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  1. #1
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    Predefinito Toriyama e le sue opere

    Per tanto tempo, Toriyama è stato conosciuto come l'autore di Dragon Ball, mentre qualcun altro cataloga Toriyama come un autore comico, nella maniera più assoluta.
    In realtà neanche la definizione di "autore comico" gli calza a pennello: Toriyama, a tutto tondo, è stato in realtà "solo" un ottimo disegnatore e designer, che per 16 anni circa è riuscito a farsi apprezzare da una vasta platea di lettori (e non solo) grazie al suo stile inconfondibile. Non vedo un thread che ne parli, tanto vale aprirlo una volta per tutte.

    Gli inizi

    Una premessa, come al solito: dei suoi inizi è Toriyama stesso a parlarne, nelle raccolte delle sue storie brevi, pubblicate (ovviamente) anche in italiano. L'ultima edizione italiana di queste raccolte è "Akira Toriyama Menù a la Carte", che in due volumi raccoglie tutte le storie brevi pubblicate finora in Giappone, in formato bunkoban. Come fatto con l'Evergreen Edition di DB, anche in questa edizione c'è stata una nuova opera di traduzione. Ma cominciamo.

    Come noto, Toriyama aveva lavorato per due anni e mezzo in una compagnia di design, esperienza che per lui sarà tanto formativa quanto sgradevole. Dopo essersi licenziato si butta sui manga, e prova a vincere un concorso indetto da Monthly Young Jump con una storia chiamata Awawa World (un gag manga autoconclusivo ambientato nel Giappone medioevale). Non vince il premio e ritenta in una nuova edizione del concorso con Mysterious Rain Jack (un altro gag manga, e sostanzialmente una parodia di Star Wars).
    Per quello che è possibile giudicare (di entrambi ci sono in circolazione solo poche tavole, per ora) sono due lavori orrendi e grezzi, per quanto conservino le trovate di Toriyama: il secondo sarà il lavoro grazie a cui, pur non vincendo il concorso, diventa un mangaka alla tenera età di 23 anni; viene infatti preso sotto l'ala di un editor della Shueisha, Kazuhiko Torishima (che ha appena 2 anni più di lui), colpito dalle onomatopee scritte in romaji (che erano originali e avevano un impatto brillante).

    Così, Toriyama studierà presso il suo editore come mangaka, facendo pubblicare inizialmente solo alcuni fumetti comici. Che un aspirante mangaka studi presso il suo editor è una procedura completamente atipica, tuttavia il connubio tra i due sarà fruttifero, in quanto entrambi riescono ad assorbire vari aspetti del lavoro di un mangaka, creando però, allo stesso tempo, qualcosa di nuovo. Dei due, Toriyama è il disegnatore dotato (quanto cretino) che nelle sue storie riesce a trovare prima o poi qualcosa di appagante, Torishima è quello che lo sprona a dare sempre il meglio (rifiutando incessantemente quello che non ritiene interessante) e che può, meglio del suo assistito, intuire i gusti del pubblico.

    Ad ogni modo, l'ascesa di Toriyama come mangaka non è costante, anzi.
    Per mesi, varie storie di Toriyama vengono prontamente rifiutate dal suo editor, sino a quando gli fa pubblicare il suo primo lavoro: Wonder Island è uno sketch demenziale con protagonista un soldato giapponese che vuole andarsene dalla stramba isola in cui è precipitato durante la seconda guerra mondiale, ma, seppur originale, questa storia non riceve alcuna considerazione. Sarà così anche per Wonder Island 2, ambientato stavolta in un grottesco commissariato di polizia.
    Messosi di impegno (per puro orgoglio) per migliorare come mangaka, i suoi lavori tuttavia vengono continuamente respinti dal suo editore, a parte Hairai Jima (noto come "una giornata ad Highlight Island") che comunque non ottiene ancora una volta molta considerazione. Tuttavia, Toriyama azzecca la successiva storia, Tomato Girl Detective, e soprattutto il personaggio femminile del titolo (dietro richiesta di Torishima).

    Dr. Slump

    Così, sulla base di questi due ultimi lavori, nasce Dr. Slump.
    In soldoni, Dr. Slump è una serie sci-fi demenziale: Toriyama stesso scherza sul fatto che è un manga completamente stupido, ma le gag e le battute vengono sparate una dopo l'altra ad un ritmo vertiginoso, e situazioni e parte dei personaggi sono così energici e dementi da risultare irresistibili. Toriyama si diverte spudoratamente a parodizzare, una dopo l'altra, diverse icone storico-popolari e tutte le convenzioni narrative possibili (quarto muro compreso), e il pubblico lo seguirà sempre più divertito e numeroso.

    Le storie (che vanno dal semplice sketch comico a fumetti, ad avventure autoconclusive lunghe quanto una mini-saga) hanno come protagonisti Senbei Norimaki, un inventore geniale con un lato da perdente, e Arale la sua bambina robot, dotata di una forza e di un'energia travolgente e incontrollabile e un animo infantile. La serie è ambientata in una cittadina fuori mano detta Villaggio Pinguino. Toriyama basa Senbei Norimaki su sé stesso (un pervertito che ha idee tanto semplici, quanto grandiose e geniali, ma sulle quali perde spesso ogni controllo) e disegna Arale rovesciando come sempre lo stereotipo in voga (in questo caso, quello della ragazzina attraente e indifesa).

    Toriyama pensava che la storia non sarebbe durata che pochi capitoli, ma con sua grandissima sorpresa, il personaggio di Arale diventa ben presto amatissimo, e la serie un successo clamoroso. Con il passare dei capitoli, altri personaggi sempre più improbabili si aggiungeranno sia nella casa di Senbei (come Gacchan, il compagno di giochi di Arale) che nel Villaggio Pinguino: uno scienziato da burletta che cerca di dominare il mondo eliminando i Norimaki, i compagni di scuola di Arale e i loro genitori, persino divinità scese sulla Terra... ma in realtà qualsiasi cosa può parlare e far parte della storia, anche le invenzioni di Senbei (e anche le cacche che Arale ama stuzzicare!). Altri personaggi ancora verranno conosciuti nelle tante avventure dei Norimaki.

