Speciale Rampage in The Box, la voce del netgaming italiano

Gli sport elettronici sono pronti per invadere lo stivale italico? Ne parliamo con la "voce" degli e-sport: Ivan Grieco.

Di Luca Gambino (28 Luglio 2016)
Si chiama Ivan Grieco, ha 24 anni e a vederlo sembra un ragazzo come tutti gli altri. Poi però infila le cuffie, si mette davanti ad un microfono e diventa “Rampage in the in box”. Un vero ciclone inarrestabile di parole, battute e considerazioni sul mondo degli sport elettronici. Ivan è un “caster”, una sorta di telecronista che commenta in diretta le partite più importanti degli e-Sport. Un fenomeno in espansione, quello degli sport elettronici, che fatica a trovare un riferimento televisivo in Italia, ma che presto potrebbe sbarcare su network importanti.

Ivan, la prima domanda è ovvia: ma come ti è saltato in mente di fare le telecronache delle partite online?
Quando ho smesso di giocare “seriamente”, ho cercato un'attività che fosse vicina a questo mondo ma che mi permettesse comunque di poter lavorare e non avere troppi impegni con gli allenamenti. Così ho deciso di unire le mie due passioni. Da una parte Call of Duty e il netgaming in generale, dall'altra le telecronache sportive. Anche da bambino adoravo guardare gli altri giocare e farci sopra la telecronaca.

Ho anche seguito un corso professionale e avrei anche potuto fare “il salto”, verso un futuro in questo settore, però non sono un giornalista e quindi ho spostato le mie attenzioni verso l'e-sport. Un po' mi dispiace perché anche un mostro sacro come Piccinini si è complimentato per il mio stile, ma ho deciso di farmi strada in questo nuovo mondo. In quel periodo seguivo le orme di Emiliano “Iron Ferry" Ferroni che proprio in quel momento stava un po' abbandonando l'attività di telecronista e quindi mi sono proposto come suo successore e quindi da Moderwarfare 3 ho raccolto io la sua eredità e sono andato avanti.

Però diciamo che alla fine i fatti ti hanno dato ragione perché sei comunque riuscito a farne una professione
Diciamo che la mia professione vera e propria è quella di organizzare eventi e tornei online, però parallelamente mando avanti anche la mia attività di telecronista, mantenendo anche uno stretto contatto con la community. Di sicurò, però, il mio lavoro di cronista mi ha aiutato ad avere un biglietto da visita importante nel settore del gaming competitivo.



Ecco, Call of Duty. Possiamo definirlo come il gioco che ha aiutato il gaming competitivo a diffondersi in Italia, in ambito console?
COD ha la fortuna di avere delle radici molto solide. Ti ricorderai sicuramente che già molti anni fa la collaborazione con Gamesurf portò a buoni risultati in termini di pubblico e appassionati e quindi questo ha fatto si che la community potesse iniziare a svilupparsi e consolidarsi. Ovviamente nel corso degli anni ci sono stati dei ricambi generazionali. Molti “vecchi” hanno smesso di giocare in modo continuativo, lasciando spazio ai più giovani, però sono rimasti comunque nell'ambiente e grazie anche al loro interesse, alle attività sui social e alle dirette streaming, Call of Duty rimane uno dei giochi più seguiti in assoluto in Italia.

Il problema è che Call of Duty rimane comunque uno sparatutto PEGI 18, quindi ufficialmente “sconsigliato” ad una certa fascia d'età e questo potrebbe essere un problema se network come Sky o altri network dovessero decidere di portare il gaming competitivo in TV. Il mio timore è che potrebbero puntare su giochi come Fifa o Overwatch su console perché ritenuti meno violenti e più “digeribili” dal pubblico. Questo se parliamo in ambito console, mentre su PC le scelte ricadrebbero su titoli come DOTA, LOL o CS GO.

Ecco, hai parlato di Sky. Da un po' di tempo si parla di un interessamento di Sky in questo settore. Cosa c'è di vero?
Ho parlato di Sky perché è sicuramente quella più attenta al mondo dei giovani e alle tendenze e secondo me nell'arco di uno o due anni metterà in piedi qualcosa di importante che riguarda proprio il mondo degli sport elettronici. Tra l'altro proprio di recente c'è stato un concorso indetto proprio da Sky dove ha vinto un progetto realizzato ad Amir, un appassionato videogiocatore, legato proprio al mondo dell'e-sport: Sky E-Sport. Questo progetto ha vinto questo concorso e quindi ci possono essere ottime possibilità di vedere presto in TV dei progetti legati a questo mondo.



E sarebbe anche ora….
Si, perché sono ormai in tanti ad aver inserito nei propri palinsesti delle trasmissioni a tema. Dalla stessa Sky, in altre nazioni, ESPN, Canal + in Francia. Addirittura Canal + ha stretto una partnership diretta con i Millennium, un team multi gaming che supportano svariati giochi.

