Recensione Shin Megami Tensei IV: Apocalypse

Due anni dopo, un altro punto di vista su SMT4
Tommaso Alisonno Di Tommaso Alisonno
L'anno è il 2038, e da 25 anni Tokyo è rinchiusa sotto una cupola protettiva chiamata “firmamento”: è solo grazie a questa che la città si è salvata dal cataclisma nucleare che ha devastato il resto del mondo. Il tutto rispondeva a un “piano divino” nella lotta tra le schiere celesti e quelle demoniache, che ancora si combattono coinvolgendo così gli uomini. Il giovane Nanashi [ossia “Senza Nome”, ma potrete dargli un NickName di vostra scelta] vive in questo mondo postapocalittico con l'amica Asahi e sogna di diventare un Cacciatore di Demoni: l'occasione gli si pone davanti quando viene soccorso in punto di morte dal dio Dagda, il quale lo rende però un suo burattino. Ora Nanashi ha poteri incredibili e può, al pari degli altri Cacciatori, evocare i demoni che lo aiutino in battaglia, ma quale sarà il prezzo richiesto da Dagda?

Apocalypse è sia un sequel che uno spin-off di quel Shin Megami Tensei IV arrivato su 3DS due anni or sono: in realtà la storia non “prosegue” la trama della vicenda che ha come protagonista Flynn ma offre un nuovo punto di vista su uno dei percorsi che quella stessa trama segue una volta imbroccate le scelte di un determinato finale – quello ossia dell'apocalisse. Flynn, Isabeau, Navarre e altri personaggi del gioco originale infatti ricompariranno e Nanashi dovrà per un certo tempo “seguire l'onda” delle loro vicende: il fatto che sia un burattino nelle mani di Dagda enfatizzerà in un certo senso la sua natura di “eroe comprimario”.
Shin Megami Tensei IV: Apocalypse
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Dal punto di vista di gameplay il gioco non offre praticamente nessuna novità ancorandosi saldamente a quanto realizzato nel titolo di riferimento: il mondo di gioco si sviluppa secondo una mappa bidimensionale in cui le varie locazioni sono collegate da percorsi fissi (le strade di Tokyo) e una volta entrativi si passerà alla visuale in terza persona. Entrando in contatto coi nemici – possibilmente colpendoli con la spada per ottenere l'iniziativa – si accederà alla schermata bidimensionale di combattimento, con la classica disposizione “party da una parte, nemici dall'altra” e struttura a turni.

Per chi non ha dimestichezza con il brand SMT – o la serie consorella Persona – aggiungeremo che la caratteristica peculiare del battle system è quella di tramutare in un vantaggio radicale ogni colpo particolarmente efficace: se cioè doveste attaccare un nemico con un elemento a cui è vulnerabile o mettere a segno un colpo critico, oltre a infliggere grandi danni otterreste anche un'azione extra; viceversa, però, utilizzare l'elemento sbaglio o “missare” il colpo porterà alla perdita di un'azione. Ovviamente, tali considerazioni valgono anche per il nemico: occhio dunque alle truppe che schierate se volete evitare che il nemico ne possa sfruttare le debolezze.
A proposito di truppe: oltre a Nanashi potrete schierare fino a 3 demoni, ottenuti principalmente convincendo quelli incontrati in giro ad unirvi a voi piuttosto che a spappolarvi le cervella. Il mini-gioco del dialogo coi demoni è piuttosto rinfrescante nell'economia dei combattimenti: azzeccare la risposta giusta col demone (o angelo, o spirito, o quel che è) giusto non sempre è facilissimo e anche accontentare tutte le richieste della controparte potrebbe non essere una buona politica. I demoni ottenuti potranno poi essere potenziati con l'esperienza, ma solitamente otterrete miglioramenti più incisivi se sceglierete di “fonderli” tra loro dando vita a nuovi demoni.

Così come s'è detto per quanto riguarda il gameplay, il gioco non rinnova granché neppure il comparto tecnico: fatta eccezione per i nuovi personaggi come Nanashi, Asahi e Dagda, e ovviamente per gli eventuali siparietti, le risorse grafiche sono bene o male le medesime. Persino le locazioni proposte ricalcano in parte quelle dell'originale SMT4. Ovviamente rivisto invece l'audio, dato che tutti i dialoghi sono stati doppiati: le voci e i testi sono esclusivamente in Inglese ma la qualità è buona.
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Isabeau torna da SMT4: eccola qui avvanto ad Asahi
Per quanto SMT sia una serie basata sulle scelte, all'inizio di Apocalypse queste saranno molto limitate: anche nei frangenti in cui voi, nei panni di Nanashi, vorreste magari evitare determinate missioni penserà l'imposizione di Dagda a far procedere la storia lungo uno specifico binario. Non mancheranno comunque commissioni extra, un po' di esplorazione e, fortunatamente, scelte personali che portino a differenti finali.

In conclusione, in questo Shin Megami Tensei IV Apocalypse si sente parecchio il sapore di “more of the same” rispetto al capitolo precedente, ma nonostante ciò il prodotto riesce a offrire sin dall'inizio una sfida interessante e un gran numero di possibilità di personalizzazione attraverso la “cattura”, la crescita e la fusione dei demoni. Se non temete i riferimenti incrociati col precedente capitolo potrete sicuramente giocarlo anche se ne siete a digiuni, magari puntando a un livello di difficoltà basso, ma il consiglio è probabilmente quello di recuperare il capostipite se già non l'avete fatto e di vivere questo come un “nuovo punto di vista” della storia di Flynn.
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Non poteva certo mancare Jack Frost
7,5
Shin Megami Tensei IV Apocalypse non fa niente di nuovo, soprattutto se paragonato al “titolare” SMT4, ma quello che fa lo fa bene: l'avventura, sebbene dalla partenza un po' lineare per gli standard del brand, offre discreti spunti e il sistema di gioco si conferma interessante e stimolante tanto per i neofiti quanto per i fan. Per quanto sia possibile giocarlo indipendentemente, però, il consiglio è quello di vederlo come un sequel del primo SMT4 e di giocarlo solo dopo aver terminato quello.

Shin Megami Tensei IV: Apocalypse

Shin Megami Tensei IV: Apocalypse 3DS Cover
  • Piattaforma: 3DS
  • Produzione: Atlus Software
  • Sviluppo: Interno
  • Genere: JRPG
  • Multiplayer Locale: Presente
  • Multiplayer Online: Presente
  • PEGI: +12
  • Sito ufficiale
  • Data di uscita: 9 Dicembre 2016
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