    Dr. Slump non è l'opera più matura di Toriyama (figuriamoci), e probabilmente nemmeno la migliore, ma bisogna ammettere che Dr. Slump è l'opera più vicina all'indole di Toriyama, e che tutta l'immaginazione di Toriyama è condensata nei circa 240 capitoli che costituiscono l'opera. E intendo TUTTA, ben oltre quelle 4-5 citazioni che si trovano su DBA nell'angolo del Boyakkate o come si chiama... quella è solo la roba più macroscopica che si trova tra gli ultimi volumi. Toriyama infatti ritornerà non solo in Dragon Ball, ma anche in altri lavori successivi a riproporre in altre salse quanto aveva già mostrato in questa serie.

    Dopo circa una cinquantina di capitoli, Toriyama ha ormai rifinito il suo stile grafico... e i capitoli dell'opera, a carattere situazionale, hanno sempre più successo.
    Ma poco oltre la metà dell'opera, Toriyama è sempre più in crisi di idee (su sua stessa ammissione, e nel suo stesso fumetto!), il suo repertorio comico si sta ormai prosciugando. Già prima era arrivato a proporre anche sé stesso come personaggio dell'opera (in quanto autore), i suoi assistenti (!), e il suo editore come antagonista. Andrà avanti introducendo nuovi personaggi (come gli Tsun), proponendo capitoli "speciali" in cui i personaggi interpretano favole e storie molto conosciute (e nei tanbokon, degli omake che spesso sono più gustosi dei capitoli in cui si interpongono), ma soprattutto allungando sempre più le varie avventure dei Norimaki: con la comparsa di Obotchaman siamo ormai a ritmi più simili a quelli di Dragon Ball.
    Questo anche perché Torishima si è accorto che la popolarità per Dr. Slump addirittura aumenta, quando ci sono storie da più capitoli, soprattutto quando c'è una competizione sullo sfondo come il Grand Prix del Villaggio Pinguino o il Torneo Sekaichi.

    Verso Dragon Ball

    Proprio per questa crisi di idee, lui e Torishima sonderanno il pubblico con altre storie autoconclusive (cosa comune per un mangaka della sua generazione). Pola & Roid è un'altra parodia di Star Wars con cui aveva vinto un contest che gli aveva dato la possibilità di viaggiare in Europa, con Escape aveva portato al livello successivo il suo stile grafico.

    Ora, con le sue nuove storie cerca di sperimentare nuove atmosfere e nuovi soggetti: con Mad Matic mescola il fantastico con i mecha, con Pink ritorna a soggetti in parte già visti con Mysterious Rain Jack (a partire dal sottotitolo), Chobit è essenzialmente una raccolta di gag scritta in fretta e in furia per cercare di vincere un altro contest, ma a parte il protagonista dalla faccia quasi identica a quella di Goku non si segnala per niente, come del resto con le altre storie. Da segnalare anche "Scuola di Manga" dove Toriyama (ironicamente) dà lezioni di disegno a bambini aspiranti mangaka. Anche da lì, si capisce come il suo umorismo sia basato da gag tanto semplici quanto puerili, e come il suo stile di disegno sia ispirato da... la sua pigrizia: predilige i deserti come ambientazione perché disegnare le città è troppo complesso, disegna balloon giganteschi in disegni a campo largo, solo per scriverci quattro parole (e quindi risparmiare tempo), toglie appena possibile particolari ricorrenti ed ingombranti per non doverli disegnare in continuazione, basa personaggi su suoi colleghi e su stesso perché è più facile ed immediato, e così via.

    Le sue storie brevi comunque non ricevono grande considerazione (lo stesso Toriyama del resto, ammetterà in tempi recenti che a lui, ormai, questo tipo di lavori provocano quasi solo imbarazzo), sino a Dragon Boy: in questa storia Toriyama riesce ad unire un'ambientazione caratterizzata, umorismo, suspance, colpi di scena ed arti marziali. È un sostanziale cambio di rotta rispetto a Dr. Slump e alle sue precedenti storie autoconclusive, e finalmente funziona. Poco dopo Toriyama pubblica anche Le avventure di Tongpoo, virando stavolta verso il fantascientifico (con chiari richiami ad Alien): anche questa storia vedrà, in netto anticipo, parte del background di Dragon Ball.
    Ultima modifica di Red; 04-06-2016 alle 18:25

  2. #2
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    Queste due ultime storie brevi sono FONDAMENTALI per l'inizio di DB: Toriyama, nei primi capitoli, le riprende spesso, fondendole con avventure basate sul romanzo Viaggio in Occidente.
    Perché, come detto, chi crede che i primordi di Dragon Ball siano interessanti, freschi e divertenti, semplicemente non ha mai letto né Dr. Slump, né queste due storie brevi che fanno da prototipo. In Giappone, quasi tutti i suoi lettori l'avevano fatto, e la prima mini-saga di Dragon Ball fu infatti un flop allucinante, che non regge neanche dal punto di vista tecnico quello che Toriyama aveva già proposto, e nemmeno quello che Toriyama proporrà qualche anno dopo.
    Ma di questo ho già scritto nel mio thread sulla prima serie, in cui tra l'altro ho ripercorso tutta l'evoluzione della prima parte della storia, tanto per sfatare quella questione di gusti trasformata nell'ennesimo, patetico, luogo comune sull'intero DB.

    Dragon Ball


    Già che ci siamo, diciamola tutta: Dr. Slump in fondo, a parte ciò che non può passare di moda (come la sua sublime innocenza e stupidità), è un vecchiume anacronistico.
    Il tono parodistico da bambino cretino che scimmiotta e fa il verso a quelli più grandi e intelligenti di lui, le trame e le battute tanto semplici quanto superficiali e ripetitive (la capacità e la tendenza di Toriyama nell'autoriciclarsi è veramente sbalorditiva), i personaggi fin troppo dementi a causa di una caratterizzazione di livello appena sopra lo stereotipo... e persino il design, tra impalpabili animali antropomorfi e alieni con la testa a forma di sedere, rende Dr. Slump un prodotto ormai completamente datato (in particolare, il primo volume è quasi illeggibile, oggi).

