Anteprima Watch Dogs Legion: la Londra del futuro secondo Ubisoft

Tiscali GameSurf

Con il 29 di Ottobre ormai dietro l’angolo, abbiamo avuto la possibilità di poter testare una versione pressoché definitiva di Watch Dogs Legion, l’open world made in Uisoft che ancora una volta ci mette nei panni di un gruppo di hacker nella perenne lotta contro il Sistema. Watch Dogs Legion sposta in avanti l’asse temporale della narrazione, mostrandoci una ipotetica Londra del futuro (precisamente, nel 2026). Il gruppo di hacker internazionale noto come DedSec è questa volta al centro di una intricata rete di inganni, che non solo vede coinvolte le più alte cariche del Governo, ma anche gruppi armati privati come la Albion, che ha di fatto sostituito il servizio di Polizia pubblico e altri gruppi terroristici come quello noto come ZeroDay, che ha addirittura incastrato il DedSec come autore di una terribile esplosione che ha devastato parte della città.

Il DedSec deve quindi lavorare in una doppia direzione: da una parte cercare di trovare le prove della propria innocenza, dall’altra attribuire le giuste responsabilità al Potere che sta tenendo Londa sotto scacco. Ubisoft ha dipinto perfettamente una ipotetica città del futuro sotto il giogo di un Controllo 2.0. Quella che abbiamo davanti è una Londra costretta sotto una cappa oppressiva di corruzione, personaggi senza scrupoli e giochi di potere che vedono i cittadini come una mera merce di scambio.

I droni che volteggiano continuamente sopra le nostre teste sono deputati a tenere perennemente sotto controllo i dialoghi dei cittadini: basta una sola intercettazione fuori dalla norma per essere deportati nei centri di detenzione o, alla peggio, per sparire per sempre. Il controllo è, manco a dirlo, garantito dal sistema di sorveglianza ctOS, storico avversario del gruppo DedSec anche nei primi due capitoli della saga.

Il mio nome è Legione, perché siamo in molti

Il compito del DedSec sarà quindi quello di riorganizzare la Resistenza, reclutando forze fresche e arrabbiate in una popolazione allo sbando, tra la povertà dilagante e i continui soprusi degli uomini della Albion nei confronti di cittadini inermi e ormai senza difese. Quello del reclutamento sarà una parte importante del gameplay, perché ci darà modo di ampliare il ventaglio di scelta dei soggetti a cui affidare specifiche missioni. Allargando il nostro roster tramite l’opera di convincimento (aiutato dall’esasperazione della maggior parte della popolazione), potremo avere sempre disponibile il giusto uomo/donna per il giusto compito.

Ferme restando le abilità base dell’hacking che sembrano accomunare tutti i personaggi a nostra disposizione, ci troveremo ad avere a che fare con personaggi che possono interpretare in modo differente ogni singola missione, lasciando a noi la scelta di approcciare al compito in modo più diretto e combattivo , oppure ricorrere ad un approccio più stealth o, ancora, mettere in campo tutto il nostro sapere nel campo tecnologico per avere un ulteriore vantaggio nei confronti di un avversario senza scrupoli.

Attenzione, però, perché ogni personaggio reclutato e coinvolto in missione (ancora non sappiamo di preciso di quanti elementi potrà essere composto il nostro team), potrà anche morire definitivamente nel corso del suo operato. Questo terzo capitolo di Watch Dogs introduce infatti il Permadeath, e una volta perso in battaglia, il personaggio in questione non potrà più essere utilizzato e dovrete cercare un altro elemento del gruppo che abbia le stesse caratteristiche di quello ucciso. Attenzione, però, a spargere eccessivamente il verbo del DedSec in tutta la città: non solo potrete essere intercettati da un drone di sorveglianza, ma potrete anche incorrere in qualcuno che non vede di buon occhio il DedSec e che potrebbe quindi segnalarvi alle autorità.

