Ciò che state per leggere non l'ho scritto io ma un mio carissimo amico e amante come me della serie e del mondo in genere di StarTrek.
In attesa della sua iscrizione nel forum..riporterò qui di seguito la sua interpretazione di una serie che ha lasciato il segno :

...Spazio, ultima frontiera… ai confini della Federazione, lontano dalla Terra del 24 secolo, divenuta una sorta di paradiso terrestre senza più povertà, né malattie, né guerre, la spietata razza dei Cardassiani comandata da Gul Dukat, si ritira dal pacifico Bajor dopo 50 anni di brutale occupazione lasciando un pianeta in ginocchio, ridotto alla fame, con milioni di vittime e centinaia di campi di concentramento.

In aiuto di Bajor giunge la Flotta Stellare che si stanzia su Terok Nor, la stazione mineraria costruita dai Cardassiani che orbita attorno a Bajor, che viene ribattezzata Deep Space Nine.

Al comando di Deep Space Nine viene posto Benjamin Sisko, un comandante che tre anni prima ha perso sua moglie nella battaglia contro i Borg a Wolf 359 (Star trek TNG:l’attacco dei borg) e desideroso solo di tornare a vivere sulla Terra da civile, per crescere meglio suo figlio Jake.

Ma ben presto le cose saranno destinate a cambiare:
Anzitutto avverrà la scoperta di un importantissimo tunnel spaziale che conduce all’altra estremità della galassia abitato da degli alieni venerati dal popolo Bajoriano. Sisko sarà riconosciuto come il loro emissario, punto di aggancio tra i bajoriani e i “profeti” che abitano nel tunnel spaziale, e il legame che nascerà fin da subito tra il comandante Sisko e questi alieni che vivono oltre lo spazio ed il tempo a noi conosciuto si svilupperà sempre di più in tutta la serie, lasciando presagire continue sorprese e colpi di scena.


Nemico principale di Sisko divene da subito Gul Dukat, il capo dell’esercito cardassiano, il responsabile dell’occupazione di Bajor, odiato da Kira


DS9 è una serie di Star Trek a sé, profondamente diversa dalle precedenti ed anche dalla nuovissima Enterprise, che non lascia dubbi a chi la guarderà: o si ama, o si odia.
Sin dal primo episodio si notano le caratteristiche che distinguono questa serie da tutte le altre:
Anzitutto, per la prima volta in Star Trek, le avventure non si svolgono su una nave stellare ma ci si muove nell’ambiente statico e claustrofobico di una stazione spaziale, definita dallo stesso Sisko come una “mostruosità cardassiana”.
Eppure, proprio qui la serie mostra il suo fascino: le vicende di DS9 non si concludono alla fine di ogni singolo episodio, ma hanno in sé un filo conduttore che le lega le une alle altre. In questo modo si riesce a vedere come i personaggi, nel corso degli anni e delle avventure, maturano e cambiano. Perché DS9 non è solo una semplice storia di fantascienza, ma il racconto di una vita dalla quale ognuno di noi può trarre ispirazione. Tutti i personaggi, da Sisko a Quark, ma anche ai “cattivi” come Gul Dukat, alla fine della settima stagione risulteranno essere profondamente diversi dal primo episodio della serie, proprio come noi oggi ci rendiamo conto di essere diversi rispetto a sette anni fa.

DS9 è anche un ambiente dove la diversità non fa più notizia: mai come in questa serie di Star Trek ci sono tante diverse razze aliene che camminano tranquille sulla passeggiata della stazione, affermando il principio caro a Gene Roddemberry delle “infinite possibilità in infinite combinazioni”.

In DS9 la religione si afferma come uno degli elementi fondamentali dell’intera serie, soprattutto per il legame mistico che si creerà tra Sisko e gli i profeti, gli alieni del tunnel spaziale ai quali la vita del capitano è indissolubilmente legata.
La lotta eterna tra bene e male giungerà al culmine durante la guerra contro il Dominio, dove allo scontro tra la Federazione e Dominio si aggiungerà la lotta tra i Profeti e i terribili Path-Wraith, i “diavoli” che Gul Dukat cercherà di usare contro Sisko, il suo nemico di sempre.