    Quello che darà la definitiva consacrazione a Toriyama sarà Dragon Ball, precisamente quella parte che va da Piccolo Daimao sino almeno alla saga di Cell. Il picco della popolarità si ha oltretutto nella saga successiva, con l'arrivo di Majin Bu e la battaglia immediatamente successiva, in cui "morirà" Vegeta: da lì ci sarà solo il tracollo, in termini di gradimento (quello della qualità c'era già stato con Great Saiyaman).

    Insomma, Dr. Slump è stato il Toriyama comico più sfrenato, totale idiozia in libera uscita tra giochi di parole, gag a sfondo sessuale, toilet humor, parodie e storie cartoonesche (sì, l'ho scritto) sino alla demenza. Dragon Ball è stata la sua capacità di bilanciare varie componenti (umorismo, combattimenti, caratterizzazione dei personaggi e molto altro) mescolando riferimenti e icone culturali o dell’intrattenimento di varia provenienza (dal folklore nipponico sino ai supereroi americani): ognuna di queste cose, prese singolarmente, non è niente di rilevante... ma tutte insieme, unite in un singolo contesto con la semplicità caratteristica del suo autore, e rese in disegno dal suo tratto semplice e inconfondibile, riescono ad ottenere un successo immenso. Se Dr. Slump era stato un successo incredibile, Dragon Ball sarà un successo immenso.

    E il tutto nonostante i palesi limiti di Toriyama.
    Toriyama non è mai stato granchè come sceneggiatore. Anzi, lui non è mai stato AFFATTO uno sceneggiatore: non ha la preparazione, la dedizione e l'inclinazione per farlo, e nemmeno la volontà di comunicare una morale o un messaggio un po' più profondo dei valori positivi presenti nelle sue opere. Lui cerca di trasmettere solo del sano divertimento ed eccitazione, questo e poco altro... e deve anche impegnarsi duramente per farlo, perché quando non lo fa le sue opere sono piuttosto irrilevanti (vd. le dure battaglie con Torishima, che doveva letteralmente tirare fuori da Toriyama quello che neanche il giovane Akira sapeva di avere da offrire).
    Toriyama, a dirla tutta, è un mero narratore di storielle demenziali/fantastiche che prendono corpo un arco narrativo alla volta (se non un capitolo alla volta). Se in Dr. Slump il ritmo è vertiginoso ad ogni capitolo, in DB il ritmo è comunque alto a sufficienza per lasciare il lettore sempre invogliato a leggere il capitolo successivo.

    Del resto, che siano la semplicità e la mancanza di pianificazione le due caratteristiche di Dragon Ball, è mostrato dal fatto che Toriyama si incarta con ogni novità che propone... perchè succede praticamente SEMPRE: Toriyama si incarta non solo con la storia e (occasionalmente) con i personaggi, ma anche con i livelli di combattimento, con lo Zenkai Power, con le trasformazioni in Super Saiyan, con i viaggi del tempo, e così via.
    Ma in fondo va capito anche per questo: lui, oltre ad essere un mangaka limitato, è stato fatto continuare lungo la scia della popolarità del suo prodotto, e sotto l'influenza dei suoi editori; se uno Yu Kondo a caso decideva che Freezer e Cell dovevano trasformarsi ("tanto per fare chiacchiere sulla loro forza" come dirà più tardi) Toriyama non aveva scelta, DOVEVA farli trasformare, e naturalmente, inventarsi qualcosa che facesse tenere il passo ai nostri eroi nei confronti dei cattivi, era veramente troppo difficile (per lui). Lo irritava talmente tanto che a volte chiaramente neanche ci provava a farlo, facendo così ammattire chi si fossilizzava su un aspetto della storia che era lui, per primo, a giudicare poco importante e "una rottura"

    Oltre Dragon Ball

    Ad ogni modo, Toriyama non si dedica solo a Dragon Ball, durante gli 11 anni della sua pubblicazione su SJ: dopo essersi liberato quel miscuglio poco riuscito di botte e risate che è DB prima della torre di Karin, pubblica diverse storie brevi che, sulla scia di DB, vedono la presenza fissa dei combattimenti... ma sono l'autoriciclaggio più spinto e non hanno neanche più la freschezza delle "idee" giovanili (Mr. Ho è il Red Ribbon fatto one-shot, Sonchoh è di una stupidità incredibile, Kennosuke-sama è una storia per bambini con l'ambientazione di Awawa World, Mamejiro è un ovvio riciclo di vecchie storie e di gag vecchie e "nuove", Karamaru è semplicemente irrilevante, Rocky è direttamente uno spin-off di Dr. Slump), e sembrano abbastanza stantie.

    Tuttavia, il "pigro" Toriyama a fine anni '80 sembra attraversare uno dei suoi periodi più produttivi, tanto da cimentarsi nei settori più disparati: sull'ennesimo suggerimento del suo editore incomincia ad occuparsi di character design per videogames (Dragon Quest diventerà un immediato successo, in Giappone), pubblica libri con una storia illustrata (Wolf), un ormai improponibile striscia "demenziale" per adulti (Lady Red), scrive un reportage a fumetti su una sua esperienza nel mondo dei motori (Battleman F-1), e ha un nuovo interesse verso il mondo dell'animazione: il lungometraggio Kosuke e Rikimaru: The Dragon of Konpei Island, di cui scrive la storia e cura il character design, è sostanzialmente la sua ennesima storia breve pesantemente caratterizzata dai combattimenti, anche se con un tema spiccatamente ecologista.

    Forse sarà anche per queste variegate esperienze che incomincia ad apprezzare il processo creativo di Dragon Ball, verso l'inizio della serie Z: i 2 anni della continua evoluzione di DB verso il genere del battle shonen (dal road manga umoristico che era all'inizio) lo aveva sfibrato. Da lì in poi, solo quando sarà costretto a narrare una storia incentrata quasi completamente sulla crisi di turno (senza neanche avere la cortesia di buttarla sull'umorismo come tante altre volte), incomincia a non poterne più, come ammette nell'introduzione al 33° tankobon di Dragon Ball.

