Speciale Venticinque Anni di Blizzard

Venticinque anni d'amore per i videogiochi
Simone RampazziDi Simone Rampazzi (8 Novembre 2016)
Un altro anno sta per concludersi ed un'altra BlizzCon ha lasciato il segno. I fan della casa produttrice Blizzard Entertainment continuano a seguire fedelmente Michael Morhaime e la sua società, aspettando ogni anno la sequela di annunci che tendono a migliorare e modificare la rosa delle loro offerte in commercio.
Onestamente ci aspettavamo qualche notizia più “corposa” dalla fiera appena trascorsa, ma ragionando un momento a mente fredda ci siamo resi conto che la vera e propria passione, per i propri prodotti, ha portato il team di sviluppo a concentrarsi sull'evoluzione di ogni singolo titolo al fine di renderlo competitivo sul mercato.
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L'eSports di casa Blizzard è diventato ormai una realtà condivisa particolarmente importante. E adesso con Overwatch il fenomeno si è ulteriormente allargato!
Sotto questo punto di vista, infatti, la Blizzard è sempre stata una software house “atipica”, questo perché nel corso degli anni ha prodotto pochissime offerte in confronto alle concorrenti di settore, tuttavia ottenendo da quelle poche una serie di riconoscimenti positivi dalla critica di tutto il mondo. Tre delle saghe videoludiche più famose, vi sfideremmo a dire il contrario, sono proprio made in Blizzard.
E se c'è una cosa che vale la pena considerare allo spegnimento della venticinquesima candelina sulla torta, è che Starcraft, Diablo, Warcraft ed Overwatch sono riusciti a ritagliarsi una gigantesca fetta di videogiocatori appassionati, i quali anno dopo anno continuano a restare attivi sui server di Battle.Net senza mai mollare letteralmente la presa. E secondo voi quale potrebbe esserne il motivo?

Guardare indietro per andare avanti

La società Blizzard Entertainment è stata fondata nel lontano 1991 con il nome di Silicon & Synapse da parte dell'attuale presidente Michael Morhaime, insieme ad Allen Adham e Frank Pearce. Le lezioni di storia parlando di diversi conseguimenti importanti nel mondo della conversione di giochi per altre aziende, motivo che fece ben presto creare terreno fertile per sviluppare i propri videogiochi e cambiare nome in Blizzard. Gli amanti del retrogaming ricorderanno sicuramente con affetto Rock ‘N' Roll Racing, The Lost Vikings e BlackThorne

Era il 1994 quando quest'ultima decide di buttarsi sul mercato degli strategici in tempo reale confezionando Warcraft: Orcs & Humans, titolo che incominciava a creare le basi della storia di Azeroth ed affini con un'avventura strutturata in sfide dove bisognava scegliere appunto le razze di umani ed orchi. La linea temporale del conflitto è quella che molti hanno visto nel recente film del 2016, quella quindi dove gli orchi decidono di invadere il mondo degli umani grazie al portale aperto da Gul'Dan.
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Warcraft 2 migliorava la grafica, mantenendo comunque il format vincente che aveva permesso a Blizzard di competere con Command & Conquer.
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Un peone per conquistarli tutti!
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Non dimenticate i vichinghi perduti..
Il titolo ebbe successo, tanto da portare allo sviluppo di un seguito a distanza di un anno, intitolato Tides of Darkness. Grafica leggermente migliorata, storia in evoluzione, ed addirittura un'espansione dedicata intitolata Beyond the Dark Portal. Sembra comunque che il mondo degli RTS stava decisamente stretto a Morhaime e i suoi, al punto che quest'ultimi decisero di sondare il genere Action RPG al fine di confezionare un altro successo planetario nel 1996, insieme alla Condor Games (oggi Blizzard North), intitolato Diablo.
Dopo il mondo di Azeroth, anche quello di Sanctuary prendeva vita, insieme ad una serie di storie entusiasmanti che ancora oggi permettono di produrre libri dedicati, evoluzioni inaspettate e influenze negli altri titoli della società. Ma Diablo non segnò solamente la nascita di una nuova ambientazione, ma permise anche il lancio nel 1997 della piattaforma gratuita online chiamata Battle.Net.

