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  1. #31
    Yay L'avatar di Feleset
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    Citazione Originariamente Scritto da VirusImpazzito Visualizza Messaggio
    Eccola lì, la solidarietà femminile. Mica puoi pretendere che uno non vada con altre donne, prima di approdare alla donna della sua vita.
    Ma figurati, scherzavo.
    Comunque non è quello il punto: diciamo che il manga ci ha abituato a un Vegeta pre-Freezer che fondamentalmente divide le persone in "odiosi" e "indifferenti", per cui il fatto che sia così in sintonia con una persona mi suona un po' strano, anche se non è detto che sia sbagliato. XD
    E poi va beh, la sua fissa per i saiyan puri mi ha sempre fatto appoggiare la teoria che lui facesse fuori tutte le donne con cui andava per evitare eredi indesiderati. XD


    Questa cosa mi coglie di sorpresa! Non mi aspettavo che l'avresti fatto...
    Beh, nella tua storia affronti degli argomenti che mi interessano, quindi ero curiosa di vedere la tua versione.
    Diciamo che mi sono letta più o meno tutte le parti su Vegeta (tranne gli ultimi capitoli che hai messo perché non ho avuto tempo), più qualche parte random sugli altri personaggi. XD

    In generale hai delle belle idee, solo che a mio avviso per rendere il tutto più coinvolgente dovresti mescolare di più i generi che affronti, invece di fare interi capitoli solo introspettivi, solo di combattimenti o solo sentimentali. Così rischi che un lettore interessato di più a uno dei tre generi si annoi leggendo il resto (non parlo per me, eh, io ho letto un po' di tutti e tre, il mio è un consiglio generico ^^).

  2. #32
    Ho le Palle Piene L'avatar di VirusImpazzito
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    Citazione Originariamente Scritto da Feleset Visualizza Messaggio
    Comunque non è quello il punto: diciamo che il manga ci ha abituato a un Vegeta pre-Freezer che fondamentalmente divide le persone in "odiosi" e "indifferenti", per cui il fatto che sia così in sintonia con una persona mi suona un po' strano, anche se non è detto che sia sbagliato. XD
    E poi va beh, la sua fissa per i saiyan puri mi ha sempre fatto appoggiare la teoria che lui facesse fuori tutte le donne con cui andava per evitare eredi indesiderati. XD
    Infatti il personaggio di Kodinya nasce da un lato dalla volontà di creare una controparte femminile che Vegeta potesse stimare come guerriera (di Bulma avrà apprezzato le doti più specificamente umane, in tutti i sensi), dall'altro ho pensato... "ci sarà stato qualcuno con cui andava d'accordo, a modo suo! Che tipo sarà stata? Quali doti avrebbe potuto apprezzare Vegeta in una guerriera non Saiyan?" Ovviamente nel creare questo personaggio ho cercato di non dare origine a forzature che stridessero con il manga. Da notare come sia stata lei a prendere l'iniziativa e come lui già in passato fosse stato riluttante alla possibilità di una relazione seria.

    Citazione Originariamente Scritto da Feleset Visualizza Messaggio
    In generale hai delle belle idee, solo che a mio avviso per rendere il tutto più coinvolgente dovresti mescolare di più i generi che affronti, invece di fare interi capitoli solo introspettivi, solo di combattimenti o solo sentimentali. Così rischi che un lettore interessato di più a uno dei tre generi si annoi leggendo il resto (non parlo per me, eh, io ho letto un po' di tutti e tre, il mio è un consiglio generico ^^).
    Mi fa piacere ricevere questo genere di consigli (ma anche i tuoi complimenti mi piacciono, eh!) da una scrittrice più "navigata" di me.
    Purtroppo non ho molta esperienza e mi sforzo di esprimere le idee che ho in mente per quel personaggio così come mi vengono, e in linea generale quando pubblico un capitolo sono abbastanza soddisfatto del risultato (salvo sviste di battitura che ogni tanto mi scappano). Nelle scene di azione e in quelle di dialogo cerco sempre di infilarci un po' di introspezione: tieni presente che la pura cronaca del combattimento o dei dialoghi per me risulterebbe troppo asciutta e sterile, ma un intero capitolo di introspezione mi riuscirebbe difficilmente sostenibile. Chissà, magari fra qualche mese, rileggendo qualche capitolo me ne pentirò, e sentirò il bisogno di cambiare qualcosa.
    Posto ciò e preso atto del suggerimento, visto che hai già un'idea generale di quello che ho scritto finora, aspetto tuoi commenti per i capitoli che andrò postando e anzi ti ringrazio in anticipo, visto che mi pare che ti manchi sempre il tempo per fare le tue mille cose. (senza prese in giro)
    Ultima modifica di VirusImpazzito; 14-05-2013 alle 20:28

  3. #33
    Ho le Palle Piene L'avatar di VirusImpazzito
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    Pubblico adesso il prossimo capitolo, il cui titolo è:

    Cap. 6 - Some of them wants to use you... some of them wants to be used by you.