    Toriyama pubblicherà poi, nei primi anni '90, altre storie autoconclusive, in cui però cerca di proporre storie più consistenti della solita storiella che nasce e muore nel giro di un capitolo: con Cashman ci riesce molto in parte, così come con Dub e Peter 1, prima di tornare all'umorismo totalmente estemporaneo con Go Go Ackman, una serie di brevissimi sketch comici in cui il character design di quasi tutti i personaggi è lo stesso di quelli di Dragon Ball. Ad ogni modo, niente impedisce alla Toei di lucrarci sopra: dopo Kennosuke-sama e Pink, anche Cashman e Go Go Ackman vengono trasformati in cortometraggi animati, sulla scia della popolarità del loro autore.

    Sarà nel 1996 che Toriyama concluderà Dragon Ball, a causa di una palese crisi di idee (tanto di ridursi a cercare di recuperare l'umorismo dei primi capitoli, suggerendo così solo che è completamente alla frutta con la serie) e di mancanza di voglia: ha ormai la nausea di disegnare scene di combattimento e non ne può più, dopo 16 anni, di rincorrere le scadenze lavorative... tanto da chiudere la serie in fretta e in furia con un pessimo finale, così malriuscito che cercherà (inutilmente) di correggerlo 7 anni dopo, nell'edizione kanzenban.
    Ultima modifica di Red; 12-06-2016 alle 16:59
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  3. #3
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    Siamo così a metà degli anni '90, e Toriyama è un mangaka incredibilmente famoso e ricco. È riuscito ad avere successo con due serie diverse, e con due generi diversi: nel giro di 15 anni, è partito da gag che più terra terra non potrebbero essere (per dire, in Dr. Slump una delle gag più insistenti gira intorno alla passione di Arale nello stuzzicare le cacche che trova per terra...) e ha proseguito con una serie con temi diversi, serie che si è conclusa con la risoluzione della crisi galattica dovuta ad un essere fatto di pura cattiveria (e che verrà disintegrato dall'energia pura di tutti gli abitanti della Terra).
    Con Dragon Ball, in particolare, sembra aver creato una ricetta a cui poi attingeranno in parte altri che disegneranno soggetti simili. Niente male, considerato che il battle manga era un genere in cui Toriyama è approdato soltanto perchè costretto, continuando a disegnare DB semplicemente perchè aveva successo.

    Tre road manga

    Come annunciato nel finale di Dragon Ball, Toriyama torna a scrivere storie autoconclusive. Peke è l'ennesima storia in cui un alieno precipita sulla Terra e cercherà di riparare la sua astronave guadagnando denaro lavorando, Tokimecha è l'ennesimo one-shot basato su un viaggio nel tempo nella preistoria... entrambi sono storie del tutto simili ad altre disegnate in Dr. Slump, con pochissimi caratteri di novità. Decisamente più ispirato è invece Bubul and the Majin Village, storia scritta per un nuovo contest, che stilisticamente sarà il prototipo del suo manga successivo. Opera che, a sua volta, sarà la prima di tre storie da circa una dozzina di capitoli, storie autoconclusive di un genere che Toriyama voleva probabilmente disegnare già ai tempi di Dragon Ball.

    COWA!
    è una storia chiaramente destinata ai lettori più giovani: è un road manga dall'umorismo e la trama ancora più semplice del solito, con il solito rovesciamento dei ruoli (un villaggio di mostri deve essere salvato da un'epidemia, e un burbero lottatore ritirato accompagna alcuni di loro a prendere le medicine), e soprattutto il nuovo design di Toriyama, ora ancora più semplificato e tondeggiante di quello di Dr. Slump. È una storia dove la fanno da padrone gag molto semplici, così come tematiche ancora più semplici, come amicizia, solidarietà etc.
    Va detto che è anche per questa storia che in tanti chiamano Toriyama "maestro". In Dr. Slump l'evoluzione del suo stile era stata continua, e in Dragon Ball invece avrebbe seguito una strada completamente diversa (passando cioè da volti e figure deformed-tondeggianti a figure sempre più muscolose e squadrate) perchè... alcuni si lamentavano di questa nuova tendenza grafica, quindi per lui era bene insistere con quella Con COWA! invece il design diventa più simile a quello usato per alcuni personaggi di Dragon Quest. E per questa capacità di variare da uno stile all'altro infatti che Toriyama viene considerato come un "maestro", prima ancora che per le sue opere.

    Kajika è un altro road manga di un solo volumetto (anche se è più un avventura on the road con combattimenti, in realtà) e qui Toriyama ritorna alle atmosfere e al design del primo Dragon Ball. Il clima è simile a quello avventuroso delle prime due ricerche delle sfere del drago, tuttavia è MOLTO più gradevole e variegato, con una storia più curata e dei personaggi decisamente più solidi. È una lettura che consiglio a chi ha apprezzato quel clima, magari anche senza quelle punte di buffonesco forzatissimo del covo dei pirati e del crossover con Dr. Slump. Lo spirito di Toriyama è comunque presente nel demenziale finale.

    Sand Land completa la sua "trilogia" di road manga, ed è una storia decisamente più matura delle precedenti. Toriyama cerca chiaramente di disegnare una storia che lo soddisfi, anche se nell'introduzione si lamenterà di essersi trovato spesso in difficoltà a disegnare il carro armato guidato dai personaggi principali. Ancora una volta sovverte i ruoli, e spoglia i demoni di quasi tutti i tradizionali connotati negativi, facendo loro recitare il ruolo di personaggi di supporto per la missione di turno, che è aiutare l'umanità contro una grave siccità e chi l'ha provocata.
    Non è certo una grande storia d'autore, anzi... non è sempre vibrante e sono temi trattati centinaia di volte (e meglio) da tanti altri artisti, ma il tema ecologista è sentito, e Toriyama riesce persino a caratterizzare un personaggio adulto come Rao, il protagonista della storia. Tra le sue storie brevi, è decisamente la sua migliore opera (e sicuramente la più elevata in termini di contenuti).