Il gameplay di Watch Dogs Legion ricalca molto da vicino quello visto nel secondo capitolo. Ci potremo muovere all’interno di una Londra ben ricreata usando i mezzi, ma non solo, disponibili in città, oppure muovendoci a piedi. Ovviamente il primo impatto con la guida è stato un po' particolare per via dell’abitudine britannica di tenere la sinistra, ma dopo qualche incidente e avere attirato le ire degli altri automobilisti, ci siamo abituati alle nuove norme senza troppi traumi. Inoltre la possibilità di avvalerci della  guida automatica dei mezzi  ci potrà aiutare a raggiungere un qualsiasi punto sulla mappa di gioco senza   metter mano ai comandi. Ovviamente, questo ci costringerà a sottostare ai limiti di velocità e a rispettare code e semafori.  Potremo hackerare praticamente qualsiasi cosa tramite il nostro smartphone: automobili, droni, semafori, sistemi di sorveglianza saranno soggiogati in un attimo dalle nostre abilità di hacker e riutilizzati alla bisogna. Ogni personaggio sotto il nostro controllo potrà espandere le proprie skill, grazie ai potenziamenti sbloccabili durante le missioni che li vedranno coinvolti. Ognuno sarà dotato di uno specifico set di armi non letali (ma ci saranno anche quelle letali, ovviamente) e capacità peculiari. Il gioco ci metterà anche di fronte ad una serie di puzzle ambientali molto simili a quelli che abbiamo visto in Watch Dogs 2.

Quello che ci ha colpito nel nostro peregrinare nella Londra di Watch Dogs Legion è innanzitutto il mood davvero ben ricreato, con i membri della Albion che, di punto in bianco, arrivavano ad arrestare gli ignari cittadini e ad ammanettarli di fronte a tutti (ovviamente avete la possibilità di liberarli). Il senso di oppressione è ben restituito al giocatore, andando a toccare la sua voglia di appartenenza e di rivalsa, facendo “propria” la chiamata alle armi di DedSec. Inoltre, proprio durante il reclutamento dei nuovi agenti per la nostra personalissima Resistenza, verremo a conoscenza di molte storie personali dei vari intervistati che getteranno una ulteriore luce sull’operato del regime instauratosi in città. Queste “side stories” apriranno ovviamente scenari e missioni parallele che dovremo risolvere per attirare a noi i nuovi seguaci e garantirci il loro operato per liberare la popolazione dal giogo del potere.

Anche se nascosto dietro un velo umoristico, quasi facendo finta di non prendersi troppo sul serio, Watch Dogs Legion parla di temi importanti come la libertà in tutte le sue forme, l’oppressione del sistema e i loschi traffici che possono risiedere dietro finte azioni umanitarie. E’ ovviamente ricorrente il tema del controllo, vera ossatura centrale di tutta la produzione Ubisoft: quel controllo che passa da strumenti quotidiani e apparentemente innocui, come il cellulare o le telecamere di sorveglianza, che possono essere utilizzate, in breve, come mezzi per il controllo dell’individuo. Anche se enfatizzate per essere inscatolate all’interno di un contesto puramente ipotetico, quello dipinto da Ubisoft rimane sempre un tema estremamente presente e attuale, soprattutto in proiezione futura.

Da un punto di vista tecnico Watch Dogs 3 si è presentato con una veste, anche se non definitiva, di buona fattura, con un’opera sartoriale più avanzata rispetto a quella vista nel capitolo del 2016, anche se ovviamente ci esprimeremo in modo definitivo non appena messe le mani sulla versione completa, e magari anche su quella next gen. Certo è che la Londra che ci è apparsa sotto i nostri occhi ci è parsa viva e pulsante, densa di attività in movimento e con riferimenti reali ben riprodotti e contestualizzati.

 

Le prime quattro ore passate con Watch Dogs Legion si sono rivelate un antipasto che non vediamo l’ora di approfondire il prossimo 29 Ottobre.  Vivo, impegnato e dinamico, Legion si è dimostrato il miglior modo  di  espandere l’ottimo esperienza  già  vissuta  nel secondo  episodio.