Preview The Elder Scrolls IV: Oblivion

Gamesurf mette le mani sull'RPG dell'anno!
Ferdinando SaggeseDi Ferdinando Saggese (28 febbraio 2006)
Chiunque abbia frequentato il mondo dei videogiochi negli ultimi anni avrà sicuramente sentito parlare della saga di “The Elder Scrolls”, specialmente del suo ultimo capitolo “Morrowind”. Trattasi di un gioco di ruolo, sviluppato da Bethesda Softworks, che fa dell'assoluta libertà d'azione la sua bandiera. Nonostante non fosse esente da difetti, “The Elder Scrolls III: Morrowind” è riuscito a catalizzare l'attenzione di un grande numero di appassionati che ne attendono da tempo un seguito. Lungi dal volerli scontentare, Bethesda ha quasi ultimato i lavori “The Elder Scrolls IV: Oblivion”, uno dei giochi più attesi del 2006. Noi di Gamesurf ci siamo recati negli uffici di Take2 Italia testare quanto di buono (o di cattivo) hanno fatto finora gli sviluppatori. Ecco com'è andata la prova!
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Una volta lanciato il gioco, un filmato introduttivo (realizzato in CG) ci immerge degnamente nell'ambientazione fantasy di “The Elder Scrolls”. Iniziata una nuova partita ci si rende subito conto che almeno due delle maggiori pecche che hanno afflitto “Morrowind” sono solo un ricordo. Alla Bethesda hanno, infatti, deciso di regalare ad “Oblivion” un comparto tecnico di livello assoluto, e (soprattutto) una localizzazione di tutti i testi a schermo nella nostra amata lingua, l'italiano. Il menù di creazione del personaggio è uno tra i più completi mai visti su PC. Potremo, infatti, agire su di un'infinita di parametri e si potrebbero perdere ore intere solo per sperimentarli tutti. Si va dalla semplice scelta del colore dei capelli, alla dimensione e posizione di naso e occhi, fino alla scelta dell'età approssimativa del nostro avatar. Le combinazioni possibili sono davvero tantissime e ognuno potrà dedicarsi alla ricerca dell'aspetto fisico che più gli aggrada. Chi ha gia giocato “Morrowind” si troverà da subito a meraviglia anche con “Oblivion”. Il sistema di controllo, infatti, non ha subito sostanziali modifiche e somiglia molto all'ottimo sistema del predecessore. L'aspetto che ha, invece, subito una piccola rivoluzione è il menù di gestione del personaggio, adesso molto più articolato e completo. E' bene rassicurare tutti i giocatori di ruolo più incalliti, perchè la tanto temuta approssimazione delle meccaniche di gioco (che alcuni ipotizzavano come conseguenza dello sviluppo anche in versione console) non è avvenuta.





Il Making of di Oblivion

L'aspetto che più ci ha colpito è che il sistema di controllo si adatta davvero bene anche al pad della Xbox 360° rendendo l'esperienza di gioco identica in entrambe le versioni senza semplificazioni di alcun genere. Come da consolidata tradizione, in “The Elder Scrolls”, inizieremo la nostra avventura in un'anonima cella, senza la minima idea del perché ci troviamo al fresco. Il tutorial, ambientato nelle segrete della prigione dove siamo rinchiusi ci permetterà di ammirare da subito il motore fisico implementato nel gioco (il famosissimo Havok) e il coreografico ragdoll dei nemici. Nel mondo di “Oblivion” potremo, infatti, interagire con ogni oggetto (o fare interagire più oggetti tra loro) secondo leggi fisiche realistiche. Non solo, potremo anche sfruttare tutto ciò che ci circonda a nostro favore, risolvendo “creativamente” alcune delle situazioni più impegnative. Un altro aspetto che ha subito una sostanziale modifica è la gestione dei combattimenti. Ogni scontro è ora basato su un sapiente mix di parate ed attacchi gestite alla perfezione dai due tasti del mouse. Questo sistema elimina, di fatto, il fastidioso “dado per colpire” che, in un gioco in soggettiva, risulta una cosa alquanto ridicola. Finalmente, quando vedremo la nostra ascia abbattersi sulla testa di un goblin, questi subirà inevitabilmente un danno, danno che subiremo noi se sarà lui a colpirci. Il quarto capitolo della serie The Elder Scroll's introduce anche un nuovo approccio al lancio delle magie, dal momento che si potrà “castare” una magia anche se si ha un'arma in pugno. Questo nuovo sistema rende, di fatto, tutti combattimenti più “fisici” e concitanti, in sintesi, più divertenti.
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Completamente rinnovato anche lo scassinamento delle serrature. Per aprire un forziere dovremo, infatti, affrontare un giochino di abilità con il mouse (molto simile a quelli visti in titoli come “Sprinter Cell” o “Thief”) anche se condizionato da una skill specifica. Discorso quasi analogo vale per le conversazioni con i personaggi non giocanti. Ora, per entrare nelle grazie di qualunque interlocutore, dovremo risolvere una sorta di puzzle basato su diversi atteggiamenti che influenzeranno la conversazione. Lo strabiliante comparto tecnico ha anche permesso agli sviluppatori di implementare un complesso sistema di gestione delle espressioni dei volti che ben si integra con questo sistema, dal momento che i personaggi riescono, infatti, a trasmettere realisticamente le più comuni emozioni umane. Il gioco può inoltre contare sul Radiant Engine, un complesso sistema di gestione dell'intelligenza artificiale degli NPC che non prevede nessuna azione scriptata. Ogni personaggio non giocante vivrà, infatti, la sua vita indipendentemente dalle azioni degli altri NPC o del giocatore stesso. Inutile dire come questo sistema possa garantire una varietà di situazioni potenzialmente infinita, situazioni che rendono il mondo di Tamriel sicuramente più “vivo”.
Una volta terminato il lungo tutorial, viatico necessario per familiarizzare con tutte le novità che “The Elder Scrolls IV: Oblivion” ci propone, saremo chiamati a prendere in mano le redini del nostro destino in nome di quella libertà d'azione che ha fatto la fortuna di “Morrowind”. Dipenderà unicamente da noi, infatti, accantonare la “main quest” dedicandoci ad uno dei numerosi compiti secondari o, più semplicemente, esplorando il continente di Tamriel in cerca di fortuna e ricchezze. Potremo spostarci a piedi, in sella ad un cavallo oppure simulando per intero il viaggio (a patto di aver visitato almeno una volta la location che vogliamo raggiungere). Questa ultima modalità, per quanto comoda, ha il grande difetto di non permetterci di ammirare lo strabiliante mondo creato per noi dagli sviluppatori. Nonostante il codice da noi visionato non fosse definitivo la resa grafica di “The Elder Scrolls IV: Oblivion” c'è parsa davvero ottima.

