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  1. #11
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    Doppia vittoria in discesa e superG di un ritrovato Svindal.

    Per chi non lo sapesse, stiamo parlando di un prodigioso atleta che si era rotto il tendine di Achille nell'ottobre del 2014 (ad una settimana dell'inizio della Coppa Del Mondo) ed era stato assente dalle gare per tutta la scorsa stagione (fatto salvo un ritorno miracoloso ai mondiali, dove colse due incredibili sesti posti).

    Un ritorno capace di offuscare immediatamente il dominatore della velocità 2014/2015, ovvero l'altro norvegese Jansrud, e di mettere notevolmente in discussione la candidatura di Hirscher alla quinta Coppa Del Mondo consecutiva.

    Ottime notizie per l'Italia con due podi insperati di Peter Fill, che, nonostante si fosse già distinto nelle gare canadesi in passato, a 33 anni suonati dimostra di essere ancora enormemente competitivo.

    Il circo bianco si sposta a Beaver Creek, sede degli ultimi mondiali, dove nel prossimo weekend si terranno una discesa, un superG ed un gigante.

  2. #12
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    La discesa è stato un completo dominio norvegese, dove il binomio Svindal-Jansrud non ha permesso a nessun altro di giocarsi realmente la vittoria (il terzo, il francese Fayed, ha rimediato un distacco di sette decimi dalla vetta della classifica).
    Prestazione incoraggiante per Jansrud che, dopo essersi beccato mezzo secondo dal connazionale nella parte di puro scorrimento, è stato fantastico da metà pista in giù. Svindal, dal canto suo, dimostra una forma stratosferica e si candida come serissimo pretendente alla Coppa Del Mondo assoluta.

    Il superG è stata una gara eufemisticamente strana, dove tracciatura, pettorale e condizioni di visibilità hanno influenzato enormemente il risultato.
    La vittoria è andata a Marcel Hirscher, uno sicuramente non nuovo ad ottimi risultati in questa disciplina, ma MAI al mondo in grado di impensierire i due norvegesi in una gara normale.
    L'austriaco, sceso con il numero 4, ha usufruito di condizioni di pista e visive perfette; tuttavia, non sarebbe corretto circoscrivere unicamente a questi due fattori la sua vittoria, visto che fior di atleti scesi con le medesime condizioni di pista, sono stati messi dietro dal campionissimo austriaco.
    La gara, tuttavia, si è decisa quando il gotha della disciplina, gli atleti che hanno preso il via tra il 16 ed il 22, ovvero il "primo gruppo di merito", non hanno potuto evitare errori grossolani o prestazioni completamente anonime (eccezion fatta per l'ottimo Theaux, quarto; a pari merito con il nostro Casse).
    Grandissima performance anche di Ligety che, sceso con il numero 29, ed approfittando di una ritrovata visibilità, ha letteralmente incantato nei curvoni da gigante, facendo intuire in quali condizione di forma si trovi attualmente.

    E nel gigante si è capito perché Hirscher ha vinto quattro Coppe Del Mondo consecutive.
    E' inutile, questo non sbaglia quasi mai (anche se quando lo fa, la posta in gioco è altissima; è impensabile che uno del suo livello non abbia mai vinto un oro olimpico).
    Ligety, praticamente imbattibile su questa pista (dove l'anno scorso ha vinto sia in Coppa che al Mondiale, con quattro chiodi nella mano destra), ha sbagliato quando era al comando, buttando via cento possibili punti preziosissimi.
    Ottima performance per il francese Muffat, al miglior risultato della carriera (che compensa per i transalpini l'altro out illustre, quello di Pinturault).
    Molto bene anche Eisath, sesto, autore di una vera e propria rinascita sportiva, che lo ha portato in poco più di un anno ad essere costantemente nella top ten di questa meravigliosa disciplina.


    Il prossimo week end il Circo Bianco si trasferirà in Francia, in Val d'Isère, per un gigante ed uno speciale.
    Sulla carta, la perfetta occasione per Hirscher di riprendere la testa e le redini di questa Coppa Del Mondo 2015/2016.

  3. #13
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    Il week end francese, lo scorso, ha chiarito che il favorito per la conquista della Coppa Del Mondo Assoluta, è ancora lui; Marcel Hirscher, il cannibale salisburghese.

    Ad impressionare di questo ragazzo è più di ogni altra cosa, la sua incredibile regolarità.

    In gigante ormai sembra davvero senza avversari, complice anche il declino drastico di Ligety, l'assenza forzata di Pinturault ed un Neureuther che non riesce mai a fare il salto di qualità definitivo.

    Ed anche quando sbaglia o scia sotto ai suoi abituali standard, come nello speciale del giorno seguente, riesce a riscattarsi con una seconda manche da antologia.