    Trascorsero insieme alcune ore, durante le quali Kodinya ascoltò con grande interesse i racconti del Saiyan relativi agli eventi degli ultimi anni, concentrandosi in particolare sul periodo che andava dalla fallimentare spedizione sulla Terra all'altrettanto fallimentare spedizione su Namecc. Il Principe raccontava i fatti in modo asciutto, senza lasciar trapelare sbrodolamenti patetici, concedendosi qualche scatto di rabbia nei momenti in cui la narrazione maggiormente feriva il suo orgoglio. Del resto la ragazza, che lo conosceva bene, sapeva di non potersi definire la sua “confidente”, appunto perché il grande componente assente in tutti i rapporti interpersonali di Vegeta era la confidenza, la fiducia, l'accettazione di concedere una qualsiasi apertura ai terzi. Kodinya sapeva di poter essere soddisfatta del fatto che Vegeta si fosse spinto a sbottonarsi fino a quel punto, rivelandole tutte quelle vicissitudini. In qualche modo, le aveva mostrato un lato del suo carattere più sincero e genuino: mostrandole una volta di più che c'era dell'altro dietro a quell'atteggiamento da bastardo rancoroso che in passato gli aveva visto ostentare sovente, quando incontrava quel cretino di Kyui o quel pomposo elegantone di Zarbon.
    Al termine della narrazione, i due ex colleghi si rivestirono, a malincuore ma in fondo soddisfatti.
    Il caso aveva ancora in serbo per loro qualche sorpresa del tutto fortuita. Una navicella di media grandezza, dalla forma vagamente semisferica, era in via di avvicinamento. Vegeta avvertì tre aure di dimensioni interessanti, ma che non gli rivelavano nulla di particolare. L'astronave atterrò. Il portellone dell'astronave si aprì, permettendo la comparsa di tre personaggi dalle inequivocabili fattezze extraterrestri che, con un salto, raggiunsero il suolo del pianetino. Avanzarono verso la coppia costituita da Vegeta e Kodinya levitando lentamente, e si posero con decisione davanti ad essi. Al centro del terzetto, si era collocato un personaggio alto, il più alto dei tre. Il suo fisico era atletico, asciutto e per nulla corpulento, ma la sua postura era storta, con il collo piegato in avanti come in una leggera gobba. Aveva la pelle giallo ocra e gli occhi avevano le iridi rosse, mentre le arcate che sovrastavano i suoi occhi erano prive di sopracciglia; sotto gli occhi, invece, spiccavano due brutte occhiaie nere, che incupivano il suo sguardo. La forma del suo viso era delineata dagli zigomi pronunciati e dalla mascella a punta, mentre i capelli erano neri, lucidi e lisci, rasati ai lati, raccolti sulla schiena in lunghe trecce tirate all'indietro; portava uno scouter con lente rosa, e indossava una battle suit nera senza spalline, e un undersuit nero che gli copriva solo l'inguine, lasciando scoperti tutti e quattro gli arti, piuttosto muscolosi. A vederlo, si sarebbe potuto definirlo come una sorta di capotribù pellerossa spaziale. Con un sorriso fiero, salutò i due appena incontrati: «Salve, sono il capo Peyote, leader del Peyote Team! E questi sono i miei due seguaci e compagni...» Poi, rivolgendosi ai due compagni di squadra, li invitò a introdursi: «Forza, siate educati e abbiate la cortesia di presentarvi agli stranieri! Prima le fanciulle!» incitando la ragazza alla sua destra.
    «Piacere, io mi chiamo Kapirinha!» affermò a voce squillante e frizzante una ragazza bassetta, aprendo le mani verso i due interlocutori. Aveva lunghi capelli scuri ricci, una pelle di un acceso rosa pastello su cui spiccavano due grandi occhi color miele, uno dei quali era coperto da uno scouter con lente blu; indossava una tuta nera, aderente quanto bastava da mettere in risalto il suo fisico snello, dalle curve poco accentuate. Calzava stivaletti bianchi, alle mani portava guanti blu senza dita.
    «Io mi chiamo Zabov.» informò con serietà un tipo alto quanto Vegeta (quindi neanche tanto!), dalla carnagione blu, i capelli neri folti e scompigliati orientati all'indietro, il fisico tarchiato, le sopracciglia nere folte; il suo volto era solcato da alcune rughe da uomo maturo, che testimoniavano visibilmente una maggiore età anagrafica rispetto ai due compagni di squadra. Indossava un'armatura nera con spalline di colore bronzeo e una tuta nera aderente; il suo scouter aveva la lente verde. A vederlo, era il meno atipico e pittoresco dei tre; sarebbe anonimamente passato inosservato in qualsiasi truppa di Freezer, mescolato fra alieni di tutte le razze.
    Vegeta assistette alle presentazioni in silenzio, con le braccia conserte e un'espressione scontenta e tediata dipinta sul viso; Kodinya, la cui scontentezza era meno evidente, ascoltò con le mani sui fianchi. Ci fu un momento di silenzio generale, intervallato dal soffio del vento... Il Principe pensò fra sé: “Un capo aborigeno, una bambolina e un qualsiasi buono a nulla alieno... che tipi! Però sento che hanno qualcosa di diverso dai guerrieri che ho visto in giro. Non mi va di sfidarli, tanto sono per forza più deboli di me... vediamo se riesco a fargli perdere le staffe!” A questo punto, con un sorriso tagliente, Vegeta chiese: «Beh? Non fate un balletto, uno slogan o una fighting pose?»
    «Non siamo mica quei cretini della squadra Ginew...!» rispose Peyote, continuando: «E poi dai... dopo che c'è già stato un precedente illustre come quello di Ginew e soci, chi mai sarebbe così imbecille da creare una squadra che fa i balletti e le stronzate come facevano loro?»
    «Non posso darti torto, simpaticone!» rise Kodinya. «Volerli copiare sarebbe proprio da pirla!»
    «Ahah, sei simpatica.» rise Peyote, mostrando un'espressione sorridente; ma il suo era un atteggiamento falso, di chi cerca di accattivarsi il favore dell'interlocutore. «Tu sei la famosa Kodinya. Ti stavamo cercando da diverso tempo. Le informazioni che avevamo raccolto erano dunque esatte: sapevamo di poterti trovare qua.»
    «Sì, ma per poco... stavo per andare via! Del resto sono ancora qua su questo pianetino a causa di un... imprevisto. Se non fosse capitato ciò, forse mi avreste persa di nuovo! Mi avete trovato per pura combinazione.»
    «Effettivamente, tutte le volte che stavamo per raggiungerti, ti abbiamo sempre persa per un soffio... poco importa, l'importante è il risultato.»
    Vegeta prese la parola per sfottere i nuovi arrivati in maniera totalmente gratuita. «Che razza di incapaci... ci conosciamo da qualche minuto, eppure siete già riusciti a qualificarvi come degli imbranati che non sono buoni nemmeno a dare la caccia a una preda! Bravissimi!» Il Principe era convinto di averne visti a centinaia, di idioti simili. Ciononostante, continuava a sentire che c'era qualcosa di insolito in loro... qualcosa che non lo impensieriva, ma che non la faceva stare del tutto sereno. Mah.
    «Come ti permetti di interrompere la nostra conversazione? Non siamo qui per parlare con te!» urlò Peyote stizzito. Vegeta gli sorrise arrogantemente, pensando: “Chissà, questo stupido... dove vorrà arrivare?”. Poi, moderando il tono della voce, il capo del Team si rivolse a Kodinya: «Veniamo a noi... Finalmente ci incontriamo! Tu forse non ci hai notati, ma tempo fa ti notammo di sfuggita su un certo pianeta... si vedeva chiaramente che eri in gamba. Facemmo delle ricerche e, tramite i database del personale di Freezer, scoprimmo la tua identità e i tuoi dati personali, cara Kodinya...»
    «Questo non gioca a vostro favore.» spiegò Kodinya con espressione imbronciata. «Odio gli spioni...»
    «Brava, sono d'accordo con te» aggiunse Vegeta, al solo scopo di intromettersi nel dialogo.
    «Vuoi stare un po' zitto, tu?! Quando parlo io, non deve parlare nessun altro!» sbraitò Peyote al Saiyan. «Signorina Kodinya, scusaci se abbiamo fatto indagini sul tuo conto, ma avevamo dei buoni motivi. Vedi, il nostro è un Team di formazione recente. Eravamo, come te, degli uomini dell'esercito di Freezer, dotati di una forza non eccezionale, ma nemmeno infima. Un bel giorno venimmo a sapere di soppiatto della caduta di Freezer; una notizia che, a quanto pare, era destinata a rimanere top secret. Per questo disertammo, decidemmo di metterci segretamente in proprio, come cacciatori di frodo di beni e ricchezze varie... non so se mi spiego...»
    «In altri termini, pirati spaziali.» precisò Zabov che, lasciandosi prendere la mano, iniziò ad accennare: «Volevamo chiederti se sei interessata...»
    «Stai zitto, deficiente!!» il leader rimproverò con irritazione il compagno. «Tu sarai anche quello intelligente tra noi, ma chi comanda e chi parla a nome del Team sono io! Capito bene?? Perché sono il più forte!» Le frequenti interruzioni rendevano il leader isterico, e questo non faceva che aumentare l'ilarità dei due ascoltatori. Doveva essere il tipo di persona che crede di ottenere l'obbedienza dei subalterni inalberandosi e alzando la voce.

