Recensione ReCore

Quando il Paradiso è davvero tanto, troppo, lontano..
Luca Gambino Di Luca Gambino
Un apostrofo rosa tra le parole caric'amento...
Avete presente quando un amico vi chiede “Com'è quella ragazza con cui uscirò stasera per farti da quarto incomodo” e voi rispondete “E' un tipo….” Con molti puntini di sospensione? Ecco, Recore è un po' la stessa cosa. Può piacere, sicuramente, ma è innegabile che si porti dietro più di un problema, alcuni dei quali sono veramente fastidiosi. Sia chiaro che l'arzigogolato esempio iniziale è traslabile anche in chiave maschile. Non sia mai…

Scherzi a parte, le ragioni per attendere con ansia Recore c'erano tutte. A partire dalla sua presentazione, l'anno scorso, il gioco Microsoft aveva lasciato scorgere un design interessante e ricco di potenzialità su cui c'erano, soprattutto, le mani e le menti di autori del calibro di Keiji Inafune (Mega Man, Onimusha, Lost Planet) e alcuni membri dell'originale team responsabile della creazione di Metroid Prime 3. Una specie di “Super Group” dalle potenzialità incredibili, che Microsoft ha incanalato verso il primo prodotto “Play Anywhere”, ovvero quella serie di titoli che se acquistati in digitale, vi daranno diritto a poter giocare lo stesso prodotto anche in versione PC. Due giochi in uno, insomma. Una mossa di mercato sicuramente molto aggressiva ma che almeno per questo titolo ha forse forzato la mano agli sviluppatori sulla chiusura del progetto che, dopo diverse ore di gioco, sembra ancora un po' acerbo e con più di un “acciacco”.



Recore prende vita sul pianeta Far Eden, ultimo avamposto capace di ospitare la popolazione terreste, spazzata via dal “virus della sabbia”. Alcune navicelle orbitano attorno a questo immenso pianeta di sabbia e gli occupanti vengono via via risvegliati per terraformare la superficie sottostante. Joule è una di queste persone che, risvegliata e spedita su Far Eden, si troverà a dover portare a termine un lavoro sicuramente ingrato e denso di pericoli. Fortuna vuole che Joule possa contare non solo sul suo potente fucile, upgradabile nel corso dell'avventura, ma anche su alcuni robotici compagni di viaggio che l'aiuteranno a sfoltire le resistenze locali. Far Eden è infatti un pianeta abitato da alcune specie ostili che faranno di tutto per impedire alla nostra protagonista di istituire l'avamposto terrestre.

Una trama che si applica alla perfezione allo stile di gioco che prevede ampi spazi di manovra (chiamatelo Open World, se vi piace), diversi nemici da far fuori e diverse sezioni platform da affrontare e superare, non senza un minimo utilizzo di materia grigia. Ottimi ingredienti, ma forse diluiti in un gameplay che pecca e che alterna fasi da shooter alla Lost Planet, ad altre dove praticamente non accade niente, o quasi. Certo, Joule dovrà cercare di esplorare l'ambiente circostante alla ricerca di pezzi utili per upgradare armi e i suoi amici robot, ma la formula adottata è poco attraente e, soprattutto nella prima fase di gioco, rischia di essere un po' noiosa.
ReCore - Immagine 1
Il nostro consiglio è quello di avere pazienza, perché Recore decolla dopo qualche ora di gioco, soprattutto quando si potrà avere una certa varietà nell'approccio. I vostri compagni di gioco robotici saranno via via sempre più utili non solo contro gli avversari di turno, ma vi consentiranno la soluzione di alcuni puzzle ambientali, garantendo l'accesso a zone inizialmente inaccessibili. Abbiamo detto “inizialmente”, proprio perché alcune aree dovranno essere visitate più volte per poter essere esplorate in tutta la loro interezza, innescando quindi un fenomeno di backtracking che potrebbe non essere gradito. Gli scontri con i nemici saranno risolti grazie alla vostra arma d'ordinanza che potrete via via upgradare in base a quattro colori che ne determinano caratteristiche e potenza. Anche i vostri nemici saranno classificati in base agli stessi colori e dovrete quindi variare il tipo d'attacco rispetto al vostro avversario di turno.

E' interessante sottolineare il lato “tattico” negli scontri con i vostri avversari. Non tanto perché l'approccio richiederà soluzioni differenti o particolarmente sagaci, quanto perché avrete due modalità differenti di concludere lo scontro, e dovrete gestire queste modalità in base alle vostre esigenze. La prima vi vedrà indebolire il nemico tramite il vostro fucile e, seguendo l'indicazione a schermo, estrarre il suo nucleo energetico tramite un minigioco ben congegnato. Il secondo è invece quello di ignorare l'indicazione e farlo fuori definitivamente con la vostra arma. Il lato strategico sta proprio in termini di “loot”, perché nel primo caso avrete a disposizione il solo nucleo energetico.