    In quegli anni comunque Toriyama pubblica anche altri one-shot: Mahimahi è la sua prima storia a carattere completamente educativo, Hyowtam ha tutto sommato l'unica peculiarità di essere la prima storia di Toriyama disegnata interamente al computer, e infine c'è Neko Majin, i cui primi due capitoli sono irresistibilmente divertenti, pura comicità toriyamesca. Continua inoltre a lavorare al character design per videogiochi: Chrono Trigger e Tobal risalgono a questo periodo.

    Il declino

    Dopo Sand Land, tuttavia, è l'inizio per Toriyama di un inarrestabile declino.
    A parte i successivi, orribili, capitoli di Neko Majin (in cui cerca di parodizzare Dragon Ball Z usando le gag di Dr. Slump... un totale fallimento, tanto che è lui stesso, alla fine, ad ironizzare sulle sue gag ormai datate e ritrite) e le cover e una manciata di tavole per l'edizione kanzenban di Dragon Ball, Toriyama per 5 anni non pubblica praticamente alcun fumetto.

    L'impressione è che non ne possa veramente più sia dei manga che di Dragon Ball, in particolare. In un'intervista dice che la sua vera natura è quella di illustratore, e descrive Dragon Ball come "vuoto di contenuti" "poco originale" "un'opera che non mi ha mai soddisfatto" pur aggiungendo che gli ha fatto apprezzare il processo creativo di un manga.
    Insomma, tutta la sua pigrizia sta prendendo il sopravvento, e soprattutto l'odio verso le "infernali scadenze" a cui Dr. Slump e Dragon Ball lo sottoponevano è finalmente esploso in tutta la sua forza. Dalla famosa intervista con Oda di qualche anno dopo, sembra essersi completamente dimenticato di molte parti della storia (non ricorda né Pilaf e Taopaipai, sotto al livello persino del classico finto fan).

    Lui in tempi recenti ha detto che all'epoca aveva dimenticato Dragon Ball perché era assorbito da altro, a cui effettivamente si stava dedicando: nel decennio scorso, tra le altre cose, aveva pubblicato una storia illustrata per bambini (Toccio The Angel), curato il design di un'automobile elettrica (che è simile alle sue creazioni, perché "disegnare automobili simili a quelle vere è troppo restrittivo"), disegnato altri fumetti a scopo educativo, collaborato al character design di Blue Dragon (un vero e proprio franchise, comprendente un JRPG e una serie animata) e del primo sequel in 3D di Dragon Quest, e occupato di un paio di crossover (anche se Cross Epoch, a parte i personaggi di Dragon Ball, è tutto di Oda), e dell'ennesimo spin-off di Dr. Slump... e, infine, aveva scritto anche la storia di un paio di seinen autoconclusivi, in partecipazione con il suo grande amico e collega Katsura.

    Nelle interviste con Katsura, riguardo a queste due opere, Toriyama ammette sostanzialmente quanto sia pessimo come sceneggiatore, e dà sfoggio di tutta la sua cretinaggine: rivela che lui scrive le storie partendo da battute e gag che ha in mente, e che il momento più importante di Jiya (una storia su un pattugliatore galattico arrivato sulla Terra per indagare sulla sorte di un suo collega-rivale) è la gag in cui la protagonista si denuda, e insiste sulla delusione che ha provato vedendo che Katsura le ha disegnato un sedere poco elaborato... Katsura, da parte sua, gli "rimprovera" anche che le sue storyboard sono ridotte al minimo indispensabile (ovviamente).

    Del resto che Toriyama sia un cretino ce lo fa sapere lui stesso: si definisce "capriccioso" "irritante" "pigro" "campagnolo" "irrequieto" "sempliciotto" "pervertito" "dispettoso" "ottuso"... insomma, mentre lo leggi nelle sue interviste a momenti ti aspetti che lui stesso dica, parlando di questi e altri suoi metodi professionali, "lavoro e/o agisco così perché sono un cretino".

    Siamo alla fine del primo decennio del nuovo millennio e Dragon Ball, che nel frattempo è stato un successo clamoroso anche all'estero, rivive un nuovo interesse. Toriyama, da persona incostante qual è, sembra proprio che non riuscirà a liberarsene...

    Continua.
    Ultima modifica di Red; 17-06-2016 alle 20:41
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  4. #4
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    Cavolo non trovo più la faccina con gli applausi

    Comunque ottimo lavoro Red

    Io non ho mai letto Arale, quindi il mio giudizio deriva dalla prima e la seconda serie trasmessa in Italia che comunque non ho certo seguito in maniera assidua (anche se in ogni caso non sarebbe stato possibile, anche se avessi voluto).
    La prima è assolutamente inguardabile sia graficamente che non, la seconda è graficamente piacevole ma comunque mediocrissima, brutta, oserei dire, a me non ha mai fatto ridere né l'ho mai trovata un granché simpatica.
    Non so voi cosa pensiate a proposito o se avete mai letto il manga.

    Riguardo Dragon Ball, i cambi di rotta riguardo le trasformazioni comunque "in-manga" non si sono notate, l'idea che Freezer debba trasformarsi credo sia già evidente in Zarbon. Più che altro, come mi lamento sempre, che bisogno c'era di fare il tiranno 530.000 in forma base? Io credo che in quel momento è già chiaro in Toriyama che Freezer debba trasformarsi, e per umiliare Nail 130.000 erano più che sufficienti, magari se non giustificano una tale superiorità facciamo 180.000, ma siamo lì. 530.000 in forma base da' infatti l'idea che Freezer non dovesse trasformarsi, perché se lo fai già così sgravato a quel punto è evidente che poi per tenergli testa i progressi saranno totalmente illogici (mi riferisco agli zenkai e alla fusione Nail - un "misero" 42.000 - con Junior, un po' meno alle vampate di Gohan, invece il SuperSaiyan è normale, alla fine sempre lì si sarebbe andati a parare ma con più buon senso).
    E' lì che ebbe inizio l'inflazione terribile dei livelli di combattimento (basti pensare come fossero rigide e severe differenze anche minime ai tempi della saga dei Saiyan e come fossero malagevoli miglioramenti anche minimi, si respirava un atmosfera di cinismo che non si è più respirata in seguito).