  4. #34
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    Ad ogni modo, si ricompose. «Dicevo: in qualità di pirati spaziali, il nostro progetto ha ricevuto una forte crescita quando, compiendo una delle nostre prime scorribande su un certo pianeta, ci imbattemmo in una vecchietta dotata di poteri speciali. In cambio della sua salvezza, ella si offrì di potenziare, e di molto, le nostre capacità, a condizione che la lasciassimo in vita. Sicché ci portò oltre il nostro limite... non so spiegarvi in poche parole l'entità di questo potere... sosteneva che fosse un potere appreso con la meditazione mistica, ma risalente agli dei, molto misterioso...»
    «...il cui mistero è superato solo dalla sua potenza!» volle completare con entusiasmo Kapirinha, intervenendo inopportunamente. «O almeno, questo è ciò che disse la nostra maestra, la potente Zoltan!»
    «Ma dovete proprio raccontarci tutta la vostra vita?!» rise Vegeta, immaginando come si sarebbe adirato Peyote.
    «Ma allora lo fate apposta di interrompermi mentre parlo, cretini! Chiudete il buco, avete proprio rotto il cazzo!» sbottò sempre più adirato il caposquadra. Poi, calmatosi e riavviandosi le trecce all'indietro, continuò a fornire le sue spiegazioni a Kodinya. «Il punto è che questo evento ci rese molto più potenti. Ordunque, parliamo di affari: saresti interessata ad unirti alla nostra squadra? Non saresti male, anche se attualmente saresti l'elemento più debole... ma in futuro potremmo ovviare al problema.»
    «Mi spiace, ma non penso di essere interessata. Lavoro già per il sommo Lord Cooler e non ho nessun interesse a condividere con voi una sorte di pellegrinaggio e incertezza nelle galassie. Preferisco di gran lunga far carriera nell'esercito!»
    «Mi accorda il permesso di parlare, Capo Peyote?» chiese Zabov alzando un dito; fino ad allora, aveva parlato poco ed era stato per lo più meditabondo, lanciando ogni tanto delle occhiate curiose a Vegeta. Ottenuta l'autorizzazione a parlare, continuò. «Capo, quando ero piccolo il mio pianeta fu attaccato da una razza di invasori al soldo di Freezer, i Saiyan, noti ovunque come il popolo guerriero per eccellenza. Le immagini di quell'attacco restarono impresse nella mia memoria di fanciullo... il Re degli invasori aveva fattezze identiche a quelle di questo insopportabile e molesto figuro, signore! Credo che sia il figlio del Re!»
    «Hai colto nel segno! Mi presento: sono Vegeta, il Principe dei Saiyan!» si intromise Vegeta nel dialogo, suscitando una risatina sotto i baffi da parte di Kodinya che, fin da quando lo aveva incontrato, quel giorno, aveva atteso di sentirgli pronunciare quelle parole. “Quante ne avremo sterminate di razze indifese? Chissà se c'è qualcuno che potrà mai saperlo, in questo universo...” pensava tra sé il Saiyan.
    «Ho sentito parlare di lui, ma non l'avevo mai visto coi miei occhi!» aggiunse Peyote. «Da quanto ne so, prima non era affatto male. Recentemente, doveva essere pari a Kyui, il che ne faceva uno degli elementi più forti fra i dipendenti di Freezer!»
    «Scusi, Capo Peyote» volle intervenire Kapirinha. «Poco prima che si formasse il nostro Team, ho sentito dire che aveva addirittura sfidato Freezer, anche se non so quale sia stato l'esito di questa sfida...»
    «Anche se non avevate il permesso di parlare, mi avete dato notizie interessanti. Ovviamente, Vegeta, anche tu rifiuteresti, se ti invitassimo ad unirti a noi... giusto?»
    «Ma nemmeno se mi lasciassi il titolo di capo, anche se ne avrei bene il diritto! Sappiate che ho sentito le vostre forze... le vostre energie spirituali!»
    «Energie spirituali?» chiese Kodinya, sospettosa. «Cos'è questa storia?»
    «Ognuno di noi emette un'energia interiore... Io ho imparato a sentire le vostre... certo, non siete male, in generale... ma confrontati a me, ormai siete delle merde! Come potrei mai fare squadra con voi?»
    Kapirinha e Zabov si risentirono per l'insulto, come traspariva palesemente dalle loro espressioni digrignanti; si guardarono di sottecchi, esprimendo una qualche forma di sospetto nei confronti dell'insolente. Ma chi era letteralmente sul punto di esplodere era il loro leader, sulla cui fronte pulsava vistosamente una vena. Per placarne l'animo irascibile, Zabov intervenne: «Signor Capo Peyote, io ho un'idea! Perché non lo sconfiggiamo? Secondo me non è un'impresa impossibile. Poi potremmo portarlo a Cooler... Mi hanno detto che è più ragionevole di Freezer.»
    «Già...! Magari come ricompensa potremmo farci assumere a tempo indeterminato...! In effetti sono un po' stufo di fare il libero professionista precario... Non è male come idea, bravo!» si complimentò il boss. «Hai sentito, Vegeta?? Arrenditi subito, oppure... preparati a combattere!»
    Il Principe dei Saiyan decise di raccogliere la provocazione... del resto, cosa gli costava? «Wow, che bel modo di fare! Sembrate proprio un trio di cattivoni, e mi fate sentire come un giustiziere che deve sconfiggervi. Se le cose stanno così, facciamo tutto per bene e dividiamoci: Kodinya, tu affronterai la femmina! Credo sia l'unica del gruppo alla tua portata!»
    «Ehi, che “femmina”?! Il mio nome è Ka-pi-ri-nha... se non l'hai sentito, sturati le orecchie, Saiyan!» protestò la ragazza. Peyote, che ci teneva a far sentire la propria voce e presenza in quel contesto, si limitò ad approvare: «Kapirinha, coi tuoi nuovi poteri sei perfettamente in grado di tenere sotto controllo quella donna. Cerca di non ammaccarla troppo, se ci riesci! Muoviti, mentre noi sistemiamo il qui presente Saiyan!»
    La ragazzetta non ebbe il tempo di lamentarsi di quella situazione. Kodinya l'aveva già raggiunta e l'aveva presa sotto braccio con grande entusiasmo, annunciando: «Sììì! Finalmente si combatte! Sono sicura che mi farai divertire!»
    «Ehi, tu! Ma sei scema??» gridò la piccola guerriera alla sua avversaria più alta. «Cosa sono tutte queste confidenze?! Ricordati che non sono solo la tua avversaria, ma sono anche colei che ti farà pentire di aver rifiutato il prestigioso invito che ti è stato generosamente rivolto dal nostro capo Peyote!» urlò minacciosa, sfuggendo al contatto fisico con la guerriera più alta. «E adesso spostiamoci da qui, perché voglio essere io a sistemarti e non voglio che i miei compagni di squadra si sentano chiamati in causa!» Le due ragazze si spostarono a tutta velocità in un'altra zona del pianetino, distante tanto dagli altri quanto dalle astronavi, per evitare danni ai mezzi di trasporto.
    Kapirinha si portò in posizione di guardia, determinata ad affrontare la nemica. Kodinya fece lo stesso; sorridendo risoluta, disse: «Mmmm... sai, una cosa, occhioni belli? Mi fai venire strane voglie... lo sai che sei proprio una bella fighetta? Specialmente quando fai la difficile...»
    «Eh?!» esclamò l'avversaria con un espressione che univa stupore, nervosismo e disgusto. «Ehi, stangona... ma sei normale? Non sarai mica lesbica!?»