Nel secondo caso, invece, il nemico rilascerà sul terreno di gioco diversi componenti meccanici ed elettronici che hanno valore fondamentale per l'upgrade dei vostri compagni di viaggio. A questo punto la gestione degli scontri varierà proprio sulla vostra scorta personale, suggerendovi le migliori modalità d'approccio allo scontro. In qualsiasi momento Joule potrà fare ritorno allo “Spazzasabbia”, ovvero la sua base operativa, per operare sul suo banco da lavoro e apportare le migliorie richieste ai suoi Nucleobot. Vista la mappa particolarmente ampia, il team di sviluppo ha ben pensato di distribuire diversi punti d'accesso rapido, in modo da facilitare gli spostamenti da una zona all'altra. I punti di spostamento rapido sono anche necessari per cambiare la disposizione del party, dal momento che potrete portare con voi solo due dei vostri nucleobot, che ovviamente dovrete scegliere in base alla situazione da affrontare. Il dover scegliere e gestire i vostri compagni di viaggio aumenta l'emento "ruolistico" nel gioco anche se rimarrà sempre in secondo piano. La gestione del team sarà fondamentalmente circoscritta nell'alternare i compagni di viaggio usando il bumper di destra e assegnare loro gli avversari da attaccare. Ogni vostro nucleobot disporrà di armi differenti e quindi dovrete gestire al meglio le sue capacità affinchè il suo operato sia effettivamente utile al combattimento.
ReCore - Immagine 2
Se escludiamo qualche situazione limite, nel corso della nostra avventura su Far Eden, non siamo mai incappati in avversari che ci hanno costretto troppe volte alla resa e questo è assolutamente un bene, visti i tempi di caricamento che spesso sforano i due minuti. Una condizione inaccettabile per un titolo di questa portata e che probabilmente è da ricercare nell'utilizzo non ottimale del motore Unity. E come se non bastassero i problemi relativi ai caricamenti, ReCore non sfoggia un aspetto estetico in grado di catturare l'attenzione. Gli ampi spazi di Far Eden sono ricoperti da texture non sempre dettagliate, le modellature dei poligoni sono in alcuni casi un po' grossolane e difficilmente capita di rimanere affascinati dalle location di gioco.

Anche il character design risente di un andamento altalenante in termini qualitativi. Esteticamente i modelli di Joule e e dei Nucleobot possono anche essere interessanti (se escludiamo la piattezza delle texture), ma quella della maggior parte dei nemici è fin troppo ripetitiva e confusionaria, specialmente quando sono presenti in gran numero sullo schermo. E sono proprio quelle più affollate, le situazioni più frustranti del gioco, perché evidenziano una non perfetta gestione della telecamera, assolutamente inadatta ad una impostazione shooter particolarmente dinamica e invece funzionale e di semplice gestione nelle sessioni più platform. A peggiorare la situazione, specialmente quando sullo schermo ci sono diversi nemici, c'è anche un sistema di “aggancio” sugli avversari davvero deficitario. Una volta “lockato” il nemico, tramite il trigger sinistro, riuscirete a tenerlo agganciato anche durante i vostri spostamenti, almeno finchè un altro nemico non si avvicinerà alla linea di tiro. A quel punto il lock si sposterà automaticamente sul nuovo avversario facendovi perdere di vista l'originale.

Stringendo: Recore è un'occasione sprecata per proporre su Xbox One un gameplay fresco, avvincente e dinamico. Sembra piuttosto un mix non perfettamente riuscito di diversi generi, nessuno dei quali particolarmente approfondito e in grado di poter dire la propria. Anche l'esplorazione degli ambienti, per quanto la vastità degli ambienti avrebbe suggerito una maggiore interazione, si limita alla semplice ricerca di oggetti da rielaborare per il potenziamento delle armi e del party (a sua volta gestibile solo grazie alcuni specifici punti della mappa dove potremo scegliere i due compagni di viaggio da portarci appresso). Un vero peccato, perché c'erano davvero le potenzialità più che concrete di poter dare vita ad un piccolo gioiello videoludico.
ReCore - Immagine 5
6,5
Recore non convince. Troppe cose mischiate senza un vero collante, tanti elementi mal gestiti anche e soprattutto a livello di ritmi. Si passano intere sezioni facendo poco e niente per poi ritrovarsi all'interno di sezioni shooter senza mordente e un'esplorazione degli ambienti che non regala altro che sbadigli. A questo unite evidenti problemi tecnici (due minuti per i caricamenti sono un insulto alle console di nuova generazione), con l'aggravante di un aspetto estetico formato per lo più da ambientazioni tagliate con l'accetta e texture piatte e monotone. Peccato.
voto grafica6,5
voto sonoro6
voto gameplay6
voto durata6

ReCore

Disponibile per: Xbox One , PC
ReCore Xbox One Cover
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