Anteprima Remothered: Broken Porcelain

Remothered: Broken Porcelain
di Simone Rampazzi

Ci sono dei videogiochi che non puoi fare a meno di amare, anche quando sono costruiti ad hoc per farti cambiare almeno quattro paia di mutante durante il loro utilizzo. Remothered: Broken Porcelain è il seguito del si fu Tormented Fathers, gioco horror in terza persona nato dallo spunto di Darril Arts, sicuramente -e sottolineo- sicuramente amanti di tutti quei titoli che una volta, con qualche pixel grossolano in più, sembravano fatti apposta per tormentare le nostre notti adolescenziali.

Da Clock Tower a Silent Hill, giochi che almeno una volta vi consigliamo di provare o guardare (potete recuperare sul nostro canale Twitch per il secondo), di acqua sotto i ponti e urla svergognate nel cuore della notte ne sono passate davvero tante, elemento che verosimilmente fa apprezzare ancora di più il tentativo di voler riportare in auge un genere come questo, accompagnato da tutte quelle meccaniche “mordi e fuggi” dove è importante cercare di evitare a tutti i costi lo scontro.

Il nostro arrivo nell’Ashmann Inn è paragonabile al lancio da un aereo senza paracadute, un’esperienza pronta a darci un assaggio dei pericoli che incontreremo in questo folle luogo, molto simili concettualmente a ciò che incontrammo in Tormented Fathers.

LA FALENA INSEGUE LA LUCE

Jennifer è una delle tante ragazze che abita questa struttura apparentemente distaccata dal mondo, un luogo dove sembrano accadere cose che potremmo tranquillamente vedere in un episodio di American Horror Story. L’inizio di questo piccolo hands on mette subito in chiaro le carte in tavola: è importante aver quantomeno sentito parlare di Tormented Fathers e di come alcuni riferimenti, che non vi citeremo chiaramente al fine di non rovinarvi l’esperienza a ottobre, siano importantissimi per comprendere appieno l’ambientazione.

Dopo un colloquio finito male con il responsabile della struttura, veniamo condotti all’interno di una delle tante camere dell’albergo, che sembra ospitare molto più “personale” di quello che ci è dato vedere. La presentazione sotto forma di video girato con la grafica ingame è lo stesso che uscì tempo fa, quello che lasciava intravedere attraverso lo specchio una figura che sembrava tutto tranne che rassicurante.

Al posto però di essere inseguiti da tizi incappucciati, questa volta dovremo vedercela con una tata piuttosto maligna e insistente, una donna corrotta da qualche forza maligna che la spinge, senza mezzi termini, a far rientrare nelle proprie stanze le ragazze presenti nell’albergo. Pena la morte, ma non quella con cui venivi minacciato da piccolo con tua madre che maneggiava uno zoccolo di legno.

In realtà gli indizi dietro a questa oscura presenza li abbiamo già a nostra disposizione e sono quelli legati alle falene e al Phenoxyl. Sotto questo profilo, è davvero apprezzabile l’intenzione degli sviluppatori nel voler creare una continuità tra le due storie, un mondo con i suoi connotati orrorifici pronto a regalarci qualche emozione in più oltre ai classici jump scare.

Messa da parte momentaneamente la storia, possiamo concentrarci sulle meccaniche del gameplay, importantissimo soprattutto se consideriamo la grande eredità ricevuta proprio da Tormented Fathers. Remothered: Broken Porcelain segue pedissequamente ogni elemento generato nel primo capitolo della saga, ne raccoglie gli elementi virtuosi e continua a conferirgli un’identità forte, cambiando all’occorrenza solo l’ambientazione.

L’Ashmann Inn sembra voler in qualche modo ricordare l’Overlook Hotel di Shining, con quei corridoi identici, quelle stanze anonime che però nascondono sempre qualcosa, persino la follia che accompagna il contesto sembra la stessa e lo si nota proprio dai pochi -purtroppo- PNG con cui abbiamo a che fare. È chiaro che Darril Arts ha selezionato questo hands on con cura, lasciando intravedere una parte di quello che sarà. Il tipico antipasto che ti apre lo stomaco costringendoti a ordinare tutto il resto del menù.

SCAPPA E NON GUARDARTI INDIETRO

Come accennato poco sopra, durante questo breve hands on abbiamo potuto saggiare con mano alcuni degli elementi del gameplay sviluppati per Broken Porcelain, elementi che seguono filosoficamente la linea intrapresa con Tormented Fathers, cambiando però alcune cose al fine di rendere questo secondo capitolo un pelino più intrigante.

Ad esempio è stato inserito un sistema di crafting elementare ma efficacie, utile poiché coinvolge la miriade di oggetti raccolti per l’albergo donandogli uno scopo preciso, spesso identificato come esca per attirare i nemici verso un luogo preciso dello scenario. È vitale imparare a conoscere lo scenario, a voi la scelta sul metodo, se non altro perché adesso gli sviluppatori hanno conferito parecchia importanza anche alla propagazione del suono, che cambia una volta che correremo su una superficie di legno o di pietra.

In Broken Porcelain è stata inserita anche la meccanica del “Moth Power”, essenzialmente la capacità che ha Jennifer di identificare un nemico nell’ambientazione con un piccolo alone rosso, anche quando coperto da ostacoli. In termini di lore sarebbe interessante capire come la ragazza riesca ad accedere a tale potere.

Graficamente Broken Porcelain è migliorato notevolmente rispetto al capitolo precedente: la nostra esperienza su PC (impostazioni al massimo) ci ha permesso di saggiare con cura ogni piccolo anfratto dell’Ashmann Inn. La stessa cura non sembra essere stata spesa per i modelli dei personaggi, ma siamo certi di un certosino lavoro di "polish" nella sua versione finale

Remothered: Broken Porcelain sembra avere tutte le carte in tavola per proseguire la storia del primo capitolo nel migliore dei modi. Ottobre è praticamente alle porte, elemento che ci fa ben sperare sull’operato, sebbene ci sia qualche bug importante da risolvere prima dell’uscita. Darril Arts ci ha abituato a cose belle, non mancheremo al nuovo appuntamento.