Recensione Panzer General: Allied Assault

Bastano 800 Microsoft Points e diventiamo tutti generali!
Marco Modugno Di Marco Modugno
Il fascino dell'uniforme da carrista colpisce ancora, accompagnato dall'aura romantica che avvolge i successori dei cavalieri in armatura del Medioevo e degli ussari di napoleonica memoria, pronti a scagliarsi con i motori dei carri che urlano e i cannoni di torretta che sputano fiamme contro le linee nemiche.

Sulla guerra corazzata in Europa durante il secondo conflitto mondiale sono state scritte centinaia di pagine videoludiche, con alterni risultati e successi, culminate con i recenti successi di titoli dalla spiccata vocazione RTS, come Order of War e Codename: Panzers. L'avvento della nuova generazione di macchine da intrattenimento, tuttavia, ha reso necessario un approccio sempre più spettacolare e cinematografico dei giochi, avendo di fronte un pubblico esigente che pretendeva un approccio visivo e sonoro che ricompensasse adeguatamente la spesa fronteggiata per l'acquisto di console next-gen, schermi lcd e impianti surround.
In questo panorama affollato viene dunque da chiedersi che spazio possa trovare il remake di un titolo tutto strategico, realizzato dall'indimenticata SSI negli anni Novanta del secolo scorso per i PC con processore 486, nato come la trasposizione elettronica di un war game da tavolo tradizionale con tanto di mappa ad esagoni.
Panzer General: Allied Assault - Immagine 1
Morto un granatiere, se ne fa un altro! Basta avere la carta giusta!
Panzer General: Allied Assault - Immagine 2
Movimentiamo un po' le cose. Via all'artiglieria e poi attacco aereo a seguire!
Panzer General: Allied Assault - Immagine 3
Fanteria annidata nel bosco uguale guai. Meglio usare prudenza.
Sgombriamo immediatamente il tavolo da gioco da ogni dubbio e chiariamo. Intanto sono passati più di tre lustri e gli esagoni, nel frattempo, sono diventati quadrati, sostituendo la mappa di gioco con una sorta di scacchiera piuttosto variegata di cui andremo a parlare tra poco. Inoltre, proprio in virtù di quello che dicevamo sopra, la Petroglyph ha prestato particolare attenzione alle meccaniche e all'impatto immediato del titolo, trasformando un gioco tutto sommato di nicchia, riservato a poche migliaia di appassionati del war game in grado di pensare venti minuti alle mosse da fare nel turno successivo, in un veloce board game stile Memoir '44 (se non lo conoscete, provatelo! Con una sola avvertenza: può dare dipendenza grave...) fatto di carte e mosse veloci, in grado di regalare più di un'emozione forte a fronte di una curva d'apprendimento meno ripida della pista dei bimbi del Terminillo.

A partire dall'aspetto visivo che, come già era successo per Magic, Carcassonne, Uno e Coloni di Katan, non vi farà rimpiangere il trasferimento del gioco dal tavolo del salotto allo schermo piatto della televisione, arricchito con animazioni ed effetti sonori piacevoli, l'esperienza di gioco di PG: AA si rivela subito gratificante, ricompensando anche un giocatore occasionale degli 800 Microsoft Points spesi per acquistarlo online. Le unità sono correttamente rappresentate in tre dimensioni, le animazioni di reparti di terra e aerei sono piacevoli senza esagerare, e il sonoro sempre all'altezza delle aspettative. E' quindi lecito dire che il gioco, realizzato sotto l'egida in odore d'infallibilità di Ubisoft, possa annoverarsi tra i migliori del catalogo Arcade, assieme a Battlefield 1943 e Magic, in grado davvero di dare un perché alla scelta della console Microsoft a discapito delle concorrenti.

