute. Se in un topic ci sono solo stringatissimi commenti dove si dichiara un autore come grandioso e mitico, è chiaro che un intervento dove lo si offenda magari senza cognizione di causa sia una mera provocazione. Una persona in pieno controllo delle proprie capacità razionali dovrebbe essere capace anche di comprendere cosa si può dire senza offendere gli altri.

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    a dimostrazione del fatto possiamo prendere questa discussione;se le posizzioni fossero state inverse?
    Beh, in quel caso tu saresti stato me e io sarei stato te, e non sarebbe cambiato molto.. se non per il fatto che saremmo stati internati a breve per schizofrenia.

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    se parliamo di arte ,parliamo della concretizzazione e definizione(o perlomeno il tentativo di rappresentazione) ,di qualcosa di assolutamente indefinibile e astratto,come la ragione umana.rappresentazione della visione della realta' per mezzo dei sentimenti,ecc.realta' costituita da tutti.lopera e' creata da tutti,l artista e' il mezzo,strumento.non a caso ogni periodo storico e' un perido culturale ben definito.definito da chiunque ne facesse parte.
    I periodi storici non sono mai definiti dalle stesse persone che li vivono; altrimenti non sarebbe storia, cioè la disciplina che ordina e cataloga gli eventi del passato. Chi viveva tra il 1400 e il 1500 non credo abbia nemmeno notato di essere passato dal Medioevo al Rinascimento, così come probabilmente nel futuro troveranno definizioni per la nostra epoca che noi non abbiamo minimamente pensato.
    Inoltre, i sentimenti sono ciò che sta dietro ad un'opera d'arte, mentre l'opera si esprime sempre attraverso una forma, un mezzo (un brano musicale, un quadro, un libro, una poesia ecc).

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    per cio' il termine commerciale,per come sia inteso ,puo' essere usato e posto al centro di discussioni,o anche come mezzo esplicativo,per assoluto(a seconda dell individuo che lo usa).
    Difatti io e te lo usavamo in senso differente, pur comprendendo lo stesso fenomeno. Per avere una buona definizione di commerciale in ogni caso bisognerebbe definire cosa sia il commercio, cosa sia la merce e cosa sia l'economia.

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    tornando un po' indietro,negramaro e baustelle?te l' avrei passata se mi avessi detto ,marta sui tubi o yuppi flu(o come si scrive).cio' che forse non hai colto e',cio che affermavo alla fine dei miei post, che qui' molti, se non tutti,basano i loro discorsi sulla visione della musica all interno del sistema italiano.direi anche tu,quando mi parli dei fenomeni di nicchia.ti posso garantire che in giro per l europa il pubblico ,in generale ,e' piu' aperto.capitano in un locale ,sentono un gruppo che suona,rimangono ad ascoltarlo partecipando attivamente ,anche se poi non fanno un genere musicale a loro gradito.ho parlato con gruppi statunitensi,che vivvono e si mantengono,grazie ai live,dove arrotondano vendendo i loro album e gadgett vari,propio perche' c e' una cultura,ma forse e' meglio dire coltura ,musicale totalmente diversa che qui in italia.
    Mi sembra abbastanza chiaro che chi vive in Italia possa parlare solo del sistema musicale italiano, e abbia interesse a parlare solo di quello. Tu di fatto ti sei riferito a qualcosa che esula dal discorso dell'industria culturale e che fa parte unicamente della cultura locale: da noi si sa che le cose funzionano in modo diverso, e altrimenti non potrebbero essere visto che siamo in Italia e non in un altro luogo. Credo che in ogni caso anche in Italia negli ultimi anni si stia iniziando a sviluppare una certa cultura per i live e il gusto musicale delle radio sembra star diventando generalmente più affinato. 5-6 anni fa non era assolutamente pensabile qualcosa come Flux; ora abbiamo video di Four Tet, Mogwai e Boards Of Canada su una emittente che copre l'intero territorio nazionale.

