Recensione Wargame: European Escalation

Sì, sì e ancora sì! L'RTS simulativo è ancora vivo e vegeto!
Marco Modugno Di Marco Modugno
C'era una volta la Guerra Fredda. Per decenni il conflitto mai combattuto tra gli schieramenti a lungo contrapposti di Nato e Patto di Varsavia, con tutti i suoi risvolti strategici e spionistici, è stato fonte d'ispirazione per decine di fortunati scrittori, cineasti, creatori di videogiochi, e così via. Nomi come Tom Clancy, John Le Carré o Ian Fleming devono buona parte della loro fortuna e carriera alla tensione mai sopita, dal secondo dopoguerra fino al crollo del socialismo reale di matrice sovietica, tra l'Occidente filo americano e gli stati satelliti dell'URSS. C'è addirittura chi oggi, tra gli autori, rimpiange quel filone ormai inaridito e sostituito dai moderni conflitti asimmetrici e dai nuovi scenari geopolitici in continuo sommovimento, probabilmente meno facili da adattare a trame di grande respiro.
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La fanteria che carica a piedi fa molto II GM, comunque...
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Meglio spedire quelle cannoniere a caccia di batterie di artiglieria nemiche!
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C'è un blocco più avanti e non credo si tratti della solita Polizia Stradale...
Non c'è da meravigliarsi quindi se Eugen Systems abbia deciso di resuscitare i fantasmi della Guerra Fredda, dando vita ad uno dei migliori simulatori tattici in tempo reale (in senso stretto; non chiamatelo RTS, però, perché si offenderebbe!) che io abbia avuto occasione di provare nell'ultimo lustro. Il menu messo in tavola dal team di sviluppo è così ricco e accuratamente disposto da non far rimpiangere un solo minuto, nemmeno a uno come me che l'ha vissuta e amata, l'epopea dei giochi di strategia da tavolo con mappa e segnalini di cartone. Le campagne in single player, infatti, sono perfettamente ricreate su ipotesi di scenario che sembrano rubate ai manuali strategici dell'epoca. Una simula le conseguenze di un incidente di frontiera, quando un soldato della DDR decide di disertare dopo aver ucciso due suoi commilitoni, un'altra prende in considerazione un'evoluzione alternativa della rivoluzione polacca dei minatori, mentre una terza  ipotizza uno scenario bellico scaturente da un malinteso causato dall'esercitazione alleata Able Archer al confine della Cortina di Ferro.

Per non parlare della cura meticolosa e quasi maniacale con la quale sono state riprodotte le unità militari di (quasi) tutte le nazioni impegnate sul fronte europeo negli anni Settanta-Ottanta del secolo scorso. Pensare che esistono anche cinque-sei diverse versioni di un unico modello di carro armato è cosa che non può non mandare in sollucchero qualsiasi appassionato di wargame. Chi sa di guerra moderna, infatti, riesce a comprendere benissimo la differenza tra un Leopard 1A1 e un 1A5 (un po' come paragonare una VW Passat anni Ottanta con una ultimo modello, per capirci...) e il fatto che il nostro gioco lasci mano libera al giocatore di equipaggiare a suo piacimento, purché abbia crediti sufficienti, le sue unità meccanizzate e di supporto basta e avanza come argomentazione valida per spingere tutti i generali da divano ad acquistarne al più presto una copia. Elicotteri, carri, blindati, APC, pezzi di artiglieria semovente e trainata, unità di fanteria e così via riempiono uno "scatolone" virtuale di soldatini quasi inesauribile, capace di regalare gradite soprese al neofita come al veterano di battaglie da tavolo anche dopo parecchie ore di sperimentazioni.
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Mettersi a sparare in una centrale nucleare potrebbe non essere una buona idea...
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Mangia questo, compagno amerikano!
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Tre semoventi così vicini vanno bene giusto in parata.
Non occorre molto tempo invece, una volta tanto, per familiarizzare con l'interfaccia di comando, veloce e intuitiva, che limita al minimo la microgestione delle unità tanto cara a certi RTS autocelebrativi e cervellotici. Al massimo dovrete riunirle in plotoni o compagnie, dare loro ordini di gruppo generici come l'uso delle strade ai mezzi di terra e l'altitudine agli elicotteri, imbarcare fanteria a bordo degli APC e poco altro. Mentre è stata soppressa (alleluia!) qualsiasi necessità di raccolta risorse e di costruzione di strutture. Per procurarvi i crediti necessari per requisre nuove truppe, altro non dovrete fare che avanzare, strappando punti sensibili al nemico. Cosa non sempre facile, proprio come nella realtà, dal momento che l'IA del gioco farà del suo meglio per darvi filo da torcere e che il terreno, in perfetta linea con la "vecchia scuola" di Squad Leader e suoi epigoni, farà il più delle volte la differenza.

