Life is Strange: True Colors. I mille colori dell'empatia

Tiscali GameSurf

Se c’è una cosa che Dontnod ha dimostrato di saper fare in questi ultimi anni (oltre al saper sfornare ottimi videogames, ovviamente), è quello di aver trovato la giusta formula per unire narrazione e gameplay, dando ai giocatori non solo i giusti strumenti per godersi giochi scritti e realizzati in modo da sublime, ma anche per scavare all’interno della propria anima.

E non è un caso che il Dott. Francesco Bocci utilizzi i giochi della software house transalpina nel suo percorso “Videogames Therapy”, proprio perché riescono a far vivere al giocatore lo stesso viaggio emozionale attraverso una introspezione che dovrebbe essere quella del protagonista, ma che si riesce sempre a far propria.

E anche True Colors non si discosta da questo canovaccio, grazie alla storia che coinvolge Alex, una ragazza che dopo tanti anni riesce a ricongiungersi a suo fratello, Gabe. La loro infanzia non è stata delle migliori, ma dopo tanto girovagare sembra che i due siano finalmente destinati a ritrovarsi per vivere una vita più tranquilla nel meraviglioso paesino di Haven. Ma il destino, evidentemente, ha piani diversi la nostra giovane protagonista.

Alex però non è una ragazza come tutte le altre, perché la capacità di riuscire a percepire le emozioni altrui, facendole proprie. Una persona particolarmente arrabbiata, o spaventata, trasmette la sua emozione anche ad Alex, che inizierà a subirne l’influenza. I rapporti umani non sono quindi molto semplici per lei, e una parte consistente del gioco sarà proprio quella di aiutare Alex a far si che questo suo potere (anche se lei si considera “guasta”), possa essere messo a servizio degli altri.

La formula di gioco non si discosta dal classico canovaccio fatto di tanti dialoghi a scelte multiple che portano inevitabilmente al percorrere i tanti bivi narrativi che il gioco ci metterà di fronte. Anche se non sempre avremo di fronte agli occhi le conseguenze dirette delle nostre scelte, ci si ritrova spesso a pensare se la risposta data qualche minuto prima o la strada percorsa a inizio capitolo possano aver influito in qualche modo nella situazione che a cui ci troviamo di fronte.

Come dicevamo poco fa, Alex riesce a percepire le forti emozioni delle persone che le stanno vicino, evidenziate da un’aurea colorata che avvolge il profilo del personaggio. Rosso per la rabbia, blu per la tristezza, giallo per la gioia e viola per la paura. Nella versione PS5 del gioco potremo ritrovare gli stessi colori anche nel profilo luminoso del dual sense. Una volta compreso lo stato d’animo della persona, potremo cercare di trovare nell’ambiente circostante gli elementi giusti che possano portare alla soluzione del problema, mettendo a disposizione degli altri le nostre capacità psichiche.

Il sistema di controllo è semplificato e accessibile anche ai non avvezzi al mondo del videogioco. Purtroppo il feed aptico del dual sense non è sfruttato al meglio delle sue possibilità ma potrebbe anche essere prevista una patch del day one per introdurre queste particolari features. Sicuramente una patch è auspicabile per correggere i problemi di scatti e micro lag che abbiamo riscontrato durante le nostre sessioni di gioco, sicuramente non giustificate da una grafica sontuosa. Intendiamoci, quella prodotta dai Dontnod è perfetta per questo genere ludico (anche se forse dopo il lungo percorso della saga potrebbe essere arrivato il momento di provare qualche nuova strada), però non abbiamo di fronte una massa poligonale o una definizione di texture così importante da giustificare gli scatti su una Ps5. Bellissimi gli scenari, vi basterà passare qualche minuto a Haven Springs per cercare se questo paese esista veramente. Purtroppo, no.

Come sempre il vero valore aggiunto dei giochi della saga di Life Is Strange risiede sempre nella fantastica scrittura e nella “tridimensionalità” dei personaggi, che riescono sempre a bucare lo schermo e assumere forma e spessore. Dopo qualche minuto di gioco saremo letteralmente rapiti dalla storia e dalla ricchezza di storie che hanno a che fare con tutti i personaggi che condivideranno con noi questa fantastica avventura. Purtroppo non possiamo dirvi molto di più, d’altronde è pur sempre un’anteprima, ma per quanto abbiamo avuto modo di provare fino ad ora, Life Is Strange: True Colors è un gioco che merita assolutamente la vostra attenzione. Tra qualche giorno vi diremo se merita anche i vostri soldi