Senza dimenticarci che ora gli sport elettronici sono sempre più spesso associati anche alle società sportive di altissimo livello
Esatto, proprio recentemente la Sampdoria ha messo sotto contratto Mattia Guarracino per avere una sezione dedicata a Fifa all'interno del club. Ma sono tantissime le società europee che già da tempo hanno aperto le porte agli sport elettronici. Il Wolfsburg, lo Schalke 04, il West Ham, il Valencia e altre squadre spagnole che hanno aperto le porte all'e-sport. Bisogna dare merito al presidente della Samp di aver ascoltato i suoi collaboratori, nella speranza che sia di esempio anche a club più importanti.

Insomma, questo è il momento d'oro per gli e-sport. E' da tanto che seguo questo aspetto e noto con dispiacere che fa davvero molta fatica. Ma perché?
E' sicuramente un argomento delicato. Storicamente l'Italia arriva dopo su qualsiasi cosa: dalla politica, alla cultura, allo sport. Arriviamo sempre dopo gli altri e purtroppo ormai non ci si stupisce più perché è diventato quasi un fatto culturale. Però posso dire che negli ultimi tempi sono stati fatti tanti passi in avanti anche in questo campo. Anche io inizialmente un po' mi vergognavo a dire apertamente quale fosse la mia attività, ma adesso è molto diverso e le attività di caster delle partite online e le attività su Youtube come contatto con la community sono “socialmente accettate”. Anche questo è da intendersi come un evoluzione. E' un cambiamento importante, però ci devono essere anche altre cose che devono cambiare, bisogna creare delle infrastrutture, dei regolamenti comuni, delle autorità competenti. Però è già positivo che si stiano creando le basi.

E, ovviamente, servono i soldi.
Assolutamente. Però prima bisogna far crescere i numeri. Senza quelli è difficile che ci siano gli sponsor disposti ad investire soldi importanti nel settore. E c'è anche da dire che in Italia, più che in altri posti, ci sono persone o organizzazioni che mirano ai “guadagni facili”, presentandosi come fenomeni del settore mentre invece sono solo persone che stanno cercando di tirare su qualche euro basandosi sul nulla.
Rampage in The Box, la voce del netgaming italiano - Immagine 2
La tua attività di caster è focalizzata solo su Call of Duty?
Principalmente si, ma mi piace molto fare dirette di Fifa e anche di Overwatch. Ovviamente non ho le competenze per commentare qualsiasi gioco esistente, ed è giusto e normale che sia così. Del resto sarebbe un po' come chiedere a Piccinini di commentare il tennis. Potrebbe anche farlo ma di sicuro non avrebbe le competenze necessarie per avere la stessa qualità e competenza che ha sul calcio.

Sempre parlando di ambito televisivo, quali possono essere i giochi più “digeribili” dal grande pubblico
Fifa, sicuramente. Infatti ancora mi stupisce come non si sia mai organizzata una trasmissione legata a questo gioco. Del resto il calcio è lo sport più seguito e più amato dal pubblico italiano. Sono sicuro che avrebbe un seguito incredibile anche in formato elettronico. Anche Overwatch avrebbe il suo seguito, così come League of Legends e Counterstrike, che è sempre lo sparatutto più giocato su PC. Anche Heartstone è interessante.

E Pokemon Go!
Ovviamente! Scherzi a parte, è un gioco divertente ma non riesco a vedere un videogioco senza un lato competitivo. Proprio non ci riesco.

Parlavamo poco fa di infrastrutture. Anche tecnologicamente l'Italia non facilita le cose agli appassionati.
Sicuramente, però è vero che in questo settore alcune cose si stanno muovendo e la fibra si sta diffondendo a macchia d'olio, riducendo il gap con le altre nazioni. D'altronde il netgaming vive di “banda” e quindi non possiamo sottrarci a questa evoluzione.

I giochi del prossimo futuro che ti interessano a livello personale?
Sicuramente il nuovo COD a Novembre e Fifa 17 a Settembre. Non vedo l'ora.

Invece dove ti possono “ascoltare” i nostri lettori e dove possono vederti in azione.
Sicuramente sui miei canali social come Youtubee Facebook. Su Twitch invece sono sempre operativo su Decerto Italia e quello è il canale di riferimento per la community italiana di COD. Il 24 e 25 Settembre ci sarà anche un evento LAN a Milano dove ci sarà anche un campionato italiano femminile. Fino a qualche mese fa c'era un solo team mentre ora sono 5 o 6. Una cosa davvero molto importante e da supportare. La Lan è organizzata dalla sezione italiana di Dexerto che si occupa di coverage, eventi e-sport e in questo caso organizza questo evento con ben 4, 500€ di premi per i vincitori.
Rampage in The Box, la voce del netgaming italiano - Immagine 3
Il 2016 potrebbe essere davvero l'anno giusto per gli sport elettronici. Forse non quello che li porterà alle grandi platee televisive ma è indubbio che le grandi aziende del settore stiano puntando in modo sempre più deciso verso un settore in grande crescita anche in Italia. Insomma, un anno di "semina" in prospettiva di un 2017 dove bisogna fare davvero il grande salto.