Pagare una manciata di euro ore ed ore di divertimento, infatti, anche in questo periodo di crisi non è da poco e questa sola ragione dovrebbe bastare ed avanzare a giustificarne l'acquisto.
Le meccaniche di gioco, lo dicevamo poc'anzi, sono immediate e affidate ad una combinazione tra carte, che potrete tenere virtualmente in mano sfogliandole a vostro piacimento, zoomandole e infine giocandole sul tavolo di gioco, e di mosse effettuate dalle unità da combattimento (fanteria, carri, artiglieria, ecc.), anch'esse rappresentate da carte che, una volta giocate, vi consentiranno di collocare il corrispettivo segnalino sulla mappa di gioco.
Panzer General: Allied Assault - Immagine 4
La campagna invernale procede. Ora di dare l'ultima spallata al Reich!
Panzer General: Allied Assault - Immagine 5
Panzer contro fanteria? La vedo male...
Panzer General: Allied Assault - Immagine 6
Gli jabo mi danno una ripassata. Stranamente sono senza insegne nazionali
Una volta schierate le unità desiderate, stando ben attenti al posizionamento dal momento che esse beneficiano di coperture reciproche se messe vicine tra loro, viene il momento di muoverle e, se il caso, di attaccare il nemico. Durante il combattimento, sarà possibile attivare una o più carte specifiche per ridurre, ad esempio, il vantaggio dell'avversario dato dalla copertura offerta dal terreno o da un trinceramento. Oppure scatenargli addosso un attacco aereo per ammorbidirlo. E così via. Lo scontro tra due unità prosegue fino alla distruzione di una delle due e all'avanzata dell'altra, se si tratta di un'unità meccanizzata, nel quadrato appena liberato dalla presenza nemica. E' anche possibile, subito prima della fase di fuoco, sacrificare una carta trasformandola in un supplemento di attacco o difesa da aggiungere al tiro.

A complicare, ma solo un poco, le cose, ci si mettono i punti prestigio, simili al mana di Magic, indispensabili per attivare le carte e metterle in gioco, si tratti di unità o altro. La loro gestione aggiunge un aspetto strategico ai risvolti tattici, e vista la loro importanza è perfino possibile, una volta strappata al nemico la vittoria, scegliere se guadagnare noi una manciata di punti prestigio, o privare l'avversario della stessa quantità. Altri punti verranno attribuiti in base al numero di quadrati di mappa controllati dalla nostra fazione, o attraverso l'attivazione delle carte rifornimento.
La varietà del mazzo di opzioni è sufficiente, possiamo dirlo, a permettere un numero adeguato di variabili nel gameplay, ma non pletorica, consentendo al giocatore di avere spesso in mano (e duplicare con micidiali doppiette) doppioni della stessa carta e di memorizzarne in fretta (basta una mezz'oretta) le diverse prerogative, chiaramente illustrate sulla faccia della carta stessa assieme ad una foto storica in bianco e nero.

La campagna di gioco (solo con gli americani; per guidare i tedeschi dovrete accedere alla modalità skirmish o a quella online multigiocatore) riproduce quella degli Alleati in Europa, dal D-Day all'invasione della Germania, snodandosi attraverso una serie abbastanza lunga di partite legate alle diverse battaglie del periodo, iniziando con un pratico ed esauriente tutorial. Due i livelli di difficoltà implementati. Unica pecca seria, data l'immediatezza, è forse l'impossibilità di escludere le animazioni delle unità che, superato l'entusiasmo iniziale, risultano un po' ripetitive rallentando l'azione proprio quando vi sarete impratichiti e avrete voglia di renderla più fluida. E magari una certa ripetitività degli obiettivi (conquistare determinati quadrati, annientare tutti i nemici, portare un certo numero di unità sull'altro lato della mappa, ecc.) di missione.
Per tutto il resto, credetemi, si tratta di 800 punti ben spesi. E se proprio siete malfidati e non mi credete, non vi resta che scaricare la demo gratuita e farvi un giro a bordo di uno Sherman, prima di decidere se starà bene nel vostro garage!
Panzer General: Allied Assault - Immagine 7
Il mazzo può essere modificato. Ma il procedimento è macchinoso
Panzer General: Allied Assault - Immagine 8
Bombardamento pesante. Il nemico è alla frutta, finiamolo!
Panzer General: Allied Assault - Immagine 9
Prima di attaccare, sempre meglio farsi bene i conti...
7,5
La firma di Ubisoft costituisce di per sé una garanzia. Il titolo, però, sta in piedi anche senza bisogno di appoggiarsi al blasone, gratificando l'appassionato di strategico a turni di un'immersività difficile da riscontrare anche in giochi venduti a prezzo pieno. Il che, per un gioco Arcade, non è male davvero. La strada del gioco low cost passa anche di qui, come dicemmo recensendo Battlefield 1943. Il gameplay tutt'altro che farraginoso, alla portata anche di chi non si è mai cimentato con un board game di questo tipo, unito ad una realizzazione tecnica di buon livello, seppure non impeccabile, non può che costituire un ulteriore incentivo per chi voglia quanto meno provarlo. Coraggio, la demo è là fuori, alla portata di chiunque voglia farcisi un giro!
voto grafica7
voto sonoro7
voto gameplay8,5
voto durata7,5

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