Recensione Quantum Break

Remedy inciampa nei viaggi temporali

Di Valerio De Vittorio
A ben sei anni dall'uscita del loro ultimo lavoro, l'amatissimo Alan Wake, Remedy rilascia finalmente Quantum Break, promettente esclusiva Xbox One. Si tratta di un prodotto annunciato con proclami davvero ambiziosi, che promettevano un gameplay innovativo, grazie a meccaniche di manipolazione del tempo, ed una narrazione legata ad una serie TV originale prodotta assieme al gioco. Il progetto iniziale deve però essere stato ridimensionato, in modo non poi così dissimile dal già citato Alan Wake, perché coi titoli di coda di Quantum Break che ci scorrono davanti non abbiamo proprio la sensazione di aver terminato un prodotto particolarmente rivoluzionario.
Quantum Break
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Nelle puntate precedenti

La storia di Quantum Break esplora le potenzialmente disastrose conseguenze che dovremmo affrontare nel caso imparassimo a maneggiare il tempo, muovendoci tra presente, passato e futuro. Ma non solo, cosa accadrebbe se alcune persone fossero in grado di non rimanere influenzate dal naturale scorrere dei minuti? Jack Joyce, a seguito di un esperimento andato male, acquisisce delle capacità sovrannaturali, ma scoprirà di non essere l'unico. La losca Monarch Solutions sembra infatti saperla lunga in materia, così come il suo leader, Paul Serene, un tempo grande amico del protagonista. Le manipolazioni condotte da loro stanno danneggiando sempre di più il tempo, ma il fratello di Jack, Will Joyce, sembra in grado di aiutarlo, così che la nostra missione sarà un disperato tentativo di rimettere le cose al proprio posto. Nel raccontarvi della trama restiamo appositamente sul vago, quelle che appaiono come delle premesse anche piuttosto banali, si evolvono in un canovaccio interessante ed intricato, sarebbe un peccato rovinarvelo.
Il gioco propone alcuni bivi, ma le scelte influenzano molto poco la trama


Quantum Break punta moltissimo sulla componente narrativa, tanto che ingloba all'interno dell'esperienza ludica stessa, una vera e propria miniserie suddivisa in quattro capitoli da circa mezz'ora ognuno. La storia prende dei bivi, ed è possibile approfondirne molti dettagli esplorando attentamente ogni ambientazione. Il mondo ideato da Remedy è affascinante ed il finale, per quanto concluda la vicenda principale, lascia ampio spazio ad ulteriori capitoli o DLC che spieghino elementi di storia lasciati in parte inesplorati. La fantomatica componente Serie TV si frappone tra un atto ed il successivo. Purtroppo spezza un po' l'azione, vista la loro lunghezza. Non sempre, insomma, avrete voglia di guardarvi una puntata di mezz'ora senza poter interagire col gioco in alcun modo, ma potrete comunque saltarli e andarli a recuperare in un secondo momento. Realizzate con attori reali ed una regia moderna, le puntate ci raccontano una sotto trama legata alle vicende principali, che coinvolge alcuni personaggi secondari. Questi stessi interpreti, assieme ai protagonisti, sono stati digitalizzati e "catturati" in ogni loro movenza, per realizzare invece il gioco vero e proprio e le svariate cut-scene, girate nell'evoluto motore grafico. L'engine proprietario di Remedy è in grado di proporre animazioni facciali davvero convincenti che si posizionano sicuramente tra le migliori viste fino ad oggi, così come la regia, dal ritmo sostenuto, ci ha convinto appieno.

Déjà vu

Se amate i videogiochi con una forte componente narrativa, Quantum Break vi dovrebbe lasciare più che soddisfatti. Sul fronte del gameplay, purtroppo, Remedy sembra invece inciampata, forse vittima di alcuni ripensamenti e ridimensionamenti in fase di sviluppo. Contrariamente alle nostre aspettative, l'esclusiva Microsoft è un tradizionale sparatutto in terza persona, anche se più vicino all'esperienza adventure di un Uncharted, piuttosto che alla precisione e velocità dell'azione di un Gears of War. Anche la forte spettacolarità di alcune sequenze, ci hanno riportato alla mente la serie Naughty Dog piuttosto che l'ultimo Rise of the Tomb Raider, senza però toccarne gli apici purtroppo. I momenti esplorativi propongono puzzle molto, molto elementari, da utilizzare sfruttando i poteri di Jack Joyce. Contrariamente a quanto ci saremmo attesi, il tutto risulta decisamente semplificato, visto che non possiamo manipolare il tempo a nostro piacere, ma dovremo semplicemente individuare le zone sensibili ed attivare un comando contestuale. Il tutto si risolve con davvero poco impegno. In aggiunta, capiterà più volte di seguire sezioni platform, a loro volta comunque estremamente semplificate e visto che il nostro protagonista non è proprio Lara Croft, risultano in alcuni casi persino frustranti e fastidiose.

