Anteprima Yakuza Like a Dragon: Anche i teppisti hanno un cuore

Anteprima Yakuza Like a Dragon: Anche i teppisti hanno un cuore
di Simone Rampazzi

Sette anni e non sentirli. Quante volte hai sentito parlare di Yakuza, delle sue atmosfere urbane malavitose, nonché delle molteplici attività secondarie a cui il protagonista, Kazuma Kiryu, poteva assecondare durante la sua ascesa come leader, tanto da fargli ottenere il soprannome di Dragone di Dojima?

È vero, quella dei ragazzi di Ryu Ga Gotoku non è un’opera facile da digerire, se non altro perché trasuda cultura nipponica da ogni poro, con i suoi racconti basati sull’onore, gli amori non corrisposti e le botte da strada, quelle dove durante le mosse speciali compaiono i kanji a caratteri cubitali.

A differenza però dei sei capitoli della saga principale, questo settimo apostrofato per l’occasione “Like a Dragon” decide di cambiare un po’ le carte in tavola, variando prima di tutto protagonista e gameplay. Questa frase da sola potrebbe sembrare destabilizzante per il purista della saga, quello che insomma è cresciuto a pane e tatuaggi, quest’ultimi idealizzati come vera e propria narrazione di una leggenda in ascesa.

Parlavamo di cambiamento radicale, ebbene, ciò che risalta all’occhio durante le fasi di gioco concesse dalla demo a nostra disposizione ha mostrato una virata che ha spostato il genere da classico beat’em’up, in terza persona, a un classico JRPG a turni, dove i personaggi del gruppo si scontrano con gli avversari seguendo una turnazione.

Se state pensando a compiere il seppuku lasciate stare. Questo sistema, seppur alternativo a quello classico utilizzato per i capitoli precedenti, funziona adattandosi naturalmente al contesto, finanche alla configurazione dei comandi semplice e immediata.

Tutto funziona grazie alla semplice pressione di uno dei tasti del gamepad dedicati, almeno per quanto riguarda le tecniche, ma andando a spulciare i diversi menù contestuali durante il combattimento si scopre un vero e proprio sistema di mosse speciali varie ed originali, pronte insomma a far sciogliere in un brodo di giuggiole qualsiasi appassionato di titoli tattici come Final Fantasy.

L’intero party ha infatti in dotazione tantissime abilità da utilizzare singolarmente o anche in gruppo, che si accompagna persino a un sistema incantevole di lavori (assimilabile alle classi), una pratica utile e necessaria al fine di modificare lo stile di gioco e l’approccio all’interno del gioco. La build in nostro possesso aveva un salvataggio inserito in una fase intermedia dell’avventura, elemento che comunque fa ben sperare sul lavoro che Ryu Ga Gotoku sta spendendo in compagnia di Yakuza Like a Dragon.

La stessa attenzione per i particolari la si nota con la scrittura del personaggio principale: al posto di seguire nuovamente le peripezie dell’ormai caro Kazuma Kiryu, vestiremo i panni di Ichiban Kasuga, giovane rampollo di una schiera di giovani pronti a seguire i propri sogni nel quartiere di Yokohama nel distretto Isezakicho.

Con una freschezza diversa dal solito contesto a cui siamo stati abituati finora, possiamo dire finalmente di avere a che fare con un prodotto fresco e un pizzico più innovativo, capace insomma di potersi discostare dalla serie principale senza aver paura di osare un po’ di più.

Queste al momento sono chiare congetture e supposizioni basate sulla breve porzione di giocato, che lascia comunque intravedere uno spiraglio di attività accessorie estremamente divertenti, in linea insomma con tutta la ricchezza contenutistica che la serie Yakuza ci ha proposto nel corso degli anni.

Per le strade di Yokohama è davvero possibile fare di tutto: si può partecipare a delle sessioni intense di karaoke, partecipare a gare improbabili in compagnia dei nostri amici, salvare persone in pericolo e mangiare ogni prelibatezza all’interno di negozi dedicati.

Al netto di quanto è possibile dire in merito al gameplay, va inoltre sottolineata l’immancabile cura per i particolari, enfatizzati da una grafica capace di suscitare piacevolissime emozioni. Provando Like a Dragon su PC ci sembra di camminare davvero per una porzione reale del distretto di Isezakicho, elemento che gratificherà i giocatori in possesso delle console di nuova generazione.

Yakuza Like a Dragon cerca di rinnovare in qualche modo la saga di riferimento, cambiando alcuni degli elementi del gameplay senza però sminuire lo spessore del franchise. Ok, alcuni piangeranno la mancanza di Kazuma Kiryu, ma possiamo garantirvi che ci sono davvero belle cose da vedere, elementi che saranno in qualche modo in grado di non deludere le aspettative nei confronti del progetto. Ryu Ga Gotoku si è sempre dimostrato un marchio di qualità, inutile negarlo.