    Citazione Originariamente Scritto da mi sembra!
    e qui potrebbe nascere una discussione sul monopolio siae.....la mafia musicale italiana.
    Direi che la SIAE sia uno dei più grossi e anacronistici enti burocratici che abbiamo. Il vantaggio rispetto all'America è che per fortuna qui non esistono forze di repressione come quelle della RIAA per controllare il mercato pirata: quando le case discografiche capiranno che è inutile combattere una società per cui non sono più adatte forse si inizieranno finalmente a creare nuove leggi per regolamentare il fenomeno. I p2p hanno simultaneamente dato all'industria musicale una botta incredibile e cambiato il modo di fruire e fare musica: considerando che ora il 99% del patrimonio artistico è fruibile in modo quasi gratuito, l'acquisto degli album si svaluta progressivamente e si renderà necessario riacquistare la dimensione live della musica che i supporti sonori avevano privato. Si farà sempre più musica, e ogni parte della musica costerà sempre di meno; si farà sempre più necessaria una critica musicale che ripeschi in questo mare immenso di cultura le cose valide e gli dia loro la giusta luce; e così forse inizieranno ad emergere i grandi artisti.
    Ora, Negramaro e Baustelle non sono certo i più alti esempi d'arte che io conosca, ma entrambi hanno saputo creare una musica italiana di un tipo completamente nuovo rispetto allo stereotipo del cantautore. Assieme a tutta una scena che io amo definire "post-pop", di cui fanno parte ad esempio Gatto Ciliegia, Giardini Di Mirò e quei grandiosi genii dei Perturbazione (ma anche gli ultimi Marlene Kuntz), sembra stia rinascendo la musica italiana di gruppo con un'anima tutta sua, non più fissata su stereotipi esteri. La cultura musicale in Italia sta nascendo proprio ora: non resta che seguire i suoi sviluppi e vedere fin dove potremo arrivare.

