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Risultati da 11 a 20 di 42
  1. #11
    [p, xi, N(xi)] L'avatar di Il Nicco
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    Non ho mai affrontato seriamente la questione. Ho diversi amici gay e non ho mai avuto problemi con loro. Legalmente mi sembra sano che abbiano le stesse garanzie che una coppia eterosessuale può ricevere da un matrimonio. Immagino però che se lo chiamassero in maniera diversa starebbero tutti a recriminare, e da lì iniziano a nascere i problemi. Non comprendo perché con le coppie eterosessuali che convivono la cosa debba dare tutti questi problemi (almeno per quel che riguarda la terminologia).

    Mi basta non dover mai sentire di coppie omosessuali che pretendono di sposarsi in chiesa. Quello sarebbe veramente ridicolo.

  2. #12
    Yay L'avatar di Feleset
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    Nah, se la religione cattolica non accetta gli omosessuali è evidente che loro, perlopiù, non vorranno avere assolutamente niente a che fare con la Chiesa. Poi le eccezioni esisteranno, ma in generale gli unici omosessuali cattolici IMHO sono quelli non dichiarati. XD

  3. #13
    Yay L'avatar di Feleset
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    Citazione Originariamente Scritto da Feleset Visualizza Messaggio
    E poi, sinceramente, con tutto il rispetto per i cattolici praticanti, sarebbe anche ora che la smettessimo di far condizionare la nostra società dal papa. Se uno vuole dargli ascolto è liberissimo di farlo, ma la politica e la religione a mio avviso dovrebbero restare due cose separate. Il papa ha la sua Città del Vaticano in cui può far quel che vuole, l'Italia non è il suo stato.
    Come minimo il papa ha letto questo post. XD

    Ora mi sento in colpa.

  4. #14
    Senior Member L'avatar di !gohanssj2!
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    Citazione Originariamente Scritto da Blaze Visualizza Messaggio
    Da un altro lato ci sono le ragioni sociali... e non sto parlando della stupidità di adolescenti e adulti quanto invece dell'ingenuità e della crudeltà dei bambini (i bambini SONO crudeli in quanto non conoscono fino in fondo la misura di ciò che fanno ma soprattutto di ciò che dicono). Insomma, quando un bambino cresciuto in una famiglia eterosessuale chiede al bambino cresciuto in una famiglia omosessuale "perché tu hai due papà/due mamme mentre io ho un papà e una mamma?" penso possa creare disagio, e quando queste semplici curiosità si trasformano in scherno di gruppo (e purtroppo può accadere), il bambino può crescere anche instabile. Insomma, purtroppo credo e temo che ci siano ancora troppi ostacoli culturali da superare, dati dalla limitatezza e dal provincialismo della popolazione mondiale, in special modo di quella italiana, ancora radicata in una mentalità feudale (e, mi spiace dirlo - ma non troppo -, la presenza del Vaticano nello Stato ha inciso e non poco su questo). A livello puramente ideale, affinché non ci sia alcun problema, ogni coppia (anche eterosessuale) dovrebbe dire ai propri figli "tu vivi in una famiglia con un papà e una mamma, ma esistono anche famiglie con due papà e due mamme, esattamente come noi". È chiaro, sto parlando in un'ottica fantastica, ma spero di essere stato chiaro.
    Credo, diversamente da sssebi, che questo sia, come hai già espresso tu, il punto su cui lavorare. Poco importa la psicologia, niente la religione. Finchè, come ha detto slayer, la società non si evolverà e non inizierà a pensare alle coppie omosessuali come coppie normali la discriminazione colpirà inevitabilmente e pesantemente questi bambini. (Anche il semplice tema d'Italiano "Parla della tua mamma/del tuo papà" può essere una mazzata per un bambino figlio di coppia omosessuale).

