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  1. #21
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    Il duello per la conquista della Coppa di specialità in gigante si è concluso, con la vittoria del più consistente, ovvero Marcel Hirscher.

    A fronte dei quattro strepitosi successi consecutivi di Pinturault, bisogna anche ricordare che la posta in gioco per l'austriaco è sempre la più alta, ovvero la conquista della Coppa del Mondo assoluta; di conseguenza, è difficilissimo per lui poter liberare appieno tutto il proprio potenziale (l'errore è sempre dietro l'angolo).

    Un margine se lo deve sempre tenere - è ormai celeberrima la frase di De Chiesa "E' un computer" - e quando può sciare al suo vero 100% non è inferiore a nessuno degli atleti attuali in questa specialità e nella gara di ieri lo ha dimostrato ancora una volta.

    Per carità, il francese è comunque in un momento di forma impressionante e l'anno prossimo si candida come il rivale più accreditato di Hirscher in gigante (complici anche i quasi 32 anni e l'incognita su come saprà superare l'infortunio al crociato di Ligety - l'unico gigantista superiore ad Hirscher in senso assoluto).

    Due gare in ogni caso molto diverse tra di loro, con quella di venerdì che già nella prima manche prevedeva la partenza abbassata ed una neve completamente diversa dal duro del giorno successivo.

    Venerdì, nel recupero di Garmisch, grande exploit di Schorghofer, che, dopo più di quattro anni, torna sul podio.

    In quella di ieri, invece, sul podio ci vanno i tre padroni della specialità, con Kristoffersen che al momento non sembra poter impensierire i due fenomeni.

    Male nel complesso gli azzurri, con Nani irriconoscibile, De Aliprandini che dimostra di possedere un'ottima velocità, ma che non riesce a canalizzarla nella maniera corretta, Eisath che più della top ten non può andare e Moelgg che, nella stagione del rientro, sta facendo benino, ma che ancora è molto lontano dall'apice della forma ed un Blardone a cui davvero non si poteva chieder di dare continuità al podio di Naeba.

    Per Hirscher terza Coppa del Mondo di gigante (soltanto Stenmark, Ligety, Tomba e von Grunigen hanno fatto meglio), diciottesima vittoria nella specialità (quarto assoluto, meglio di Tomba, preceduto solo da Stenmark, Ligety e dallo svizzero) e soprattutto la conquista virtuale della sua quinta Coppa del Mondo assoluta consecutiva.

    E stiamo parlando di uno sciatore che mercoledì scorso ha compiuto 27 anni.

    Siamo già nella leggenda.

    Ma probabilmente potrebbe avere più compagnia del previsto, visto che un ragazzo di ventuno anni oggi ha conquistato la Coppa del Mondo di slalom speciale. Da tempo si discute se sia il caso o meno di potenziarlo fisicamente, ed effettivamente l'unico gap che ancora lo spera da Sua Maestà è quella potenza che permette al fenomeno austriaco di poter spingere sempre ed in qualsiasi occasione.

    Ma in molti (tra i quali anche il sottoscritto) ai auspicano che, al contrario, Kristoffersen rimanga proprio così, con la sua meravigliosa sciata leggiadra, che anche oggi, su una neve su cui non riesce proprio a fare la differenza (come a Naeba), gli ha permesso di arrivare secondo, dietro soltanto al Cannibale austriaco (che, ad un certo punto, ha pensato di poter fare nuovamente lo scherzetto al leader della specialità, come successo l'anno scorso con Neureuther, in testa fino all'ultima gara).

    Diciottesima vittoria in speciale (terzo assoluto, dietro a Stenmark e Tomba) e trentanovesima vittoria in Coppa Del Mondo (sesto assoluto, dietro a Stenmark, Maier, Tomba, Girardelli e Zurbriggen).

    Ottimo terzo posto per Stefano Gross che ancora una volta si conferma il nostro migliore slalomista (complice anche l'infortunio di Razzoli); d'altronde, all'ormai trentottenne Thaler, autore in ogni caso di una prima manche più che discreta, non si può chiedere molto.

    Un Gross che, complice anche l'uscita di Neureuther, è ora quarto nella classifica di specialità, a soli diciotto punti dal tedesco.

    Sarà decisivo lo slalom delle finali, che quest'anno avranno sede a St. Moritz. Prima però ci sarà il classico weekend in terra norvegese dedicato alla velocità, a Kvitfjell, con in programma una discesa (sabato) ed un supergigante (domenica).

  2. #22
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    12 marzo 2016: Discesa Libera di Kvitfjell

    Nel giorno in cui ci si aspettava l'attacco frontale alla coppa di specialità del padrone di casa, Kjetil Jansrud, su di una pista a lui da sempre amica, nel giorno in cui Peter Fill avrebbe addirittura potuto mettere la parola fine alla competizione, è stato invece il giorno di quello che, probabilmente, è il talento più puro dell'orizzonte italiano della velocità, ovvero Dominik Paris.

