Preview Spellforce 2

Uno dei più interessanti Action RPG è pronto al rientro.
Ferdinando SaggeseDi Ferdinando Saggese (14 marzo 2006)
Con il risveglio della fenice e la distruzione del circolo, le guerre runiche si sono, finalmente, concluse. Libere dal giogo del circolo, che tanti disastri ha causato in 500 anni di storia, tutte le genti di EO si sono riunite e possono vivere un periodo di pace. Ora che il nemico comune è stato sconfitto, però, i rapporti tra le varie fazioni sono destinati a peggiorare presto. E' questo l'incipit dal quale prenderanno spunto tutte le vicende narrate in “Spellforce 2: Shadow Wars”, seguito dell'apprezzato “Spellforce: The Order of Dawn”.
Spellforce 2 - Immagine 1
Un doveroso tributo ai guerrieri della runa!
Spellforce 2 - Immagine 2
Il tutorial è completo e facile da seguire.
Spellforce 2 - Immagine 3
I filmati, realizzati con lo stesso motore del gioco, hanno un taglio decisamente cinematografico.
Pubblicato ad inizio 2004, il primo capitolo di “Spellforce”, rimane ancora oggi uno dei rari esempi di perfetta commistione tra generi. Per chi non lo sapesse, il gameplay del titolo Phenomic era basato su un piacevole mix tra elementi RPG e meccaniche tipiche degli strategici in tempo reale. A due anni di distanza, gli sviluppatori hanno deciso di regalare ai tanti estimatori della loro creazione un seguito che possa confermare e, dove possibile, migliorare quanto di buono ci hanno mostrato. È, quindi, lecito aspettarsi molto da “Spellforce 2: Shadow Wars” che, noi di Gamesurf, abbiamo l'opportunità di provare in anteprima.

Come il predecessore “Spellforce 2: Shadow Wars” ci propone un'esperienza di gioco ibrida, a metà tra il gioco di ruolo e lo strategico in tempo reale. Sensibili alle richieste dei fan, alla Phenomic hanno, però, deciso di modificare sensibilmente l'equilibrio del gameplay. Effettivamente alcune scelte di design avevano condizionato l'esperienza di gioco di “The Order of Dawn” che presentava un coefficiente di difficoltà piuttosto alto. In “Shadow Wars” gli sviluppatori hanno deciso di semplificare la formula ripulendola da alcune meccaniche (prevalentemente RTS) che rallentavano e appesantivano, spesso inutilmente, il gioco. Il risultato più evidente di questo snellimento è sicuramente la diminuzione del numero di risorse da raccogliere (ora sono solo 3), ma anche la gestione degli insediamenti e delle unità è stata ampiamente rivisitata. In particolare è stato abbandonato il sistema basato su rune e pergamene, in favore di uno schema ad albero più convenzionale ma, in definitiva, meno divertente.

La gestione dei lavoratori è rimasta pressoché invariata, mentre il loro numero (come quello delle unità militari) non dipenderà solo dalla grandezza del nostro “quartier generale” ma anche dalla presenza di alcuni edifici chiave. Esattamente come avveniva per le unità, numerosi edifici dispongono di upgrade che ne migliorano efficienza e competenze. Anche la dinamica degli scontri è stata modificata. La possibilità di impostare atteggiamenti predefiniti per le truppe e il nuovo bilanciamento delle unità hanno, infatti, aumentato la profondità tattica delle battaglie che risultano davvero coinvolgenti. È, purtroppo, ancora impossibile impartire ordini con il gioco in pausa, ma questa sembra una precisa scelta dei programmatori e come tale va rispetta.

Se la componente RTS ha apparentemente perso un po' della sua complessità in favore di un'azione più immediata, gli elementi ruolistici hanno assunto un'importanza maggiore. Il nuovo set di regole (basato su un centinaio di skill) ci permetterà di personalizzare profondamente il nostro personaggio in modo da assecondare al meglio qualsiasi stile di gioco. Smanettando tra le opzioni potremo creare dal guerriero al mago passando per tutta una serie di personaggi ibridi che faranno la gioia dei giocatori di ruolo più incalliti. Oltre al notevole numero di abilità, potremo contare su centinaia di oggetti con cui equipaggiare il nostro personaggio. Sarà possibile trovare equipaggiamento un pò ovunque nel mondo di gioco e potremo utilizzarlo per migliorare ulteriormente alcune caratteristiche. Come avveniva in “The Order of Dawn”, anche in “Spellforce 2” potremo contare su alcuni compagni di avventura che ci seguiranno nelle nostre scorribande per il mondo di EO. La gestione degli eroi, però, è stata profondamente modificata rispetto a quella vista nel primo capitolo della saga. Abbandonato il sistema delle rune, infatti, non potremo evocare gli eroi, ma saranno loro ad unirsi a noi man mano che avanzeremo nel gioco.
Spellforce 2 - Immagine 4
La città dei nani è davvero imponente.
Spellforce 2 - Immagine 5
La nuova interfaccia in tutto il suo splendore.
Spellforce 2 - Immagine 6
Tra le visuali di esponibili è ancora presente quella alle spalle del protagonista. Bella!
Una volta che un eroe entrerà a far parte della nostra compagnia, sarà possibile richiamarlo in qualsiasi momento e ovunque esso si trovi. Inutile dire come questo sistema possa fornire diverse strade per la risoluzione di determinate quest. Come avveniva in "The Order of Dawn", anche in questo seguito potremo modificare l'equipaggiamento di ogni componente del nostro party e, novità, definirne le caratteristiche principali. Se prima gli eroi erano vincolati alla runa, ora essi possono fare esperienza ed evolvere di pari passo con il personaggio principale. Sulla scia di quest'innovazione si inserisce anche la possibilità di resuscitare i nostri compagni caduti sul campo di battaglia grazie ad un rituale da eseguire entro un tempo limite. Di tanto in tanto potremo incontrare altre “unità speciali”, in tutto e per tutto simili agli eroi, che prendono il nome di compagni. Queste unità non sono personalizzabili dall'utente e forniscono supporto extra in alcune situazioni.