    Citazione Originariamente Scritto da Feleset Visualizza Messaggio
    Sì, ma appunto, tu dici che il razzismo è a livelli inferiori dell'omofobia, e su questo sono d'accordo (per quanto il razzismo ci sia e continui a esserci, i bambini sono educati a percepirlo come sbagliato, mentre l'omosessualità per molti è ancora una cosa da malati che non dovrebbe esistere).
    Però ecco, il punto sta proprio qui: le cose sono sempre andate in questo modo? No, c'è stato un periodo, non poi così tanti anni fa, dove in Italia il razzismo non solo era diffuso, ma era addirittura appoggiato dallo stesso governo. Col tempo le cose sono cambiate, e la gente di conseguenza ha cambiato atteggiamento.
    Certo, ci vorrà del tempo prima che la gente inizi a venir educata seriamente a combattere l'omofobia, ma secondo me le leggi in questo senso possono dare una bella accelerata al tutto.
    Credo che tu la stia facendo semplice. Per ottenere i loro diritti, neri o chi per loro hanno lottato, per liberarsi dalla schiavitù sono morti.
    Lo stesso possono fare gli omosessuali ma lo stesso non possono farlo i loro figli.

    Neri e omosessuali lottano, per loro decisione e lottano per se stessi. Nel periodo in cui lottano per l'"evoluzione sociale" verranno discriminati, ma lo saranno per loro scelta.
    Per arrivare a riconoscere l'adozione alle coppie, invece, bisogna iniziare ad attuarla, come dici te, e per attuarla bisogna coinvolgere anche i bambini. Ma i bambini, in questo caso, vengono coinvolti in una lotta che non è loro (come per neri e omosessuali, scusate la continua etichettatura) o che, comunque, non capiscono e verranno insultati e discriminati per la lotta dei loro genitori. Una lotta che potrebbero non riuscire a sostenere.

    Detto ciò, sperando di essere stato almeno comprensibile (non riuscivo a scrivere una frase di senso compiuto), sono d'accordo con te e Slayer. Questa evoluzione deve arrivare, ma credo sia MOLTO più delicata rispetto a quelle passate.

  5. #15
    Senior Member L'avatar di Creed
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    Io onestamente non lo so. Bisogna vedere come cresce un bambino all'interno di una famiglia omosessuale, la sua psiche, visione del mondo ecc.
    C'è anche il fatto che un ragazzino impressionabile prossimo alla pubertà potrebbe vedere l'omosessualità come un modello da seguire a tutti i costi (come i gay non dichiarati che cercano in tutti i modi di reprimersi) ed avere problemi ad accettare il fatto che magari è etero.
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  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da Creed Visualizza Messaggio
    C'è anche il fatto che un ragazzino impressionabile prossimo alla pubertà potrebbe vedere l'omosessualità come un modello da seguire a tutti i costi (come i gay non dichiarati che cercano in tutti i modi di reprimersi) ed avere problemi ad accettare il fatto che magari è etero.
    Beh,c'è da dire che capita spesso anche l'incontrario

  7. #17
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    Che la psiche di un bambino sia influenzata dai genitori è indubbio. Mi esprimo su questo tema seguendo un principio molto semplice: la natura.

    Una coppia di lesbiche può naturalmente generare prole, nel caso si decida per l'inseminazione artificiale o per altre vie.

    Una coppia di gay invece non ha l'organo riproduttivo, quindi l'unica via per generare un figlio è una madre surrogato: non credo sarei felice come figlio di sapere che mio padre HA PAGATO una donna per generarmi. Inoltre sentirei questa madre-oggetto come mia e per proprietà transitiva mi sentirei l'oggetto da compagnia di mio padre. La trovo una mostruosità.

    A chi si chiede se l'inseminazione artificiale per le donne lesbiche non sia più o meno la stessa cosa rispondo subito: ASSOLUTAMENTE NO.

    Un padre e una madre sono soggetti diversi, hanno diversi ruoli e una diversa importanza per un figlio. Il legame della madre con il bambino nei primi anni di vita è vitale, un padre può tentare di scimmiottarla, ma nel bambino ci sarà una mancanza in sua assenza. Per questo dico che sono d'accordo per le lesbiche e contrario per i gay.

