Anteprima The Division 2

Washington has fallen
Fabrizio CirilloDi Fabrizio Cirillo (13 giugno 2018)

Presentato sia durante lo Showcase di Microsoft che nel corso della conferenza di Ubisoft, The Division 2 ha indubbiamente lasciato il segno in questa edizione dell'E3. Massive ha inoltre fatto molto di più, non limitandosi semplicemente a presentare il primo trailer del gioco, ma offrendo ai presenti anche l'opportunità di cimentarsi con la stessa sessione di gioco visto in uno dei numerosi trailer di gameplay rilasciati in queste ultime ore, dandoci così l'opportunità di capire cosa sia effettivamente cambiato tra il vecchio The Division e questo nuovo appuntamento.

The Division 2 - Immagine 2
The Division 2 - Immagine 4

Un po' di storia

Ambientato sette mesi dopo la diffusione di un virus letale nella città di New York, The Division 2 immergerà i giocatori in una Washington D.C. devastata e pericolosa. Il mondo è sull’orlo del collasso e i suoi abitanti stanno vivendo la più grande crisi mai affrontata dal genere umano. Dopo il virus, tempeste, allagamenti e il susseguente caos hanno trasformato radicalmente l’intera città. Da aree urbane allagate a siti storici e monumenti devastati, i giocatori si ritroveranno in uno scenario open world davvero dinamico e contraddistinto da un’ampia gamma di ambientazioni e biomi.  Come agenti della Divisione ormai veterani, i giocatori sono l’ultima speranza contro il crollo totale della società, mentre alcune fazioni lottano per conquistare il controllo. Se Washington D.C. andasse perduta, l’intera nazione sarà distrutta.

L'incipit è importante per spiegare le discrepanze in termini atmosferici che intercorrono fra il primo ed il secondo capitolo della serie. Il famigerato virus di New York che aveva paralizzato il commercio con la contaminazione delle banconote era stato, infatti, immesso in maniera scientifica nel corso del Black Friday, massimizzando così la diffusione stessa del virus proprio in considerazione degli enormi volumi di scambio di denaro. In questo modo si spiega perchè fra The Division e The Division 2 si passi da un ambiente tipicamente invernale ad uno decisamente estivo (con ovvie ripercussioni anche sull'equipaggiamento) ma sopratutto perchè nonostante tutto esistano ancora chiari riferimenti alla stagione natalizia da cui, di fatto, è partito tutto.

Indaga, proteggi, fortifica

Nel corso dei vari incontri con la stampa, il team Massive è stato piuttosto chiaro sull'idea alla base di The Division 2. L'obbiettivo di questo secondo capitolo è, infatti, quello di espandere ulteriormente l'esperienza di gioco del suo predecessore, non solo attivando ulteriori obbiettivi ed aree sbloccabili al termine della campagna principale, ma anche offrendo in corso d'opera variazioni al solito tema. In questo senso ben si spiega la scelta di ampliare ulteriormente la gamma di opzioni a disposizione del giocatore, non più legato al solo concetto di "indaga, sgomina, prosegui". Se in The Division la campagna principale verteva unicamente sulla ricerca di una soluzione al virus, in The Division 2 ecco che diventa necessario occuparsi anche del "mondo circostante" (si parla di una mappa il 20% più grande rispetto alla Manhattan di The Division), intervenendo a protezione della popolazione inerme e sopratutto fortificando e difendendo determinate aree di gioco. Ovviamente, il tutto resta propedeutico all'evoluzione stessa del personaggio selezionato, rendendo dunque il progresso nel gioco molto più vario e meno scontato di quanto viceversa non fosse nel primo capitolo della serie.

