Speciale La generazione del riciclaggio

Pensieri liberi sulla moda delle rimasterizzazioni
Valerio De VittorioDi Valerio De Vittorio (31 Marzo 2015)
FERMATE LE ROTATIVE! FERMI TUTTI! Kratos arriva su Ps4.

No. O almeno, non proprio.

Diciamoci la verità, anche di fronte ad un comunicato stampa di questo tipo siamo sempre pià inclini ad alzare sopracciglio, dubbiosi.

Siamo diventati cinici e senza speranza?

No, semplicmente, ormai, abbiamo capito che questa è la Next-Generation-Recycling-Console. Proprio cosi, tutta d'un fiato.

Quindi quando abbiamo visto l'annucio trionfale del dio greco su Ps4 abbiamo letto fino in fondo. E infatti..

Infatti leggendo attentamente il comunicato, si scopre che Kratos arriverà su PS4 grazie a una riedizione di God of War III, capolavoro dei Santa Monica che chiudeva la trilogia nel modo più epico possibile, uscito sulla generazione scorsa nel 2010. La delusione scaturita dalla notizia ci ha spinti ha raccogliere un po' le idee sulla faccenda "rimasterizzazioni". Prendiamo quindi in mano la lente di ingrandimento e osserviamo più da vicino questo fenomeno, per capire se sia un bene o un male, se ci piaccia o meno ma soprattutto per darvi qualche spunto e l'occasione per dirci cosa ne pensate.

Remaster, remake, collection, definitive edition...

Che la corrente generazione non sia di quelle iniziate col botto è un dato di fatto. Ma bisogna anche dire che difficilmente il lancio di una nuova console nella storia dei videogiochi sia stato accompagnato da titoli da subito in grado di esaltarne appieno le potenzialità. I gradini tecnologici sono ormai meno ripidi, e sia Playstation 4 che Xbox One sono di fatto una versione un po' più potente dei loro predecessori. C'è poi da prendere in considerazione il mercato, che se da un lato si è espanso a dismisura negli anni, dall'altro ha reso la produzione di giochi sempre più costosa, soprattutto quando si parla di titoli delle serie più importanti.
La generazione del riciclaggio - Immagine 1
L'effetto nostalgie di alcune collection è fuori scala...
Ciò si traduce in investimenti maggiori ma anche più rischiosi. Ne consegue l'affermarsi del concetto di IP, ovvero proprietà intellettuale, come ormai viene definito spesso un nuovo videogame messo in produzione, che non viene più considerato come un singolo titolo ma come il seme dal quale i produttori sperano di poter far nascere una serie, un franchise, appunto, destinato a dar vita a seguiti, spin off e quant'altro.
Remaster, remake, collection, definitive edition... il riciclaggio ha diversi nomi

Nuovi episodi di una saga, prequel e compagnia non sono certo una novità, mentre il fenomeno dei remake è sempre stato piuttosto limitato, nonostante un breve boom nel periodo di passaggio alla terza dimensione.


Ai tempi gli sviluppatori infatti si esaltarono all'idea di portare le saghe più famose in nuovi mondi 3D, dando vita a diversi disastri ma anche a capolavori, sperimentazioni e addirittura nuovi generi. Le rimasterizzazioni sono una naturale conseguenza. A poco tempo dall'uscita di un gioco non vale infatti la pena ricostruirlo da capo, mentre il passaggio all'alta definizione spesso rappresenta una scusa più che invitante per riproporre sul mercato i giochi più amati dai fan, anche considerata la mancanza di retrocompatibilità nelle ultime console.

A cavallo tra due generazioni

  • La generazione del riciclaggio - Immagine 2
    Square Enix si è dimostrata molto brava in questo campo, realizzando rimasterizzazioni coi contro fiocchi
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    Rockstar è stata indubbiamente molto furba, però bisogna ammettere che ha fatto anche un buon lavoro
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    Scena epica... rivederla in HD non ha prezzo... ecco, ci siamo cascati di nuovo!
Su Playstation 3 ed Xbox 360 abbiamo infatti visto riproporre diversi giochi più o meno storici, ripuliti graficamente, spesso messi assieme in collezioni, e con risoluzione HD. Tomb Raider, Splinter Cell, Final Fantasy X e X-2, Hitman, Prince of Persia, God of War, Metal Gear Solid, Silent Hill, per citarne alcuni. Ma anche i meno famosi ICO e Shadow of the Colossus hanno trovato uno spazio tra le collezioni. Come in questo caso, l'approdo su console più potenti ha permesso ai fan di godersi i loro titoli preferiti in versioni migliori, in grado di esprimere il proprio potenziale appieno.

