Anteprima Stray: Annapurna ci guida nell'universo felino del futuro

Gatti, androidi e scenari distopici: cosa volete di più?

di Davide Tognon

La conferenza di presentazione di Playstation 5, tenutasi nella serata dell'11 giugno, ha riservato alcune belle sorprese. In primis il reveal della console, che col suo design accattivante ha conquistato i favori della Redazione di Gamesurf; ma anche sul versante dei giochi non sono mancati annunci d'impatto. Fra i tanti titoli che hanno calcato il palcoscenico virtuale, nessuno si sarebbe aspettato di trovare Stray, una produzione indipendente sconosciuta ai più, della quale si erano perse le tracce da tempo.

Che fosse un ambiente degradato, lo si era capito


La genesi di Stray risale al 2015, quando due sviluppatori di Montpellier aprono un blog per comunicare al mondo di essere alle prese con un "cat adventure game", chiamato provvisoriamente HK. Contestualmente, viene rilasciata una immagine preliminare, che ritrae uno squallido vicolo dove se ne sta seduto un gatto. Nel periodo che segue vengono pubblicati sporadici aggiornamenti, perlopiù sotto forma di gif raffiguranti test grafici e quindi, a fine 2017, i due autori fondano lo studio BlueTwelve, ampliando l'organico a cinque membri effettivi. Gli anni successivi sono ancora più avari di informazioni: nel 2019, dopo un lungo silenzio, arriva un messaggio a rassicurare che i lavori stiano procedendo senza intoppi, ma non viene più condiviso quasi nulla, almeno fino alla conferenza del 2020.


Il breve trailer mostrato ci permette di inquadrare Stray, fornendoci diversi nuovi dettagli e confermando alcune idee che ci eravamo fatti in proposito. L'ambientazione è di chiara matrice cyberpunk: un contesto metropolitano degradato e densamente cementificato, dove l'oscurità degli stretti vicoli viene spezzata dalle appariscenti luci al neon. Oltre che di insegne luminose, le strade diroccate pullulano di casse, bidoni, condizionatori d'aria, tubi e cavi elettrici, insomma quella caotica pluralità di elementi tipica di una espansione urbana fortemente sregolata. Si nota una evidente affinità con alcuni centri abitati del sud-est asiatico: non a caso, la Città murata di Kowloon è stata indicata come una delle maggiori fonti di ispirazione e il vecchio nome HK (acronimo di Honk Kong) è indicativo in tal senso.

Neon, neon ovunque

I rimandi alle distopie anni '80 già si sprecano, ma non finiscono certo qui; infatti, il mondo di Stray pare essere popolato esclusivamente da androidi. Non ci è dato sapere se l'umanità si sia estinta, come potrebbe suggerire il graffito "R.I.P. Humans" che si scorge nel trailer, magari sterminata dalla nuova specie dominante. Oppure se ci sia qualche superstite, che potremmo perfino incontrare... Quale che sia la risposta, siamo pronti a scommettere che la sorte toccata alla nostra razza sia uno dei misteri che verranno svelati in corso d'opera. La questione diventa tanto più interessante se si considera che i robot hanno preso il nostro posto in tutto e per tutto: l'antropomorfismo si è spinto fino alla emulazione dei comportamenti che definiscono la routine quotidiana delle persone. Vediamo dunque androidi che occupano gli sgabelli dei bar, che si intrattengono in conversazioni, che stazionano ai margini della strada mendicando l'elemosina e così via. Non conosciamo i motivi di questi atteggiamenti mutuati dagli umani, possiamo formulare mille congetture a riguardo, ma l'osservazione di questo fenomeno dalla prospettiva dello spettatore felino potrebbe possedere un fascino particolare.


A proposito dello spettatore felino, ci è stato rivelato ben poco. Il simpatico randagio ha il generico scopo di scappare dalla città (per ricongiungersi alla sua famiglia?), sfuggendo alle minacce non solo degli esseri cibernetici, ma anche di creature pericolose non meglio specificate. Per riuscire nell'impresa, il sito ufficiale (stray.game) spiega che si dovrà interagire con lo scenario circostante "in maniera giocosa" ed essere "furtivi, agili, sciocchi e talvolta il più fastidiosi possibile". Questo breve elenco sembra riassumere degnamente le prerogative di un gatto, il che lascia ben sperare in una realizzazione che renda giustizia alla complessità di questo meraviglioso animale domestico. Ma come si tradurrà tutto ciò in termini prettamente ludici?