  5. #35
    Ho le Palle Piene L'avatar di VirusImpazzito
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    «Mmm... forse un po'... fra l'altro capiti a fagiolo, perché mi piacciono le ragazze non troppo formose, proprio come te. Non fa nulla se sei scarsa di tette...» affermò leccandosi le labbra. Kodinya iniziò a muoversi a super velocità, schizzando da una parte all'altra e rendendosi impercettibile alla vista. Kapirinha chiuse gli occhi e cercò di concentrarsi per capire da dove sarebbe arrivato l'attacco, tenendosi sulla difensiva: non ebbe il tempo di percepire nulla, che si ritrovò la possente guerriera che in un batter d'occhio l'aveva abbracciata con vigore da dietro. Le teneva bloccate le braccia e le gambe con i propri arti e impedendole di fatto ogni movimento. «Hai visto, piccola? Ti ho acchiappata! E adesso non fare i capricci... dammi un bacio serio sulla bocca!» Pur bloccata, Kapirinha non aveva perso nulla della propria energia; all'improvviso decise di portarsi a mezz'aria nonostante fosse fisicamente bloccata dalla nemica, che quindi venne portata in aria restandole tenacemente appiccicata. In uno scoppio di nervosismo, Kapirinha urlò con la sua voce acuta: «Lasciami subito, brutta leccapatate!»; così, con una forza inaspettata, allargò di colpo le braccia e le gambe spezzando la stretta avversaria. «Wow, patatina... sei forte! Non mi aspettavo tanto da te, quindi vorrà dire che ti affronterò come una nemica seria!» commentò sorridendo con determinazione Kodinya, mentre la piccola combattente si dava una sistemata ai capelli e si riportava in posizione di attacco. «Ti farò passare la voglia di fare la simpaticona e di prendermi alla sprovvista!» minacciò.