  3. #23

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    il pensiero umano non e' esprimibile in senso assoluto.ognuno di noi esprime se' stesso usando le diverse forme di rappresentazione del propio pensiero.quando parli,scrivi ,canti ,suoni ecc tu rappresenti il tuo pensiero.noi rappresentiamo cio' che accade all interno della nostra mente,esprimendoci,ma non ricreando realmente,cio' che provoca tali situazioni.io infatti dico che e' indefinibile e inspiegabile ed astratta,riferendomi alla ragione umana.anche perche' il nostro corpo per intero risponde a delle leggi chimiche,i nostri pensieri non sono altro che impulsi eletrrici.non siamo diversi da un calcolatore.solo che tali reazioni in noi avvengono spontaneamente.quando ti esprimi lo fai seguendo dei criteri di decodifica degli impulsi,che impari(nel caso del linguaggio)per farti capire.quando pero' si cercano forme differenti di espressione,non relegate a dei limiti predefiniti di codifica,allora si fa' arte.ma anche volendo utilizare gli stessi criteri di codifica ma affinandoli,ma anche volendo semplicemente trasmettere impulsi agli altri utilizzando criteri decifrabili ,lavorando sulla forma,si fa arte.un poeta comunica le sue sensazioni(gli impulsi che si creano,in determinate situazioni) per trasmetterle( cercando di riprovocarle negli altri).quindi dire che l arte e' indefinibile,non vuol dire definirla in senso assoluto,ma in senso verbale.nominare il nulla vuol forse dire porlo in esistenza...o e' sempre tele,ma definito.ongni cosa esiste ed e' definibile solo se si puo' ricondurre ad un suo contrario. bene /male,fame/sazieta',pace/guerra ecc...definire una cosa non vuol quindi porla in essere o delimitarla,ma ricondurla a qualcosa di concreto ed esistente che ci permetta di definirla idealmente e verbalmente.come potrei definire un cosa dicendo che e' non definibile,ovvero non riconducibile ad uno stato preciso da me conosciuto,come la definibilita'.(non percepiamo il nulla ma lo concepiamo mentalmente,cosi' l indefinibilita',perche' sappiamo cose' il loro contrario e viceversa).
    sul resto siamo daccordo. ma criticare vuol dire giudicare,esaminare e valutare.lo si fa' secondo un propio criterio.tu ti baserai solo su fattori estetici,gli altri ne considereranno altri.
    non si possono dare criteri rigidi di definizione dell arte o della musica,ma i generi sono categorie,non definizioni rigide e specifiche,assolute.gli usiamo per stabilire che a determinate combinazioni di fattori,corrisponde uno spazio preciso nel panorama totale,della musica,o dell arte.se dico rock(subito realizzi a cosa mi riferisco)cubismo(idem)impressionismo(idem) e cosi' via...
    se tu dici "la mela e' buona e grandiosa",e io ti dico" mi fa' schifo,e' un frutto insipido,anzi non e' nemmeno un frutto" certo non lo faccio per puro senso di provocazione(al quale comunque non sono per niente contrario)ma valutando la cosa da una mia prospettiva.poi e' un frutto la mela,io resto libero di valutarla come meglio credo,ma nel contesto dei vegetali,noi la si categorizza come frutto.risponde a determinati fattori che la pongono in essere come frutto,ovvero quella parola che usiamo per definire una cosa che risponde a precisi fattori ecc..ecc..la mia visione puo' anche prescindere da certi contesti.
    quando ti chiedo di pensare a questa discussione,ma a ruoli invertiti,ti invito a riflettere sul fatto che si sarebbe sviluppate in maniera totalmente differente.ovvero io avrei invitato gli utenti a esprimersi liberamente,magari anche pregiudizionalmente.semplicemente basandosi sulla propia cognizione e percezione.questa discussione sarebbe nata e si sarebbe sviluppata diversamente,o magari neanche sarebbe nata.
    quando mi riferisco alla definizione dei periodi storici,non intendo dire che i cittadini del mondo in un certo periodo della loro vita si sono riuniti in una piazza e hanno deciso di denominare il periodo in cui vivevano.ma che lo definivano ,in quanto cio' che noi chiamiamo medioevo e' stato creato da chi quel periodo lo ha vissuto e posto in essere.noi ,oggi ,definiamo i criteri con il quale un giorno nomineranno il periodo o periodi storici che stiamo vivendo.chi fa' arte oggi crea come tutti noi l insiema di fattori(sentimenti,eventi sociali/politici ecc)che determinano la realta' in cui viviamo.certo ogniuno la percepisce in modo diverso,ma e' la stessa per ogniuno di noi.l artista e' il mezzo,perche' egli mette a disposizione la propia sensibilita ,le propie sensazoni e creativita',per rappresentare cio' che la realta' costituita da tutti gli suscitano.che poi lo faccia secondo criteri specifici e decodificabili,o in maniera astratta ,non cambia nulla,ma ne determina solamente la forma.
    realta'(tutti)->artista(mezzo)->creazione opera artistica(rappresentazione/comunicazione dei sentimenti suscitati dalla percezione della realta' fisica)->forma(stato in essere dell opera).
    io mi riferisco alla cultura italiana ,criticandola,perche' conosco ampiamente quella straniera.avendo vissuto direttamente esperienze,in tali ambiti.e' limitativo e creativamente castrante dire che essendo in italia e vivendo qua,ci si debba limitare alla conoscenza del nostro sistema per valutare e giudicare cio' che ci circonda,e che facciamo.mi domando allora quale interesse ci sia stato nello sviluppare le tecnologie telecomunicativa(come quella che abbiamo difronte agli occhi).cosa ci spinga ad ascoltare musica straniera e a leggere libri di autori stranieri.perche' ci si interessa alla politica e agli avvenimenti internazionali.
    per come la vedo io l italia sta vivendo uno dei momenti piu' immobili e increativi della sua storia.oggi neanche piu' la chiesa e' interessata all arte.da dopo l illuminismo l uomo non la usa piu' per auto celebrarsi,o celebrare divinita',ma semplicemente la usa come mezzo di espressione libero.cio' e' scomodo a molti.
    flux si rispecchia esattamente in cio' che tu definisci commerciale.una nuova forma di tv interattiva e paranoica.chiama a se' chi da altre parti non e' rappresentato,gli da spazzio,per usarlo.certo,a me fa anche comodo,ma di artisticamente nobile ha ben poco.
    per il resto basta saperlo usare,per non essere semplicemente usati.