Il motore grafico che i programmatori hanno deciso di utilizzare è il Gamebryo che per la sua versatilità ben si adatta a diverse piattaforme di gioco. Nonostante questo, la versione Xbox 360° (che si presenta comunque benissimo), è parsa mediamente meno dettagliata di quella per PC. E', infatti, su di un computer di ultimissima generazione che “Oblivion” da il meglio di se. I modelli tridimensionali di oggetti, personaggi e edifici sono ben realizzati e le texture impressionano per il dettaglio che riescono a raggiungere. La qualità generale, quindi, è elevatissima e il mondo di Tamriel si presenta ai nostri occhi vero, al limite del fotorealismo. I risultati migliori si possono ammirare in campo aperto, dove l'orografia del territorio e la vegetazione riescono veramente a sbalordire. Fermarsi ad osservare la corteccia di un albero quasi perfetta è una bella soddisfazione e la qualità non scende nemmeno se guardiamo il tutto in movimento. Nonostante la versione preview non supportasse ancora pienamente le ultime tecnologie in fatto di shader (dovremo aspettare la versione definitiva per vedere le cose migliori), abbiamo potuto ammirare un'illuminazione solare realistica (Oblivion supporterà pienamente gli effetti di High Dynamic Range) e alcuni effetti grafici complessi quanto spettacolari.

Le ombre calcolate in tempo reale sono davvero bellissime e si adattano perfettamente alle superfici sulle quali sono proiettate. Se proprio volessimo trovare il pelo nell'uovo, possiamo citare le animazioni del nostro personaggio che necessitano forse qualche sessione aggiuntiva di motion capture. Non possiamo in ogni modo dichiararci delusi da una realizzazione grafica di primo ordine che ha dimostrato di poter migliorare ulteriormente. Il sonoro mantiene uno standard piuttosto elevato. Gli effetti sono abbastanza vari e le musiche (molto evocative) sono poco invasive e si lasciano ascoltare più che volentieri. Insomma, sembra proprio che Oblivion sia sulla giusta strada per imporsi come l'RPG dell'anno e più in generale come uno dei titoli più interessanti di tutto il 2006.
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Al termine della prova l'impressione generale è stata davvero positiva. Il collaudato schema di gioco di “Morrowind” è stato migliorato ed ampliato in diverse direzioni dai programmatori di Bethesda che, forti di un comparto tecnico di livello assoluto, ci propongono un'esperienza di gioco complessa e divertente. Proprio la complessità della formula potrebbe allontanare più di un giocatore da “Oblivion”, ma, se avete la possibilità di giocare almeno un'oretta al giorno, il titolo Bethesda potrà offrirvi emozioni davvero uniche. Consapevoli che le quattro ore gentilmente concesseci da Take2 ci hanno permesso di vedere solo una minima parte di quello che sarà “The Elder Scrolls IV: Oblivion”, non possiamo che dichiararci soddisfatti e vi invitiamo a seguire con interesse le ultime fasi dello sviluppo del gioco. L'uscita si avvicina, stay tuned!
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The Elder Scrolls IV: Oblivion

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