Speciale L'importanza di chiamarsi Zelda

Ripercorriamo i momenti più salienti della saga di Zelda...
Roberto VicarioDi Roberto Vicario (24 Aprile 2015)
Narra una leggenda, di un giovane eroe biondo, di verde vestito e con le orecchie a punta, che porta l'ingrato fardello di dover salvare il mondo di Hyrule. Una leggenda che sin dal suo primo racconto, è entrata nel cuore di milioni di videogiocatori che si sono appassionati ad una delle saghe più prolifiche e longeve di Nintendo. Stiamo ovviamente parlando di The Legend of Zelda.

Aprire il capitolo videoludico dedicato a Zelda, vorrebbe dire raccontare una vera e propria porzione della storia del videogioco, ma non è questo lo scopo di quello che stiamo scrivendo. In questo articolo però ci soffermiamo su quelli che, secondo noi, sono stati i cinque punti di svolta all'interno della serie, momenti salienti che hanno permesso al gioco e alla serie intera, di trasformarsi in un vero e proprio oggetti di culto ludico.

Un modo anche per omaggiare il piccolo Link e tutti coloro che hanno contribuito a trasformare ognuno di noi, almeno una volta, in veri e propri eroi. Siete pronti? allora salite sulla groppa di Epona, e correte insieme a noi nella lande di Hyrule.

Anche le leggende hanno un inizio…

Il primo gioco ad entrare in questa particolare classifica non può che essere il primo, indimenticale, The Legend of Zelda. Uscito su NES e nato da un'idea di Shigeru Minamoto - che si era immaginato un videogioco, partendo dalle avventure che lui stesso sognava da bambino quando camminava in mezzo ai boschi - il gioco poneva le basi della saga. Per la prima volta si conosceva l'eroe Link, la Principessa Zelda (nome ispirato alla scrittrice Zelda Sayre Fitzgerald), Ganon e il fantastico mondo di Hyrule.

Ancora oggi questo capitolo è considerato uno dei titoli in assoluto più importanti nel mondo dei videogiochi, con meccaniche che ai tempi risultarono estremamente innovative. La possibilità di esplorare una mappa vastissima, usare differenti oggetti e far crescere l'equipaggiamento del nostro eroe, sono stati tutti elementi che hanno permesso a The Legend of Zelda di vendere la strabiliante cifra di 6, 5 milioni di copie, e di ricevere diversi porting nel corso delle successive console Nintendo.

Un titolo che ancora oggi, rimane nel cuore di moltissimi giocatori.
L'importanza di chiamarsi Zelda - Immagine 1
La semplicità visiva del primo Zelda era pareggiata dall'estrema profondità del gameplay.

A cavallo tra passato e futuro

Un secondo passaggio molto importante all'interno di questa saga è sicuramente legato all'uscita di The Legend of Zelda: A Link to the Past avvenuta su SNES nel 1991. Ancora una volta ci troviamo nei panni di Link, con il compito di salvare Hyrule dalla minaccia di Ganon.

A differenza di quanto visto nel secondo capitolo, questo terzo episodio riprendeva la visuale a volo d'uccello, riproponendo gran parte degli elementi di gioco già visti in passato ma con una veste grafica nettamente migliorata. Perché allora è così importante questo capitolo? per due motivi principali: una trama più dettagliata ed in grado di offrire nuove, importanti informazioni a fan, e soprattutto l'introduzione del viaggio tra dimensioni, elemento che verrà fortemente riprese anche in futuro dalla serie. Link era infatti in grado di viaggiare tra il mondo normale e quello delle tenebre, all'interno di dungeon che si facevano via via sempre più impegnativi.

La sua popolarità lo porterà negli anni successivi alla sua uscita a godere non solo di remake, ma anche di un vero e proprio seguito chiamato A Link Between Worlds che proprio recentemente abbiamo potuto avere il piacere di giocare su Nintendo 3DS.
L'importanza di chiamarsi Zelda - Immagine 2
Primo e unico capitolo di Zelda ad esssere uscito su SNES, il titolo poteva vantare una componente grafica decisamente più solida.

Il miglior capitolo di sempre?

Arriviamo così a parlare di quello che probabilmente è il pezzo più pregiato della saga, o quello che è più ricordato anche da chi non ha mai intrapreso un'avventura di Link. Stiamo ovviamente parlando di The Legend od Zelda: Ocarina of Time.

Uscito su Nintendo 64 nel 1998, si tratta del primo capitolo in 3D della serie. Vi basti pensare che questo episodio riuscì a vendere a distanza di soli sei mesi dal lancio, la bellezza di cinque milioni di copie (in totale poi saranno sette!).

Le novità introdotte da questo capitolo sono davvero tantissime, a partire da una storia che pur riprendendo il canovaccio classico della serie, risultava estremamente intrigante e coinvolgente. La già citata visuale in tre dimensioni è sicuramente un'altra grande novità di questa installazione, così come l'introduzione di Epoca -che da qui in poi sarà, più o meno, sempre presente - e di oggetti particolari utili la maggior parte delle volte a sconfiggere il boss di fine dungeon.