    qui mi fermerei,mi sembra si stia andando in ambiti un po' troppo "esterni" a cio' che ha avviato la discussione.ho risposto solo per puntualizzare la mia visione del arte.dato che mi sembrava non avessi capito appieno cio' che volevo dire.mi scuso per essere stato ancora una volta lungo e poco chiaro,ma la situazione e' quella che e',diventa anche noioso,per me',scrivere per mezzo di un tastiera anche nel tempo libero,o quello che rubo al lavoro. per eventuali errori grammaticali o sintattici,be!su questo forum ci siamo abbituati tutti.
    Ultima modifica di mi sembra!; 02-06-2006 alle 20:40

  4. #24
    Stella Danzante
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    Mi sembra sia necessario reimpostare il discorso e dividere bene gli ambiti di cui si sta trattando per non incorrere ancora in equivoci.
    Se io posso capire cos'è il cubismo e cos'è il rock è perché qualcuno, di fronte a un quadro di Picasso o ad una canzone di Bruce Springsteen, me li ha definiti come un quadro cubista e una canzone rock. Nella mia mente sicuramente non esistevano delle categorie per definire quelle due cose.
    Ora, nell'arte pittorica la categorizzazione delle correnti è decisamente molto più fattibile perché è un'arte statica, posizionata in un luogo spazio-temporale e non più modificata. Le opere d'arte visive sono oggettivamente nel luogo dove le vedi. Sono perfettamente definite, ed essendo definite possiamo anche trovare delle definizioni adeguate in campo concettuale per esprimerle. E la musica dov'è quando la si suona? Si può dire davvero che la musica esista allo stesso modo di un quadro? Quando tu hai sentito una musica essa è già scomparsa, si volatilizza nello stesso istante in cui viene suonata. Non esiste un luogo spaziale dove puoi trovare musica: è un'arte che si muove solo attraverso il tempo, è arte che vive nell'istante, e per questo è la forma artistica più vicina all'essenza della nostra vita (assieme probabilmente al teatro). La musica già per sua essenza sfugge al poter essere messa in essere, è non-essere puro. Non è possibile, come per la mela, definirla in modo scientifico di modo da identificare un tipo di musica ogni volta che la senti, perché la musica, a differenza dei generi e delle specie animali e vegetali, è una creazione che riguarda solamente l'uomo. Per questo qualsiasi categorizzazione musicale è destinata ad essere parziale e ad essere costantemente sfondata dai creatori di musica, nonché a creare i pregiudizi in campo musicale per la confusione tra la definizione di musica e la musica in sé. Non esiste un'arte più vicina all'emozione della musica, che di per sé è l'esperienza umana più vera e indefinibile.
    Fare arte, fare critica dell'arte, fare filosofia, e anche fare scienza in senso teorico, sono tutte forme di creazione dell'uomo allo stesso modo che si muovono in ambiti completamente separati, pur riflettendosi ognuno sull'altro. Quando faccio critica musicale non sto semplicemente descrivendo le sensazioni di un album: sto creando effettivamente una mia concettualità per cercare di esprimere la tonalità emozionale della musica.
    La differenza tra ciò che io posso esprimere in senso assoluto e ciò che è una mia propria espressione è un problema insito nella natura stessa del linguaggio (linguaggio che - attenzione - include anche il linguaggio artistico). Difatti, sebbene ognuno di noi articoli il pensiero in un ordine ed in una sequenza del tutto peculiare, l'espressione è limitata da due proprietà fondamentali del linguaggio:
    1. se esprimiamo un pensiero lo esprimiamo sempre a qualcuno, e dunque dobbiamo esprimerlo in modo che qualcuno lo capisca. Anche quando creiamo linguaggio in senso più proprio, cioè lo riformiamo, stiamo creando qualcosa semplicemente ignorando un individuo/pubblico particolare che la potrebbe capire, facendo sì che sia il pubblico a crearsi intorno alla propria idea.
    2. il nostro linguaggio è sempre e comunque condizionato dall'ambiente in cui abbiamo vissuto e in cui viviamo. Io nasco già in un luogo e parlo già una certa lingua senza che io lo abbia scelto. Quando uso il linguaggio non posso evitare di partire con il linguaggio del luogo dove sono vissuto.
    E' proprio perché il linguaggio è un mezzo tra enti diversi che si generano incomprensioni nel formularlo. Se già due persone partono da mondi concettuali differenti sarà molto difficile che nell'articolare il discorso esse si troveranno immediatamente l'uno nei termini dell'altro. Con ogni probabilità sia io che te abbiamo una concezione dell'arte piuttosto accurata e riflettuta, nonché abbiamo espresso pressoché gli stessi significati, ma partendo da punti di considerazione differenti è difficile trovare unità all'argomento.

