Speciale Satoru Iwata - Il presidente della rivoluzione silenziosa

Addio presidente...
Roberto VicarioDi Roberto Vicario (13 Luglio 2015)
Nintendo annuncia che il Presidente Satoru Iwata è venuto a mancare all'età di 55 anni”. Un messaggio semplice, diretto, laconico. Un messaggio che nella sua semplicità, fa però scaturire nel cuore e nella mente di milioni di fan Nintendo sparsi per il globo, una complessa varietà di emozioni.

Iwata era un buono. Un personaggio che, raccontano molti che hanno avuto il privilegio di lavorare con lui, con la sua semplicità e positività, ha saputo conquistare tutti...e i tantissimi messaggi di cordoglio che in questo momento stanno invadendo Facebook e Twitter ne sono la più grande testimonianza.

Noi di Gamesurf, in questo speciale, vogliamo a nostro modo ringraziare e salutare per questo ultimo e lungo viaggio Satoru Iwata, un presidente che sarà ricordato per aver avuto la forza di rivoluzionare Nintendo in maniera silenziosa ma estremamente coraggiosa.
Satoru Iwata - Il presidente della rivoluzione silenziosa - Immagine 1
Iwata nel 2002 diventa Presidente di Nintendo...

Le origini: Da Hal alla Presidenza di Nintendo

Satoru Iwata nasce a Sapporo, città situata sull'isola di Hokkaido.Già alle scuole medie Iwata aveva sviluppato una certa propensione alla sviluppo del videogioco. Passione che qualche anno più tardi lo portò a laurearsi in informatica al Tokio Institute of Technology.

La sua avventura all'interno di Nintendo, inizia in realtà fuori dall'azienda, e più precisamente negli studi di HAL Laboratory, che al tempo - ci troviamo circa nel 1982 - erano semplicemente una sussidiaria della grande N.

Dopo un periodo di stage, mentre ancora stava studiando, Iwata viene assunto dall'azienda e grazie alla sua creatività contribuisce alla creazione di titoli come Balloon Fight, EarthBound ma soprattutto la serie di Kirby. La sua creatività associata ad una spiccata visione innovativa del mercato, gli fece scalare velocemente le gerarchie all'interno della HAL diventando primo coordinatore dello sviluppo software, ed in seguito Presidente con particolari rischi dati da una situazione finanziaria di HAL, praticamente drammatica.

L'arrivo all'interno della grande N è datato 2000. In quell'anno Satoru Iwata entra a far parte dell'azienda dell'allora presidente Hiroshi Yamauchi, mettendosi a capo della divisione di sviluppo. Passarono solamente due anni, e quando il 31 maggio del 2002, dopo 53 anni di presidenza, Yamauchi decide di lasciare la sua scrivania, Iwata completa il suo percorso all'interno della scoietà, diventando il quarto Presidente di Nintendo, secondo dell'era più moderna dell'azienda.
Satoru Iwata - Il presidente della rivoluzione silenziosa - Immagine 2
Qui, in una foto di repertorio durante la sua esperienza in Hal.
Quello che molte persone non ricordano, è che Iwata-San diventò presidente in uno dei momenti più bui dell'azienda giapponese. Il fallimento commerciale del Nintendo 64 era sotto gli occhi di tutti. Il suo successore, il Game Cube, non riusciva ad ingranare come invece sperava Nintendo, ed il mondo portatile stava vivendo un periodo di pericoloso smarrimento.

Un compito difficilissimo per Iwata, ma che il Presidente ha saputo affrontare, facendo quello che nessuno della famiglia Yamaguchi - scommettiamo - avrebbe avuto il coraggio di fare: seguire strade diverse.

Le idee del neo Presidente erano chiare: aprire il mercato ad altre tipologie di pubblico. Allargare l'orizzonte ad un mercato ancora inesplorato e cercare di diventare i leader incontrastati. Una scelta intelligente, vista a posteriori, anche perché in quegli anni il brand Playstation spopolava, e provare a combattere con la forza bruta (intesa come potenza di calcola e grafica) Sony, poteva diventare un “gioco” costosto, pericoloso e potenzialmente poco remunerativo.

Un indizio sulla nuova direzione intrapresa da Nintendo fu Nintendo DS. Prima console di Nintendo ad arrivare sul mercato con Iwata presidente. Un console portatile che all'interno di quella piccola scocca racchiudeva tutta la nuova filosofia dell'azienda: nuova direzione (di fatto sparisce il nome GameBoy), innovazione e ricerca di un nuovo mercato.