    Ricordo inoltre che la maggiorparte dei gay vorrebbe un figlio per compiacere i propri genitori, mentre l'istinto materno può concretamente presentarsi in una lesbica. Non credo all'esistenza di un istinto paterno precedente alla nascita. Si usa i bambini come strumento per sentirsi una famiglia normale.


    L'argomento adozioni è diverso. Tralasciando il fatto che chi non è stato adottato o non conosce in profondità lo stato d'animo di chi è stato rifiutato dai genitori naturali, non può assolutamente comprendere le implicazioni psichiche e psicologiche del fanciullo. Voglio chiarire che anche coi genitori (coppia normale) più bravi del mondo si ha una serie di frustrazioni e conflitti interiori, non oso immaginare cosa possa succedere nel periodo dell'adolescenza in una coppia atipica.

    Detto questo, DA UNA CERTA ETA' IN POI, in cui il bambino è in grado di ragionare (14 anni?), si potrebbe valutare l'ipotesi adozione indipendentemente dal tipo di coppia (anche ai gay), su consenso incondizionato del bambino. I neonati siano affidati alle coppie comuni, o al massimo alle lesbiche.

    Si continua a guardare i diritti delle persone adulte e a non riflettere su quelli dei minori.

  8. #18
    Yay L'avatar di Feleset
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    Citazione Originariamente Scritto da Creed Visualizza Messaggio
    Io onestamente non lo so. Bisogna vedere come cresce un bambino all'interno di una famiglia omosessuale, la sua psiche, visione del mondo ecc.
    C'è anche il fatto che un ragazzino impressionabile prossimo alla pubertà potrebbe vedere l'omosessualità come un modello da seguire a tutti i costi (come i gay non dichiarati che cercano in tutti i modi di reprimersi) ed avere problemi ad accettare il fatto che magari è etero.
    Questo non credo proprio, perché comunque il figlio non cresce recluso in famiglia, e sa benissimo che la società è formata da una maggioranza di eterosessuali. Al contrario, credo che crescere in una famiglia omosessuale lo farà sentire libero di esprimere la propria sessualità senza che questa venga percepita come sbagliata.

    @PGV: qui si sta parlando di adozioni, il discorso della fecondazione è OT.

  9. #19
    Senior Member L'avatar di sssebi
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    In realtà il discorso sulla fecondazione di PGV era utile a chiarire un discorso generale sulla psiche del bambino trattato in precedenza, poi gli è servito anche per riallacciarlo al discorso adozioni facendoci capire il suo punto di vista di adozione in una coppia gay e in una lesbica.
    Io, come avevo già detto, non ho preso un punto di vista irremovibile sul mio pensiero riguardo le coppie omosessuali, per adesso il mio punto di vista è a favore delle adozioni, ma col post di PGV ho capito che forse devo valutare un po' meglio l'importanza che un padre e una madre possono avere sul neonato, perché se la madre è così essenziale allora devo rivalutare il mio favore all'adozione ad una coppia gay.
    Se ci fermavamo al solo fatto del complesso di Edipo o alle conseguenze sociali allora ci si doveva lavorare, ma se il bambino accuserà il colpo di una mancata madre allora si deve rivalutare tutto, è una questione da approfondire.

    Citazione Originariamente Scritto da !gohanssj2! Visualizza Messaggio
    Credo, diversamente da sssebi, che questo sia, come hai già espresso tu, il punto su cui lavorare. Poco importa la psicologia, niente la religione. Finchè, come ha detto slayer, la società non si evolverà e non inizierà a pensare alle coppie omosessuali come coppie normali la discriminazione colpirà inevitabilmente e pesantemente questi bambini. (Anche il semplice tema d'Italiano "Parla della tua mamma/del tuo papà" può essere una mazzata per un bambino figlio di coppia omosessuale).
    In che senso la pensi diversamente da me? Abbiamo più o meno detto la stessa cosa. L'evoluzione della società può avvenire solo se le adozioni sono ammesse, no?
    Ultima modifica di sssebi; 13-02-2013 alle 02:44

  10. #20
    Yay L'avatar di Feleset
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    Ehm, un bambino adottato per definizione non avrebbe comunque una madre. °_°

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