    Brillantissima vittoria in speciale di Kristoffersen, un fenomenale classe '94.

    Lo vorrebbero polivalente, in Norvegia, con una decina di chili di muscoli in più addosso.

    C'è voglia di sfera di cristallo, è comprensibile, ma questo ragazzo nelle discipline tecniche a mio giudizio può diventare uno dei migliori interpreti di sempre.


    Le due gare in Gardena, per contro, ci hanno detto un'altra cosa.

    Che se Hirscher ha un ostacolo tra sé e la sua quinta Coppa consecutiva, quello è un fenomenale trentaduenne, di nome Aksel Lund Svindal.

    Di lui e del suo recente passato ho già scritto, quindi non mi dilungherò oltre.

    Certo che cinque successi su sei appuntamenti veloci (il superG di Beaver Creek era tutto fuorché un superG classico) fanno di lui l'autentico dominatore della stagione veloce.

    Basterà, contro un Hirscher così?

    Difficile da dire, anche se la maggiore concentrazione di prove tecniche rispetto a quelle veloci (il recupero dello slalom di Levi è ancora in forse), un'età che lo pone nel picco massimo del proprio percorso agonistico ed una polivalenza in questo momento più efficace, fanno dell'austriaco il favorito numero uno.

    Di sicuro, c'è molto interesse.

    A partire da domani, con il primo dei due giganti in Badia (quest'anno si festeggia il trentesimo anniversario della "Gran Risa", con un secondo gigante parallelo in notturna, valido a tutti gli effetti per la classifica di Coppa Del Mondo).


    Sono passati ormai tanti anni, ma quando si ritorna in Gardena, sulla Saslong, c'è sempre un ricordo particolare.

    E non solo per le quattro vittorie di Ghedina (record assoluto su questa pista), ma anche e forse soprattutto per un altro episodio.

    Nel 1993, infatti, la gara, con Girardelli al comando, sembrava assolutamente conclusa, ma la pista subì una velocizzazione tanto improvvisa quanto inaspettata, ed alla fine a vincere fu uno sciatore partito con il numero 66; ovvero Markus Foser.

    https://www.youtube.com/watch?v=FZpelsGQOqo

    Un illustrissimo signor nessuno, che proprio in quell'occasione conquistò la sua prima ed unica vittoria in Coppa Del Mondo.

    Per amore di precisione, l'altro sciatore ripreso nel servizio, Werner Franz, ebbe invece una carriera più che lusinghiera.

    Certo che vedere la scritta "TMC" e sentire il commento di Gattai mi ha davvero riportato indietro di oltre vent'anni, quando ero solo un marmocchio che si appassionava alle gesta di questi fenomeni.
    Ultima modifica di Grifis; 10-12-2018 alle 12:53

  4. #14
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    Dalla tre giorni di gare tecniche sono emersi elementi davvero molto interessanti.

    In primis, l'enorme superiorità di Henrik Kristoffersen in slalom.

    L'impressione è che in questo caso siamo di fronte ad un atleta che potrebbe andare ben oltre i vari Jagge, Buraas et similia (nonostante in speciale la tradizione norvegese è sempre stata enorme, con Jagge medaglia d'oro ad Albertville '92 e Buraas a Nagano '98).

    Ma questo ragazzo, classe '94, sta mostrando di avere un potenziale piuttosto differente.

    In primo luogo, perché trionfare in due slalom su due con un vantaggio superiore al secondo è sensazionale.

    Soprattutto oggi e soprattutto se, in entrambe le occasioni, il secondo si chiama Marcel Hirscher.

    Quindi, teniamolo davvero d'occhio, anche perché progredito tantissimo pure in gigante (secondo posto in Badia domenica, a soli 19 centesimi dal vincitore).

    Su Hirscher, ormai, non c'è nemmeno molto da dire.

    Stratosferica vitoria sulla Gran Risa domenica e primo degli umani martedì a Campiglio.

    Fortunatamente, l'Italia ritrova il suo uomo migliore tra i rapid gates, ovvero Giuliano Razzoli; autore di un'ottima prova e capace di dare seguito ai segnali di consistente ripresa mostrati l'anno scorso.

    Nota di merito per Marco Schwarz, terzo in speciale, ventenne promettentissimo.


    Il gigante parallelo di lunedì sera merita una considerazione a parte.

    La formula è indubbiamente spettacolare e coinvolgente, molto più rispetto all'ormai apatica combinata.

    Certo, NON è gigante , però il secondo posto di Svindal (ha vinto il compagno di squadra Jansrud) ha quantomeno compensato la particolarissima vittoria di Hirscher a Beaver Creek in superG.