La modalità single player, di cui abbiamo descritto le caratteristiche più importanti, garantisce una buona longevità. Si parla di una cinquantina di ore di divertimento senza contare le numerose quest secondarie disponibili. Per valutare quest'affermazione dobbiamo, ad ogni modo, aspettare la versione definitiva del gioco che dovrebbe uscire ad inizio aprile. Sicuramente, a completare la ricca offerta di “Spellforce 2: Shdow Wars”, ci penserà una modalità multigiocatore che promette la stessa immediatezza e lo stesso divertimento di quella vista in “The Order of Dawn”.

Concludiamo la nostra analisi con l'aspetto che è un po' il biglietto da visita di qualsiasi produzione, la realizzazione tecnica. Certo, qualcuno potrebbe obiettare che le cose veramente importanti sono altre, ma, come si dice: “Anche l'occhio vuole la sua parte” e sono sicuro che non rimarrà deluso da quanto ha da offrire “Spellforce 2”. Il gioco utilizza un'evoluzione del Krass Engine (che abbiamo potuto apprezzare nel primo capitolo della saga) che sembra garantire gia da ora una buona resa grafica. Nonostante la versione che abbiamo provato fosse ancora incompleta, la bontà del motore utilizzato dalla Phenomic non si discute. Abbiamo potuto, infatti, ammirare ambienti puliti, dettagliati e discretamente vari che faranno, sicuramente, la felicità di tutti coloro che possiedono un hardware adeguatamente potente. Tutti gli altri lamenteranno qualche rallentamento di troppo, ma anche scendendo col dettaglio, “Spellforce 2” riserverà delle piacevoli sorprese.

Dalla qualità dei modelli tridimensionali alla pulizia delle texture fino alla resa di ombre e superfici riflettenti, tutto quello che il gioco è stato in grado di generare a video ci ha piacevolmente colpito. L'interfaccia (che alcune perplessità aveva sollevato al tempo di “The Order of Dawn”) è stata particolarmente curata dagli sviluppatori che sono riusciti a trovare un giusto compromesso tra semplicità di utilizzo e profondità gestionale. Unica “pecca”, l'escursione dello zoom non è ancora sufficientemente ampia da inquadrare efficacemente le nostre truppe nelle battaglie più affollate. Considerando la tipologia di gioco alla quale il titolo appartiene, però, non possiamo che dichiararci soddisfatti e approvare il lavoro svolto dai grafici della Phenomic. Il discorso è leggermente diverso per quanto riguarda il sonoro che, come spesso avviene in produzioni come questa, manca un po' di personalità. Il doppiaggio Inglese si attesta su standard più che buoni mentre i brani che compongono la colonna sonora e gli effetti in generale ci sono parsi meno convincenti. Poco male; se consideriamo la qualità generale che caratterizza il prodotto, un occhio sul sonoro lo possiamo anche chiudere. I programmatori hanno, comunque, abbastanza tempo per ovviare a questa “mancanza”. Noi ci auguriamo che lo facciano per regalare a tutti gli appassionati, specialmente a quelli più esigenti, un'esperienza di gioco ancor più entusiasmante ed appagante.
Spellforce 2 - Immagine 8
Il nuovo menù inventario...
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...e la nuova schermata di gestione del personaggio. Semplice ma funzionale!
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mmmh... guai in vista...
La storia racconta che è molto difficile fare bis, ma alla Phenomic sono sicuri di poterci riuscire. In un mercato dove cloni e sequel “fotocopia” la fanno da padroni, ci vuole coraggio per realizzare qualcosa che si discosti (anche leggermente) dalle attese. I ragazzi di Phenomic lo hanno avuto e ci propongono un interessante nuovo capitolo per la loro saga “Spellforce”. Non sappiamo come i giocatori digeriranno le modifiche al gameplay, ma abbiamo il presentimento che “Shadow Wars” potrebbe rivelarsi più che una piacevole sorpresa.

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