Speciale Indiegames alla Milan Gamesweek 2017

Italia, paese di navigatori, allenatori e sviluppatori
Luca GambinoDi Luca Gambino (28 Settembre 2017)

Non poteva mancare anche un'approfondimento di chi cura e promuove il prodotto indie nel mondo e abbiamo incontrato Thalita Malagò, Segretario Generale di AESVI

Thalita, ricordo il primo approccio del mondo indie italiano alla Games Week ed effettivamente non era molto incoraggiante. E invece..

E invece quest’anno abbiamo uno spazio importante. Tanti sviluppatori, tanti giochi da mostrare e tanti metri quadri a disposizione.

Tradotto in numeri?

Quarantotto espositori, cinquantasei giochi e ben 350mq a disposizione degli autori e del pubblico per guardare, provare e, soprattutto, incontrare. Abbiamo fatto davvero passi da gigante.

Soprattutto, state aiutando i nostri sviluppatori a farsi conoscere anche all’estero

Si, perché come AESVI da ormai due anni partecipiamo, con uno stand interamente dedicato al prodotto italiano, a due delle fiere più importanti in ambito internazione: la GamesCom a Colonia e GDC negli Stati Uniti. E qui diamo modo agli sviluppatori italiani di presentare il proprio prodotto non solo al pubblico, ma anche alla stampa e, ovviamente, anche ai publisher. E’ un momento d’incontro importante.

Mi ricollego un attimo a quanto mi diceva ieri il responsabile di Remothered: la stampa straniera è molto guardinga quando si parla di indie, perché spesso questi giochi non vedono mai la luce.

Si, ma abbiamo pensato anche a questo e come AESVI forniamo ai nostri sviluppatori un servizio di PR per essere presenti nel modo più corretto possibile anche sulla stampa estera. A volte si può essere bravissimi nello sviluppo, ma la comunicazione è un’altra cosa e necessita di un supporto adeguato. Bisogna avere tempi e modi ben precisi e spesso questo aspetto è lasciato un po' all’improvvisazione. Noi invece ci avvaliamo della collaborazione di un PR internazionale che porta i nostri prodotti all’attenzione della stampa straniera, e questo è davvero molto importante. Poi è ovvio che la visibilità sulla stampa varia in base a quanto interessanti sono i progetti proposti.

Indiegames alla Milan Gamesweek 2017 - Immagine 2

E in Italia, invece?

Anche in Italia c’è un interesse crescente, sia quella specializzata che generalista. La strada da fare è ancora tanta, ovviamente, però l’interesse c’è. Fortunatamente ci sono delle ottime notizie anche sul versante politico, perché sono state approvate alcune estensioni, che prima riguardavano solo il mondo del cinema anche nel settore del videogioco, e questo potrebbe aprire scenari molto importanti.

Parliamo di agevolazioni fiscali, ovviamente.

Si, e di diverso tipo. Il Ministero dei beni culturali ha approvato alcuni decreti che farà si che gli sviluppatori potranno godere di alcuni sgravi ormai consolidati in altre nazione europee, come il Tax Credit alla produzione, siano esse nazionali al 100% o su commissione da parte di un publisher straniero. Non solo, ci saranno anche dei contributi allo sviluppo, a patto che il progetto sia di qualche interesse dal punto di vista culturale e artistico. Sono due approcci che vanno a supportaresia gli studi più grandi, che con il Tax Credit potranno avere degli sgravi importanti dalle tasse, sia invece per quelli più piccoli, che dovranno però produrre qualcosa che possa essere culturalmente rilevante. Non era così scontato che i videogiochi fossero inseriti all’interno di questa operazione, ma abbiamo lavorato a stretto contatto con il Ministero e credo si sia raggiunto un risultato molto soddisfacente.

Soprattutto in un paese che tende spesso a demonizzare il videgioco.

Si, senza dubbio e, anzi, la Milan Games Week di quest’anno è più che mai un momento d’incontro con gli sviluppatori, in modo che la gente possa capire non solo quanto siano bravi e talentuosi ma anche quanto siano “normali” in quello che fanno. C’è un programma di “talk” molto interessante dove sviluppatori di provata esperienza come Tim Shafer e quelli indipendenti nostrani incroceranno le loro esperienze e la racconteranno al pubblico. Un momento di contatto che potrebbe rappresentare una vera e propria ispirazione per il pubblico. D’altronde quello di realizzare un videogioco è uno dei lavori più ambiti dai giovanissimi e non a caso in Italia si contano quasi 120 studi di sviluppo.

Nel mio articolo parlo anche della possibilità di questi sviluppatori di essere maggiormente creativi e coraggiosi rispetto ai prodotti “standard”

Esattamente. Quello che abbiamo potuto vedere è che c’è una grande varietà di prodotti, in termini di piattaforme, di contenuti e di tematiche. Con l’ovvia conseguenza di avere un grande ventaglio di possibili esperienze di gioco. E’ un periodo sicuramente molto positivo, questo, per l’industria del videogioco italiana.

Indiegames alla Milan Gamesweek 2017 - Immagine 1

Non a caso ci sono sempre più “scuole” dedicate alle professionalità che ruotano attorno al videogioco.

Si, senza dubbio, anche se comunque bisogna sempre essere molto prudenti, perché al talento che occorre per tutto quello che riguarda il discorso strettamente legato alla produzione deve necessariamente essere affiancata anche un’esperienza di tipo imprenditoriale a manageriale. E’ quindi importante far si che le piccole aziende italiane si stabilizzino, crescano e che quindi possano anche essere in grado di dare lavoro ad altri. In Italia ci sono davvero tantissime competenze tecniche e artistiche, sono invece meno le figure che riescono ad avere un visione d’impresa. Noi abbiamo iniziato qualche anno fa un programma di “mentorship” che mette a disposizione figure professionali che possono dare un supporto importante per la creazione di un vero e proprio concetto d’impresa.

Insomma, siamo all’anno zero anche qui?

Non esattamente, diciamo che siamo ancora alla fase iniziale del viaggio, ma se mi guardo indietro, vedo che di strada ne abbiamo già fatta parecchia.

Fatevi un regalo, andate alla Gamesweek di Milano dal 29 Settembre al 1 Ottobre e cercate il settore dedicato a questi progetti: vi si aprirà un mondo da cui non vorrete più uscire.

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