    Ora la classifica è molto corta e la prossima discesa libera di Santa Caterina Valfurva, in programma il prossimo 29 dicembre, potrebbe permettere al norvegese di chiudere l'anno in testa alla classifica.

    Hirscher rimane favorito, ma almeno c'è un validissimo motivo per seguire questa Coppa Del Mondo fino alla fine (tra l'altro, in un anno privo di Mondiali e Olimpiadi).


    Ero debitore delle condizioni di Mayer, caduto durante la discesa di sabato in Gardena.

    L'austriaco, che in un primo momento sembrava essersela cavata con "poco", una microfrattura rimediabile con un mese di stop, deve fare i conti con la frattura della sesta e della settima vertebra toracica.

    Stagione finita per l'oro di Soči; lo aspettiamo l'anno prossimo.

    Enorme paura, invece, per il drone staccatosi durante la seconda manche di Hirscher e schiantatosi a pochissimi centimetri dall'austriaco.

    Credo che la FIS e Markus Waldner dovrebbero fare più di una riflessione, ricordandosi di cosa c'è in ballo.

    La misura cautelativa è stata presa, come ci si aspettava, ma il ragionamento da fare è alla base.

    Sicurezza SEMPRE e COMUNQUE prima dello spettacolo; prima la vita, poi tutto il resto...
    Ultima modifica di Grifis; 24-12-2015 alle 09:15

  5. #15
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    Sulla "Deborah Compagnoni" gara stranissima, condizionata da episodi cruciali.

    In primis, quello di Christof Innerhofer, che si è preso in pieno un palo (rimastogli attaccato addosso), senza cui avrebbe senz'altro vinto la gara.

    Il vice campione olimpico ha invece dovuto accontentarsi del quarto posto, mentre la vittoria è andata al francese Theaux, autore in ogni caso di una prova maiuscola.

    A completare il podio ci sono l'austriaco Reichelt, che finalmente batte un colpo in questa stagione, ed il francese Poisson, che dopo la medaglia di bronzo a Schladming tre anni fa sembrava scomparso.

    Prestazione anonima del duo norvegese, con Svindal settimo ad un secondo e settanta dal vincitore e Jansrud addirittura ai margini della zona punti, con quasi tre secondi di ritardo.


    A seguire, doppio appuntamento in speciale; uno sempre a Santa Caterina (in sostituzione del cancellato slalom di Zagabria) ed un altro nel tempio svizzero di Adelboden (dove, in ogni caso, il pubblico ha dovuto fare i conti con l'amarissima delusione della cancellazione dello storico gigante, l'appuntamento clou dell'anno in questa disciplina; che, tra l'altro, non verrà nemmeno recuperato).

    Le due gare sono state stranamente speculari, nella specialità probabilmente più mutevole dello sci alpino.

    I nomi che hanno composto i due podi sono gli stessi ed a variare è stato unicamente il vincitore.

    Kristoffersen, Hirscher e Khoroshilov sembrano davvero avere una marcia in più rispetto a tutto il resto del gruppo.

    Il russo che, dopo il successo nel tempio di Schladming l'anno scorso, sembrava essersi un po' perso per strada, ha ampiamente riscattato il deludente inizio di stagione, con due brillantissime prestazioni.

    Certo, il livello spaventosamente alto dei suoi due avversari lo ha sempre relegato al gradino più basso del podio, nonostante fosse al comando in entrambe le occasioni al termine della prima manche.

    Un duello veramente avvincente ed emozionante, con il norvegese che sembra addirittura superiore al Fenomeno austriaco.

    Malino i nostri, anche se Razzoli ha dimostrato, seppur a sprazzi, di possedere una grandissima velocità.


    Hirscher riprende saldamente il comando della classifica e rimane il grande favorito per la vittoria finale.

    Prossimo week end il circo bianco si trasferisce a Wengen, altro tempio mitico dello sci.

    In programma una super combinata, la storica discesa ed uno slalom speciale.
    Ultima modifica di Grifis; 11-01-2016 alle 21:42

  6. #16
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    Dopo la tre giorni di gare a Wengen, la corsa alla Coppa Del Mondo assoluta è davvero più incerta che mai; e questo non può che rappresentare un bene, per l'intero movimento.


    Si è partiti venerdì con la combinata alpina, una prova che, oltre ad avere un peso specifico sempre più risibile, era sulla carta favorevole a Hirscher.

    Un Hirscher che, un po' a sorpresa, ha deciso di non prendere il via; probabilmente per evitare gli sforzi delle prove in discesa e concentrarsi sullo slalom speciale.