    ****************************

    Finalmente un po' di azione!
    I personaggi che entrano qui in scena sono tutti originali. Rispetto alla solita tradizione della frutta e della verdura, qua ho voluto dare un tocco di innovazione. I tre membri del Peyote Team (che possono ricordare un po' il Team Rocket dei Pokèmon, ma molto poco) prendono i nomi da bevande alcoliche... del resto molti drink vanno serviti a temperature da frigo o da congelatore, no? E quindi eccoli qua... in bilico tra Freezer e Cooler. :-)
    Ricapitolando: a farla breve, Peyote è il nome di un cactus dal quale si ricava una droga - mescalina - considerata per tanto tempo affine al mescal (liquore messicano affine alla tequila). Qui il collegamento è più debole, ma nei prossimi capitoli ci ritornerò. Zabov è un liquore a base di uova. Kapirinha è una deformazione del cocktail brasileiro caipirinha.
    - Finisce qui la serie dei capitoli il cui titolo è ripreso dalla canzone Sweet Dreams degli Eurythmics.
    - La battuta sul potere della vecchia Zoltan, a cui accennano i membri del Peyote Team, è una citazione del superdemenziale film "Fatti, strafatti e strafighe".
    - "dopo che c'è già stato un precedente illustre come quello di Ginew e soci, chi mai sarebbe così imbecille da creare una squadra che fa i balletti e le stronzate come facevano loro?" Gli autori dell'anime di DB L'hanno fatto per ben due volte: con la squadra Sauzer degli uomini di Cooler, e con la squadra Sigma nel GT!

