Speciale PlayStation Now

Sony da un nome alla rivoluzione del cloud-gaming
Tommaso AlisonnoDi Tommaso Alisonno (13 Gennaio 2014)
Sebbene il settore videogiochi sia presente al Consumer Electronics Show - o più semplicemente CES - sin dalla sua concezione (Pong fu presentato lì nel 1975), da svariati anni il nostro hobby preferito ha spostato i riflettori su altri eventi specifici, quali l'E3, il TGS o la GamesCom. Nell'edizione 2014, tenutasi il 7-10 Gennaio, la novità più attesa a questo riguardo erano probabilmente i numerosi modelli di Steam Machine annunciati da Valve, eppure Sony - che a livello Marketing nell'ultimo anno ha dimostrato di sapere il fatto suo (basti pensare al lavoro svolto col lancio di PS4) - è riuscita a distogliere l'attenzione su queste e a canalizzare tutte le attenzioni su di sé.

Il motivo risiede in due parole: PlayStation Now. In realtà, si tratta di qualcosa che era nell'aria, e promessa, da tempo: stiamo infatti parlando del servizio di gioco in streaming - o cloud gaming, se preferite - che Sony ha promesso da tempo. Per comprendere appieno la “rincorsa” dell'annuncio di questo “PlayStation Adesso” è infatti necessario puntare la macchina del tempo su un anno e mezzo fa: il 30 Giugno 2012 Sony ha infatti sborsato 380 Milioni di Dollari per acquisire in toto la società Gaikai, all'epoca uno dei più grossi pionieri del cloud gaming - l'altro è OnLive, di cui in effetti si parla sempre meno. A questa acquisizione è seguita una corposa ristrutturazione del servizio per adeguarlo alla “PlayStation Experience”.
PlayStation Now - Immagine 1
Andrew House annuncia il servizio al CES 2014
PlayStation Now - Immagine 2
I primi giochi promessi
PlayStation Now - Immagine 3
God Of War: Ascension su un TV Bravia
PlayStation Now - Immagine 4
The Last of Us su PS Vita... possibile?
Ma per permettere anche ai meno informati di seguire il resto del discorso è bene riassumere che cosa sia effettivamente questo “cloud gaming” di cui parliamo. Immaginate di sedervi di fronte al vostro televisore, prendere in mano il controller, selezionare un gioco da un menù e cominciare a giocare. “Facile! - direte voi - Lo faccio tutti i giorni con la mia console.” Ecco, la differenza è questa: non c'è la console. O, se c'è, funge da interfaccia, ma il gioco non è installato in essa - e no, non è neppure su un disco. Dov'è il gioco? in rete, in remoto, su un server, a migliaia di chilometri di distanza.

Com'è possibile tutto ciò? L'idea parte da un connubio tra le tecnologie della riproduzione in streaming, quelle ossia che ci permettono di guardare un video dalla rete scaricandolo in tempo reale, e il più semplice sistema di scambio-dati proprio del multiplayer online. In pratica i comandi impartiti dal controller vengono inviati al server attraverso Internet esattamente come succede quando giochiamo online a FIFA o Call of Duty; il server, che contiene il gioco in esecuzione, utilizza i comandi ricevuti esattamente come farebbe una console in locale, ma anziché rimandare il suo output audio-vidio su un cavo HDMI, lo spara in rete attraverso un servizio streaming fino al nostro televisore.

Questa la teoria: ora Sony passa alla pratica - con PlayStation Now, appunto. Il servizio era stato già promesso sin dalla presentazione di PlayStation 4 ed è stato ufficializzato, come detto, al CES 2014. Da qui ad averlo nelle nostre case però passerà ancora molta acqua sotto i ponti, per due motivi principali: il primo è che finora sono state svolte solo delle prove in laboratorio, la Closed Beta è prevista in partenza fino alla fine di Gennaio e, se va tutto bene, il servizio arriverà su PS4 in USA durante l'Estate.

Il secondo motivo è, appunto, la particella “in USA”: uno degli elementi più importanti, se non il più importante in assoluto, dell'intero progetto è infatti la velocità ed efficienza della connessione internet. Stando alle dichiarazioni rilasciate dal community manager Matthew Harper, nei test interni è stata individuata come perfetta una connessione a 5 MBPS (Megabit per secondo) - per fare un raffronto, ricordiamo che per usufruire dei contenuti online di PS3 e PS4 è richiesta una connessione a 2 MBPS. In Europa la situazione delle connessioni è ben differente rispetto a quella USA - e l'Italia potrebbe non essere la nazione messa peggio, anzi - ed avere un simile servizio stabile non è da tutti. però vero che anche questi aspetti della tecnologia tendono a seguire le esigenze del mercato, e così come 7 anni fa la diffusione dei televisori HD era molto inferiore a quella attuale, è più che auspicabile che una simile rivoluzione giovi anche all'offerta telematica nelle nostre nazioni.
PlayStation Now - Immagine 5
...ebbene si, possibile!
PlayStation Now - Immagine 6
L'anima pulsante di PS Now è Gaikai
PlayStation Now - Immagine 7
Uno scaffale di giochi usati: destinato a scomparire?
PlayStation Now - Immagine 8
Il controller DualShock è l'unica interfaccia accettata da Sony
PlayStation Now, dunque, arriverà (in USA) quest'Estate, a cominciare da PlayStation 4: lo scopo è di portare su questa console tutta una serie di titoli PlayStation delle generazioni precedenti: PS1, PS2, PS3, a partire da alcune recenti teste di serie di quest'ultima come God of War: Ascension, The Last of Us, Beyond: Two Souls e Puppetteer - tutti titoli del 2013. Il fenomeno non si fermerà peraltro a PS4: gli altri destinatari del servizio saranno infatti nell'ordine PS Vita, la stessa PS3, Gli SmartTV della serie Bravia, Tablet e Smartphone. Il CEO di Sony Kaz Hirai ha dichiarato che comunque questo sarà solo l'inizio: l'idea è quella di stringere accordi con altre società per rendere disponibile il servizio in futuro anche su apparecchi non-proprietari, per esempio Android o iOs.