    E così, complice anche una prova di slalom eufemisticamente particolare (nella quale Paris ha fatto meglio di Pinturault ), Svindal ha ottenuto un insperato secondo posto, a soli quattro centesimi dal suo compagno di squadra Jansrud (autore di una performance maiuscola in speciale).


    Il vero capolavoro del Fenomeno norvegese, però, lo abbiamo potuto ammirare ieri in discesa.

    La discesa libera di Wengen, la discesa più lunga di Coppa Del Mondo e seconda per prestigio ed importanza alla sola Kitz; con dei passaggi che ogni volta che li vedi non capisci come puoi averli dimenticati.

    Un atto agonistico semplicemente mostruoso, al quale soltanto il redivivo Reichelt (trionfatore qui lo scorso anno), ha saputo resistere.

    I due hanno scavato dietro di loro una voragine; basta pensare che il terzo, Klauss Kroll (a podio dopo quasi due anni e mezzo), ha accusato un distacco di oltre un secondo e mezzo.

    Buona prova degli italiani, con tre atleti nei primi dieci ed un podio sfiorato per pochissimo (Paris quarto ed Innerhofer quinto).


    La squadra italiana si è però rifatta oggi, nella domenica dello slalom.

    Uno slalom che, è bene chiarirlo immediatamente, aveva davvero poco a che vedere con il panorama di Coppa Del Mondo degli ultimi due/tre anni in questa disciplina.

    Distanze molto più ampie tra i pali e, di conseguenza, una velocità decisamente maggiore.

    Una pista di quelle che piacevano moltissimo a Giuliano Razzoli; uno che, magari non tutti lo ricordano, è stato campione olimpico in slalom a Vancouver 2010.

    Ed infatti Razzoli si è reso protagonista di due manche quasi perfette e si è dovuto arrendere al re indiscusso della disciplina, quantomeno quest'anno, il fenomenale norvegese Kristoffersen.

    Benissimo anche Gross, terzo ed autore di una prova di grandissimo carattere (al traguardo, precederà di un solo centesimo lo svedese Byggmark, autore di una rimonta eccezionale nella seconda frazione).

    Dopo una prima frazione ben al di sotto dei suoi abituali, mostruosi standard, il cannibale Hirscher ha addirittura inforcato nella seconda, nel tentativo di rimontare.


    Adesso, la situazione vede Svindal a quota 816 punti, mentre l'austriaco insegue a 15 lunghezze.

    Quanto ci aspetta è egualmente suddiviso e ad oggi individuare un favorito è quasi impossibile; tuttavia, Hirscher ha per una volta dimostrato un minimo di fragilità e questo, da un punto di vista psicologico, potrebbe anche avere il suo peso.

    Va tuttavia ricordato che stiamo parlando di un ragazzo di 26 anni già capace di vincere quattro sfere di cristallo consecutive e probabilmente questa frase me la rimangerò già a Kitz XD

  7. #17
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    Dopo la tre giorni nel tempio sacro dello sci mondiale, ovvero Kitzbuhel, il circo bianco riparte con qualche certezza, molti punti interrogativi ed un discreto rammarico.

    Partiamo da qui; è inutile girarci intorno.

    L'infortunio, l'ennesimo, di Svindal toglie alla stagione gran parte del pathos; il fortissimo discesista e supergigantista norvegese era infatti il rivale più accreditato di Hirscher nella corsa alla vetta della classifica generale.

    Splendido trionfatore nel superG di venerdì (davanti al plurimedagliato Weibrecht ed a Reichelt), tutto faceva presagire ad una sua vittoria (che sarebbe stata la prima su questa pista, come accaduto la settimana scorsa a Wengen) nell'appuntamento più importante dell'anno: la discesa libera sulla Streif.

    E' come Wimbledon nel tennis; sono quei luoghi sacri, quegli appuntamenti che spiccano indiscutibilmente su tutti gli altri all'interno della disciplina.

    Per importanza e prestigio, una vittoria nella discesa di Kitz vale quanto un'Olimpiade; è, come ha ricordato De Chiesa in telecronaca, il "massimo dei massimi".

    E invece così non è andata, con una gara che si piazza sicuramente tra le più emozionanti degli ultimi dieci anni; non tanto per il contenuto prettamente tecnico, ma per i colpi di scena che ne hanno animato il copione.

    Per carità, la vittoria di Peter Fill è più che meritata; l'azzurro era sempre stato in vantaggio nel confronto diretto con Svindal (a parte il primo intermedio, situato dopo circa 10 secondi di pista). E si tratta del coronamento di una carriera che avrebbe anche potuto essere molto più radiosa di ciò che è stata.