  6. #36
    Senior Member L'avatar di Ssj 3
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    Hai trovato un altro lettore

    Apprezzo il periodo in cui hai ambientato la storia, e anche la scelta di lasciare l'introspezione dei personaggi più in rilievo (senza comunque trascurare il progredire della trama, ma mantenendo una proporzione di boh, 70 a 30?).
    Anche perchè essa è un elemento che il manga tralascia o dà per buono e l'anime accenna a malapena (e spesso male); stesso discorso per i cambiamenti che avvengono nelle attitudini e negli obiettivi di Piccolo e Vegeta nei mesi pre ritorno di Goku.
    Non si può vivere di sole battaglie e colpi di scena uno dietro l'altro, servono anche pause per rifiatare e approfondire, i periodi di pace tra un villain e il successivo andavano fatti fruttare meglio, l'opera ne avrebbe tratto decisamente più consistenza.

    Quindi m'è piaciuta un botto sia la motivazione data al compimento del percorso di Piccolo, che il conflitto di Vegeta.

    Troppe parolacce però, nella parte in cui il principe parla con quei 3 pirati spaziali.
    Ci stavano invece nell'interazione con la scopamica

    E mi è piaciuta pure la descrizione dell'impero di Freezer, delle vite e abitudini dei suoi subalterni, è una parte di DB dal potenziale altissimo ma poco valorizzata da Toriyama, che invece di dare l'idea di una vera tirannia galattica ha messo in mostra in un po' troppe occasioni (almeno ai miei occhi) niente più di un gruppetto di attaccabrighe spaziali.
    Hai reso bene il tutto, complimenti.

  7. #37
    Ho le Palle Piene L'avatar di VirusImpazzito
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    Gracias!

    Devo dire che ti gasa un sacco ricevere questi commenti positivi... ma anche quelli negativi. In generale è bello vedere che una cosa che ho scritto di sana pianta diventa oggetto di discussione.

    Continua a seguirmi, spero che non ti deluderò troppo.

    Citazione Originariamente Scritto da Ssj 3 Visualizza Messaggio
    Troppe parolacce però, nella parte in cui il principe parla con quei 3 pirati spaziali.
    Ci stavano invece nell'interazione con la scopamica
    ...E dire che non uso mai questo linguaggio nella vita quotidiana.

    Diciamo che il motivo per cui ho calcato un po' la mano è il seguente: il Vegeta di questa fase della storia è un Vegeta combattuto, ossessionato da un solo pensiero fisso (il Super Saiyan) dal quale si vede ancora lontanissimo. Noi sappiamo che lo raggiungerà, ma in questa fase gli sembra una possibilità remota (per la quale continua ad allenarsi). Diciamo che è un Vegeta "di transizione".
    Hai presente quando ti sorge un problema nuovo e ancora più grosso, e di colpo tutte le preoccupazioni e i problemi del passato ti sembrano fesserie? Ecco: Freezer e i suoi, l'ambiente tanto detestato, l'oppressione e tutto quel contesto ormai rappresentano un passato morto e sepolto che Vegeta si è lasciato alle spalle; trovandosi davanti i rimasugli di tutto quel mondo (prima la colonia freezeriana, poi il Peyote Team), li giudica insignificanti. Quindi, li tratta con estremo disprezzo. Questo disprezzo si esprime anche in un linguaggio volutamente ed esageratamente volgare per i suoi standard.
    Nel caso del capo Peyote la cosa è accentuata dal fatto - come vi sarete accorti - che lui odia essere interrotto mentre sta parlando e si inalbera per ogni cavolata che vada ad intaccare il suo ruolo di "capo", quindi è quasi divertente stuzzicarlo apposta per metterlo in ridicolo.
    (Ovviamente nel caso di Kodinya la cosa è diversa: il disprezzo non c'entra, quello è il suo vocabolario standard, e fra loro si esprimono amichevolmente in quel modo )

    Questo è l'atteggiamento e l'umore generale che più o meno emerge da questi capitoli.

  8. #38
    Yay L'avatar di Feleset
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    Questo capitolo è abbastanza interessante, non ho particolari commenti da fare (a parte che regalerei un vocabolario al Kodinya perché impari il termine "bisessuale" XD).

    Comunque ci tenevo a precisare che non è un brutto personaggio, sicuramente molto meglio di certe "vecchie fiamme" di Vegeta che spuntano in certe fan-fiction (di cui Vegeta si innamora perdutamente e che magari hanno lo stesso nickname dell'autrice ). Anche se trovo strano il suo rapporto amichevole con il principe, non lo trovo per forza "scorretto".

    Un po' di azione comunque era quello che ci voleva, ora vedremo tutti i nuovi personaggi in azione.

  9. #39
    Ho le Palle Piene L'avatar di VirusImpazzito
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    Citazione Originariamente Scritto da Feleset Visualizza Messaggio
    Questo capitolo è abbastanza interessante, non ho particolari commenti da fare (a parte che regalerei un vocabolario al Kodinya perché impari il termine "bisessuale" XD).