A questo capitolo si riconosce anche una delle più belle componenti audio di sempre. Le musiche furono curate da Koji Kondo, una vera e propria istituzione all'interno di Nintendo. Ogni location poteva vantare uno stile musicale differente, in grado di donargli una certa personalità. Altro elemento legato, ovviamente, alla componente audio è sicuramente l'Ocarina, uno strumento musicale utile ai fini del gameplay.

Ad Ocarina of Time va infine riconosciuto di essere il primo capitolo ha dettare una vera e propria timeline all'interno della serie. Da questo capitolo in poi, si dirameranno tre filoni narrativi paralleli: quello di Link adulto, quello di Link bambino e quello legato alla sconfitta di Link con Ganon.

Potremmo spendere mille altre parole riguardanti questo titolo, ma l'essere stato dichiarato da parte di molti appassionati, come il miglior videogiochi di tutti i tempi, pensiamo si più indicativo delle parole stesse. Se volete rigiocarlo, trovate un remake in 3D uscito pochi anni fa su Nintendo 3DS.
L'importanza di chiamarsi Zelda - Immagine 3
La Luna di Majora's Mask era decisamente inquietante.

Un salto nel vuoto

Il successo straripante di Ocarina of Time, si era trasformato in un macigno pesantissimo che penzolava sulla testa del prossimo capitolo legato alla saga. Nintendo decise così di rischiare affidando per la prima volta il progetto ad un giovane e talentuoso sviluppatore chiamato Eiji Aonuma.

Uscito nel 2000, a distanza di pochissimi anni da Ocarina of Time, The Legend of Zelda: Majora's Mask stravolge quasi in toto le meccaniche, portando Link lontano da Hyrule per fargli scoprire il mondo di Termina.

A meccaniche di gioco già consolidate - i famosi dungeon - ed elementi ripresi da Ocarina of Time - Epoca e l'ocarina - lo sviluppatore giapponese introdusse un sacco di novità. Quella più importante è legata al ciclo giorno e notte e un arco narrativo che dura tre giorni. Una volta arrivati alla mezzanotte del terzo giorno, il gioco ti riportava al primo giorno, costringendoti a compiere azioni i loop ricordandosi gli eventi più importanti.

Il titolo poteva inoltre vantare una stile visivo decisamente più cupo e dark, con la Luna - una sorta di antagonista nel gioco - che oltre ad essere splendidamente realizzata, metteva quasi paura. Il titolo ebbe un'accoglienza buona, anche se non riuscì a vendere quanto Ocarina of Time.
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L'Ocarina in The Legend of Zelda: Ocarina of Time era uno strumento molto importante ai fini del gameplay.

Nuove location, nuovo gameplay

In questa ultima tappa legata alla saga mettiamo insieme due titoli che pur non rappresentando nulla di rivoluzionario, hanno comunque contribuito a rendere variegata e ancora più intrigante questa serie, stiamo parlando di The Legend of Zelda: Wind Waker e The Legend of Zelda: Skyward Sword usciti rispettivamente su Game Cube e Wii. I due titoli introducevano ambienti profondamente diversi dal passato.

Wind Waker ci portava all'interno di un mondo totalmente in cell shading - il capitolo più sperimentale sotto l'aspetto visivo - e completamente sommerso dall'acqua. Una mappa open world, navigabile attraverso l'utilizzo di una nave parlante che poteva essere direzionata dalla bacchetta del vento nascondeva dungeon e un sacco di elementi secondari in grado di spingere fortemente il giocatore all'esplorazione della mappa.

In Skyward Sword, invece, ci trovavamo a vestire i panni di un Link giovane - si tratta di un prequel di tutti i capitolo della serie - che nato ad Oltrenuvola, poteva viaggiare nei cieli. Anche in questo caso il gameplay era fortemente influenzato dall'utilizzo dell'accoppiata Wii Mote e Nunchuck.

Per tutti coloro che si sono persi questi capitolo vi ricordiamo che proprio per Wii U è stato rilasciato un remake in HD di Wind Waker.
L'importanza di chiamarsi Zelda - Immagine 5
Volare in Skyward Sword era decisamente divertente ed appagante!

Cosa dobbiamo aspettarci dal futuro?

Questi sono quelli che secondo noi, sono i momenti più iconici della lunghissima vita di questa serie. Come già dichiarato dallo stesso Aonuma il nuovo Zelda in uscita su Wii U, porterà tantissime novità che potrebbero stravolgere ulteriormente un gioco che ha dimostrato di sapersi reinventare pur mantenendo una precisa identità.

Una cosa è certa, indipendente da quello che succederà in futuro, non possiamo che ringraziare questo piccolo personaggio in calzamaglia verde, che ci ha permesso, almeno una volta nella vita, di trasformaci in veri e proprio eroi. Lunga vita a Link!
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L'esplorazione marittima in Wind Waker era la parte predominante dell'esperienza di gioco.
La saga di The Legend of Zelda è sicuramente una delle più famose e prolifiche dell'intero settore videoludico. La vastità di contenuti presenti al suo interno, rappresenta per ognuno di noi un momento intimo ed emozionante che viene gelosamente custodito nel cuore. Fateci quindi sapere quelli che secondo voi sono i momenti più iconici della serie, o quali sono i capitoli che più avete apprezzato durante la vostra esperienza di gioco.
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