    Per quanto riguarda la situazione italiana, nonostante riconosca la nostra arretratezza, ho visto molti segni da parte del mondo artistico che mi fanno ben sperare. Negli ultimi anni difatti ho potuto ascoltare degli album di musica davvero italiana, non più vincolata agli stereotipi della musica estera che fino a qualche tempo veniva copiata in modo pedissequo e non reintegrata nella nostra creatività. Un tempo c'erano le correnti musicali straniere e gli italiani che copiavano quelle correnti musicali - c'era il progressive rock e il progressive italiano, c'era l'heavy metal e il metal italiano, c'erano le hit americane e quelle italiane che semplicemente ne traducevano la lingua, e così via (escludendo magari il cantautorato che è stato probabilmente l'unico genere musicale davvero nostro); ora esistono anche molte band che fanno in primo luogo la propria musica e solo successivamente la si può ricondurre ad un vasto campo di influenze. Grazie probabilmente al fenomeno del p2p ci si è iniziati a liberare da quella forma di dominio culturale che i paesi anglosassoni hanno mantenuto su di noi dalla fine della seconda Guerra Mondiale. Non ha senso limitarci a lamentare il problema senza fare niente per risolverlo: ciò che a questo punto bisogna fare è continuare a creare musica propria, liberarsi continuamente dallo schema per giungere all'ispirazione vera e propria, dare insomma un vero contributo artistico alla società. Quando anche in Italia ci saremo liberati di quelle pesanti correnti conservatrici che ancora frenano il nostro sviluppo allora potrà iniziare davvero una grande epoca per l'Italia.

    Un ultimo appunto sulla questione Flux:
    flux si rispecchia esattamente in cio' che tu definisci commerciale.una nuova forma di tv interattiva e paranoica.chiama a se' chi da altre parti non e' rappresentato,gli da spazzio,per usarlo.certo,a me fa anche comodo,ma di artisticamente nobile ha ben poco.
    per il resto basta saperlo usare,per non essere semplicemente usati.
    Vorrei ricordare in proposito che qualsiasi forma mediatica - in ordine di originarietà, la parola, l'arte, la stampa, la radio, la televisione, internet, quel mezzo del tutto nuovo che è Flux - altro non è che un mezzo, una possibilità d'espressione che viene data e che a seconda di chi la usa può essere condotta bene o male; sta appunto nella nostra capacità di comprensione del fenomeno capire come usare il mezzo.

