Tomb Raider Anniversary - Recensione

Arriva su PS2 il Remake del primo Tomb Raider

Di Tommaso Alisonno
Lara Croft è una famosa archeologa, ma il suo lavoro è più che altro un Hobby, giacché il suo defunto padre le ha lasciato un'immensa fortuna che le permette di vivere nel lusso senza dover lavorare. Per questo motivo non accetta missioni a pagamento e si muove solo seguendo il suo istinto e le sue ricerche, ma quando una misteriosa magnate le mette in mano le prove che le teorie di suo padre su Atlantide hanno un fondo di verità, Lara è pronta a partire per il Perù e cominciare le ricerche di un antico artefatto di nome Scion. Si, lo sappiamo: questa storia ve l'abbiamo già raccontata dieci anni fa... ma si daa il caso che Tomb Raider compia dieci anni, e che per l'anniversario la Eidos riproponga la prima avventura della bella, formosa ed atletica Lara in una versione riveduta e, diciamo così, corretta – Tomb Raider Anniversary, appunto.

Per chi non lo sapesse, e sicuramente saranno in pochi, diremo che Tomb Raider è un gioco di avventura che unisce in se elementi di platform 3D a sessioni di combattimento arcade: Lara è in grado di compiere balzi atletici, arrampicarsi su pali e piattaforme, utilizzare sbarre orizzontali come trapezi per compiere evoluzioni, appigliarsi ai cornicioni, accucciarsi e rotolarsi in terra e quant'altro per superare gli arzigogolati dungeon in cui si calerà, ma si premunirà di avere sempre con sé un discreto arsenale (pistole, fucile, UZI, magnum) tramite cui ridurre ai più miti consigli i vari nemici, siano essi animali feroci, creature sovrannaturali o rivali privi di scrupoli. Una caratteristica classica di Tomb Raider è il fatto che l'arma di Default (la coppia di pistole) goda di una riserva infinita di munizioni, sebbene sarà necessario ricaricarla di tanto in tanto, mentre una novità piuttosto rilevante è la scelta di implementare nell'equipaggiamento della bella avventuriera anche un rampino con cavo d'acciaio da utilizzare come liana portatile oppure per trascinare determinati oggetti.
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Il primo mitico costumino come non l'avete mai visto
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Il primo mitico portone in Perù... originariamente non dovevate faticare per aprirlo, ora invece...
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Questa locazione era già splendida su PS1, e guardatela ora...
Il sistema di controllo di base è abbastanza immediato: stringendo all'osso, i comandi principali sono il salto, il tasto di fuoco, la schivata e il lancio del rampino; a questi si affianca il tasto per interagire con l'ambiente circostante (leve, interruttori, porte), usato anche per ricaricare e, nel caso vogliate un gioco più difficoltoso, per afferrarsi e trattenersi ai vari appigli (operazione che con le opzioni di default Lara compirà in automatico). Completano la panoramica i tasti per l'inventario e quello, molto importante, del Lock sul bersaglio: quest'ultimo, infatti, oltre a permetterci di muoverci nelle quattro direzioni mantenendo fissa l'inquadratura (e la mira) sul nemico, ci renderà anche capaci di effettuare, se attaccati, un “contrattacco letale” in grado di uccidere qualsiasi avversario istantaneamente. Il resto è Tutorial: le azioni, o meglio le evoluzioni, che Lara può compiere sono talmente numerose che sarebbe puerile cercare di elencarle tutte in questa sede.

