Speciale Assassin's Creed II

Cosa sappiamo di Ezio Auditore dopo l'E3
Tommaso AlisonnoDi Tommaso Alisonno (8 Luglio 2009)
Italia, Anno del Signore 1486: a Firenze dominano i Medici, con Lorenzo il Magnifico; a Roma il potere temporale è in mano a Papa Innocenzo VIII, il predecessore di Alessandro VI (dei Borgia); a Venezia la cultura e l'economia sono fiorenti più che mai. Un periodo di incredibile sviluppo artistico, culturale e sociale che portò la penisola italica e poi tutta l'Europa ai fasti del Rinascimento, eppure anche un periodo in cui le lotte tra le famiglie nobili si fecero più accese e cruente che mai, sebbene non più affrontate con eserciti e cavalleria ma bensì sottoforma di complotti, intrighi, tradimenti e... assassini.

In questo scenario oscuro ma affascinante facciamo la conoscenza con Ezio Auditore, un nobile fiorentino di una casa minore affiliata ai Medici, conoscente abbastanza assiduo del genio artistico e ingegneristico chiamato Leonardo da Vinci. Che caratteristica particolare porta Ezio al centro del nostro discorso? Beh, all'inizio della vicenda lui ancora non lo sa, ma Ezio è un Assassino, un discendente della setta araba di monaci-guerrieri dediti alla meditazione (con l'aiuto dell'ashish che a loro da il nome) e al combattimento furtivo. Abbiamo già conosciuto un membro di questa setta, nell'XI secolo, durante le crociate: stiamo parlando di Altair di Masyaf, e se non sapete chi sia correte a procurarvi il primo Assassin's Creed.
Assassin's Creed II - Immagine 1
Mentre il sole sorge sullo sfondo, Ezio raggiunge in volo il campanile di S.Marco
Assassin's Creed II - Immagine 2
Un simile tuffo vincerebbe l'oro alle olimpiadi!
Assassin's Creed II - Immagine 3
Le guardie sul pontile stanno per essere strattonate nelle buie acque del canale
In effetti non ci è dato sapere se Ezio sia un discendente diretto di Altair: su questo punto gli sviluppatori di Ubisoft non si sono sbottonati, ma di certo è anch'egli un antenato di Desmond, il vero protagonista della trilogia ora giunta al secondo episodio, prigioniero degli scienziati templari nell'anno 2012. È difatti ancora una volta attraverso i “ricordi genetici” sepolti nel DNA di Desmond che siamo in grado di rivivere le vicende svoltesi in Italia oltre cinquecento anni fa.
Assassin's Creed II, pertanto, comincia a rivelarci qualcuno dei suoi segreti: Ezio Auditore, abbiamo detto, non è cresciuto nel villaggio di Masyaf, e da quanto annunciato imparerà a poco a poco durante lo svolgimento della trama cosa significhi essere un ashashin, sia dal punto di vista filosofico, sia per quanto concerne le abilità peculiari. Essendo un nobile del tardo medioevo, comunque, partirà sin dall'inizio con una certa cultura e predisposizione all'arte, oltre ad un addestramento militare privilegiato.

Uno dei primi elementi su cui Ubisoft ha posto l'attenzione è per l'appunto lo svolgimento della trama: se le vicende di Altair erano per così dire “suddivise” in capitoli da superare a blocchi successivi, la storia di Ezio dovrebbe essere più libera e vasta. Tanto per cominciare, le varie missioni non saranno circoscritte alle mura di una città (nella Palestina dell'XI secolo, le mura separavano le case dal deserto) ma spazieranno nelle campagne circostanti fino a dove la nobiltà esercitava il suo dominio, e addirittura da una città all'altra.

In secondo luogo, le trame non saranno più organizzate in capitoli indipendenti ma maggiormente interconnesse tra loro tramite un'estesa rete di “contatti” sparsi nelle tre città principali (Firenze, Venezia e Roma) a cui Ezio farà capo. Le tipologie di missioni saranno numerose, si parla di addirittura sedici, tra l'altro con abbastanza sfumature da non costituire mai la medesima esperienza di gioco; tra le altre sono state escluse quelle “passive” (borseggio e spionaggio), poco gradite al pubblico del primo AC, e accentuati i pedinamenti e gli inseguimenti, questi ultimi sia nel ruolo del cacciatore sia nel ruolo della preda. Inoltre, il tempo avrà una sua importanza mediante l'introduzione del ciclo giorno-notte.

Infine, anche il comportamento stesso del protagonista andrà ad influenzare l'ambiente circostante: se nel primo AC una volta compiuto il misfatto e tornati alla casa degli Assassini ci si poteva rilassare (“Missione Compiuta, Fratello!”), in questo secondo episodio sarà necessario abituarsi a tenere un comportamento il più discreto possibile, perché man mano che Ezio si procurerà una “cattiva fama” le guardie cominceranno a cercarlo attivamente e i cittadini fuggiranno alla sua vista. Per risolvere il problema sono previste delle missioni di “recupero” i cui Ezio dovrà corrompere od uccidere i testimoni dei suoi misfatti, far sparire i manifesti che lo ritraggono e così via.