Il doppio schermo, il touch e una qualità di giochi altissima contribuì a far diventare il Nintendo DS una delle console più vendute di sempre, e facendo intravedere qualcosa che da li a poco Nintendo Wii avrebbe manifestato in maniera ancora più prorompente e netta: la conquista del mercato casual.
Satoru Iwata - Il presidente della rivoluzione silenziosa - Immagine 5
Qui in uno dei tanti direct in cui ha saputo mettersi in gioco.
Nintendo Wii sarà infatti per sempre riconosciuta come la console più eclettica dell'intera storia videoludica. Nonostante un sistema di gioco e dei controller lontanissimi da quelli che qualsiasi giocatore hardcore si poteva aspettare e una grafica non proprio moderna, Wii riuscì a vendere milioni di console in tutto il mondo, finendo così a colmare quel buco che i fallimenti di Nintendo 64 e Game Cube avevano prodotto nell'azienda. Ma soprattutto, facendo completare con successo la missione al visionario Mr. Iwata.

La storia recente ci parla invece di un altro momento di transizione con le ottime vendite di Nintendo 3DS che si contrappongono alle grosse difficoltà di Wii U. In tutto questo però, nonostante la malattia (una neoplasia al sistema bilare) Iwata non aveva perso la voglia di lottare e con l'annuncio di NX e dell'accordo con DeNA nel mondo mobile, stava portando la grande N all'interno dell'ennesima rivoluzione silenziosa. Un rivoluzione che purtroppo è stata bloccata dalla sua improvvisa morte l'11 luglio del 2015.
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Iwata, con Wii U durante la sua presentazione.

Addio Presidente…

Prima di chiudere questo doveroso speciale, vorrei spendere due parole a livello personale, abbandonando per un attimo il plurale e passando al singolare. Tutti voi che leggete con passione Gamesurf da tanti anni, sapete perfettamente la passione e l'amore che nutro nei confronti di Nintendo.

Un amore cresciuto da ragazzo e sviluppatosi con ancora più ardore in età adulta, tanto da arrivare a marchiare in maniera indelebile sulla mia pelle elementi che hanno reso più felice la mia infanzia. Ricordo ancora Iwata, appena salito in carica: un uomo in carne, sorridente e con un viso che trasudava sicurezza, consapevole dell'ardua sfida che lo aspettava.

Negli anni, come qualsiasi rapporto sano impone, ci sono state scelte che ho condiviso, altre meno. Ci sono stati momenti, da videogiocatore, di puro entusiasmo ed altri in cui mi sono arrabbiato. In tutto questo però la fiducia in Iwata non è mai venuta a mancare, ed il suo sorriso, seppur stampato su un viso purtroppo più scavato e pallido, non aveva mai smesso di infondermi sicurezza.

Sono certo che quelli che non hanno mai amato la filosofia di questa azienda non riusciranno mai a capire fino in fondo cosa vuol dire “Nintendo”, ma è altrettanto vero che a livello umano Mr. Iwata è stato uno di quei personaggi che ha saputo farsi apprezzare da tutti: giocatori di Nintendo e non.

Il mercato videoludico perde una persona incredibile, un cuore buono, come pochi ce ne sono in questo settore. La nostra speranza - e qui con certezza torno a scrivere al plurale, pensando a tutta la redazione - è che adesso Satoru Iwata si trovi in un posto migliore. Con questo augurio la redazione di Gamesurf torna a porgere le più sentite condoglianze all'azienda e alla famiglia di Iwata. Il ricordo sarà legato, siamo sicuri, ad una sua celebrissima frase, con la quale chiudiamo questo sentito speciale.

Sul mio biglietto da visita sono il presidente di una corporazione. Nella mia mente sono uno sviluppatore. Ma nel mio cuore, sono un giocatore.
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Miyamoto, Fils-Aime e Iwata. Un trio che ha rivoluzionato il mercato dei videogiochi.
Non importa se si è fan boy di una o dell'altra azienda. Quando accadono queste tragedie, il cordogliono nei confronti di una persona come Satoru Iwata deve essere unanime e sentito. Ci lascia un pezzo di storia dei videogiochi, che in tredici anni di presidenza Nintendo, nonostante scelte apparentemente impopolari, ha saputo rivoluzionarla con uno stile e soprattutto una gentilezza che ricorderemo per sempre. Addio presidente, faccia buon viaggio.
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