Speciale E3 2018

Luca GambinoDi Luca Gambino (12 Giugno 2018)

In una delle infinite discussioni su Facebook su chi avrebbe “vinto” l’E3 di quest’anno tra Sony e Microsoft (strano che nessuno calcoli Nintendo…), mi sono ritrovato a dire che a Sony sarebbe bastato “uscire” le date di Death Stranding e The Last of Us 2 per avere l’intera platea dell’E3 ai suoi piedi. Onestamente pensavo che sarebbe stato difficile calendarizzare il titolo di Kojima, mentre il secondo capitolo dell’avventura di Joel e Ellie doveva essere maturo per essere collocato in una data precisa. E invece no. A meno di ribaltoni dell’ultimo momento, Sony ha tenuto ancora nel cassetto le uscite dei suoi due gioielli, lasciando un po' l’amaro in bocca ad un pubblico che chiedeva a gran voce di poter mettere le mani sulle versioni giocabili dei due trailer che mandati in onda nel corso della conferenza. Quindi, almeno per ora, niente 2018 per entrambi e, a rigor di logica, si dovrebbe saltare anche il primo quarto 2019 che sta diventando sempre più affollato (è di ieri l’annuncio di Resident Evil 2 il 25 Gennaio).

Comunque sia The Last of Us che Death Stranding si sono lasciati guardare nelle loro forme giocate e abbiamo potuto finalmente vedere in azione Ellie (Joel assente ingiustificato) e Norman Reedus. In TLOU Part II Ellie è un’adolescente matura e vive in libertà il suo orientamento parzialmente intravisto in Left Behind (si potrebbe aprire un capitolo sui commenti assurdi e volgari del popolo di Youtube ma non ho troppa voglia), ma si trova pur sempre in un mondo in guerra e quindi l’abbiamo vista affrontare situazioni di gioco approcciandosi in modo molto “morbido” e stealth laddove necessario, salvo poi accelerare e buttarsi a capofitto davanti a situazioni senza via d’uscita. Tecnicamente splendido e non distante dall’impostazione vista nel primo episodio, questa Part II rimane un assoluto must have dell’offerta PS4.

Discorso simile, ma differente per Death Stranding, che continua a essere un grosso punto interrogativo, anche se in mezzo al mood criptico che contraddistingue Kojima si iniziano a intravedere soluzioni interessanti, tra nemici invisibili (o solo parzialmente visibili), uomini che devono proteggere infanti non ancora nati e un gameplay che si innesta quasi alla perfezione con cinematiche dalla qualità impressionante. Nuovi arrivi anche nel cast: una presenza femminile che in alcuni momenti ha affiancato Norman Reedus e lei, la donna bionica, Lindsay Wagner, il cui ruolo però non è ancora del tutto chiaro. Bello, intrigante e stimolante, ma ancora in là a venire. Facciamocene una ragione.

Per fortuna sono stati fatti vedere anche dei giochi il cui orizzonte temporale è “quasi” dietro l’angolo. Il remake di Resident Evil 2 è stato accolto da un boato ed è in arrivo il 25 gennaio 2019. Kingdom Hearts 3, che arriva su Playstation condito dei capitoli precedenti è ben piantato al 29 Gennaio. Ancora prima, l’espansione di Infinity 2 a Settembre e Black Ops 4 a ottobre. Ma questa è normale amministrazione.

Tra le sorprese annoveriamo senza dubbio Control, ovvero il famoso progetto P7 di Remedy, che ha preso vita ieri notte (stamattina per noi italiani) con una forma che in più punti ha portato alla mente Quantum Break. Lascio a voi valutare se questo sia un bene o un male, ma ancora prima di sapere che fosse un loro progetto ero pronto ad urlare al plagio. Vibrazioni ampiamente positive sono arrivate da Ghost of Tsushima, l’action game ambientato nel giappone feudale di Sucker Punch che ha preso finalmente vita dopo l’ottimo trailer dell’altro giorno. La speranza è di non ritrovarci di fronte all’ennesimo “souls like” ma di qualcosa che riporti nelle nostre console quel genere action adventure puro e semplice che sembra essere stato snobbato da più generazioni di programmatori e giocatori.

Non poteva mancare poi l’ennesimo trailer/gameplay di Spiderman, che conferma l’ottimo lavoro di Insomniac e che non vediamo l’ora di poterci mettere sopra le mani a Settembre. A tempo perso, quasi con sufficienza, è stato annunciato NiOh 2. Così, con una semplice scritta animata. Sufficiente però per mandare in visibilio i tanti estimatori di un gioco capace di far innamorare anche i sostenitori più rocciosi di Dark Souls. Resta infine qualche manciata di titoli VR, tra cui spicca (pur senza mostrare niente), il progetto di From Software Déraciné di cui sentiremo parlare sicuramente molto presto.

Insomma, sicuramente una conferenza positiva, con importanti conferme soprattutto dai due titoli di punta e con qualche piacevole innesto ormai caduto nel dimenticatoio. Manca però il guizzo “vero” a cui ormai ci ha abituato Sony e, soprattutto, mancano le date in cui potremo finalmente vedere concretizzarsi promesse che stanno andando avanti da tempo. E ora spazio a Nintendo.