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Hard West 2: Selvaggio west e magia nera

Hard West 2: Selvaggio west e magia nera
di Oscar Pettinari

Al netto di quanto si possa sentir dire in giro, esistono delle ambientazioni che difficilmente perdono il loro fascino, anche se sottoposte a narrazioni poco brillanti o personaggi privi di un background convincente. Il far west fa parte di questo gruppo, grazie al suo charme naturale coadiuvato dalla voglia di scoprire le famose “terre di frontiera a ovest”, piene zeppe di banditi, pellerossa, cercatori d’oro e cowboy.

Ice Code Games sembra averne colto le qualità intrinseche, tant’è che durante la nostra prova con il client fornitoci, di Hard West 2, siamo rimasti anche noi affascinati dalla narrazione di questo prodotto, nonché dalle modalità scelte per esporlo.

UN PO’ DI SANO OCCULTISMO CI STA SEMPRE BENE!

Il client beta pubblicato dagli sviluppatori è poco più di un assaggio. Serve praticamente a comprendere parte della trama scritta per il gioco, seguita successivamente da una spiegazione abbastanza approfondita del gameplay scelto per l’occasione, che detiene al suo interno una buona dose di strategia, suddivisa per turni, insieme ad alcuni elementi classici dei giochi di ruolo.

Il protagonista è Gin Carter, uno dei tanti criminali che popolano il far west, solo che insieme alla sua squadra si trova a rapinare un treno che cela un temibile segreto: si tratta infatti di una pericolosa macchina infernale, condotta da un tizio di nome Mammon che, al nostro primo incontro, decide di proporci il tipico contratto da non accettare mai.

Bastano infatti pochi secondi, e una giocata a poker sfortunata, a proiettarci in un mondo distorto e pericoloso, dove la morte sembra di camminare di pari passo assieme a noi. Questo deserto innevato sembra nascondere molteplici pericoli e insidie che, a meno di non essere muniti dal classico occhio strategico, finirebbero sicuramente per trasformarsi nella classica morte prematura.

Stando al materiale mostrato, il titolo vive essenzialmente di due anime: da un lato troviamo quella che può tranquillamente definirsi un’esperienza da libro game, grazie a tutta una serie di testi, doppiati in lingua inglese solo nella parte dei dialoghi, pronti a descrivere le zone che andremo a esplorare, nonché a premiarci o meno quando decideremo una particolare linea di dialogo al posto di un’altra seguendo proprio la classica modalità da libro game.

I premi variano da oggetti da trovare nel nostro inventario, soldi da spendere e, forse più importante, livello di lealtà da sviluppare con i propri compagni. Arrivare a un livello maggiore di familiarità con i compagni garantisce lo sblocco di alcune linee di dialogo extra, pensata chiaramente per offrire al giocatore diverse strade da percorrere, che magari garantiranno qualche scusa in più per rigiocare il titolo (magari perché facendo qualcosa con uno ci verrà negata una strada con l’altro).

Dal lato opposto troviamo invece un’esperienza da gioco strategico a turni, delineato dalle classiche mappe suddivise a scacchiera, sviluppate anche in verticale così da garantire un pizzico di strategia in più, dove sarà necessario risolvere lo scontro a fuoco proposto al fine di andare avanti. Le due mappe giocate, più il tutorial sul treno, ci hanno permesso di capire un minimo delle basi ludiche del gioco, che sfrutta i soliti elementi di percentuali di mira e copertura, delineando così le classiche scene in cui bisogna decidere chi attaccare e come.

Ognuno dei personaggi presenti è munito di abilità attive e passive, situazione che garantisce un buon livello di longevità ipotetica al gioco, visto che ogni scelta d’azione, se fatta nel modo sbagliato, potrebbe decretare la differenza tra la vita e la morte. Bisogna inoltre sottolineare che ogni sparatoria riesce a presentarsi con un discreto dinamismo, coadiuvato dal fatto che ogni personaggio da noi utilizzato, una volta ucciso l’avversario, potrà accedere allo status di Bravado, utile a ottenere un turno extra e ravvivare così l’azione un passo dopo l’altro.

Chiaramente l’equilibrio maggiore lo si trova nel momento in cui si conosce a fondo ognuno dei personaggi proposti nel gioco, ma non neghiamo che potrebbero esserci ulteriori cambiamenti da visionare sul gameplay, se non altro perché la maggior parte delle abilità passive può essere attivata al completamento dell’equipaggiamento.

In Hard West 2 è infatti possibile munire il proprio personaggio di armi, e due oggetti di inventario, insieme a delle carte da gioco che vanno a comporre una rosa di abilità che variano a seconda di ciò che viene equipaggiato: se il personaggio riceve una coppia di carte accede a un particolare potenziamento, se riceve un tris a un altro e così via, fino ad arrivare alla scala o al poker.

Le carte possono essere trovate durante la fase esplorativa, fattore creato ad hoc per incentivare appunto l’esplorazione della mappa di gioco. Il titolo sembra davvero divertente e invoglia il giocatore a continuare la propria missione, motivo che ci fa ben sperare sulla realizzazione completa di Hard West 2, che dovrebbe uscire sul mercato nel corso di questo 2022.

Hard West 2 sembra un titolo da tenere assolutamente d’occhio, un prodotto pensato per unire al meglio due tipologie di videogioco diverse, in perfetta armonia tra loro grazie allo sviluppo di una narrazione che coniuga bene il far west con un po’ di sano, spesso piacevole, occultismo pensato per movimentare le cose. Non vediamo l’ora di avere sottomano il titolo completo per saggiarne le potenzialità.