Decisamente più interessante per noi, trattandosi fondamentalmente di un remake, è il discorso “realizzazione tecnica”. Graficamente, il gioco sfrutta il motore dell'ultimo Tomb Raider (Legend), ovviamente messo alla frusta in modo da cercare di rendere il più maestose possibile le bellissime location originali, arricchendo di dettagli tanto le strutture quanto le textures; parimenti, tutti i modelli animati sono piuttosto ben realizzati, anche se solo ed esclusivamente in Lara si riscontrano vere e proprie punte di eccellenza. La fluidità è sempre garantita, anche in presenza di svariati modelli su schermo e nonostante i numerosi giochi di luci/ombre dinamiche in tempo reale. Purtroppo certi dettagli sembrano essere sfuggiti ai beta-tester, cosicché talvolta il gioco incappa in Bug inspiegabili e abbastanza fastidiosi, dato che potrebbero addirittura obbligarvi a rigiocare tutto da capo, per esempio, per un cancello che non è dove dovrebbe essere... In pratica può capitare (fortunatamente molto di rado, ma soprattutto nel livello greco) che alcune parti non vengano create, e gli unici consigli che possiamo darvi sono quelli di utilizzare molti slot di salvataggio e di conservare gelosamente l'ultimo salvataggio di un livello già superato, di modo che possiate perlomeno rincominciare da lì piuttosto che dal portone del Perù... Niente da eccepire per quanto riguarda l'audio: le musiche originali sono state pregevolmente orchestrate e rimasterizzate, gli effetti sonori svolgono il loro dovere e Lara & c. si esprimono gradevolmente in Italiano, con una traduzione pressoché perfetta.
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Atletica come neppure Yuri Chechi
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L'innovazione del cavo: qui lo utilizziamo per spostare piani ed oggetti...
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...qui per correre lungo le pareti
La giocabilità è garantita da un sistema essenzialmente semplice, padroneggiabile nell'arco di una ventina di minuti, ed anche se talvolta Lara fa “i capricci” rifiutandosi di appendersi a quell'appiglio o sbagliando un salto semplicissimo (leggasi “i comandi non rispondono come vorremmo nel 100% dei casi”), ed anche se ogni tanto le telecamere faranno di tutto per non ruotare nella posizione a noi più consona, di base riuscirete tranquillamente a superare le prime fasi di gioco. In seguito le cose si faranno più serie, obbligandovi a guardarvi attentamente intorno e a studiare gli ambienti da più angolazioni prima di provare a compiere una serie di salti, specie in presenza di nemici. L'implementazione del rampino, unita all'abilità di “schivata e contrattacco” nonché di un sistema di cinematografie interattivo (premere il tasto giusto al momento giusto) contribuiranno a rendere l'esperienza di gioco varia e originale anche per i più ferrati aficionados di Lara. Certo è che chi ha già giocato, dieci anni fa, il primo Tomb Raider faticherà a trovare una vera “sfida” nei numerosi enigmi da affrontare, specie se dotato di buona memoria, ma per tutti gli altri possiamo parlare di un incremento di difficoltà morbido ma sensibile.

È però innegabile che il gioco sia dedicato soprattutto ai primi, ossia a coloro che hanno amato Lara nel suo esordio e che non hanno mai ritrovato nei capitoli successivi (via via sempre più negativamente criticati) il feeling originale: per tutti gli altri, si tratterà infatti di “un Tomb Raider qualsiasi”, e se la serie non “tira” più non vi è in effetti motivo per qui questo episodio debba “tirare” più degli altri.
Se comunque troverete il gioco di vostro gradimento, avrete davanti a voi una nutrita schiera di livelli da superare, ciascuno con i suoi segreti da scovare e bonus da sbloccare (vestiti di Lara, schede dei personaggi), oltrettutto disponibili in tre livelli di difficoltà. Le ore di gioco in compagnia della bella Signorina Croft sono pertanto parecchie: se, com'è lecito supporre, questo gioco nasce non solo con l'idea di celebrare l'anniversario ma anche di “chiudere un circolo”, perlomeno sarà in grado di tenerci impegnati un bel po' prima di farsi riporre nello scaffale, e quando questo avverrà ci lascerà un ultimo buon ricordo di una bellissima amica (bug permettendo).
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Un bel tuffo, ed un'ancor più bella locazione
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alcuni nemici, come questi pipistrelli, saranno semplicemente fastidiosi; altri, invece...
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Il primo che dice “ma un meccanismo simile non esiste in una rovina” lo mando a guardarsi tutti i film di Indiana Jones
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Tomb Raider: dieci anni e non sentirli? Beh, non proprio... se da un lato è indiscutibile il fatto che il fascino di Lara sia rimasto immutato, dall'altro è innegabile che ci sia stata un'evoluzione videoludica che l'ha vista passare da protagonista di un titolo innovativo a eroina riciclata del “solito gioco trito e ritrito”. Questo omaggio alla bella archeologa vuole forse mettere la parola “FINE” alle sue avventure offrendo, come ultimo ricordo, la versione tecnologicamente più avanzata del capolavoro (perché all'epoca di quello si trattava) che l'ha consegnata alla celebrità, ma sinceramente, nonostante le innovazioni, si sarebbe potuto fare qualcosa di più e sicuramente di meno bacato. Tutto ciò non toglie però che sia sempre un piacere intrattenersi qualche ora in compagnia della signorina Croft, e che un BEL gioco, specie se riproposto in una grafica gradevole e con qualche innovazione in termini di gameplaying, non invecchia mai... Per vecchi amici di Lara.
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Tomb Raider Anniversary

Disponibile per: PS2 , PC, Xbox 360
  • Piattaforma: PS2
  • Produzione: Eidos Interactive
  • Sviluppo: Crystal Dynamics
  • Distribuzione: Halifax
  • Genere: Avventura
  • PEGI: +12
  • Uscita italiana: Luglio 2007
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