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Batora Lost Haven – Anteprima: un hack'n'slash davvero molto interessante

Gli autori di Remothered si dedicano allo sviluppo di un action RPG

di Oscar Pettinari

Chi avrebbe mai pensato che dopo i due Remothered, Tormented Fathers e Broken Porcelain, i ragazzi di Stormind Games si sarebbero dedicati allo sviluppo di un action RPG tutto tranne che horror?

Probabilmente nessuno, e forse nemmeno noi, motivo che ha instillato in redazione un discreto sentimento di stupore e curiosità quando è arrivato un primo codice preview di Batora: Lost Haven.

Sebbene la prova si sia rivelata piuttosto sintetica, il breve tempo passato in compagnia di Avril, la protagonista di questo nuovo titolo, ci ha comunque permesso di comprendere parte degli elementi chiave scelti per sviluppare questo videogioco, molto somigliante a titoli come Torchlight, Diablo e similari.

ATTENTI A QUEI DUE

La Terra è stata lacerata da un terribile cataclisma e l’unica a poterla difendere, insieme a una sua cara amica, è la sedicenne Avril, una ragazza che ha visto la sua vita cambiare quando ha ereditato dei poteri forniti da due entità mitologiche in equilibrio tra luce e ombra.

Oltre ad averle fornito questi particolari poteri, i due esseri la condurranno nello spazio per esplorare pianeti misteriosi, ognuno di essi creato a difesa di un aspetto elementale, un potere necessario per salvare la Terra dal suo triste destino.

Nel client di gioco a nostra disposizione abbiamo assaggiato una piccola porzione di quello che ci aspetta nel corso dell’avventura, ben articolata se consideriamo la buona presenza di alcuni elementi distintivi utili a caratterizzare un gameplay ben noto agli appassionati.

Oltre quindi a combattere, sfruttando la classica formula degli action RPG con visuale isometrica, Avril potrà infatti compiere diverse scelte morali durante il corso dell’intera narrazione, scelte che plasmeranno la sua persona, e la storia, correndo sul sottile confine che separa il bene dal male.

In realtà questi due concetti vengono ben spiegati dalla stessa Batora, quella che sembra essere una maga pronta a spiegare ad Avril come il relativismo sia alla base di ogni interpretazione che quest’ultima, e i giocatori aldilà dello schermo, potranno avere per tutta la durata del gioco.

Ci verrà infatti richiesto di scegliere tra la vita e la morte, tra il salvaguardare un intero popolo o salvare una sola persona da un triste destino, in un equilibrio tra scelte pronte a creare strade alternative sul nostro percorso.

Grazie a questo insieme di situazioni, purtroppo non ancora verificabili nella loro interezza, Batora: Lost Haven potrebbe garantire ai giocatori una longevità discreta, qualora chiaramente venissero sfruttate a dovere dagli sviluppatori.

DUALISMO PERFETTO

Sul fronte del gameplay il titolo sfrutta la visuale isometrica per offrire al giocatore una perfetta visione d’insieme dell’ambientazione, accompagnata dai classici elementi che caratterizzano un action RPG di stampo hack’n’slash.

Sole e Luna, le due entità mitologiche che proteggono la Terra da eoni, hanno conferito ad Avril la capacità di mutare forma scegliendo tra luce e ombra, così da ottenere diversi poteri da utilizzare a seconda delle situazioni. Queste due tipologie di energia non cambiano soltanto il loadout di abilità attive, ma finiscono anche per gestire la tipologia di danno inferto dal nostro alter ego, così da risultare più efficacie a seconda delle creature incontrate.

Il Sole sfrutta i danni luce, e ci arma di una grossa spada di fuoco (cit.), mentre la Luna tende a prediligere i danni ombra, infliggendoli però a distanza. Le due abilità attive si sono rivelate efficaci, sebbene crediamo opportuno effettuare qualche piccolo aggiustamento sulla configurazione dei tasti, primo fra tutti l’utilizzo dello stick analogico di destra, ora delegato all’attacco diretto.

Al momento non sembra essere presenta alcuna tipologia di game over, tant’è che ogni volta che siamo morti siamo semplicemente ricomparsi al punto più vicino della mappa. Le differenze con i classici hack’n’slash si vedono anche nella gestione ruolistica del personaggio, che non presenta alcun tipo di inventario (equipaggiamento, armi, etc) facendo invece solamente uso di un sistema di rune, applicate al nostro personaggio al fine di garantirgli potenziamenti ai danni o alla salute a seconda della forma scelta.

Fuori dai combattimenti, suddivisi in zone ben precise dello scenario, il nostro alter ego può risolvere degli enigmi piuttosto lineari, pensati insomma per sfruttare appieno le due trasformazioni conferite da Sole e Luna. All’atto pratico, i danni fisici e mentali servono infatti ad attivare particolari oggetti dello scenario necessari per muovere delle piattaforme da una zona ad un’altra.

Graficamente gli scenari sembrano ben costruiti, forse un po’ spogli a livello di level design, sebbene non siamo stati in grado di vedere granché dato che l’ambientazione della demo era completamente inserita in un unico mondo tra quelli esplorabili.