    Però nessuno poteva presagire un epilogo del genere (una menzione la meritano anche Streitberger - strappo ai legamenti del ginocchio e lesione a un menisco - e lo stesso Reichelt - contusione ginocchio sinistro -, senza dimenticare Florian Scheiber, caduto nelle prove cronometrate).

    E lo slalom di domenica ha confermato che ormai l'unico a poter contendere ad Hirscher quella che sarebbe la quinta sfera di cristallo assoluta consecutiva (impresa mai realizzata da nessun sciatore) è quel fenomeno che risponde al nome di Henrik Kristoffersen.

    Il vincitore di Wengen si ripete anche qui, con una seconda manche da antologia; beffando ancora una volta per un'inezia quello che ormai può essere considerato l'ex re della disciplina.

    Un Hirscher che, in ogni caso, dopo l'inforcata nello slalom valido per la combinata di venerdì (podio tutto francese, con Pinturault, Muffat Jeandet e Mermillod Blondin ad esultare), ritrova sicurezza e si candida come il naturale favorito.

    Con però sei giganti da disputare se, e dico se, Kristoffersen riuscirà a metterlo in difficoltà in quella che al momento è la disciplina di punta dell'austriaco, allora le cose potrebbero anche cambiare.


    Intanto, domani c'è lo slalom in notturna a Schladming e poi si va in Germania, a Garmisch-Partenkirchen, per una discesa e un gigante.

  8. #18
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    Ripercorriamo un po' le ultime settimane...


    26 gennaio 2016: Slalom Speciale di Schladming

    La gara è quella più importante dell'anno, per quanto riguarda lo speciale, sulla mitica Planai; ma i protagonisti sono sempre gli stessi.

    Kristoffersen che, con sei vittorie su sette gare, ormai fa scomodare Stenmark (anche se il raffronto, quantomeno ad oggi, appare eufemisticamente azzardato)

    Hirscher che dopo una prima manche molto sfortunata (gli si è appannata la maschera, in quanto la lente era stata montata dalla parte sbagliata), recupera venti posizioni e si piazza secondo, con una seconda manche da antologia, davanti al suo pubblico che lo acclama come un eroe.

    Chorošilov, il vincitore dell'anno scordo, che in questo 2016 deve arrendersi ai due fenomeni succitati.

    Grandissima occasione buttata al vento per Neureuther, primo dopo una straordinaria prima manche, ma capace di rovinare tutto con un'inforcata nella seconda e per Gross, secondo dopo un'ottima prima manche, in una delle sue piste preferite.


    30 gennaio 2016: Discesa Libera di Garmisch-Partenkirchen

    In questa pista ormai patrimonio del circo bianco, la Kandahar, vince chi non ti aspetti, ovvero il norvegese Kilde (partito con il pettorale 30), alla sua prima vittoria in carriera.

    Il norvegese, classe '92, che comunque si era già messo in luce quest'anno con lo splendido terzo posto nel superG della Val Gardena, rovina la festa di un vero e proprio carneade, ovvero lo sloveno Kline. A completare il podio c'è lo svizzero Feuz, che ripete l'ottima performance di Kitz, e soprattutto che precede di un solo centesimo Innerhofer.

    Il fatto che si sia potuto provare una sola volta ha causato un sacco di errori; in particolare macroscopici sono stati quelli di Guay, Janka e Reichelt.


    Il gigante in programma il giorno successivo è stato annullato per le avverse condizioni meteo e ad oggi non si conosce la data dell'eventuale recupero.


    6 febbraio 2016: Discesa Libera di Jeongseon

    Sulla pista che, fra circa due anni, ospiterà le prossime Olimpiadi Invernali, la discesa libera vede il ritorno del suo ultimo re.

    Jansrud, infatti, vincitore della coppa di specialità lo scorso anno, scia impeccabilmente e distanzia il ritrovato Paris, al primo podio stagionale, di venti centesimi e l'americano Nyman di circa il doppio.

    Peter Fill, ancora in testa alla coppetta ed in cerca di un trionfo che entrerebbe nella storia (nessun italiano, infatti, vi è mai riuscito), regala metà pista, nel corso della quale accumula un ritardo molto alto dal leader, per poi rifarsi alla fine, giungendo quarto.


    7 febbraio 2016: SuperG di Jeongseon

    Nel super G, invece, è on outsider - sempre se Carlo Janka può essere definito in questo modo - a vincere.

    L'elvetico, infatti, è un Fenomeno vero, con un palmarès già da urlo ed inchiodato all'anonimato da virus ed un'operazione al cuore che lo hanno debilitato enormemente.