E alle nuove leve di scoprire titoli del passato. Il tema spacca in due gli appassionati, che ad ogni nuovo annuncio festeggiano una nuova scusa per rigiocarsi o recuperare un qualche titolo, o dichiarano sconsolati la mancanza cronica di coraggio e novità sulle nuove console. Il mondo del cinema è abituato a questa pratica ormai da tempo, ad ogni cambio di supporto, grandi classici tornano tirati a lucido, prima con l'avvento del DVD, poi ovviamente con l'alta definizione. Lo spazio di memorizzazione in più spesso ospita extra, scene recuperate da qualche cassetto sperduto, director's cut più o meno veritiere. Eppure nessuno ha mai gridato allo scandalo. Cosa differenzia i nostri amati videogiochi da questa pratica?
Questa moda ha preso il via sulla scorsa generazione e le serie rimasterizzate sono tantissime

Sicuramente un punto di partenza è il prezzo, comprarsi uno stesso film due volte tendenzialmente costa meno che comprare un gioco nuovo soltanto. Senza dimenticare il desiderio di vedere la propria console nuova fiammante esprimere il meglio di se. Esclusive, seguiti super pompati, nuove idee, questo vorremmo vedere, o almeno così diciamo nelle discussioni su siti, forum e social vari. Poi, però, il mercato sembra parlare una lingua tutta diversa. E infatti le riedizioni continuano a proliferare, diventando il marchio distintivo di questa nuova generazione che a quasi un anno e mezzo di età ha riempito gli scaffali più di remaster che di giochi realmente freschi. Il prodotto evidentemente funziona, la gente lo compra e ai publisher costa relativamente poco.
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Kratos arriva su PS4, ma lo fa nel modo meno entusiasmante possibile...
I vantaggi sono molteplici, perché da un lato si può spremere ulteriormente un investimento già fatto con un relativamente piccolo esborso aggiuntivo, e dall'altro si crea anche aspettativa ulteriore nei confronti di una serie magari rimasta silente per troppo tempo.Il sottoscritto non ha nulla contro questa tendenza, sia chiaro. Piuttosto ne ho approfittato per farmi dei tuffi nella nostalgia, con Shadow of the Colossus e Final Fantasy X, o per recuperare qualche capolavoro del passato, come Metal Gear Solid 3. Al momento non abbiamo strumenti per renderci conto se proporre collection varie significa rallentare l'innovazione e la realizzazione di nuovi giochi, ma di sicuro appare come l'abile mossa di un prestigiatore che distrae il pubblico per non farlo focalizzare sugli aspetti più importanti.

Di sicuro tiene vivo il mercato, che soffre dei costi realizzativi ormai fuori scala. Un sintomo molto chiaro di una malattia che presto o tardi andrà curata, ed in parte le medicine sono già arrivate, vedi console più facili da programmare, motori grafici distribuiti gratuitamente per lo studio ed il proliferare di titoli indie. O ancora, i giochi a episodi, con tutti i rischi del caso. E se avete pensato ad Half Life 2: Episode 3, allora siamo sulla stessa lunghezza d'onda.
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I titoli riproposti come Definitive Edition si sprecano e sono quelli meno interessanti...
Alla fine di questo piccolo viaggio, ci si rende conto che forse tutto questo astio nei confronti delle remaster è un po' fuori scala. I benefici alla fine sono evidenti, il mercato offre più varietà, e senza la retrocompatibilità, possiamo tenere le nostre collezioni sempre fresche e a portata di mano senza esborsi eccessivi. D'altra parte sono un sintomo chiaro di un mercato in difficoltà, vittima di se stesso e dell'incapacità nel fermare una giostra di investimenti e costi che sta sfuggendo di mano. E voi da che parte state? Mentre ci pensate, torno al mio Metal Gear Solid 3 che devo decide come uccidere The End...
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