    In Cell ovviamente i Cyborg sono in funzione dell'essere perfetto, lì i potenziamenti sono abbastanza logici, "nessuno" fino ad ora era stato SuperSaiyan quindi ci sta che comprendendo la nuova trasformazione si possano fare miglioramenti straordinari, ci sta che ti si apra un nuovo orizzonte di possibilità, e ci sta la furia di Gohan eccetera. Ciò che non ci sta è che Goku avesse passato da piccolo qualche giorno nella camera (ovviamente appositamente introdotta), ed un ambiente in cui Goku bambino può stare qualche giorno non è un ambiente competitivo per dei SuperSaiyan, ed il fatto che Junior unendosi con un carachter più debole di Radish diviene 5/6 volte più forte (okay che si riforma la vecchia ipostasi però cazzo...).

    Comunque certi atteggiamenti di Toriyama sono sempre stati noti, ha sempre lamentato di essere vittima di un opera che non stima affatto, però negli ultimi anni non ha esitato a rimettersi a 90 dinanzi ad essa.
    In effetti un personaggio non molto costruttivo

  5. #5
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    Della prima serie di Dr. Slump ricordo di averne visto qualche puntata da 8enne, e mi fece schifo poi magari è migliorato, visto che so che poi la Merak ha rilevato pure quello ed ha doppiato circa 200 puntate inedite. Il remake della serie mi ha lasciato completamente indifferente, ma ricordo che qui attirava al massimo opinioni negative (ovviamente soprattutto sull'adattamento Merak, come se non si sapesse parlare d'altro ). Poi oh, a me le gag di Toriyama fanno ridere... la prima volta che le presenta, alla seconda penso "sì ok bravo, adesso fanne una nuova", alla terza mi sono già stracciato i maroni. Ma è un genere che credo di saper "leggere" abbastanza bene (specie avendo guardato molti prodotti comici di quegli anni), quindi ne riconosco i pregi e i tratti salienti del mangaka.



    Comunque Toriyama con Dragon Ball ha sempre avuto un rapporto abbastanza altalenante, più che altro. La riconosce come un'opera che l'ha fatto crescere, tanto da divertirsi a crearne le storie (soprattutto quando ha finalmente abbandonato la sua comicità, paradossalmente... tanto per ribadire che DB non è una serie comica, insomma ), ma una volta finito, quello è stato l'unico riconoscimento che le ha dato, per diverso tempo. Sul suo cambio di rotta in merito, me ne occuperò nell'ultima parte, per quanto abbia già anticipato qualcosa.

    Comunque non vorrei sembrare scorbutico, ma questo thread l'ho dedicato principalmente al Toriyama artista, per discorsi sulla forza dei personaggi ci sono migliaia di thread... in merito, comunque, questo è il parere di Toriyama in un'intervista ad una convention di Shonen Jump, nel 2003:

    Dragon Ball was a serious pain. I was always wondering: "The character can't possibly get any stronger, do I have to continue this?"
    After the second half, pretty much all the power was just talk, just for the looks of it. The content was pretty empty and didn't differ from other stuff.
    Direi insomma che non era uno degli aspetti della storia che preferiva, nè creava con piacere Il resto, come ho già scritto, l'ha fatto il suo modo di lavorare, tra pregi e lacune.
    Piccola guida all'ineguagliato fandom italiano di DB e al suo ex-rappresentante numero 1.

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  6. #6
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    Ho riletto questi tuoi due fantastici interventi:
    http://gamesurf.tiscali.it/forum/sho...=1#post2551467
    http://gamesurf.tiscali.it/forum/sho...=1#post2527963

    Io di Star Wars non so niente, e quindi sicuramente sparerò una cagata, l'unica cosa vista da me di questa serie è il combattimento fra Anakim e un altro che lo sconfigge, prima che questi diventi Darth Vader, ed è parecchio simile al combattimento fra Goku e Freezer...qualcuno ha ispirato qualcun'altro?

    Comunque sì, la prima serie ha vissuto il suo periodo trend dato che era "alternativa", alla commercialissima quanto banale serie Z, mentre lei era vera, dura e pura.
    Questo giudizio è sì stato dettato dall'inflazione di Z che c'è stata qui in Italia, che ha portato tutti a conoscere Dragon Ball Z fino alla nausea, e nessuno a conoscere la prima serie...chi la elogiava incluso

    Comunque considero pure la prima serie un prodotto di alto livello (sì, "alto livello", "pure"), almeno dal 21° tenkaichi in poi, in effetti i primissimi episodi non sono certo memorabili e se Dragon Ball fosse rimasto quello non avrebbe avuto un millesimo della fama che ha e non certo solo perché era meno stra-ordinario, meno "super".

    Però quando avevo fatto il topic circa i falsi miti tu non avevi inserito il diffusissimo "doveva finire a Freezer" (con Dragon Ball AF forse IL mito)
    Finale con Freezer, bah. Vegeta morto, Goku morto? O forse addirittura Goku morto e Vegeta sulla Terra a litigare con Gohan e Junior (almeno fino alla fine della puntata ). Non capisco perché la serie avrebbe dovuto finire lì, la trovo molto più forzata della saga dei cyborg (come detto nel precedente post, ma ovviamente so bene che certe cose sono molto più rilevanti per noi di quanto lo fossero per Toriyama) ed avrebbe lasciato a marcire nell'aldilà un po' troppa gente Non che questi una volta resuscitati abbiano poi fatto molto eh
    Nella saga di Cell c'è il viaggio nel tempo che è un po' confuso ma mi pare ampiamente negli standard di Toriyama, ed il finale questa volta sì che sarebbe stato veramente degno (anche se alcuni temi sarebbero rimasti aperti, tipo il supersaiyan, Gohan SSJ2 e tutti gli altri? Ma sto tema è rimasto aperto comunque alla fine...).

    Anche la saga di Bu ha buoni elementi: l'ulteriore maturazione di Vegeta e Goku (nettamente i due personaggi più riusciti della saga), la pura malvagità uccisa dal puro bene, le divinità che fanno ridere etc.
    Certo, il finale lascia un senso di vuoto pneumatico che una simile opera non meritava, ma ritengo che Akira abbia ricevuto pressioni per fare un finale propedeutico ad una nuova serie (e quasi quasi forse hanno fatto bene a farla, io da piccolo fortunatamente non interpretai quella stra-merda di finale come finale assoluto...vabbé che pure il finale del GT fa cagare ).

