NieR Replicant ver. 1.22474487139: Un primo sguardo al ritorno di NieR

di Fabio Fundoni

Benvenuti a tutti. Mi duole iniziare questa anteprima con una precisazione, ma gradirei che la teniate bene in mente sia qui che, quando sarà l'ora, anche in sede di recensione. Siamo qui a parlare di NieR Replicant ver.1.22474487139 e se pensate che ogni volta che citerò il titolo del gioco io sia intenzionato a ripeterne il suffisso, sappiate che state sbagliando di grosso, tanto per salvaguardare la mia sanità mentale, quanto per i miei comandi “copia e incolla” (che rischierebbero di diventare come l’F4 basito degli sceneggiatori di Boris).

Limitiamoci a spiegare il motivo di questo 1.22474487139 che è la radice quadrata di 1,5. Un chiaro messaggio da parte di Yoko Taro riguardo al fatto che la sua creatura non è propriamente un remake e non è propriamente una remastered. Una versione 1,5… alla radice! Mossa astuta, visto il gran successo del successivo NieR Auotomata e il crescente interesse del pubblico per il brand. Dopo aver passato svariate ore sul gioco, possiamo iniziare a parlare di questo nostro test. Partiamo ricordando che il gioco originale arriva dall'epoca PS3/Xbox 360 e si presentava come un action in terza persona con combattimenti a base di armi bianche e magie, senza scordare una interessante commistione di gameplay con platform e (udite udite) sparatutto a scorrimento, più alcune attività collaterali. 

 Sta di fatto che, all'epoca, il gioco venne presentato in due versioni, NieR Gestalt per l'occidente e NieR Replicant per il Giappone. Unica differenza o quasi, il protagonista e il suo rapporto con la piccola Yonah. In Gestalt si doveva impersonare suo padre, mentre in Replicant ci si trovava nei panni del fratello, entrambi alla ricerca di una cura per far passare la necrofagia (terribile malattia dalla natura sconosciuta) alla piccola. Per questo ritorno si è deciso di puntare globalmente sulla figura fraterna di Replicant, dando al pubblico di casa nostra un motivo per essere interessato al progetto, visto il personaggio inedito.

Per chi non conoscesse le basi della trama, vi basti sapere che ci troviamo in un mondo in stile fantasy nato da un susseguirsi di catastrofici eventi derivati da Drakengard, altro gioco dove Yoko Taro, con lo studio Cavia, fece parlare di sé su PlayStation 2. Senza andare nello specifico (ma state sicuri che in fase di recensione sviscereremo meglio la questione, vista la mia insana passione per Drakengard) ci troviamo a inseguire, come detto poco sopra, una fantomatica cura per la necrofagia, terribile malattia che affligge Yonah e che ha una connessione con la comparsa delle pericolose ombre che stanno attaccando villaggi e centri abitati. Ad aiutarci c'è Grimoire Weiss, un libro magico parlante (e volante) in grado di donarci interessanti poteri magici e di liberare i misteriosi versi sigillati che dovrebbero portare alla cura di Yonah, ma presto avremo occasione per conoscere altri compagni decisamente fuori dai canoni classici, tra cui ci limitiamo a citare la bella, sboccata e totalmente priva di pudore, Kainè . 

Tra i mostri del passato e le speranze del presente

Già all'epoca della prima uscita era chiaro come il punto di forza del gioco non fosse il gameplay, nato "vecchio" e con diversi elementi da sgrezzare e snellire. Forte di una interessante trama e di un'atmosfera tra il mistico e il decadente, Gestalt o Replicant che dir si voglia, ha risvegliato l’interesse di tantissimi giocatori, esattamente come aveva fatto Drakengard, in un mix di temi catastrofici e disturbanti. Ovviamente la trama è praticamente intatta, ma la nuova grafica, per quanto mostri diversi limiti poligonali soprattutto negli elementi secondari, aiuta ad immergersi maggiormente nella storia. Ad ogni modo, salvo miracoli dell’ultima ora, attardarsi a guardare i modelli delle “persone qualunque” vi farà ancora storcere il naso. Doppiaggio e sonoro, invece, toccano nuovi picchi, con alcuni brani che sapranno rapirvi. Ora, se la bellezza dell’impianto narrativo non era in questione, importante era capire quanto il gameplay avesse giovato dell’esperienza fatta con Automata, visto il successo di quest’ultimo che, evidentemente, ha dato una spinta significativa alla creazione di questo nuovo Replicant. 

Per quanto visto a oggi, il setting generale subisce sempre il peso delle origini, fatto di savegame a punti fissi tramite cassette delle lettere, ora parzialmente mitigato da check point tra una sezione e l’altra, qualora le ombre dovessero avere la meglio su di noi (o fossimo abbastanza fessacchiotti da continuare a cadere in acqua o burroni… cosa che io ho ovviamente fatto).

Permangono gli spostamenti a piedi o a cavallo di animali, ma niente spostamento automatico da una sezione all’altra (almeno per quanto visto da noi a oggi), e i caricamenti frequenti non aiutano a indorare la pillola. Molto più fluido, invece, il combattimento, dove tra magie, schivate e parate tutto fila ben più “liscio” che in passato, rendendo le battaglie più godibili grazie anche al sistema di “lock” per selezionare il nemico su cui focalizzare la nostra attenzione. Menzione per i colpi di armi bianche, capaci di restituire un buon feeling al giocatore, che “sente” la differenza tra le varie classi disponibili basate sul peso della lama scelta. In più, anche durante i combattimenti potremo cambiare equipaggiamento fisico e magico.Insomma, se non un sistema top, comunque un ottimo passo avanti rispetto al passato. 

Ad oggi questo nuovo NieR Replicant mostra tanto lavoro sulla base di partenza, quantomeno nei limiti del possibile di un progetto che mantiene un codice di sviluppo come base e non va a ricreare tutto da zero. Tra qualche fardello del passato e tante novità, scopriremo nelle prossime settimane la reale portata del progetto del buon Yoko Taro!

 

Il primo incontro con NieR Replicant ver.1.22474487139 (cavolo… ci sono cascato di nuovo) mostra un buon lavoro di svecchiamento, principalmente nel gameplay che risulta snellito e adattato al presente, per quanto aspettiamo di capire quanto possa pesare l’impostazione “old” del prodotto originale sul lungo periodo. Migliorato graficamente per quanto era possibile fare mettendo mano al codice originale, la creatura di Yoko Taro mantiene inalterato il fascino di trama e atmosfera, quasi migliorandolo grazie al nuovo look, capace di restituire maggior feeling al giocatore. Basteranno le novità e l’esperienza fatta sul campo per rendere il caro vecchio NieR un successo?