    Nella gara di oggi, sceso con il pettorale numero sette (aad oggi, non fa parte del gotha della disciplina), ha interpretato alla perfezione il tracciato, rifilando otto decimi ad un entusiasta Innerhofer (nell'atteggiamento al traguardo del vice-campione olimpico di discesa c'è tutto il peso specifico della prova di Janka di quest'oggi) e oltre un secondo al terzo, l'austriaco Kriechmayr.

    Kilde riscatta la gara sfortunata di ieri con un ottimo quarto posto, davanti a Peter Fill, che sta mostrando grande consistenza.

    Preziosissimo settimo posto per Hirscher, che raccoglie trentasei punti che alla fine potrebbero rivelarsi fondamentali per la corsa alla quinta Coppa Del Mondo consecutiva.


    Il prossimo weekend il circo bianco si trasferirà a Naeba, in Giappone, dove sono in programma un gigante ed uno speciale e dove, presumibilmente, si rinnoverà il duello tra Hirscher e Kristoffersen, per un dominio ormai divenuto assoluto.

  9. #19
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    13 febbraio 2016: Slalom Gigante di Naeba

    Dopo il weekend in Corea, il Circo Bianco si trasferisce in Giappone, per una due giorni dedicata alle gare tecniche.

    Si inizia sabato col gigante, su di una neve che definire "marcia" probabilmente non rende nemmeno l'idea delle condizioni in cui la gara si è svolta.

    Chiaramente, le condizioni erano uguali per tutti ed ovviamente gli atleti erano più che preparati. Ciononostante, i risultati hanno dimostrato che le performance abituali non sono state completamente riproposte.

    Per carità, Pinturault aveva già fatto vedere di essere tornato sui suoi standard abituali, con la vittoria in combinata alpina a Kitz, però lo aspettavano tutti anche in gigante, e la risposta è puntualmente arrivata.

    Primo podio in carriera per il francese Faivre e soprattutto terzo posto per il più grande gigantista italiano nel dopo Tomba: Massimiliano Blardone. Un trentaseienne che si toglie la soddisfazione di tornare sul podio dopo quasi quattro anni (Crans Montana 2012 il suo ultimo podio e la sua ultima vittoria).

    Una carriera che probabilmente è stata anche meno brillante di quanto avrebbe potuto, ma indubbiamente il modo migliore per concludere quella che lui stesso ha ribadito essere la sua ultima stagione.

    In difficoltà Hirscher (sesto, dopo il terzo posto della prima manche), che perde qualche punto nei confronti del diretto rivale Kristoffersen, giunto quarto.


    14 febbraio 2016: Slalom Speciale di Naeba

    Con 122 punti di vantaggio, Hirscher si affaccia allo speciale del giorno successivo.

    Ed accade ciò che (quasi) nessuno poteva aspettarsi e cioè che l'austriaco inforcasse.

    Partito con il pettorale numero 5, il leader di Coppa esce quasi subito e spalanca la porta al rivale norvegese.

    Ma quando si dice che, nello sport, si vince anche e soprattutto di testa, beh, non c'è nulla di più vero e di più aderente al caso succitato.

    Partito con il pettorale rosso di leader della specialità (subito dopo Hirscher), e soprattutto vincitore di sei slalom su sette (nell'unica occasione dove non ha vinto, Kristoffersen è arrivato secondo), il norvegese ha subito, oltre che la neve particolare, paradossalmente l'assenza di quello che è evidentemente diventato il suo punto di riferimento, la mostruosa asticella che incredibilmente ha capito quest'anno di essere addirittura in grado di poter oltrepassare.

    E fu così che Henrik Kristoffersen, autore di una prima manche completamente anonima (e, ad onor del vero, non era nemmeno la prima volta in questa stagione), non rialzò la testa nemmeno nella seconda, giungendo infine settimo (dietro ad atleti che non valgono nemmeno la metà del suo strepitoso talento) e recuperando appena 36 punti a Hirscher.

    Un Hirscher che, probabilmente, in questa occasione ha capito che, se nulla di imprevisto fosse accaduto, avrebbe vinto la Coppa Del Mondo assoluta anche quest'anno.

    Mi si perdonerà il lungo incipit, ma in questo momento l'attenzione è concentrata in gran parte su questo stratosferico duello.

    La gara è stata in ogni caso molto, ma molto divertente.

    A vincere è stato Neureuther, al suo primo successo stagionale (ed era anche ora), davanti al ritrovato Myhrer ed al giovane austriaco Marco Schwarz, al secondo podio stagionale (dopo il terzo posto a Campiglio).

    Ancora una volta la maledizione della prima manche si è abbattuta su Fritz Dopfer, primo al termine della prima manche (come nel gigante del giorno prima, e come in altre occasioni in questa stagione), che si è dovuto accontentare del quarto posto.