Jack è ben più abile con in mano un'arma, grazie la quale, in combinazione con i propri poteri, si farà strada massacrando decine di guardie. Il gioco si propone in queste fasi come un tradizionale sparatutto in terza persona, con tanto di coperture automatiche. Non esiste un pulsante per accucciarsi e "attaccarsi" ad un riparo, sarà il nostro eroe ad agire in automatico in base alla situazione, un po' come visto in The Last of Us. Dopo uno spaesamento iniziale, dobbiamo dire che ci siamo abituati abbastanza in fretta alla filosofia adottata da Remedy, che non ci vuole riparati dietro ad una copertura per troppo tempo, ma costantemente in movimento, sfruttando a proprio vantaggio i poteri. Questi ci permettono ad esempio di bloccare un nemico in una bolla temporale, per riempirlo di piombo, oppure di sprigionare un'esplosione o ancora di muoverci velocissimi per lo scenario.

Il mix è riuscito e appare anche piuttosto fresco, almeno inizialmente, quando si stanno scoprendo le capacità speciali di Jack, ma troppo presto si realizza che il gioco non ha molto altro da offrire ed il gameplay si palesa in tutta la sua piattezza. Non è un grosso male, a dirla tutta, perché si arriva ai titoli di coda senza annoiarsi, ma più varietà ci avrebbe fatto molto piacere, così come una maggiore profondità dell'azione, piagata da pochi nemici, pochi poteri e poche armi. Il problema serio è però la cattiva calibrazione di alcuni elementi, come i movimenti del nostro eroe, che a volte si incastra nello scenario, bloccando ad esempio la corsa rapida. Oppure, non potendosi chinare, incassa decine di proiettili prima di rintanarsi finalmente dietro ad un riparo. Ci ha fatto piacere anche constatare un livello di difficoltà sufficientemente impegnativo già a livello normale, peccato che i checkpoint rovinino tutto per il loro pessimo posizionamento, elemento che da un titolo di questo calibro davvero non ci saremmo aspettati e soprattutto in due occasioni ci ha fatto imbestialire.
Quantum Break - Immagine 3
Gli attori sono stati digitalizzati in modo eccezionale

Tanti nei

Quantum Break non ha gravi difetti, ma soffre di svariate piccole magagne che ci hanno indispettito e lo stesso vale per il comparto tecnico. Ad una prima occhiata, il motore grafico colpisce, grazie a scenari vasti e ricchi di dettagli, impreziositi da effetti grafici moderni, texture ottime ed un buon sistema di illuminazione. Purtroppo osservando con più attenzione la scena si notano svariate rinunce effettuate dagli sviluppatori. Prima di tutto la risoluzione non sembra raggiungere i 1080p, difetto comunque arginato da un ottimo anti-aliasing. Il problema è che svariati altri elementi sono renderizzati in risoluzioni inferiori, come i raggi di luce e soprattutto le ombre, che si mostrano in alcuni frangenti davvero poco dettagliate. Il titolo Remedy presta poi il fianco a diverse critiche sul fronte prestazionale, con un frame rate fissato a 30 immagini al secondo talvolta ballerino, con sporadici tearing dell'immagine. Ed infine non riusciamo a spiegarci come sia sfuggito agli sviluppatori la cattiva gestione delle fonti di luce, che mostrano il loro bagliore anche attraverso pareti ed oggetti. Si tratta sicuramente di un bug, che speriamo venga eliminato al più presto con un patch.
Graficamente Quantum Break è molto accattivante ma profondamente imperfetto
Tutte queste piccole macchie rovinano un quadro estetico altrimenti di livello altissimo, ed è un vero peccato. Il comparto sonoro dal canto suo risulta più che convincente, con musiche che giocano sulle fratture temporali con sonorità elettroniche accattivanti, muovendosi di pari passo con gli effetti audio. Il doppiaggio originale è eccezionale, registrato in performance capture, quindi assieme alla recitazione fisica degli attori, ma anche l'adattamento italiano si difende bene. Chiudiamo accennando alla longevità, che si attesta intorno alle 8 ore, serie TV compresa. Vista la presenza dei bivi e di moltissimi collezionabili che espandono ulteriormente la descrizione del mondo di gioco, se vi appassionerete a Quantum Break, avrete modo di approfondirne la conoscenza e di passare qualche ora in più in sua compagnia.
Quantum Break - Immagine 4
La trama è sicuramente il punto più interessante della produzione
7,5
Difficile negarlo, Quantum Break ci ha in parte deluso. Messa da parte l'aspettativa per qualcosa di più rivoluzionario, anche valutato per quello che è, il titolo Remedy soffre di svariati piccoli difetti che infastidiranno il giocatore più esigente, soprattutto quello che da un prodotto di questo livello si attende la massima cura in ogni aspetto. E' un vero peccato, perché l'ambientazione è decisamente azzeccata e la narrazione sfrutta a dovere l'ottimo cast ingaggiato per raccontare questa intrigante storia di viaggi nel tempo. Consigliato a chi sa soprassedere su un gameplay poco affascinante e qualche difetto di troppo per godersi una buona trama, ma sicuramente non siamo davanti ad una killer application Xbox One.
8
8,5
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Quantum Break

Disponibile per: Xbox One , PC
Quantum Break Xbox One Cover
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