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Anteprima Martha Is Dead: Il nuovo thriller/horror dagli autori di The Town of Light

di Oscar Pettinari

Cosa sono i “walking simulator” e come hanno rivoluzionato il nostro modo di videogiocare? Beh, per dirla breve, si tratta di videogiochi creati affinché il giocatore possa immergersi completamente nella narrazione, senza farsi distrarre da complicati elementi di gameplay necessari per portarlo a termine.

I “walking simulator” hanno rivoluzionato, in minima parte, il nostro modo di videogiocare. Ne abbiamo seguito le pubblicazioni in coda a molti titoli, recensiti sulle nostre pagine, e tra questi vi basta ricordare Firewatch, That Dragon Cancer o What Remains of Edith Finch, e in parte ci siamo colpevolmente soffermati su The Town of Light, titolo sviluppato dagli italiani di LKA pronto a gettarci tra le mura ormai malridotte di un vero manicomio nei pressi di Volterra.

Sebbene quella di oggi sia solo un’anteprima, o meglio un frammento di ciò che vedremo una volta uscito il gioco per intero, Martha is Dead, nuovo titolo sviluppato dalla suddetta software house, si è presentato ai nostri occhi come un prodotto decisamente più ambizioso del precedente, un videogioco capace di concentrarsi ancora una volta sul racconto, e sul come sviscerarlo, innovando in parte la struttura legata al gameplay.

NUDO E CRUDO

Martha è morta, inutile girarci intorno. La notizia ci viene data con la stessa potenza di un pugno allo stomaco. Ci fa piegare su noi stessi, un po’ increduli, facendoci somatizzare l’informazione tra il dolore e la ricerca di una risposta a una reazione così imprevista.

Sembra come di iniziare dalla fine, come se l’informazione faccia parte di uno di quei tanti racconti che si sviluppano seguendo il classico ritmo dei flashback, elementi necessari per farci raggiungere la tanto agognata risposta.

Ma in realtà qui la risposta sembra non esserci proprio. O almeno, è la stessa protagonista che sembra volerla evitare, come quel classico meccanismo di rimozione che spesso compare nei libri di psicologia, quando la mente si trova di fronte a un trauma piuttosto importante.

Giulia, sorella gemella di Martha, compie un gesto più unico che raro. Un gesto che chiaramente non vogliamo raccontarvi, perché potrebbe rivelarsi come la base del viaggio, una chiave di volta paragonabile a quello che Beatrice fu per il povero Dante.

Ed è forse inseguendo questo mistero che Martha is Dead, con basi molto più solide di The Town of Light, cerca di creare la sua storia che non lesina violenza, arrivando persino a tirare in ballo elementi di esoterismo in un contesto storico piuttosto particolare, che si dipana atto dopo atto nelle campagne toscane afflitte dagli ultimi colpi della Seconda Guerra Mondiale

È come cercare di mettere a fuoco qualcosa di molto lontano con gli occhi di un miope. Oppure seguire le proverbiali molliche di pane sparse nel bosco. Peccato che nel frattempo il percorso sembra quasi deformarsi sotto i nostri passi, lasciando trasparire una forte componente psicologica pensata per suggestionare il giocatore, incredulo davanti a un contesto capace di fondere follia e violenza con una semplicità disarmante.

CON L'ETÀ’ SI MIGLIORA

Come anticipato nelle battute precedenti, Martha is Dead resta pur sempre un walking simulator, perciò un titolo pensato per farci seguire una sorta di cammino lineare privo di bivi o strade alternative da percorrere a seconda delle nostre scelte.

La formula non è cambiata molto, ma sembra invecchiata decisamente bene. Si perché adesso lo scenario messo in piedi da LKA sembra leggermente più ampio di quello visto in precedenza con The Town of Light, esplorabile a distanza dell’obiettivo della storia, insomma pensato anche per farci rincorrere qualche situazione collaterale, eppure pensata per arricchire la storia principale con elementi funzionali.

In questa piccola anteprima di gioco abbiamo potuto assaggiare parte del gameplay rinnovato scelto per questo titolo, lievemente più articolato di quanto visto con The Town of Light, accompagnato da alcune interessanti situazioni da sfruttare insieme a una macchina fotografica del periodo.

Niente da far gridare al miracolo, giacché parliamo di un walking simulator, ma comunque una serie di arricchimenti capaci di rendere l’esperienza videoludica un pelino più intraprendente e avvincente. In alcune situazioni abbiamo persino assaggiato un classico inseguimento dal taglio più cinematografico, con brevi QTE da soddisfare al fine di sopravvivere.

La casa della protagonista, che funge da centro di questa spirale orrorifica, nasconde tantissimi elementi da esaminare ogni volta che setacceremo le stanze che la compongono, condizione necessaria e sufficiente per scoprire curiosi indizi sulla famiglia di Martha e Giulia, nonché dei possibili segreti che essa nasconde. 

A concludere questa piccola disamina seguono un plauso a comparto audio e video, questa volta migliorati dal supporto delle nuove tecnologie combinate tra DirectX 12 e RTX di NVIDIA, elemento che ci ha permesso di gustare le ambientazioni mostrate in questa anteprima con estremo piacere. Va detto che il client non è del tutto stabile, soprattutto in merito al framerate (ma questo può essere imputabile alla nostra macchina di prova), ma il gioco di luci e ombre messo in piedi con Martha is Dead è davvero da tenere in considerazione.

Martha is Dead si rivela per quello che è: l’evoluzione sintomatica di una software house, LKA, che quest’oggi sembra aver preso molta più coscienza delle proprie possibilità, con un progetto decisamente più ambizioso del passato The Town of Light. Siamo davvero curiosi di scoprire come andrà la vicenda intorno a Martha e Giulia, ma per questo dovremo aspettare la data dell’uscita del gioco, al momento settata per la fine del mese di febbraio.