Ai tempi di The Next generation il capitano Picard era l’assoluto protagonista della maggior parte degli episodi. Ma in Deep Space Nine tutti i personaggi trovano una loro collocazione, e nessuno tende a prevaricare sugli altri. Ognuno di loro cresce giorno per giorno, episodio dopo episodio matura, comme errori, prende decisioni importanti, ci ripensa; la guerra contro il Dominio ci mostrerà come è molto lontana la Terra senza guerre, né malattie, né odio: ci catapulterà in una galassia in cui l’odio ancora regna, dove la guerra miete vittime, dove gli uomini sono disposti a sporcarsi le mani e a perdere la loro autostima pur di sopravvivere all’inferno. Ci fa capire dove, anche nel futuro più roseo che possiamo immaginare, gli ideali utopici della grande Terra del ventiquattresimo secolo sono lontani, e gli uomini lottano ancora per sopravvivere.
In DS9 gli stessi ideali della Federazione (e di Star Trek in generale) vengono posti in discussione: spesso, per salvare delle vite umane, occorre uccidere qualcuno. Per ricevere delle informazioni importanti occorrerà escogitare tranelli, sabotaggi, ripicche… cose che ai tempi di TNG neanche immaginavamo potessero trovare spazio in Star Trek.
DS9 è quindi anche una profonda esplorazione, in chiave fantascientifica, della controversa natura umana. Le diverse specie aliene che animano la galassia rappresentano ognuna particolari caratteristiche della nostra natura, che spesso ci portano ad essere in conflitto con gli altri. Ma la minaccia del potente Dominio ci mostrerà come, di fronte alle difficoltà, razze diverse sono pronte a mettere da parte i propri interessi per difendere quello comune, della sopravvivenza.

Il filo narrativo che muove le trame di DS9 è sempre avvincente: gli episodi sono legati tra loro, caratterizzati da quell’impostazione teatrale tanto cara a Star Trek che esalta anche gli episodi che sembrano essere più noiosi:sono quelli dove invece si esaltano le qualità interpretative degli attori, tutti bravissimi, e dove si riescono a conoscere meglio i personaggi, con i loro conflitti e contrasti interiori:
Sisko, il ferreo capitano della flotta, in continuo conflitto con il suo ruolo di Emissario dei Profeti di Bajor e di comandante (poi capitano) della Flotta Stellare;
Kira, una ex terrorista che durante l’occupazione si è macchiata del sangue Cardassiano e che ora cerca di aiutare Bajor ad entrare nella Federazione;
Odio, la contraddizione fatta persona: un mutaforma che ha ripudiato il suo popolo perché ha dichiarato guerra alla Federazione, ma che dentro di se spera un giorno di poter tornare nel Grande Legame;
Bashir, il miglior dottore della Flotta, grazie però alle sue modificazioni genetiche che rendono “ovvia” la sua bravura, sfigatissimo con le ragazze di cui si innamora;
Il Capo Miles o’Brian, già comparso in The Next generation, qui assume un ruolo molto importante: pure lui in contrasto tra il suo dovere di ingegnere della flotta e l’amore per la sua famiglia, sempre in pericolo sulla “polveriera” di Deep Space Nine.


Poi tutti i personaggi di contorno: Gul Dukat, Damar, Rom, Nog, Ezri, il Grande Nagus…
E poi i nemici: i Cardassiani, il Dominio, i Gem’a dar… gli stessi bajoriani del Cerchio,

E poi l’elemento religioso: i profeti, i path’ wraith…

E poi come non parlare della “Defiant”: per la prima volta in Star Trek appare una astronave concepita non per l’esplorazione pacifica, ma per la guerra. E, ve lo assicuro, è una vera e propria polveriera capace di distuggere tutto ciò che incontra sul suo cammino.

Il giudizio su tutta la serie, almeno per quanto mi riguarda, è quindi più che positivo, con delle eccezioni:
La prima stagione, a parte l’episodio pilota e qualche altro come “colpevole ad ogni costo”, è deludente: la storia stenta a trovare una sua collocazione e i personaggi (primo tra tutti, lo stesso Sisko) hanno difficoltà ad interpretare il loro ruolo. Con l’inizio della seconda stagione (che peraltro coincise con la fine di The next generation) le storie ed i personaggi migliorano progressivamente. Ma è dall’inizio della terza stagione, quando viene scoperta la minaccia del Dominio, che inizia la vera Deep Space Nine: ve lo assicuro, da qui in avanti ogni episodio tirerà l’altro e quando arriverete a vedere l’ultimo episodio della settima stagione dubito che spegnerete il televisore senza riflettere su ciò che avete visto fino a quel momento.

Quindi…Buona visione!

Ciaps