    19 febbraio 2016: Combinata Alpina di Chamonix

    Il Circo Bianco torna in Europa, con una due giorni in terra francese.

    Si inizia venerdì, con una combinata alpina ancor più particolare del solito, in quanto si inizia con lo slalom, per poi procedere con la discesa (il programma è stato modificato, a causa della caduta copiosa della neve).

    La gara ha una sua (minima) valenza tecnica, in quanto, dopo tre anni, si torna ad assegnare la coppa di specialità e questa è la gara decisiva.

    In slalom, Pinturault fa il vuoto e conserva un esiguo margine di vantaggio su un ottimo Paris - che sta tornado evidentemente in forma, autore tra l'altro anche di un'eccellente prova di slalom -, anche grazie ad una discesa eufemisticamente accessibile; a completare il podio c'è il francese Mermillod-Blondin (secondo in classifica generale e probabilmente uno dei pochi, autentici polivalenti rimasti).


    20 febbraio 2016: Discesa Libera di Chamonix

    Il sabato è il turno della discesa, quella vera.

    Ed anche in questo caso la gara è estremamente interessante, in quanto la coppa di specialità è contesa da 4-5 atleti; a causa della forzata assenza di Svindal, incontrastato dominatore della velocità in questa stagione.

    La pista, come da tradizione, arride unicamente agli scivolatori, coloro i quali riescono a "far andare" lo sci in qualsiasi occasione.

    Ed il podio rispecchia le previsioni praticamente al 100%.

    Finalmente l'Italia ritrova il vero Dominik Paris, il (nostro) discesista con più potenziale degli ultimi anni.

    Il secondo, ovvero lo statunitense Nyman, era probabilmente il favorito numero uno della gara, in quanto ineguagliabile sui piani; ma l'azzurro si è superato.

    Terzo lo svizzero Feuz, che dopo il secondo posto di Kitz sembra essere rinato.

    Peter Fill ottiene un ottimo quinto posto, guadagnando diversi punti sul suo rivale più diretto, il norvegese Jansrud, giunto soltanto ventunesimo al traguardo.

    A questo punto, a due discese dal termine della stagione, la coppa è più che mai incerta.

    Al comando c'è sempre Svindal, nonostante non gareggi ormai più da tre gare - questo per dare un'idea di come sia stata schiacciante la superiorità del norvegese -, ma i suoi punti di vantaggio su Fill sono soltanto 26.

    L'azzurro a sua volta ha 69 punti di vantaggio sul francese Theaux, 73 su Jansrud e 78 proprio su Paris, che, viste le sue ultime performance, potrebbe diventare il rivale più agguerrito ed accreditato di Fill.

    Per capire e contestualizzare la morbosa attenzione degli addetti ai lavori del nostro paese, giova ricordare che questa coppa MAI è stata vinta da uno sciatore italiano...


    23 febbraio 2016: Slalom Speciale (Parallelo) di Stoccolma

    Ed eccoci al secondo ed ultimo slalom parallelo della stagione.

    Mentre il primo era stato un gigante estremamente filante (ed infatti la finale era stata tra Svindal e Jansurd, poi vincitore finale), questa prova, pur non avendo nulla a che fare con uno slalom speciale, strizza l'occhio al gotha delle discipline tecniche.

    Ed infatti Hirscher fa praticamente un sol boccone di tutti i suoi avversari, cedendo qualcosa soltanto nella seconda manche della finale a Myhrer (a suo agio, grazie alla sua straordinaria potenza) ed incamerando 100 preziosissimi punti.

    L'austriaco si è presentato in Svezia con una rinnovata sicurezza (le cui origini sono da ricercare, a mio avviso, proprio nell'esito dello speciale di Naeba), pur essendo uscito al primo turno nel precedente evento in Badia.

    E Kristoffersen, al contrario, si è trascinato le scorie di quella gara, uscendo al primo turno contro un Jansrud che, nel turno successivo contro Myhrer, ha dimostrato la propria pochezza nella gara specifica, perdendo moltissimi punti nello scontro diretto con Hirscher.

    Ed il distacco sale a 173 punti, rendendo l'austriaco sempre più favorito.

    Menzione d'obbligo per Stefano Gross, terzo alla fine e capace di avere meglio nella finale per il terzo e quarto posto sul russo Khoroshilov, apparso estremamente a suo agio in una gara del genere.
    Ultima modifica di Grifis; 28-02-2016 alle 15:34

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    26 febbraio 2016: Slalom Gigante di Hinterstoder

    La tre giorni nelle colline austriache XD ha inizio con la gara che, in origine, avrebbe dovuto disputarsi ad Adelboden il mese scorso.