    L'azzurro, con un finale monstre, ha regolato la sorpresa di giornata, il giovanissimo francese Giraud Moin, e l'eccelso scivolatore americano Nyman, cogliendo la seconda vittoria consecutiva in discesa libera.

    Non va più in là del quinto posto Jansrud, che ormai sembra tagliato quasi fuori dalla rincorsa alla coppa di specialità. Peter Fill, autore di una gara al di sotto delle aspettative, pesantemente condizionata da un piccolo ma fatale errore prima del lungo tratto di scorrimento, è soltanto decimo ed il margine che conserva sul connazionale è di soli quattro punti.

    Tutto si deciderà nell'ultima e decisiva discesa di St. Moritz, alle finali.


    13 marzo 2016: SuperG di Kvitfjell

    Finalmente arriva anche il suo giorno; probabilmente è troppo tardi per tutto (visto che anche nella classifica generale di superG difficilmente potrà imporsi), probabilmente senza il pesantissimo ingombro rappresentato da Svindal, le cose sarebbero anche potute andare diversamente. Ma, come ben sappiamo, questo è un genere di discorsi completamente fine a se stesso...

    Ed allora limitiamoci semplicemente a celebrare il suo successo; una vittoria netta e perentoria. Per chi non lo avesse ancora capito, stiamo parlando di Janrsud, che, sulla sua pista, conquista la quattordicesima vittoria in Coppa Del Mondo, con una performance impeccabile.
    Dietro di lui c'è l'austriaco Kriechmayr, che bissa il secondo posto della scorsa stagione e si candida a contendere a Kilde (oggi quarto e nuovo leader della graduatoria generale) la coppa di specialità.
    Nuovamente sugli scudi Paris, autore di un'altra prova superba che lo porta ancora una volta sul podio; pur dovendosi accontentare del gradino più basso.
    Ottavo posto per Fill, che, in ogni caso, in questa stagione non è mai stato realmente competitivo in questa disciplina (eccezion fatta per il terzo posto di Lake Louise di fine novembre).

    Anche qui il titolo verrà assegnato nella gara delle finali di St. Moritz.


    16 marzo 2016: Discesa Libera di St. Moritz

    Ed eccola la gara più attesa dell'anno, per quanto riguarda la fetta italiana del Circo Bianco; la gara che potrebbe consacrare il primo sciatore azzurro ad imporsi nella coppa di specialità più ambita, ovvero quella di discesa libera.

    Tutti i più grandi discesisti di ogni epoca (fatta eccezione per Zeno Colò, per ovvi motivi) ci hanno provato, ma nessuno ci è mai riuscito.

    E sia lo strepitoso finale di stagione, sia quanto si era sempre detto di lui, insomma tutto sembrava far pensare ad un timbro indelebile posto da Dominik Paris.

    Ed invece il bello dello sport è anche che ad imporsi non è sempre il più forte; e così accade l'impensabile.

    Nel corso della prima ed unica prova cronometrata, nella quale peraltro è Fill a far registrare il miglior tempo, Paris cade, procurandosi una lesione muscolare al gluteo ed al flessore della coscia sinistra, oltre ad una forte contusione al piatto tibiale sinistro. In virtù degli esami, che non hanno riportato nessuna frattura, e soprattutto di una volontà incrollabile, l'azzurro decide comunque di gareggiare, ma ovviamente la sua performance non può essere competitiva.

    Non è nemmeno riuscito ad arrivare a punti, visto che nelle finali vengono premiati unicamente i primi quindici, ma la sua stagione ed il suo comportamento anche in un momento così critico sono comunque da incorniciare.

    In ogni caso, Paris conquista il terzo posto finale della classifica di specialità, con 432 punti.

    Al secondo posto, il vero ed assoluto dominatore della stagione, ovvero quel Svindal che ha rischiato fino all'ultimo di vincerla ugualmente questa coppa, pur essendo infortunato da due mesi ed avendo saltato le ultime CINQUE discese, posizionandosi infine secondo con 436 punti.

    Ma, proprio nel giorno del suo terribile infortunio sulla Streif, ad imporsi era stato un trentatreenne di Bolzano, molto schivo e riservato.

    Un ottimo sciatore, che avrebbe potuto essere ancora DI PIU', se soltanto gli infortuni non avessero caratterizzato una buona parte della sua carriera.

    Le ricorda, Peter Fill (e giustamente, direi), quelle due medaglie mondiali (soprattutto l'argento del 2009 in Val-d'Isère), che lasciavano pensare ad una carriera più gloriosa di quella che poi effettivamente è stata.

    Prima della vittoria mitica a Kitz di due mesi fa, un solo successo; nell'ormai lontano 2008, sempre in discesa, sulla pista amica di Lake Louise.