Il vero tocco di classe qui? La pubblicità di una RAM da 512MB sul televisore

Il trailer non ci ha detto molto in quanto a gameplay ma, trattandosi di una avventura, è lecito ipotizzare che ci verrà offerta una buona dose di puzzle solving basata sulla esplorazione ambientale. Questo ultimo punto potrebbe essere il fattore decisivo in Stray: ciò che più ci attrae del titolo sta proprio nella possibilità di muoversi ed indagare il mondo in maniera non convenzionale. Sfruttando la propensione naturale dei mici di infilarsi in passaggi angusti, di scalare qualsiasi parete offra un appiglio, di defilarsi con estrema discrezione ecc... si disporrebbe di un ventaglio di opzioni esplorative che ad un umano sarebbero precluse. Affinché scaturisca una esperienza appagante, sarà altresì indispensabile un level design accorto, caratterizzato da una conformazione non lineare delle aree, che garantisca una buona varietà di percorsi fra cui scegliere. Per i BlueTwelve non sarà certo semplice dimostrarsi all'altezza del compito, ma quel poco che ci è stato mostrato finora, cioè edifici ricchi di dettagli e con uno spiccato sviluppo verticale, ci lascia ben sperare.


Altri due elementi presenti nel trailer hanno catturato la nostra attenzione. Il gatto protagonista indossa una sorta di zainetto, sul quale è posto quello che somiglia a uno schermo. Viene spontaneo rivolgersi qualche domanda a riguardo, da chi ce l'abbia messo a quale sia la sua funzione, ma per il momento tali interrogativi sono ovviamente destinati a rimanere senza risposta. Il secondo elemento appare di sfuggita, ed è un piccolo drone volante. Stando al sito ufficiale, il robottino si chiama B12 e, dopo aver stretto amicizia col felino, collaborerà per trovare una via d'uscita dal dedalo urbano. Questa cooperazione ci ha subito indotto a pensare ai possibili risvolti in chiave gameplay: la gestione contemporanea del micio e del suo compagno elettronico consentirebbe di rendere assai più profondi i puzzle, mentre eventuali ricognizioni aeree aumenterebbero non poco la portata dell'esplorazione. Tuttavia, bisogna verificare se al giocatore verrà concesso di controllare anche il drone o meno.


Stray verrà distribuito da Annapurna Interactive ed è atteso per il 2021 su Steam, Playstation 5 e Playstation 4. L'esclusiva per le console Sony è indicata come temporanea; non ci stupirebbe dunque una eventuale versione futura per Xbox o Switch, anche se al momento è impossibile fare previsioni in merito. Lo sviluppo sta proseguendo, ma lo stato di avanzamento dei lavori è avvolto dal mistero, le informazioni relative al progetto risultano molto esigue. Tuttavia, nello stesso giorno della conferenza, lo studio francese ha pubblicato alcune offerte di impiego volte ad ampliare lo staff: questo indizio ci spinge a ritenere che il lavoro da svolgere sia ancora consistente. Auspichiamo che i BlueTwelve riescano a rispettare i tempi, portando al più presto sui nostri schermi il gatto randagio, perché quel poco che è stato svelato finora ha lasciato intravedere una discreta vena creativa, esaltata da un sapiente utilizzo dell'Unreal Engine 4, il tutto al servizio di una esperienza ludica che si prospetta piuttosto originale. Insomma, il potenziale per fare bene c'è, ci auguriamo che venga sfruttato nel migliore dei modi.

"The world's safest city" mi fa pensare che sia avvenuto un massacro
Il trailer di Stray è molto breve, nonché privo di sezioni di gameplay. Le altre informazioni in nostro possesso sono frammentarie e risalenti a qualche annetto addietro. Cercare di fornire un quadro completo partendo da questi presupposti è complicato, tuttavia disponiamo già di spunti di riflessione importanti. Si intravede una certa maestria nell'uso dell'Unreal Engine, che si coniuga ad una intelligente ispirazione alle metropoli orientali, a formare quella che appare come una convincente rappresentazione dello sprawl, la desolata periferia urbana propria dell'immaginario cyberpunk. La scelta di controllare un gatto denota una certa originalità e potrebbe rivelarsi azzeccatissima in fase di esplorazione. Le premesse sono decisamente succulente, ma finché non toccheremo con mano il prodotto finito, non potremo sbilanciarci sulla bontà della pietanza. Ci sono ancora troppe incognite legate al gameplay; siamo fiduciosi, ma aspettiamo di vedere qualcosa di più.