  5. #25
    King of the Bohemien L'avatar di Jeff Buckley '85
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    2. Tutta la musica è commerciale. Anche gli artisti meno "facili" stampano i propri dischi e li vendono nei negozi, e si rivolgono ad un certo pubblico esattamente come fanno gli artisti più "semplici" che vengono mandati in classifica. Dire che un artista è commerciale non ha dunque senso, poiché si afferma qualcosa che è sempre vero.

    4. Non ha senso né dire "un artista/gruppo è bello" né "un artista/gruppo è brutto".

    "Uno che ascolta solo musica metal molto probabilmente non ha le conoscenze necessarie per giudicare un brano pop, e così via"



    Quoto in pieno la prima affermazione, anche i gruppi Black Metal che sembrano tanto cattivi e contro il sistema in realtà sono commerciali almeno quanto Britney Spears, si rivolgono semplicemente a un altro pubblico nessuno realizza dischi sperando che non vengano comprati, sono d'accordo anche con l'ultimo, un metallaro non può giudicare i Duran Duran (giusto per citare un gruppo Pop) e vale la stessa cosa viceversa. Non credo di poter sottoscrivere la seconda perché a mio avviso ognuno ha diritto di dire se un artista vale oppure no, deve però giustificare adeguatamente il suo giudizio

  6. #26
    Let's Rock!!! L'avatar di Jimi Hendrix
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    ha ragione perchè nn si deve insultare nessun genere come qualcuno fa cn il metal perchè ho letto insulti espliciti e spero vengano bannati
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  7. #27
    Let's Rock!!! L'avatar di Jimi Hendrix
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    MI SEMBRA GIUSTO però devo dire ke insulti verso utenti no ma esprimere la propria opinione sulla musica schifosa si.
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  8. #28
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    Citazione Originariamente Scritto da Jimi Hendrix Visualizza Messaggio
    ha ragione perchè nn si deve insultare nessun genere come qualcuno fa cn il metal perchè ho letto insulti espliciti e spero vengano bannati
    MI SEMBRA GIUSTO però devo dire ke insulti verso utenti no ma esprimere la propria opinione sulla musica schifosa si.
    ??
    Ti rendi conto che in ogni topic dove non si parla di Rock e affini tu vieni a rompere le pelotas schifando qua e la?
    Io non ho niente in controrio se a te non piace la musica Elettronica, il Rapcore, il rap o qualsiasi altro genere che non va incontro ai tuoi gusti.
    Ma c'e' modo e modo di esprimere le opinioni, e sopratutto bisognerebbe argomentarle senza buttarla sul personale.

    "Il Rap fa schifo, tu che ascolti rap non capisci un cazzo di Musica"
    Non erano le parole esatte, ma il senso era quello. Ti sembra normale rispondere cosi', ma sopratutto non acettare l'opinione di un altro utente, dandogli dell'idiota?
    Ma da quanto ho capito, non sei altro che un bamboccio viziato tredicenne, che vorrebbe avere sempre ragione e fare quello che gli gira, dicendo quello che gli gira, e andando contro a un moderatore (Dalla pazienza disumana) solo perche' ti dice di rispettare delle regole (Non credo propio che nella vita di tutti i giorni tu ti comporti cosi', anzi...) che cercano di dare un ordine. Se ognuno facesse come te, pretendo pure di avere ragione, sarebbe l'anarchia.

  10. #30
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    Citazione Originariamente Scritto da Jimi Hendrix Visualizza Messaggio
    ha ragione perch&#232; nn si deve insultare nessun genere come qualcuno fa cn il metal perch&#232; ho letto insulti espliciti e spero vengano bannati
    Si concordo ma questo vale anche per chi dice "la musica elettronica fa schifo", vero caro Jimi???

    Citazione Originariamente Scritto da Jimi Hendrix Visualizza Messaggio
    l'elettronica fa schifo &#232; questo il mio parere.
    Ultima modifica di Lord David; 19-07-2007 alle 14:32 Motivo: Ricordi? MUHAHAHAHAHAH!!!

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