Recensione Sacrifice

Redazione GamesurfDi Redazione Gamesurf (30 Novembre 2000)
Immaginate cinque dei che si disputano il dominio di un mondo fantastico. Cinque divinità potenti, ma non "onnipotenti", che hanno bisogno del supporto di alcuni maghi, veri e propri comandanti di eserciti dotati di poteri magici, per poter soggiogare i loro avversari. Legate a ciascuno di queste entità un elemento: terra, natura, morte, fuoco, aria. Ora immaginate di impersonare voi uno dei maghi che si prestano al servizio di questi dei... benvenuti in Sacrifice!
Non appena si è saputo qualcosa su Sacrifice, si è pensato che Shiny avesse nuovamente in mano le carte, come fu per Messiah,per creare qualcosa di rivoluzionario. Solo che, come sappiamo, con Messiah le cose non andarono proprio come preventivato: senza dubbio un bel gioco, ma non la grande rivoluzione che ci si attendeva
Sacrifice - Immagine 1
La creazione del nostro personaggio. Stiamo per incominciare la nostra campagna
Era dunque lecito attendere Sacrifice con impazienza, ma anche con occhio critico: in effetti lo sviluppo del gioco è stato ufficialmente confermato solo alla fine dell'anno scorso, probabilmente per paura di ripetere l'errore fatto con Messiah, pubblicizzato fin troppo presto e, di fatto, "bruciato" ancor prima della sua uscita sugli scaffali
E invece... Invece, lo diciamo subito, Sacrifice si rivela un gioco eccellente
Volendo provare a classificarlo, anche se per un titolo di tal tipo non è una cosa facile, e probabilmente non è neanche giusto farlo, si potrebbe definire uno strategico in "terza persona". Uno strategico perché, come in qualsiasi RTS che si rispetti, il giocatore controlla le sue unità e deve fare in modo di sconfiggere l'avversario annientandolo. In terza persona, perché il giocatore controlla un suo personaggio, il mago, che lo rappresenta nel gioco, come se ci si trovasse in Tomb Raider o in Messiah. Dunque è come se il giocatore fosse "fisicamente" presente sul campo, e non costituisca solo un'entità di controllo "esterna". Il motore del gioco si basa su questa presenza "fisica" del giocatore, rendendo molto più intrigante la sfida proposta da qualsiasi altro RTS. Infatti, la telecamera centrata esclusivamente sul nostro personaggio senza possibilità di utilizzare visuali complessive dall'alto o comunque centrare l'attenzione su altre creature, crea un punto di vista completamente nuovo in questo genere: si dovrà esplorare il luogo, si dovrà cercare di accorrere dove ce n'è bisogno... per sapere cosa succede in un determinato punto, infatti, sarà necessario andarci di persona. Con una visuale tipica dei giochi in terza persona, diventa anche necessario muoversi con circospezione, attenti a non farsi scorgere al di là delle colline, e attenti che dietro a un promontorio non si celino avversari pronti a tenderci un'imboscata
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