The Division 2 - Immagine 1

A ciascuno il proprio stile

Nel corso delle varie presentazioni alla stampa, Massive ha più volte ribadito l'esistenza di tre differenti specializzazioni, attivabili da tutti i giocatori che avranno portato il livello del proprio personaggio al massimo consentito, ovvero 30. Raggiunta questa soglia, a ciascun giocatore sarà offerta la possibilità di scegliere una fra le tre classi disponibili (demolitore, tiratore scelto e esperto di sopravvivenza) che a propria volta darà modo di attivare un nuovo sistema di progressione del personaggio grazie all'abilitazione di abilità, mod, talenti e strumenti specifici per la classe selezionata. Chiaramente tutto questo si traduce sul campo di battaglia in una maggiore versatilità dei componenti di un team per specifiche operazioni, ma sopratutto offre la possibilità di affiancare alle "consuete" armi (due principali ed una di fianco) un quarto slot specifico per l'abilità scelta che consentirà di entrare in possesso della balestra esplosiva (sopravvivenza) , del lanciagranate (demolitore) e del fucile da  cecchino calibro 50 (tiratore scelto) visti a più riprese nei numerosi trailer apparsi in queste ore sul web.

Va comunque detto che se da un lato tale opzione garantisce maggiore varietà anche sul fronte multiplayer, dall'altro stupisce la scelta di non "assecondare" la composizione stessa dei team anche in questo senso, limitando le specializzazioni a sole tre classi invece che quattro.

E' guerra!

Sul campo di battaglia in linea generale The Division 2 si appoggia al medesimo sistema di gioco del suo predecessore, sebbene non manchino le opportune differenze in grado di ampliare ulteriormente lo spettro di possibilità disponibili in corso d'opera. Ovviamente qualsiasi "azione" non può prescindere del terreno di scontro, che per l'occasione è stato resto piuttosto variegato e alterna spazi decisamente aperti a settori angusti e più adatti a chi fa un uso più scientifico delle coperture. A livello di HUD ci troviamo di fronte al "solito" The Division, con la mappa in bell'evidenza sull'angolo superiore dello schermo ed il sistema deputato alla "gestione del personaggio" nella parte inferiore. In questo senso ciò che cambia è la presenza di alcuni elementi aggiuntivi, con l'inserimento -come anticipato- di un quarto slot per l'arma "classificata" e di una seconda barra (posta sopra quella vitale) dedicata alla salute della corazza. In The Division 2 la corazza assume, di fatto, un ruolo attivo sia in attacco che in difesa, visto che dalla sua parziale o totale distruzione dipenderà anche la capacità di ciascun personaggio di assorbire o meno i colpi dell'offendente di turno.

Cambia anche il numero di abilità con l'inserimento di nuove opzioni (confermate al momento il Drone di assalto, il lanciatore chimico e l'alveare ),  così come le possibilità di attacco del nemico, con l'introduzione delle trappole come la schiuma chimica (che bloccherà sul posto il malcapitato di turno) che richiederà l'aiuto di un alleato e sopratutto di nuovi pattern di attacco che miglioreranno sensibilmente la cooperazione anche fra i nemici.

E il multiplayer?

Ovviamente quanto abbiamo detto fino ad ora riguarda maggiormente l'aspetto del gioco legato al singleplayer, che altrettanto ovviamente resta valido anche in multiplayer in virtù del sistema di Drop-In che permetterà in qualunque momento di coinvolgere uno o più giocatori fino ad un massimo di quattro unità. Sul fronte del multiplayer "puro" Massive ha tuttavia chiarito che sicuramente torneranno sia la zona nera (ma al momento ha preferito non rivelare nulla su questa componente) che le incursioni, ora giocabili fino ad un massimo di otto players contemporanei. Sempre sul fronte multiplayer è inoltre confermata la presenza di un sistema deputato alla gestione dei clan, così come l'aggiunta di nuovi contenuti ad hoc (già confermati tre aggiornamenti gratuiti nel corso di anno 1) che saranno rilasciati nel corso del tempo ed andranno ad ampliare ulteriormente l'esperienza di gioco complessiva sulla falsariga di quanto già visto proprio in The Division con gli update Lotta per La vita, Fino alla fine  e Resistenza.

The Division 2 - Immagine 6
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Massive ed Ubisoft dimostrano di credere ciecamente nel progetto The Division 2 e dimostrazione ne è l'enfasi con cui è stato presentato in diversi momenti proprio a questo E3. Il gioco sembrerebbe avere tutte le carte in regola per diventare un successo, fermo restando che siamo ancora all'inizio e che da qui alla primavera del 2019 potrebbero cambiare molte cose. Visto quanto fatto fino ad oggi speriamo proprio di no.