Preview The Elder Scrolls IV: Shivering Isles

L'universo di Oblivion si espande...
Ferdinando SaggeseDi Ferdinando Saggese (20 febbraio 2007)
È passato un anno da quando, mossi i primi passi in quel di Tamriel, abbiamo cominciato a vivere le fantastiche avventure narrate in “Oblivion”, quarto capitolo della storica saga di “The Elder Scrolls”. Dodici mesi che Bethesda Softworks, non appagata dal successo del gioco, ha passato al lavoro per regalare, dopo la parentesi “Knight of the Nine”, il primo vero pacco espansivo al suo immenso gioco di ruolo. Il titolo di quest'ultima fatica è “The Elder Scrolls IV: Shivering Isles” e noi lo abbiamo visionato in anteprima grazie a Take2 che ha organizzato per l'occasione una lunga sessione di prova. “Shivering Isles” è ambientato nelle terre che Lord Sheogorath, principe della follia, ha plasmato e sulle quali regna incontrastato, le isole di Mania e di Dementia. I contenuti di questa espansione saranno disponibili solamente attraversando un portale di pietra che gli sviluppatori hanno deciso di piazzare al centro della baia di Nibben, nella provincia di Cyrrodiil. Varcato il portale verremo accolti da Haskill, il ciambellano di Sheogorath, che ci introdurrà al background che anima le isole e, soprattutto, alla nostra nuova missione.
The Elder Scrolls IV: Shivering Isles - Immagine 1
The Elder Scrolls IV: Shivering Isles - Immagine 2
The Elder Scrolls IV: Shivering Isles - Immagine 3
Senza svelare nulla di compromettente possiamo dirvi che il capo (vedi Sheogorath) avrà bisogno di un campione mortale che protegga il suo regno da una non meglio precisata minaccia e che quel campione potremmo essere proprio noi. La cosa più evidente che noteremo visitando la prima locazione dell'espansione, il villaggio di Passwall, sarà lo stile che i grafici di Bethesda hanno deciso di utilizzare. Guardandosi attorno la sensazione di dejavu sarà, infatti, piacevole quanto potente; i paesaggi delle “Shivering Isles” ricorderanno a molti quelli ammirati anni or sono in “Morrowind”, soprattutto per quanto riguarda la resa della vegetazione e la particolare pallete utilizzata. Tutti coloro che non hanno giocato al precedente capitolo delle “antiche pergamene” si preparino quindi ad una realizzazione grafica decisamente ispirata, sicuramente più varia e carismatica rispetto a quella medioevaleggiante ammirata lo scorso inverno in “Oblivion”. Per accedere a Mania ed a Dementia il giocatore dovrà dare prova di se sconfiggendo il Gatekeeper, un colossale NPC, figlio di Sheogorath in persona, posto a guardia dei cancelli che conducono ai reami del padre. Potremo scegliere l'approccio da usare per sconfiggere il guardiano in funzione della nostra classe, del nostro livello e, perché no, dei nostri gusti personali. La sopravvivenza del gigante dipenderà, infatti, da due quest (una fracassona ed una dal sapore stealth) che ci sveleranno preziose informazioni sul suo conto oppure, se opteremo per un approccio alla rambo, dalla nostra abilità con armi ed incantesimi.

Una volta affrontato con successo questo scontro preliminare potremo accedere ai due reami (che avranno un estensione pari a circa un quarto della superficie totale di Cyrrodiil) e, raggiunto il palazzo di Sheogorath, sosterremo uno dei dialoghi più belli che si possano affrontare in un gioco di ruolo; merito dei testi, ma soprattutto dell'attore inglese che presta la voce al nostro svitato datore di lavoro. La main quest dovrebbe garantire una trentina di ore di gioco supplementari, ulteriormente ampliate dalla presenza di un numero rilevante di missioni secondarie. Il gameplay non è stato minimamente modificato, ma i nuovi incantesimi ed i nuovi oggetti ci permetteranno di sperimentare nuovi archetipi e combinazioni davvero interessanti; senza contare che gli obbiettivi delle nuove quest ed i nuovi mostri ci sono sembrati mediamente più originali rispetto a quelli visti nel gioco base. Durante la prova ci è capitato, ad esempio, di dover difendere un dungeon da altri avventurieri scegliendo se eliminarli fisicamente (poco originale), o farli progressivamente impazzire ricorrendo a deliranti giochetti di prestigio; Bello!
Al termine delle tre ore concesseci eravamo talmente rapiti dall'atmosfera di “The Elder Scrolls IV: Shivering Isles” da lasciare con amarezza la nostra postazione. Il lavoro svolto da Bethesda per caratterizzare l'ambientazione, rendendola così diversa da quella vista in “Oblivion”, ci ha stupito e le azzeccate novità, pur non stravolgendo il gameplay, si sono fatte apprezzare. “Shivering Isles” è quindi un piccolo capolavoro? è ancora troppo presto per dirlo, quel che è certo è il fatto che i giorni che ancora ci separano dall'uscita (prevista per marzo) ci sembrano già da ora decisamente troppo lunghi.
The Elder Scrolls IV: Shivering Isles - Immagine 4
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The Elder Scrolls IV: Shivering Isles

Disponibile per: Xbox 360, PC
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