    Comunque ci tenevo a precisare che non è un brutto personaggio, sicuramente molto meglio di certe "vecchie fiamme" di Vegeta che spuntano in certe fan-fiction (di cui Vegeta si innamora perdutamente e che magari hanno lo stesso nickname dell'autrice ). Anche se trovo strano il suo rapporto amichevole con il principe, non lo trovo per forza "scorretto".
    Visto che state già diventando amiche? Le vuoi fare i regalini Anche se animati dalla tua (deontologicamente corretta) pignoleria da letterata! So che è più corretto parlare di bisessualità che di lesbismo o omosessualità, ma la battuta mi faceva più ridere nel modo in cui l'ho scritta, e del resto il personaggio non va troppo per il sottile a livello lessicale, lo sai; in un capitolo futuro che ho già scritto il concetto ritornerà, ma stavolta col termine corretto.

    Comunque hai colto nel segno! Volevo evitare a tutti i costi nell'errore di ideare la classica ragazza: perfetta, super bellissima, dalla potenza inspiegabilmente elevata e fuori scala, magari in cui l'autrice si identifica, e in conclusione, incoerente con la caratterizzazione di Vegeta.

  10. #40
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    Cap. 7 - Good leader/Good fighter

    Kapirinha iniziò quindi a far qualcosa che Kodinya in vita sua aveva visto fare solo da Vegeta, poco tempo prima. Concentrandosi, la ragazza del Peyote Team, iniziò a potenziarsi e ad aumentare il proprio livello combattivo, come l'ex collega di Vegeta poté constatare accendendo il proprio scouter. Adesso la piccola combattente era avvolta da una sorta di lingua di fuoco rosea in continuo e fluido movimento. Con un balzo si diresse verso Kodinya e iniziò a saettare a zigzag ad altissima velocità, per poi portarsi alternativamente – sempre in modo rapido – sopra la testa della nemica e poi sotto, a destra e a sinistra. Sopra, sotto, destra, sinistra, destra, sotto, sopra, sinistra, sotto, destra, sopra... Kodinya faticava davvero a seguirla. Pensò: “È rapidissima... mai vista una cosa simile...!” A quel punto, impossibilitata a seguirla con gli occhi, si vide comparire frontalmente il viso risoluto di Kapirinha che, a pochi centimetri da lei, gridò «Sorpresa!» per poi sferrarle un pugno furioso allo sterno, poderoso nonostante le piccole dimensioni della sua mano. Kodinya perse il controllo di sé e finì per precipitare, attraversando l'aria ad altissima velocità verso il suolo desolato del pianetino, per sprofondare sotto terra. All'impatto il terreno si spaccò in mille frammenti rocciosi sollevando un immane polverone. Da sotto il mucchio di detriti rocciosi, Kodinya emerse indolenzita dopo qualche minuto. “Wow, che male... il pugno più potente che abbia mai preso... incredibile!” Poi urlò con entusiasmo all'avversaria: «Ehi piccola, sei molto forte! Scusa se ti ho sottovalutata solo perché sei carina!»
    «E considera che non sono nemmeno al massimo! Se voglio, ti distruggo in due minuti... nasona!»