Gli anni continuarono a passare, le ambientazioni fantasy erano state sfruttate a dovere in due diverse offerte, pertanto gli sviluppatori decisero di tornare sul genere degli RTS spostando la storia molto in là nel futuro, facendo uscire sul mercato videoludico il loro Starcraft nel 1998. Da questo momento in poi la software house si è dedicata maggiormente ai seguiti delle saghe sopracitate, confezionando diversi seguiti conditi di espansioni a tema che hanno permesso di ampliare la saga di Warcraft con il mondo MMO di World of Warcraft, concludere quella di Starcraft con Legacy of the Void ed infine mettere momentaneamente in stallo quella di Diablo con Reaper of Souls.
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World of Warcraft ha ricevuto numerossissimi aggiornamenti ed espansioni, ed è diventato nel corso degli anni un vero e proprio riferimento per gli MMORPG.

Scegliere bene un genere può voler dire vincere

Abbiamo parlato dei tre capisaldi della Blizzard, ma nel corso del tempo la software house si è fatta riconoscere anche per il suo coraggio nel sondare generi videoludici non proprio nelle loro corde, arrivando comunque ad ottenere un discreto successo da titoli sviluppati con precisione ed intelligenza.
Il primo passaggio verso un genere atipico per la casa videoludica è stato Hearthstone: Heroes of Warcraft, un gioco di carte ispirato proprio all'ambientazione da cui prende il nome, che dal 2014 in poi è riuscito praticamente a ritagliarsi una gradita fetta di giocatori al suo seguito, anche avendo al suo fianco titoli più anziani come Magic: The Gathering.

Cosa mancava dunque a Blizzard? Un titolo che potesse farsi spazio in due diversi generi molto importanti: i MOBA e gli FPS. Ed è per questo che nel 2015 e nel 2016 la software house ha pubblicato rispettivamente Heroes of the Storm ed Overwatch, due titoli che in breve tempo hanno permesso inoltre all'azienda di creare un vero e proprio modello di mercato impiantato quasi sinergicamente nel mondo degli eSports. E questo ultimo BlizzCon ce lo ha dimostrato alla grande, vista la grossa affluenza di giocatori da tutto il mondo che si sono contesi un lauto premio in tornei ad eliminazione senza esclusione di colpi.

E il futuro?

Crediamo che una società come la Blizzard Entertainment sia riuscita, nel corso della sua storia di pubblicazione, a fare quello che molte software house non hanno avuto il coraggio di fare: concentrarsi su poche offerte curandone praticamente ogni minimo dettaglio, facendo soprattutto in modo che a colpire l'animo dei giocatori fosse una storia longeva e ricca di colpi di scena.
Quanti degli appassionati ricorderanno la storia del paladino Arthas diventato poi il Re dei Lich, quanti non dimenticheranno le vicende di Sarah Kerrigan e Jim Raynor e quanti ancora si chiedono se Diablo sarà ancora in grado di tornare nel mondo di Sanctuary?

Ora come ora Heroes of the Storm ed Overwatch riescono ad aggiornarsi con contenuti sempre nuovi presi abilmente dalle offerte principali della casa videoludica, ma quanto ancora dovremo aspettare per vedere una nuova offerta inventata a piè pari come Overwatch?
Al momento, tanto perché ci sentiamo in vena di pronostici, siamo dell'idea che probabilmente la Blizzard coglierà la possibilità di confezionare qualche remastered per i primi titoli usciti negli anni 90 (sarebbero must-buy al day-one per quanto mi riguarda). E voi, cosa ne pensate?
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Diablo permise a Blizzard di entrare nel mondo degli Action RPG nel lontano 1996. Ne è passato di tempo..

Ci siamo lasciati un altro BlizzCon alle spalle, le novità sono state moltissime solo in termine di contenuti aggiuntivi per i giochi già in attivo della società, ma con venticinque anni alle spalle il nostro augurio più grande va ad una software house che ci ha letteralmente accompagnato nel corso della nostra storia videoludica. Tanti auguri Blizzard!

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