Recensione War on Terror

Un disastro strategico.
Patrick Grioni Di Patrick Grioni
Ci eravamo lasciati, per coloro che sono affezionati lettori di Gamesurf, con moltissime aspettative e potenziali virtù per un titolo che strizzando fin troppo l'occhio ad Act of War, prometteva di introdurre alcune interessanti novità nell'ambito RTS anche se, più realisticamente, speravamo in un buon equilibrio e in un discreto prodotto.

Ambito storiografico

Nel futuro prossimo, il 2008 per la precisione, il mondo verrà scosso da una serie di attentati compiuti da un'enigmatica società segreta chiamata l'”Ordine”, atti volti a destabilizzare e confondere l'ONU e l'opinione pubblica.
Vivremo la vicenda da 3 differenti prospettive, corrispondenti alle tre fazioni in gioco: World Forces (in pratica gli americani) dove il susseguirsi degli eventi ci saranno raccontati da Grace Manville, una giornalista di guerra, l'Ordine, dove approfondiremo i tratti dell'enigmatica figura di Amira, anch'essa reporter e infine la Repubblica Popolare Cinese ove Sun Yurong sarà il nostro comandante.
Tutto il filo scenografico si poggia su un copione in cui il principale protagonista dovrebbe essere il dubbio e il tentativo di far percepire al videogiocatore una sorta di stato di tensione e paura che avrebbe anche potuto funzionare se tutta l'impalcatura non fossa scaduta invece in un susseguirsi di banalità e imprecisioni che purtroppo costellano l'intera esperienza di gioco.
Inoltre, le missioni di salvataggio o di difesa della libertà soffrono di una costante immobilità delle truppe nemiche e una linearità inaccettabile di compiti e obiettivi: si aggiunga che, per cause risibili o per compiti preeimpostati non raggiunti per mancanza di chiare istruzioni si rischia di perdere l'intera partita. Questa poca flessibilità sarà purtroppo una costatnte di tutta la prova di War on Terror.
War on Terror - Immagine 2
Una delle missioni in oriente con le nostre truppe in pattugliamento
War on Terror - Immagine 3
L'utilizzo della nebbia, in questo caso, ci pare un tantino eccessivo
War on Terror - Immagine 4
Il sommario della missione, con le relative medaglie
Ai comandi.

Una delle principali innovazioni che doveva portare il titolo Montecristo era un'abbondanza di specialità specifiche per ogni truppa, fino a un massimo di 3 passive o attive. Dopo aver testato a fondo, e con diversi mezzi, la loro indubbia inutilità, siamo giunti alla conclusione che il loro utilizzo non solo non avvantaggia il giocatore scaltro, ma spesso, nella loro macchinosa messa in opera, provocano indubbie penalità.
Unica eccezione è rappresentata dai genieri, che tramite le mine possono infliggere un effettivo danno al nemico.
Il pannello di controllo consta di un utile interfaccia sulla sinistra per la selezione e l'abilitazione delle sopra citate abilità, mentre sulla destra sarà possibile rivedere in dettaglio una riproduzione tridimensionale di particolari zone di battaglia (i nostri obiettivi o i movimenti truppe nemiche).
Da segnalare che la semplice selezione di una singola unità provoca inspiegabili e tremendi rallentamenti, che misteriosamente scompaiono quando la selezione delle unità diviene multipla, problema in parte risolto dalla patch 1.03.
Un'altra peculiarità, solo in parte esclusiva di War on Terror, è rappresentata dalla possibilità di catturare qualsiasi mezzo nemico a patto di avere qualche soldato di fanteria libero: è interessante anche formare mix molto efficienti come un artigliere sopra un blindato, che può tranquillamente sostituire un carro armato in caso di necessità.

