Recensione Warhammer 40.000: Eternal Crusade

Una crociata è eterna ... finché dura!
Simone Rampazzi Di Simone Rampazzi
Il nuovo gioco ispirato all'ambientazione futuristica di Warhammer ha ricevuto pochissimi feedback e pubblicità nel corso del tempo di sviluppo, vuoi per la forte concentrazione focalizzata sui titoli fantasy come Total War e Vermintide, vuoi per uno stile di gioco inizialmente non ben definito che addirittura annoverava tra le sue caratteristiche il Massive Multiplayer Online (Steam ancora elenca questa caratteristica nelle specifiche), vuoi anche per la serie di problemi tecnici legati alle meccaniche di gioco presentate.
Warhammer 40.000: Eternal Crusade
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Molte comunque erano state le premesse, alcune delle quali furono smentite subito dopo il lancio in Early Access, ma la prova effettuata sul codice finale del gioco sviluppato dalla casa Behaviour Interactive ha spaccato in due il nostro giudizio, mostrandoci nella prima metà un'offerta fedele al marchio storico di Games Workshop e, nell'altra, una copiosa quantità di difetti dietro l'angolo che ci hanno fatto non poco storcere il naso. Ma una guerra è pur sempre una guerra e qualcuno deve pur combatterla, giusto?

C'era una volta uno Space Marine

Giocare un titolo di casa Warhammer sfruttando la terza persona potrebbe far storcere il naso ai puristi, ma l'esperimento effettuato nel vicino 2011 da parte di Relic con Space Marine non fu male (qui il nostro articolo), ed in effetti divertì il pubblico con il suo gameplay frenetico accompagnato da una storia relativamente avvincente. Pensando ad oggi, Eternal Crusade non propone una storia ed una modalità giocatore singolo dove vivere un'avventura, ma sfrutta la stessa regia focalizzandosi però completamente sul comparto multigiocatore, al fine di coinvolgere il giocatore nella guerra galattica combattuta da Orki, Space Marine, Chaos Marine ed Eldar.
Una volta scelto esercito e reggimento dove prestare servizio, vi verrà consigliato direttamente di accedere ad una sorta di guarnigione, dove potrete trovare alcuni focal point che serviranno ad insegnarvi le basi del gioco come in tutorial, relative alla configurazione dei comandi sfruttabili sia da mouse/tastiera che da controller. La prima è risultata molto efficace per gestire le classi ranged, mentre la seconda ci ha facilitato non poco quelle melee, considerato il cambio repentino delle inquadrature dovuto allo spostamento dei nostri avversari durante il target lock. La natura frenetica del gameplay si vede, ma abbiamo avvertito alcune storpiature che analizzeremo fra poco.
Il vostro alter ego può affidare la sua vita alla spada o alle armi da fuoco, ma la suddivisione di queste mini classi acquista maggiore importanza soltanto quando vorrete scegliere un ruolo di supporto nell'esercito, dato che alcuni preset permettono di ottenere abilità di cura indispensabili per sopravvivere. Venendo appunto alle storpiature nominate poco sopra, ci siamo trovati di fronte ad un sistema di movimento a volte incespicante e legnoso coadiuvato da un sistema di coperture non sempre efficace e reattivo, seguito inoltre a ruota libera da un delay legato ad alcune azioni, come le capriole, che alcune volte è stato più deleterio che fruttuoso. Queste sfaccettature negative vengono portate in evidenza da un gameplay massivo che non aiuta il giocatore alle prime armi, il quale la maggior parte delle volte si trova gettato nella mischia senza ben comprendere la posizione delle coperture migliori o, più semplicemente, la posizione degli altri giocatori di supporto da cui ricevere un minimo di cura.
Oltre a combattere via terra, il sistema prevede l'utilizzo di mezzi di trasporto ispirati al brand, i quali però acquistano importanza soltanto quando un membro della squadra vi campera all'interno, creando un punto di creazione diverso da quello di partenza o dal punto di controllo, utilissimo per respawnare nei momenti più concitati della battaglia vicino ai posti bersagliati.

Appagante all'inizio, ma poi invece...

Anche se il gioco è completamente incentrato sul comparto multigiocatore, la maggior parte delle volte che si accede ad una partita si assiste ad una serie di attacchi che sembrano guidati da una regina zerg cieca. Tutti si muovono senza rispettare una logica, vista la mancanza di un sistema di comunicazione in game efficace, pertanto si assiste continuamente ad un via vai dove ognuno punta verso il punto di controllo libero da conquistare, vuoi per trovare un po' di azione, vuoi per cercare di fare il maggior numero di punti per effettuare il level-up. capitato di essere inseriti in una mappa prossima alla conclusione, oppure di trovarci all'interno di uno scontro dove i nostri avversari erano già armati di tutto punto con armi potenziate, anche se al nostro stesso livello.
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Esiste infatti all'interno del gioco un sistema di personalizzazione, il quale permette al giocatore di comprare armi potenziate (avevano parlato di oltre 1000 personalizzazioni, ma quelle disponibili si riducono al massimo a 20 per fazione) con valuta in game da inserire in un proprio preset personalizzato. Questo, però, non fa altro che danneggiare coloro che invece puntano a sborsare soltanto i 50€ e basta.
Va comunque omaggiato il lavoro svolto sul comparto grafico ed artistico, che riesce ad omaggiare il brand grazie alla creazione di mappe di gioco fedeli alle ambientazioni futuristiche di Warhammer 40k, coadiuvate dalla creazione certosina dei mezzi di trasporto, delle armature e delle armi presenti nel gioco.
7
L'esperimento sviluppato da Behaviour intrattiene ma non fino in fondo. Alcune delle pecche sopracitate rendono la permanenza sul campo di battaglia complessa, vuoi per la mancanza d'organizzazione legata al team massivo, vuoi anche per una serie di magagne legate al gameplay legnoso ed a volte incespicante. Un vero peccato, speriamo che le cose cambino con qualche aggiornamento dedicato!
voto grafica8
voto sonoro6,5
voto gameplay7
voto durata6,5

Warhammer 40.000: Eternal Crusade

Disponibile per: PC , PS4, Xbox One
Warhammer 40.000: Eternal Crusade PC Cover
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