Il servizio non si limiterà naturalmente a dare “il gioco” nudo e crudo ma sarà in grado di fornire tutta quella serie di feature che rendono più completo ed avvincente il mondo del gaming moderno. Parliamo di Multiplayer online, tanto per cominciare, ma anche dei Trofei PSN e delle funzionalità Social. A questo proposito siamo curiosi di vedere come PS Now gestirà il MultiPlayer dei giochi più vecchi - se infatti ci sembra quanto meno scontato poter giocare a un titolo PS3 in Multy OnLine, il concetto diventa più delicato per giochi PS1 o PS2, nati in un'epoca in cui era lo split-screen a fare da padrone.

Un altro elemento importante, di cui Sony ha per ora solo accennato, è relativo all'aspetto economico del servizio - tradotto in soldoni “quanto ci costa?”. Di sicuro si sa che sono previsti degli abbonamenti che diano accesso al servizio, così come la possibilità di accedere al singolo gioco pagandolo indipendentemente. Sono però tantissime le domande - finora senza risposta - che affollano la rete: sarò necessario un abbonamento di base? I giochi avranno tutti lo stesso costo? L'abbonamento mensile comprenderà tutti i giochi? Ci sarà una relazione tra l'abbonamento PS Now e l'abbonamento PS+? Sarà possibile giocare i titoli PS3 su PS3?

Quest'ultimo interrogativo ha avuto l'impatto di una scossa tellurica sul mercato dell'usato, tant'è vero che in seguito all'annuncio di Sony le azioni in borsa della catena GameStop (che dell'usato ha fatto la sua principale fonte di guadagno) hanno subito un crollo dell'8%. Nient'affatto sconvolta, però, la catena ha già fatto sapere di starsi attivando per collaborare con Sony nella distribuzione degli abbonamenti: esattamente come nei suoi negozi è possibile acquistare Credito PSN, abbonamenti PS+ o titoli digitali, così conta di fare per gli abbonamenti PS Now.

Concludiamo la panoramica delle informazioni note toccando l'argomento “controller”. PS4, PS3 e PS Vita hanno naturalmente la loro interfaccia “PlayStation” perfetta per tutti i giochi in questione - e chi ha utilizzato l'handled come remote-controller di PS4 sa che è possibile utilizzare il retro-touchpad in sostituzione dei tasti mancanti - ma per tutti gli altri dispositivi le cose si complicano. Sony, nella persona del Vice Presidente Marketing John Koller, ha affermato che il supporto DualShock sarà irrinunciabile, e che per renderlo possibile si giocherà sull'interfaccia Bluetooth del DS3. Ciò non di meno ci sembra un po' “farraginosa” l'idea di giocare sullo schermo di uno smartphone con in mano un controller più grande dell'apparecchio stesso, ma Sony sembrerebbe non essere interessata a una conversione Touch dell'interfaccia, dunque staremo a vedere.

Tante parole e tante informazioni, ma ancora tanti dubbi e tante domande; una sola è la certezza: il fatto che tutti i partecipanti al CES 2013 che hanno avuto la possibilità di testare il servizio su PS4, PS Vita e Bravia ne sono usciti assolutamente soddisfatti, estasiati quasi dalla qualità della resa video, dalla bassa latenza e dalla risposta dei controlli. Siamo dunque al cospetto di una rivoluzione nel mondo del gaming? Se è così, Sony è certamente in pole position.
PlayStation Now - Immagine 6
L'anima pulsante di PS Now è Gaikai
PlayStation Now - Immagine 7
Uno scaffale di giochi usati: destinato a scomparire?
PlayStation Now - Immagine 8
Il controller DualShock è l'unica interfaccia accettata da Sony
PlayStation Now - Immagine 9
Beyond: Two souls su TV Bravia
Di gioco in streaming se ne parla da anni, e anche Sony l'ha annunciato e ribadito durante la presentazione di PS4. Con l'annuncio del CES 2014, però, sembra proprio che il futuro sia a portata di mano, e che soli sei mesi allontanino il pubblico (per lo meno quello USA) dalla nuova frontiera del gaming. “Future is (PS) Now”, dunque?
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