    Certo, quest'anno era partito veramente alla grande e quel centesimo perso nella prima discesa della stagione (sempre a LL), quel centesimo che gli era costato la vittoria (secondo, dietro a Svindal), gli è poi tornato indietro con gli interessi.

    Poco importa, tuttavia, se ha vinto la Coppa piazzandosi decimo nella gara conclusiva (vinta da Feuz, su Nyman e Guay); poco importa se si è laureato campione con una sola vittoria all'attivo, contro, ad esempio, le quattro di Svindal o le due di Paris.

    E' stato lui il più costante, regolare ed efficace; e pertanto ha comunque ragione lui: chapeau, Campione.
    Ultima modifica di Grifis; 19-03-2016 alle 12:34

  3. #23
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    17 marzo 2016: SuperG di St. Moritz

    L'ultima gara dell'anno in supergigante si rivela estremamente avvincente e regala davvero molti spunti analitici interessanti.

    Il primo è senza dubbio riservato al vincitore, quel Beat Feuz che probabilmente in pochi ricorderanno quattro anni fa, con qualche chilo in meno, contendere ad un certo Marcel Hirscher quella che poi sarà la sua prima Coppa Del Mondo assoluta.

    Per rendersi conto di quanto talento possegga l'elvetico, è sufficiente guardarlo ora, visibilmente appesantito, ma soprattutto soffermarsi su cosa riesce a fare con quei piedi meravigliosi e quanto riesca ad essere morbido e scorrevole in ogni tracciato.

    Avendo compiuto 29 anni, chissà che, dopo la medaglia di bronzo lo scorso anno in discesa ai mondiali e la ritrovata competitività anche in Coppa Del Mondo con questa strepitosa doppietta, la prossima stagione possa riservargli ancora qualche sorpresa.

    Se lo augura tutto il Circo Bianco, essendo la sua una delle storie agonistiche più controverse degli ultimi anni, insieme a quella del suo connazionale Carlo Janka.

    Poi, come si può non parlare del vincitore della coppa di specialità, Aleksander Aamodt Kilde.

    Una predestinazione che forse risiede proprio in quel cognome, che rimanda allo sciatore più medagliato, per quanto concerne i Giochi Olimpici, di ogni tempo.

    Certo, di strada da fare ce n'è ancora molta, ma questo ragazzo di 23 anni, esploso quest'anno con il podio in Val Gardena, ha dimostrato una solidità mentale degna di un veterano (un po' come tutta questa strepitosa generazione).

    Staccato alla fine di dieci centesimi da Feuz, ha attaccato come un matto per tutta la gara, dimostrando, per esempio, un atteggiamento del tutto diverso da quello, estremamente razionale e calcolatore, di Fill (oggi settimo).

    A pari merito con Kilde, si è piazzato Jansrud, autore della solita, ottima gara, ma che, come di consueto in questo 2016, non è bastata per raggiungere l'obiettivo.

    Classifica finale con la stessa tripletta del superG della Val Gardena, anche se in ordine invertito, con un Svindal che in ogni caso conquista anche in questa disciplina un podio che restituisce lo spessore reale del suo dominio nella velocità.

    Però, ancora una volta, come si può non parlare di lui.

    Oggi quinto in gara, sesto nella classifica generale assoluta di specialità, ormai entrato stabilmente nel gotha della disciplina, Marcel Hirscher mette il sigillo come meglio non avrebbe potuto sulla sua quinta Coppa Del Mondo consecutiva.

    L'approfondimento, che gli verrà riservato al termine del post, è doveroso verso un campione che ha inciso definitivamente il proprio nome nella storia.


    19 marzo 2016: Slalom Gigante di St. Moritz

    Dopo il team event, che può vantare un peso specifico quasi nullo (quantomeno dal punto di vista tecnico), l'ultimo gigante della stagione si preannuncia all'insegna del consueto duello tra Hirscher e Pinturault.

    Ed invece salta fuori chi non ti aspetti. Un superbo sciatore da "duro", da ghiaccio, appena uscito dal primo gruppo di merito, che a quasi 35 anni sembrava imboccare inesorabilmente la parabola discendente della propria carriera, che tira fuori una seconda manche pazzesca, dopo il quarto posto della prima, con la quale regola, pur di due soli centesimi, il più in forma in questo momento, ovvero il connazionale Pinturault.

    A completare l'incredibile podio francese, un Faivre che, pur rammaricato per essere retrocesso di due posizioni - era al comando dopo la prima frazione -, può comunque gioire per aver trovato una grande continuità, dopo il secondo posto di Naeba.

    Peccato per Eisath, terzo al termine della prima manche, che ha patito probabilmente un po' di tensione nella seconda; alla fine, in ogni caso, un settimo posto resta comunque un ottimo risultato.