    Come già sottolineato, il rammarico per non aver potuto ammirare il più bel gigante dell'anno è stato enorme, ma bisogna anche ammettere che la gara è stata decisamente apprezzabile; da tutti punti di vista.

    L'assoluto dominatore è stato nuovamente Pinturault, che in questo momento è indiscutibilmente il più in forma.

    Pazzesco il francese, che nella seconda ha ridicolizzato sul muro la prestazione monstre di Hirscher (giunto comunque secondo), e che, nonostante un'inforcata di testa ed il conseguente spostamento della sua maschera, ha rifilato all'austriaco ben 79 centesimi.

    Terzo il suo connazionale Fanara, come al solito fenomenale sul ghiaccio.

    Strepitoso De Aliprandini, capace di risalire nella seconda manche fino al settimo posto (con il miglior tempo assoluto nella seconda frazione), dopo aver chiuso la prima al ventiseiesimo posto.

    Kristoffersen, con un quarto posto che in ogni caso non può essere considerato un risultato deludente, perde ulteriormente terreno ed il suo distacco supera i 200 punti (203, per l'esattezza).


    27 febbraio 2016: SuperG di Hinterstoder

    Il superG del giorno seguente, un altro gigantone (dopo quello di Beaver Creek), in ogni caso molto divertente, ha visto il secondo trionfo stagionale ed in carriera del norvegese Kilde, sempre più protagonista ed emancipato dal poderoso ingombro dei suoi compagni.

    Sul muro è stato una belva ed ha fatto la differenza.

    Sembra di tornare indietro di un mese, a Garmisch, con Kline nuovamente secondo, anche se questa volta il sapore è completamente diverso e molto meno amaro per lo sloveno; di sicuro, non mi potrò più permettere di apostrofarlo come un carneade

    Ma il vero protagonista di ieri è stato ancora una volta Marcel Hirscher, che, dando la paga a tutti (Kilde compreso) sul muro ha ottenuto un terzo posto nel quale probabilmente nemmeno lui credeva (anche se, proprio a Beaver ad inizio stagione, era riuscito addirittura a vincere).

    Siamo di fronte ad un fenomeno, non ce n'è; personalmente nutro ancora qualche riserva nell'inserirlo a mani basse nella top 3 di ogni tempo - non ha mai vinto un oro olimpico, ai mondiali ha trionfato solo in un'occasione in speciale e ha collezionato soltanto due argenti in gigante (ovviamente parlo in questo modo, proprio perché la premessa è quella di accostarlo a Stenmark) e le coppe di disciplina conquistate sono nettamente inferiori a quelle generali -, ma siamo di fronte ad un mostro di regolarità senza pari.

    In ombra più o meno tutti gli azzurri, con Fill uscito e Paris ed Innerhofer (che sembrava essere nel posto giusto al momento giusto) mai pericolosi per le prime posizioni.

    Ed ora, a due gare dal termine della stagione, il vincitore, che porta nel proprio cognome un'involontaria eredità pesantissima XD, ha la concreta possibilità di aggiudicarsi la coppa di specialità.


    28 febbraio 2016: Slalom Gigante di Hinterstoder

    Secondo gigante in tre giorni e seconda doppietta Pinturault-Hirscher.

    In questo momento, il più forte in gigante è senza dubbio il francese, anche se l'austriaco continua a comandare la classifica di specialità con un margine considerevole (131 punti).

    Con tre giganti ancora da disputare tutto è ancora possibile, anche se la regolarità di Hirscher lo ha sempre condotto al successo in Coppa Del Mondo.

    Ottimo terzo, Kristoffersen, migliorato moltissimo in gigante in questa stagione ed attualmente terzo nella coppa di specialità.

    Il norvegese, che, ricordiamolo, è un classe '94 (e questo dato può parafrasare il ragionamento fatto in precedenza), sta facendo una stagione meravigliosa; soltanto che contro questo Hirscher non è ancora sufficiente.

    Adesso il distacco tra i due nella graduatoria generale è di 283 punti; un gap quasi incolmabile.

    E per Hirscher si avvicina l'impresa mai riuscita a nessuno sciatore uomo (vi riuscì soltanto Annemarie Moser-Proll, austriaca pure lei): vincere cinque Coppe Del Mondo assolute consecutivamente.

    Chapeau.

    Bene nel complesso gli azzurri, con Eisath e Tonetti nei primi dieci, anche se continua a mancare l'acuto (Nani era uscito nella prima manche).


    Adesso il Circo Bianco si trasferirà nella classica tappa slovena di Kranjska Gora, dove si disputeranno due giganti (di cui uno sarà il recupero di quello di Garmisch) ed uno slalom.
    Ultima modifica di Grifis; 28-02-2016 alle 15:34

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