Gameplay

Il primo passo prima di ogni missione sarà l'acquisto e organizzazione del proprio esercito, a meno che non ci si accontenti dello schema di default.
Anche in questo caso, però, raggiungiamo risultati pessimi, dato il frequente mix di unità totalmente inadatto alla missione che si sta per affrontare. Qualsiasi giocatore, anche il meno abile negli RTS, saprà sicuramente portare sul campo qualcosa di più efficiente rispetto alla configurazione di base.
Tra questi prodi saranno presenti anche alcuni eroi, con alcune abilità speciali, ancora una volta totalmente inutili, a meno di non finire nel vizioso narcisismo di mostrare agli amici “quello che si può fare”.
Un esempio su tutti è Carrington, una sorta di 007 trasparente (perchè a video è effettivamente rappresentato così), che non è visto dai nemici e fa saltare in aria alcuni edifici, ma che in battaglia non serve praticamente a nulla (anzi morendo porta alla sconfitta) e non ha missioni specifiche dove poter far valere le sue doti.
War on Terror - Immagine 5
La fase di selezione dell'esercito, non fidatevi della CPU
War on Terror - Immagine 6
Le mine sono un deterrente notevole
War on Terror - Immagine 7
Le città sono ottimamente riprodotte
Il controllo delle unità si può tranquillamente annoverare tra i più frustranti che ci siano mai capitati di vedere su PC, ogni tanto queste si dimenticano di essere in squadra e si fermano immobili in una zona dello scenario ormai perse (in media 2-3 per missione), i percorsi che compiono sono di gran lunga i più cervellotici e, concedeteci il termine, incasinati che RTS umano abbia mai mostrato, capita sovente di vedere squadre divise, unità bloccate, unità che inspiegabilmente non sparano (e poi subito dopo iniziano a farlo) e se si aggiungono l'utilizzo di alcune peculiari abilità riescono ad andare ancora maggiormente in crisi.
In compenso l'IA nemica, seppur non toccando l'eccellenza, riesce a impegnare il giocatore che si troverà spesso in difficoltà, dovendo lottare costantemente con il sistema di controllo in primis e l'afflusso di nemici poi.
Durante l'intera azione di gioco non vi sarà nessuna risorsa da raccogliere e amministrare o edificio da costruire, ma tramite alcuni punti di raccolta, si potranno chiamare rinforzi.
Parlando infine del design delle mappe, pur essendo presenti notevoli rappresentazioni di alcune capitali europee, non aiutano di certo risultando, soprattutto il tutorial un ostacolo all'azione fluida e al dispiegamento delle unità.

Motore di gioco

Dal lato tecnico, e questa recensione ha aspettato la patch 1.03 non a caso, ci troviamo di fronte a un discreto impatto visivo pagato però da un azione continuamente interrotta dai rallentamenti e dagli errori grafici.
Crediamo non siano in realtà problemi di fluidità per l'abbondanza grafica, ma sospettiamo diverse mancanze di ottimizzazione del codice, tanto da mettere in difficoltà qualsiasi scheda video e processore.
Inoltre l'utilizzo della ram, con il progredire della missione, diventa sempre più avaro di risorse, costringendo spesso il sistema a swapping enormi (e quando diciamo enormi parliamo anche di 20 secondi di blocco).
Inoltre le texture, soffrono della persistenza di sottili bande nere dovute probabilmente ad errori imputabili al sistema di illuminazione implementato.
Peccato, perchè alcuni scorci delle ambientazioni di gioco, senza questi problemi risulterebbero di gran lunga più godibili.
Di contro il sonoro risulta piacevole, con buoni effetti e un motivetto di fondo adeguato.
Segnaliamo la presenza del Multiplayer, purtroppo disertato dai giocatori e quindi impossibile da valutare.
War on Terror - Immagine 8
Modelli discreti e impatto buono, peccato per il frame rate
War on Terror - Immagine 9
Siamo a Parigi, presto il Campo di Marte sarà nostro
War on Terror - Immagine 10
L'utilizzo degli shaders delle schede video è limitato, ma pregevole
4
Montecristo registra con War On Terror un clamoroso passo falso. Le buone idee di fondo, che soprattutto dopo il successo di Act of War potevano rivelarsi vincenti, sono purtroppo vanificate da un reparto tecnico assolutamente inadatto allo scopo. Un'esperienza di gioco disastrosa sotto tutti i punti di vista e parzialmente mitigata dalla recente uscita di un patch correttiva che, però, non cancella le nostre amare impressioni per un titolo che poteva essere un nuovo punto di riferimento per gli strategici in real time. Peccato.
voto grafica5
voto sonoro6
voto gameplay4
voto durata4
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