    Quando le due ragazze furono svanite dalla loro vista, gli altri due componenti del Peyote Team si trovavano faccia a faccia con Vegeta. Quest'ultimo domandò loro: «Quindi vorreste osare combattermi, eh? Complimenti per il vostro notevole fegato!» Vegeta era chiaramente intenzionato a far pesare la propria superiorità sui due nuovi avversari.
    «Sì. Il nostro programmino lo conosci... al più presto possibile, sarai consegnato alla colonia cooleriana più vicina» rispose Peyote.
    «Ahahahah!» scoppiò a ridere il Principe dei Saiyan. «Ma ti sei visto? Sei semplicemente patetico... penoso, per non dire di peggio!» affermò marcando le parole. «Hai assunto questo atteggiamento da leader serio e autoritario, ma caratterialmente sei una mezza tacca senza carisma... se non fossi così forte, i tuoi seguaci nemmeno avrebbero una ragione per obbedirti! Oltretutto sei anche un cafone ineducato, direi, a giudicare dal tuo linguaggio becero!» constatò Vegeta con spietatezza, mentre il volto di Peyote diventava sempre più truce, a denti sempre più stretti; l'espressione esprimeva un nervosismo indicibile. Senza mezzi termini, il Principe continuò i suoi affondi: «Lascia che ti dica una cosa che mio padre, il Re dei Saiyan, disse a me. Lui sosteneva che il fascino di un vero leader non deriva dalla sua potenza, benché questa sia un fattore determinante nell'assumere il comando. Leader è colui che ha una forte personalità, oltre che una potenza elevata; se vuoi mantenere un ruolo dominante, devi avere il talento di attirare proseliti e seguaci, convincerli della tua superiorità rispetto ai concorrenti. Troverai sempre qualcuno più forte di te nello spazio, ma la mera forza bruta non ti aiuta ad essere il miglior capo possibile! Lo dimostra il fatto che, per invocare rispetto, senti il bisogno di alzare la voce e urlare istericamente. In conclusione tu non hai alcuna delle doti che ti ho elencato: non sei un capo, sei nato per servire... sei solo un pallone gonfiato che ha avuto la fortuna di ottenere una potenza artificiosa! Non potrei mai fare uso di un trucchetto così ignobile per rafforzarmi, preferisco mille volte allenarmi a modo mio! Del resto, chi ha ottenuto grandi poteri in maniera affrettata, non sarà in grado di gestirli al meglio! Sarà un combattente incompleto, finché non impara a gestirli!»
    L'analisi di Vegeta era acuta e corretta. Peyote doveva essere un personaggio alquanto insicuro della propria autorità, se sentiva il bisogno di ribadirlo così spesso a gran voce. Chi conosceva Vegeta, invece, poteva testimoniare che gli bastava rivendicare il titolo di Principe dei Saiyan per richiamare il rispetto e l'autorevolezza che pretendeva dagli altri. Vegeta non era solito regalare queste perle a dei perfetti estranei; in questo caso, il suo scopo non era puramente educativo: aveva una gran voglia di umiliare un borioso combattente.
    «Devi ammettere che non ti aspettavi una concezione così raffinata dall'appartenente ad una razza che ha fatto della forza e del combattimento la propria ragione di vita...» sorrise Vegeta con uno sguardo che esprimeva sfida.
    «Chiudi il buco! Sai che sei proprio stronzo?» sbraitò senza ritegno il boss del Peyote Team.
    «Capo, la prego. Ignori le provocazioni o farà il suo gioco; plachi la sua ira e lasci fare a me. Voglio essere io a combatterlo: io sono l'erede di una razza attaccata e trucidata immotivatamente; lui è l'erede di colui che in quell'occasione capeggiava gli invasori. Credo sia mio dovere morale adempiere a questa resa dei conti. Del resto, ci è noto che il suo livello di combattimento si era attestato attorno ai livelli di Kyui. Riuscirò sicuramente a venirne a capo, con la mia nuova potenza.» Zabov, da bambino, era stato spettatore di un copione tradizionale, andato in scena centomila volte e più: un manipolo di Saiyan, al servizio di Freezer, aveva conquistato con la violenza un pianeta i cui abitanti ben poco potevano contro gli scimmioni dall'immane potere. Dopo una strage di migliaia di civili, in quell'occasione specifica avevano avuto ordini dall'alto di risparmiare parte della popolazione indigena superstite, per ridurla in schiavitù ed adibirla alle più disparate attività, anche a quella militare. Il tiranno era contrario alla distruzione gratuita di potenziale capitale umano; e inoltre adorava deludere il desiderio di sangue di quelle bestie. Come si sarà capito, Zabov dopo anni di servizio era diventato uno dei più forti esponenti della propria razza, se non proprio il più forte.
    Zabov e Vegeta si fronteggiavano a poca distanza: il primo, con uno sguardo scuro pieno di odio, accese lo scouter, sempre utile a quantificare la potenza nemica; il secondo, con un sorriso arrogante, fece cenno allo sfidante di avvicinarsi. Innervosito, Zabov scattò in avanti con il pugno destro pronto a colpire. Sferrò il pugno, ma colpì solo l'aria, perché, perché il Saiyan si spostò evitandolo con facilità; l'attacco andò a vuoto. Il guerriero del Team non si abbatté e rilanciò con una rapida sequenza di pugni, tutti parati senza sforzo. Zabov decise di ricorrere ai calci, cercando di rendere più complicata la propria tecnica d'attacco, in modo che Vegeta avesse maggiori difficoltà a difendersi. Ma non cambiò nulla. Vegeta si muoveva rapidamente senza batter ciglio, e il suo avversario non riusciva a mettere a segno nemmeno un colpo.
    «Una volta eri pari a Kyui, Vegeta... o sbaglio?» domandò Zabov con un leggero fiatone. Non sospettava che avrebbe faticato così.
    «Non sbagli... Peccato, però, che quell'idiota sia stato ammazzato da me!» li informò Vegeta.
    «Quindi sei migliorato da allora, e sicuramente di molto... come sospettavo... il problema è capire di quanto!» Poi voltò la testa verso il suo leader: «Capo, le chiedo di intervenire! Anche lei si sarà reso conto, che combattendo da soli non siamo in grado di sconfiggerlo... Se combattiamo in due, potremo farcela! E dobbiamo farcela assolutamente!»
    «Non chiedo di meglio... lo sai che non vedo l'ora di alzare le mani su questo bastardo del cazzo!» rispose Peyote, calcando le ultime parole e facendo scrocchiare le nocche delle mani. Si portò in posizione di attacco, con le mani pronte a sferrare dei colpi di karate.
    Era uno strano duello. A Vegeta vennero in mente i combattimenti del periodo in cui la squadra Saiyan, alla conquista dei pianeti, affrontava il migliore o i migliori esponenti del pianeta attaccato. Di solito, l'opponente, nonostante la sua impotenza, avrebbe ostinatamente dato il tutto per tutto fino ad esaurire completamente le proprie energie in maniera alquanto sciocca. L'alieno dalla pelle blu era però un tipo piuttosto accorto, per cui aveva chiamato in rinforzi subito dopo essersi reso conto della propria inferiorità.

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