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Risultati da 341 a 350 di 702
  1. #341
    Re-build L'avatar di Lorenzo GOV
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    Punizione per redimersi da un dogma a cui non s'è deciso incondizionatamente di credere? A me sembra paradossale.
    La punizione é finalizzata ad un arcaica concezione per la quale se ad uno sbaglio facciamo accadere un dolore, lo sbaglio non lo si commette più. Andava bene per i romani e e va bene per i cani, non per una moderna concezione penalistica.
    Ma soprattutto, se non c'è liberta nn c'è l'errore, se non c'è l'errore non c'è la colpa, dunque non è concepibile alcuna sanzione, penale o meno.

    Ma tutto questo non è che una parte di un problema più grosso: quanto di ció che individualmente siamo è spontaneo e libero? E quanto di ció che individualmente siamo è scaturigine di uno Spirito (hegelianamente parlando) del mondo, tuttavia temporale e mutevole?
    E soprattutto, se un modo per uscire dall'impasse non si trovasse nel ricondurre un concetto di libertá non nell'individuo bensí in uno Spirito intertemporale dell'essere umano?

  2. #342
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    Citazione Originariamente Scritto da Lorenzo GOV Visualizza Messaggio
    Punizione per redimersi da un dogma a cui non s'è deciso incondizionatamente di credere? A me sembra paradossale.
    La punizione é finalizzata ad un arcaica concezione per la quale se ad uno sbaglio facciamo accadere un dolore, lo sbaglio non lo si commette più. Andava bene per i romani e e va bene per i cani, non per una moderna concezione penalistica.
    Ma soprattutto, se non c'è liberta nn c'è l'errore, se non c'è l'errore non c'è la colpa, dunque non è concepibile alcuna sanzione, penale o meno.
    Nel caso il libero arbitrio non esistesse, allora cosa proporresti di fare con i criminali? Lasciarli liberi di perpetare nuovamente il reato? Oppure sottoporli a giudizio, qualunque sia la causa che li ha portati ad un simile atto? La pena può avere finalità anche rieducativa.

    EDIT: ah, e non ho mai parlato di "redimersi" eh.
    Ultima modifica di TOB; 04-12-2012 alle 20:38

  3. #343
    imma a huge fahget L'avatar di sentinel
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    Citazione Originariamente Scritto da Lorenzo GOV Visualizza Messaggio
    Sono sempre partito da una medesima impostazione di pensiero, a dire il vero paurosamente eretica: sapete ció che significa? Che non esiste un atto morale, che non esiste il giusto e l'errato, che non c'è una colpa nè una coscienza. Si puó benissimo dire che Hitler sia una vittima di ció che ha fatto. Si può dire che nessuno meriti una sanzione o una pena per ció che ha commesso.
    E allora l'arte? Che fine fa? Il bello, il suo quid? Semplice concatenazione causale? La differenza fra noi e gli animali dove finisce? La responsabilitá dei nostri atti morali? La presa di coscienza della nostra finitezza e determinatezza non é un limite alla determinatezza stessa? Il pensiero, nella sua alteritá rispetto alle determinazioni del reale, che status riceve?
    Vi rendete conto che mandiamo a fanculo 2000 anni di ipostatizzazione di una ragione idelizzante, libera formalmente, pura nel suo agire?
    Qualcosa non torna.
    Infatti postula. Postula il quid, la morale, la ragione, la necessità di un compasso collettivo, l'aufhebung, cosa preferisci. E' abbastanza ovvio che queste cose ci servono per la vita di tutti i giorni: nessuno non ragione in termini di giusto e sbagliato, bene, male, ragione e realtà, pensiero e cosa, bello e brutto. Nessuno penso che qua pensi che queste cose non siano utili, se non fondamentali per un essere umano che voglia dirsi intellettualmente al di sopra degli altri animali. Ciò non significa che dobbiamo preoccuparci che esistano o meno. O meglio, dobbiamo comprendere che la necessità che una cosa esista non la fa esistere, a differenza di quello che penserebbe Hegel. Anzi, noi proiettiamo le nostre necessità da particolari a universali. E.g. solo perché ritengo fondamentale o imprescindibile che qualcosa esista, questo non rende quel qualcosa più reale. Io dico che che tutte le cose che te giustamente fai notare esistono perché servono, non esistono perché devono. Altrimenti il non-consequenzializzare diventa consequenzialità anch'esso.