    In ombra sia Hirscher, "soltanto" quinto (che comunque aveva già vinto la coppa di specialità), sia Kristoffersen, decimo e condizionato dalla febbre; il norvegese si piazza comunque al terzo posto della classifica di specialità.

    Menzione obbligatoria per l'addio di Massimiliano Blardone, quindicesimo al traguardo, uno sciatore molto spesso sottovalutato, capace di vincere ben sette gare e di salire sul podio in 25 occasioni (sempre in gigante).


    20 marzo 2016: Slalom Speciale di St. Moritz

    E, come da tradizione, con lo speciale cala il sipario sulla stagione.

    E se lo aggiudica André Myhrer, uno capace di vincere, nel 2012, la coppa di specialità.

    Probabilmente, come ricordato da De Chiesa in telecronaca, non siamo ancora ai suoi livelli migliori, ma quantomeno, dopo il secondo posto nello speciale di Naeba e la meno significativa piazza d'onore nel parallelo di Stoccolma, si tratta dell'ennesimo segnale di ripresa.

    Alle sue spalle, si piazza il mostro della regolarità, ovvero Marcel Hirscher, che chiude con un meritatissimo secondo posto anche nella classifica generale di slalom, dopo una stagione stratosferica.

    Sul terzo gradino, abbiamo il norvegese che non ti aspetti, quello che scia troppo seduto, ma che su questo tipo di neve si è dimostrato tremendamente efficae, Sebastian Foss Solevag; al suo secondo podio in carriera.

    Non ha purtroppo onorare la sua leadership, un Kristoffersen purtroppo ancora piegato dall'influenza, ma che si è comunque dimostrato il re assoluto in questa stagione tra i rapid gates; ed il futuro per questo giovanissimo virgulto si prospetta sempre più roseo...

    Terzo in classifica generale, ma autore di una gara opaca, come del resto un po' tutta la sua stagione (che si salva solo per l'acuto di Naeba), Neureuther, che precede il nostro Gross (sesto assoluto, dietro anche a Myhrer e Khoroshilov) per una manciata di punti.


    In chiusura, mi prendo lo spazio per un paio di riflessioni.

    La prima non può che estendersi all'intera stagione, condizionata dai numerosi infortuni (oltre che dalle numerose polemiche sulla sicurezza); su tutti quelli di Svindal e Ligety, che hanno privato gli appassionati di due autentici numeri uno.

    La seconda, però, non può che essere su quello che, ormai da cinque anni, è il re assoluto dello sci mondiale, ovvero Marcel Hirscher.

    A due giorni dal sessantesimo compleanno del più grande sciatore di tutti i tempi, Ingemar Stenmark, non si può non rimarcare quanto fatto dall'austriaco, che ha eguagliato Marc Girardelli nel computo delle sfere di cristallo, anche se i suoi successi sono stati consecutivi.

    Qualche numero:

    - 39 vittorie (sesto assoluto)

    - 91 podi (quinto assoluto)

    - 3 coppe di specialità in slalom e 3 in gigante

    - un oro mondiale in slalom, un oro mondiale in combinata, due argenti mondiali in gigante ed un argento olimpico in speciale

    - 27 anni appena compiuti


    Ma soprattutto una regolarità che, francamente, non avevo mai visto (anche se su Hermann Maier pesa sempre il macigno dell'infortunio).

    Alcuni suoi comportamenti possono non piacere, ma dal punto di vista strettamente tecnico, stiamo parlando di uno che ad oggi è come minimo nei top 5 della storia dello sci alpino.

    Certo, Stenmark ha vinto "solo" tre Coppe Del Mondo assolute a causa di un regolamento demenziale e le sue 86 vittorie rimarranno probabilmente un miraggio per lo stesso Hirscher, così come le sue otto coppe di specialità, sia in slalom che in gigante (una roba stratosferica); certo, il "super ranking system" dello sci alpino (che, in ogni caso, da molti viene ritenuto poco veritiero in relazione all'assegnazione dei vari punteggi) lo pone in ottava posizione assoluta (soprattutto a causa della debolezza del suo palmarès olimpico e mondiale, rispetto ai suoi colleghi fenomeni), ma è innegabile che quanto fatto dal ventisettenne assoluto orgoglio di un movimento che, nonostante la sua enorme tradizione, oggi fatica a trovare giovani promesse, rimarrà negli annali di questo sport.


    L'anno prossimo sarà l'anno dei mondiali, che si svolgeranno proprio a St. Moritz, e ci sarà il rientro del Re del Gigante, Ligety, e dell'unico vero avversario di Hirscher alla rincorsa della sesta Coppa Del Mondo assoluta (e consecutiva), Svindal.

    Con un Pinturault così in crescita in gigante e, soprattutto, un Kristoffersen che non potrà che migliorare, se ne vedranno delle belle XD

    Stay tuned...

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