A proposito di guardie: molti hanno considerato un “difetto” il fatto che gli avversari di Altair si riassumessero in spadaccini ed arcieri - anche se in realtà le cose non dovevano essere molto diverse nella Gersualemme dell'epoca. Certamente, anche per questo motivo, si richiedeva una maggiore varietà tra i nemici di Ezio: ecco pertanto che gli armigeri di AC2 spazieranno dallo spadaccino classico, all'agile furfante armato di pugnale, agli alabardieri e picchieri dalla lunga portata, fino ai cavalieri in armatura pesante con spadoni pesanti svariati chili.
Per fronteggiare questi nemici, Ezio potrà contare principalmente sull'uso di ben due lame retrattili e sui pugnali da lancio, ma di base non porterà con se altre armi. Fermo restando che secondo gli sviluppatori queste siano sufficienti, se padroneggiate, a garantirvi la sopravvivenza ed il successo, è innegabile che la prospettiva di fronteggiare un cavaliere armati solo di temperino non sia delle più rosee. Niente paura: oltre a svariate tecniche di combattimento a mani nude, tra cui la possibilità di “gettare sabbia negli occhi”, Ezio sarà un maestro nell'arte del disarmare e potrà utilizzare le armi così raccolte per difendersi; ciascuna di queste garantirà tecniche di attacco uniche, sebbene sia auspicabile che dovranno essere abbandonate nel momento della fuga.

Oltre alle evidenti peculiarità in termini di combattimento, i nemici differiranno tra loro anche nel comportamento: i picchieri saranno tipiche “sentinelle” nervose e sospettose che cercheranno l'obiettivo con insistenza infilzando anche eventuali nascondigli, mentre i furfanti saranno abbastanza agili da poter inseguire Ezio nelle sue fughe rocambolesche. Fughe che si snoderanno su vari livelli: non solo, infatti, le costruzioni italiche saranno tendenzialmente più alte delle casupole palestinesi, complice la tendenza dei nobili a gareggiare per celebrare la propria grandezza, ma anche grazie ad un'abilità che Enzo possiede e di cui Altair era drammaticamente privo: il nuoto. L'acqua costituirà pertanto non più un ostacolo insormontabile per il nobile fiorentino quanto piuttosto un possibile nascondiglio (apnea permettendo), oltre a dargli la possibilità di sporgersi e afferrare i nemici indifesi per affogarli.

Le ultime novità su cui gli sviluppatori si sono “sbottonati” riguardano i personaggi storici che incontreremo: tra essi spiccano Lorenzo il Magnifico (la congiura dei Pazzi troverà spazio nelle vicende del gioco), Caterina Sforza e persino Machiavelli, che per Ezio sarà una sorta di tutore, anche se non ci è dato sapere esattamente in che maniera. Un posto d'onore spetta sicuramente al già citato Leonardo da Vinci, il quale rivestirà la parte di una sorta di “Archimede Pitagorico” al servizio di Ezio e gli fornirà equipaggiamento particolare, come ad esempio le famose lame retrattili. Già nel filmato in-game presentato all'E3 Ezio sospeso in volo su una sorta di deltaplano che ricorda la “macchina volante” di Leonardo, sostenuto dall'aria ascendente scaldata da alcuni bracieri a terra.
Per meglio ricreare gli ambienti di gioco, gli sviluppatori non solo si sono documentati presso studiosi esperti di storia e di architettura italiana del periodo, ma anche e soprattutto hanno svolto numerosi e lunghi tour nelle nostre città d'arte, scattando innumerevoli foto ai monumenti che nel gioco avrebbero poi dovuto fare la loro comparsa (ad esempio la basilica di San Marco, o il ponte di Rialto, che nel gioco apparirà ancora in costruzione) ma non solo, cercando di cogliere lo spirito che unisce tra loro le strutture architettoniche anche più umili. Il risultato è tutto da attendere, ma quanto visto finora è molto incoraggiante.

Insomma: anche volendo soprassedere sulle promesse in termini grafici, c'è molto di buono da aspettarsi da questo secondo Assassin's Creed, soprattutto in termini di libertà e di Gameplaying. In questo senso, gli sviluppatori hanno confidato di essersi in parte ispirati al concept proprio di GTA, ma leggendo tra le righe non è difficile percepire influenze di titoli Bethesda (Oblivion e Fallout) o di stealth-game come Tenchu & C. Non ci è dato, per ora, di sapere di più, se non che la data di uscita è prevista per l'inverno prossimo, entro Natale: mordiamo il freno nell'attesa di poter mettere le mani sul tutto...
Assassin's Creed II - Immagine 6
Con la giusta angolazione, sarà possibile eseguire attacchi mortali in un unico balzo
Assassin's Creed II - Immagine 7
L'arte di evitare gli attacchi e disarmare l'avversario sarà alla base del sistema di combattimento del nuovo Assassin's Creed
Assassin's Creed II - Immagine 8
Le guardie arrivano tardi: il bersaglio è già stato raggiunto
Dopo un anno e mezzo di quasi silenzio, Ubisoft Montreal ci stupisce con più notizie sul secondo Assassin's Creed di quanto fosse lecito aspettarsi, dandoci pertanto l'idea di essere già ad un punto incoraggiante dello, ingolosendoci ancora di più con il primo filmato in-game. I presupposti per un lavoro ottimo, sotto molti aspetti superiore al già acclamato ma spesso criticato primo capitolo, ci sono tutti e non dobbiamo fare altro che aspettare il prossimo inverno per poterlo provare con mano...
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