    La domanda era se esiste il libero arbitrio: la mia risposta è no. Dobbiamo presupporre che esista? Certo che sì, Kant docet, anche se non si parla di Dio o di Paradiso.
    Ultima modifica di sentinel; 04-12-2012 alle 20:59
    Forse quando rimarrà solo sale e terra e le stelle cadranno, ti sentirai a casa.

  4. #344
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    Di nuovo d'accordo con sent, anche se ammetto che finora non avevo guardato la cosa proprio sotto questo punto di vista.

  5. #345
    Re-build L'avatar di Lorenzo GOV
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    No, sent, non si può fondare nulla sulla convenzione, specialmente non si può fondare una cosa così decisiva come il libero arbitrio, da cui dipende la natura stessa dell'essere umano. Non possiamo poggiare un'intera pesante costruzione su palafitte fragili, su un illusiorio autoconvincimento.

    Al momento, concordo con tutti voi, non riesco a concepire un libero arbitrio per le decisioni del singolo individuo. Ed è di una gravità disarmante.
    Ma da qui comincia la nostra ricerca di fondazione di una libertà su un piano, anche ontologico, diverso.

  6. #346
    Re-build L'avatar di Lorenzo GOV
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    Dragon, sono consapevole che il linguaggio sia convenzionale, ma parliamo di una tecnica.

    Il libero arbitrio ha una fondamentalitá tale non poter essere convenzionalizzata.

  7. #347
    The Man Without Fear L'avatar di Daredevil
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    Per quanto riguarda il destino significa decidere se sono io uno sfigato o è bastardo chi muove i fili della mia vita. Mmmmmm, vada per la seconda, giusto per quel po' di autostima.

    Scherzi a parte, anche se l'esistenza è governata da un disegno universale, il libero arbitrio esiste, ma la sfera delle nostre azioni è talmente ridotta che pur nella varietà delle nostre scelte quotidiane non influenza a tal punto l'equilibrio del tutto. Siamo troppo piccoli insomma.

  8. #348
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    Fel, vista la rinascita del topic sul lavoro, direi di spostarlo in un topic a parte

    Citazione Originariamente Scritto da Daredevil Visualizza Messaggio
    Per quanto riguarda il destino significa decidere se sono io uno sfigato o è bastardo chi muove i fili della mia vita. Mmmmmm, vada per la seconda, giusto per quel po' di autostima.

    Scherzi a parte, anche se l'esistenza è governata da un disegno universale, il libero arbitrio esiste, ma la sfera delle nostre azioni è talmente ridotta che pur nella varietà delle nostre scelte quotidiane non influenza a tal punto l'equilibrio del tutto. Siamo troppo piccoli insomma.
    In teoria no, nessuno muove i fili, al massimo si può credere che Qualcuno abbia creato dei dati iniziali e abbia avviato il processo, dopo l'avvio (cioè la causa iniziale) tutto prosegue autonomamente attraverso cause ed effetti continui.
    Quindi se uno è sfigato lo è perché alcune cause (esperienze, temperamento, ...) lo hanno portato inevitabilmente ad essere così.
    Il libero arbitrio non può esistere, scientificamente non è accettato, anche molti filosofi non lo accettano. Solo in teologia mi pare lo accettino, giusto perché ci deve essere un Dio che decida su di noi dopo la nostra morte, però in realtà non può decidere su nulla, noi siamo inevitabilmente così, brutta storia.

  9. #349
    Yay L'avatar di Feleset
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    Fel, vista la rinascita del topic sul lavoro, direi di spostarlo in un topic a parte
    Fatto.

  10. #350
    Ombra di DBA L'avatar di Shadow
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    Citazione Originariamente Scritto da Daredevil Visualizza Messaggio
    Scherzi a parte, anche se l'esistenza è governata da un disegno universale, il libero arbitrio esiste, ma la sfera delle nostre azioni è talmente ridotta che pur nella varietà delle nostre scelte quotidiane non influenza a tal punto l'equilibrio del tutto. Siamo troppo piccoli insomma.
    Sono d'accordo, facciamo bene o male quello che vogliamo, ma siamo troppo invischiati negli accadimenti che ci circondano per poter influenzare veramente qualcosa. Poi ci sono le eccezioni eh, ma si parla di uomini che hanno fatto la storia.

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