Guai a voi quindi se vi farete sorprendere dalle cannoniere volanti nemiche mentre siete impantanati in una pianura acquitrinosa, o se non spedirete un plotone ricognitori a dare una sbirciata dietro una colina che, molto spesso, può nascondere una sgradita sorpresa. Le strade asfaltate sono comode per spostare le colonne corazate in fretta, ma anche il nemico lo sa e non conosce luogo migliore per schierare la sua artiglieria controcarro. Quanto ai velivoli ad ala rotante, spesso possono fare la differenza in uno scontro, a patto di tenere presente il volume di fuoco che le mitragliere pesanti binate e quadrinate ZSU e le batterie SAM in dotazione al Patto di Varsavia sono in grado di sviluppare, se ben concentrate. Il realismo sposato dagli sviluppatori prevede anche un ammontare limitato di munizioni e carburante per le vostre unità, e la necessità di ripararle se danneggiate. Il che vi costringerà a tenere sempre a disposizione camion di rifornimenti e officine mobili, onde non veder arrestare la vostra offensiva per colpa della penuria di risorse. Importante, infine, considerare sempre l'esperienza e il morale delle vostre truppe. Un equipaggio veterano è in grado di tenere testa, se in posizione vantaggiosa, ad un intero plotone di reclute, e un'unità che finisce sotto il fuoco incrociato è sempre a rischio di rompere i ranghi e darsi alla fuga, anche a costo d'ignorare i vostri ordini.

Per portare a termine le 22 missioni disponibili, occorreranno almeno una ventina abbondante di ore, anche se siete comandanti smaliziati ed esperti. Se le ambientazioni non brillano per varietà (non è colpa di nessuno, però: il Varco di Fulda e l'Europa Centrale in generale è proprio così, colline, foreste e grandi distese erbose più o meno coltivate tra un centro abitato e l'altro), la stessa cosa non si può dire per le missioni, ben assortite e mai noiose, da giocare impersonando alternativamente comandanti alleati o sovietici. La grafica e il sonoro del gioco si comportano quasi sempre benissimo, con la sola eccezione del vociare ripetitivo e a tratti sconclusionato delle unità al vostro comando (chi si aspetta un'evoluzione in positivo degli "yes, sir... acknowledged" dei tempi di C&C prima maniera, se ne faccia fin d'ora una ragione). Le unità, in particolare, sono sempre ben riconoscibili e fedeli agli originali e chiunque abbia dato un'occhiata al trailer del gioco si sarà fatto già un'idea positiva della capacità del motore grafico di gestire, senza essere eccessivamente esoso, gli scontri più affollati senza affanni.
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Quei russi berranno il loro bicchiere della staffa all'inferno, stasera!
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I vecchi UH-1 gunship fanno ancora il loro porco dovere!
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Dite addio alla centrale. Gli ambientalisti non la prenderanno bene!
A cercare il pelo nell'uovo, si dovrebbe fare un appunto proprio al trailer, nel quale una colonna corazzata alleata viene assalita mentre percorre una strada da forze sovietiche appostate... sui due lati della via, le une di fronte alle altre. E' evidente che chi lo ha pensato aveva in mente un approccio molto hollywoodiano alla guerra meccanizzata, dal momento che, nella realtà, in un caso simile la forza attaccante avrebbe sparato contro se stessa, oltre che contro il nemico, facendo più danni ai propri alleati che ai bersagli designati!

In un titolo del genere, il multiplayer ha sempre il suo necessario peso. Poter giocare partite di 8 contendenti, ciascuno con la possibilità di schierare le sue unità preferite, su 11 mappe differenti, rappresenta un bonus di ottima caratura alla già considerevole componente in solitario. L'approccio, comune anche allo skirmish single player, che rappresenta un'ottima palestra di allenamento prima di affontare la rete, è necessariamente quello di concentrarsi sui veicoli di comando avversari,, unici in grado di conquistare porzioni di territorio o risorse. Fateli fuori tutti e la vittoria sarà vostra. Peccato solo che manchi una mappa con un centro urbano di grandi dimensioni.
Che siate dei fanatici dell'azione bellica veloce e adrenalinica, piuttosto che dei nostalgici delle mappe ad esagoni, European Escalation non potrà non piacervi. Libero dalle pastoie spesso ridondanti e un po'obsolete dell'RTS classico (raccolta risorse, albero tecnologico e costruzione strutture), il gameplay si basa esclusivamente sulla vostra capacità tattica di pianificare e reagire agli imprevisti. Che, guarda caso, sono esattamente le stesse caratteristiche richieste ad un buon comandante di unità meccanizzate su un vero campo di battaglia moderno. Ora però affrettatevi! L'allarme suona e la torretta del vostro carro comando vi sta aspettando!
8
E' l'addio definitivo al wargame tradizionale, con mappa ad esagoni e segnalini di cartone bidimensionale. Giochi come W: EE trasportano nel ventunesimo secolo le senzazioni e le atmosfere provate nelle lunghe serate attorno al tavolo del soggiorno, che poi si lasciava apparecchiato fino al prossimo appuntamento. L'approccio intuitivo e veloce, e la possibilità di assistere agli scontri sul monitor, invece di limitarsi ad immaginarli, unita ad una volontaria rinuncia a qualsiasi elemento RTS (accumula risorse e costruisci basi, per intendersi) apre il gioco ad una fascia d'utenza potenzialmente illimitata. Mentre il realismo e il dettaglio nel riprodurre le unità nelle loro diverse versioni soddisfa il palato anche dei giocatori più esigenti. Realismo e giocabilità convivono serenamente... e combatterono tutti felici e contenti!
voto grafica7,5
voto sonoro6,5
voto gameplay8,5
voto durata8,5
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Wargame: European Escalation

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