Anteprima C-12: Final Resistance

Redazione GamesurfDi Redazione Gamesurf (5 marzo 2001)
Riponete l'elmo e abbandonate l'elsa della spada: questa volta Studio Cambridge, team interno a Sony of Europe e già creatore dei fortunati Medievil e Medievil 2, ha deciso di abbandonare le suggestive e collaudate ambientazioni medievali per un ben più cupo e opprimente futuro. Nella post-apocalittica Terra desolata dalle esplosioni atomiche, vostro compito sarà impersonare il tenente Vaughan, ultimo appiglio per le speranze umane soggiogate dalla sete conquistatrice aliena, in un nuovo shoot'em up isometrico che metterà a dura prova i vostri riflessi. Da Contra Spirits, passando attraverso Alien Soldier per arrivare sino a C-12: Final Resistance. La naturale evoluzione della specie?

INCUBI D'INIZIO MILLENNIO
Un lampo improvviso, seguito da un roboante tuono, pone fine alla temporanea quiete che si era instaurata. La pressione delle truppe aliene nell'ultima settimana si era fatta meno asfissiante, ma il fragore d'esplosioni in lontananza non lascia presagire nulla di buono. Nubi di un rossastro scuro cominciano a riversare pioggia acida sul terreno orami privo di vita. Le rare luci accese appaiono fredde e sfocate. E' in giornate come questa che il tenente Vaughan sente le vecchie ferite fare ancora più male e il demone del rimorso rodere la coscienza
C-12: Final Resistance - Immagine 1
Avete appena "agganciato" un nemico nel vostro mirino. Ottimi gli effetti di luce in tempo reale
Il suo sguardo cade spontaneo sul comandante Grisham. Comandante... e di cosa poi? Di un esercito di spettri? L'intero Elite Crew è stato spazzato via nella missione che ha permesso la liberazione del vecchio mentore, ma che non è servita a sottrarre il Maggiore Carter dalle grinfie nemiche: decine di vite spezzate, forse le loro menti lobotomizzate per essere tramutati in vuoti cyborg dediti alla causa extraterrestre o al recupero del prezioso carbone in qualche sperduta miniera del globo... ma tutto questo non sembra toccare Grisham. No... troppo intento a perfezionare le ultime strategie d'attacco nell'intaccabile inespressività del suo volto scolpito nella roccia
Poco lontano la dottoressa Carter è al lavoro alacremente, forse ultimo baluardo di quella micro ingegneria che, se sapientemente fusa nel corpo umano con la tecnologia aliena a disposizione, rappresenta attualmente le uniche speranze di sopravvivenza. Vaughan è stato la prima e per ora unica cavia di tali esperimenti, spinto da un ultimo estremo tentativo di fuga da fantasmi del passato che non è riuscito a scacciare. Stenta ancora, il tenente, ad accettare la convivenza con gli impersonali innesti cibernetici nel suo cranio, ma il pur freddo metallo dell'occhio bionico ugualmente riesce a rendere giustizia alla calda bellezza della donna, pallida in volto e caratterialmente chiusa dopo la scomparsa del marito. Ed è un bene che continui a crederlo tale
0 commenti