  7. #7
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    Star Wars fa parte delle icone dell'intrattenimento a cui mi riferivo sopra, e Toriyama lo cita persino nella prima serie, per dire (torre di Karin = Cloud City). Poi lo cita praticamente per tutta la saga di Freezer (le navicelle, le vasche curative etc. sono praticamente le stesse di Star Wars) ma anche altrove: per dire, il design del primo Majin Bu è basato sul suo editore dell'epoca ma gli altri sono chiaramente basati su Bib Fortuna, un personaggio di Star Wars.

    La saga di Bu... ha alcune scene di indubbio impatto, ma poi veramente poco o null'altro da ricordare. È nettamente il peggior Toriyama di tutta la seconda parte della storia, come ho scritto nei post linkati.
    Per il finale: Toriyama, nell'introduzione all'ultimo tankobon della serie, ha ammesso che ha cercato di scrivere un finale che desse l'impressione che la storia potesse continuare... ma penso che l'abbia impostato in quel modo più per addolcire la pillola di un finale annunciato all'ultimo momento, che per spianare la strada ad un sequel. Un finale in cui tutto si concludeva definitivamente sarebbe stato ancora più ridicolo, scrivere invece che Goku e gli altri avrebbero avuto altre avventure, avrebbe lasciato la scia dolce di una malinconica speranza... non so se ho reso l'idea.
    Non credo che abbia avuto pressioni in questo senso... credo anzi che la sua casa editrice l'abbia lasciato fare, dopo aver ricevuto da lui quasi 15 anni di vendite stellari.

    Per il resto
    Spoiler:

    Io in realtà ho cominciato a guardare Dragon Ball sulle tv locali, credo che fosse l'ultima volta che passò con il doppiaggio chiamato ridicolmente "storico". Vedere Goku trasformarsi in un mostro che distrugge tutto, mostro che poi mi si rivelò essere... il candido e allegro protagonista, penso sia stata la mia prima immagine di Dragon Ball. Quindi verso la prima serie ho bei ricordi, l'ho guardata più volte, ma insomma... accreditarla di una qualità e di un peso che non ha mai avuto, proprio non ha il minimo senso. Tanto più, poi, se si arriva a magnificarla come il vero Dragon Ball: lì proprio capisci che non si sa di cosa si sta parlando roba davvero per finti fan, di quelli che seguono più che altro le tendenze (follie?) del momento.

    A proposito, in realtà ho trattato il falso mito del finale di Freezer proprio in quel thread, demolendo alcune argomentazioni a favore risalenti a quando DBA e il Web 1.0 stavano tramontando... insomma, quando non c'era manco la scusa delle poche informazioni naturalmente è un falso mito che non morirà mai.
    Insieme allo stesso Dragon Ball Arena che sulle community di Forumfree è ancora riverito come un grandissimo sito, nonostante sia un disfunzionale ammasso di minchiate come ampiamente dimostrato.
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  8. #8
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    Indietro, nel futuro

    Così, mentre Toriyama studia e produce materiale artisticamente tutt'altro che memorabile, Dragon Ball ritorna in voga: il nostro mangaka preferito prima viene trattato come un sempliciotto dalla troupe di Dragon Ball Evolution, poi nel 2008 darà l'idea di base per un nuovo cortometraggio che certifica il ritrovato interesse per la serie, poco dopo riparte Dragon Ball Z in TV (in versione rimasterizzata e tagliata, su suggerimento di Torishima), e vengono proposti altri cortometraggi, tra videogames e spin-off.

    Guarda caso in questo periodo, dopo 10 anni da Sand Land, Toriyama ritorna a pubblicare una storia autoconclusiva completamente nuova: Kintoki. Tuttavia, questo suo nuovo manga sembra soltanto un esercizio di stile, disegnato tanto per togliersi la ruggine di dosso: in 30 pagine Toriyama propone sostanzialmente gli stessi ambienti e gli stessi personaggi di altri suoi one-shot, in una storia in cui succede solo il minimo indispensabile.

    E che ormai Toriyama non abbia davvero più niente di nuovo da proporre, e che si limiti ad insistere sulla sua solita minestra riscaldata (una roba ormai completamente fuori dalla sensibilità del pubblico attuale, come lui stesso ammette), è addirittura ratificato dal suo manga successivo, il simpatico () Jaco the Galactic Patrolman, con cui Toriyama sembra completamente finito come mangaka e narratore. Tanto che, dopo essersi spinto a dire che "(Jaco) è il mio personaggio e la mia storia preferita, tra tutto quello che abbia mai creato", cercherà però di presentare come "la sua nuova sfida" i contenuti praticamente inesistenti (o "leggeri come una piuma", come dice lui) della storia.
    Del resto, anche tentando di porre l'accento sulle solite tematiche e valori toriyameschi (che al sottoscritto, che ha letto quasi tutto di Toriyama, appaiono completamente banali e prevedibili), Jaco the Galactic Patrolman rimane la sua 5239176° storia in cui un alieno rimane bloccato sulla Terra ed è "costretto" a guadagnare denaro per riparare la sua navicella e andarsene... ne aveva disegnate tante già ai tempi di Dr. Slump: stavolta il protagonista è un pattugliatore galattico (come Sachie-chan e Jiya, i due manga scritti da lui ma rivisti e disegnati da Katsura), con il carattere irritabile, la mancanza di sensibilità e l'orgoglio dell'appartenenza ad un'elite di Peke... che è, curiosamente, il protagonista della prima storia di Toriyama disegnata dopo Dragon Ball!

    Ah, e Toriyama non ha neanche più l'energia di disegnare un manga da un volumetto: realizzare questo manga e riscrivere la sceneggiatura e i personaggi del nuovo film di Dragon Ball, lo ha sfiancato. Vorrei immaginare che sia stato per questo che i due capitoli bonus di Jaco costituiscono un prequel di Dragon Ball che sprofonda nel raccapricciante... ma in realtà è il solito Toriyama, una persona che è solita non pianificare nulla, cercando di barcamenarsi alla meno peggio (con la differenza che, una volta, lo faceva con grandiosi risultati).

    Perchè già, nel frattempo Toriyama è anche rientrato di "prepotenza" nella "sua" creazione più famosa, e ha deciso di riscrivere la sceneggiatura di Battle of Gods, facendolo chiaramente per reazione alla sceneggiatura precedente di Yusuke Watanabe (che aveva un tono troppo oscuro, a suo giudizio).
    La sua versione di Battle of Gods infatti rende innocuo il tutto (nemico di turno compreso), insiste sino alla nausea su 3-4 gag che hanno fatto la muffa da 30 anni (tanto che la versione originale del film sarebbe durata 120 minuti, che la Toei ha ridotto prima a 105 e poi a 85 minuti, e nonostante questo le gag sono insostenibili persino nella versione più corta), e offre una storia inesistente, il tutto con qualche occasionale combattimento qua e là: insomma, un Dragon Ball completamente all'acqua di rose, degno di un maestro dell'autoplagio qual è sempre stato (su ammissione anche del suo stesso editore) che ora, per lusso o per forza, scrive storie sempre più leggere, sempre più lontane dai suoi fasti.

    E il bello è che Toriyama lo sa, così come sa di essere un completo dilettante nel campo dell'animazione, ma naturalmente non se ne frega niente e continua imperterrito nella sua "nuova carriera" di sceneggiatore: con "Resurrection of F" Toriyama scrive (di nuovo, perché anche Dragon Ball Minus lo era stata) una storia così pretestuosa e mal costruita da essere degna di una fanfiction, come quasi tutto il fandom fa istantaneamente notare. Il resto è storia recente, Dragon Ball Super è il nuovo capitolo della sua opera più celebrata: Toriyama ha deciso di continuare Dragon Ball, dopo 20 anni, da dove l'aveva lasciato (più o meno).



    Toriyama diceva nel 2003 che lui guarda solo avanti, che era stato praticamente costretto a disegnare un'opera che non lo aveva mai soddisfatto... adesso dice che Dragon Ball è diventato una così grande parte di lui, che non riesce più a lasciarlo andare.
    Cosa ha causato una simile giravolta? Toriyama improvvisamente si è accorto di amare Dragon Ball così tanto da essersi stufato di lasciarlo in mano ai vari Takao Koyama, Naho Ooishi, Yusuke Watanabe, Ben Ramsey, Koji Takamiya, Atsushi Maekawa, Aya Matsui e altri? Oppure vuole fare qualcosa di nuovo, come ha fatto per quasi tutto il decennio precedente, lavorando a Dragon Ball in maniera così inusuale e scrivendo intere sceneggiature? Oppure è il solito monumentale cretino irritante, che fa sempre il contrario di quello che ci si aspetterebbe da un artista? O un misto di tutte e tre le cose?

    Probabilmente, è l'ultima: in una vecchia intervista riportata in Shenlong Times, parlando di quell'imbarazzante ed evitabilissimo spin-off animato della Toei noto come Dragon Ball GT, Toriyama dice che potrebbe essere in grado di continuare la serializzazione del manga partendo dalla premessa iniziale di quell'aborto (cioè Goku che torna bambino). Insomma, è proprio quello che ha fatto davvero quasi 20 anni dopo, tanto che recentemente ha detto che dovrebbe ringraziare lo sceneggiatore originale di Battle of Gods, per avergli dato la premessa per continuare Dragon Ball.
    Direi che ora Toriyama, probabilmente, non ama Dragon Ball più di quanto lo abbia mai amato (e non lo ha neanche mai amato così tanto, come detto sopra), ed è al massimo seccato dall'infima qualità tecnica di una serie di prodotti collaterali al suo manga. Per il resto, non mi occuperò del Toriyama attuale, ovviamente: come detto, dal punto di vista creativo, Toriyama è ormai il nulla più assoluto, un mangaka che non ha più niente da dire nè da mostrare, a parte raschiare il fondo del barile mentre cerca di proporsi come la minestrina riscaldata di sè stesso.

    Conclusioni

    Ad ogni modo, Dragon Ball potrebbe essere l'opera più personale di Toriyama, persino più di Dr. Slump. Toriyama è un sempliciotto, una persona timida e un'artista limitato quasi in tutto, ed è per questo che non è mai uscito dall'umorismo e dalla semplicità... Toriyama è un timido che tramite le sue storie (e le sue parodie) rassicura e diverte prima di tutto sè stesso, e che quindi non può aver alcun interesse ad andare oltre. Visti sotto questa ottica, Dr. Slump sarebbe la sua indole, Dragon Ball il suo essere artista a tutto tondo, come suggerito anche sopra.

    Se poi se vuole definire in una sola parola Toriyama, allora non si può che considerare la sua miglior dote, e Toriyama a questo punto va definito come un disegnatore.
    Un disegnatore che con Dragon Ball ha creato un'icona del fumetto, ed è diventato il mangaka più amato al mondo... codificando pure in parte un genere che non sapeva neanche che sarebbe finito a disegnare.
    Ora, 30 anni dopo, è un famoso e ricco mangaka ultra60enne senza idee, ridottosi a campare di rendita su un'opera che ha quasi odiato per più di 10 anni: una cosa che artisticamente si commenta perfettamente da sola, e proprio degna di un dotato, fortunato, irritante e adorabile cretino.

    Insomma, degna di uno che non poteva essere altro che Akira Toriyama.

    Fine








    Ah, un'ultima cosa:

    Spoiler:
    Con questo post si concludono i miei contributi al forum (o "wall of text nel deserto", che sarebbe una definizione più azzeccata), non ho davvero più alcuna intenzione di approfondire ancora l'argomento Dragon Ball. Per di più ho una vita da portare avanti... credo che sarò su questi lidi giusto nel caso dovessi leggere qualche intervento che chiamerà in causa me e i miei ultimi "contributi".
    Ultima modifica di Red; 15-03-2017 alle 16:21
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