Painkiller: Battle Out Of Hell - Recensione

Di Alessandro Cossu
UN ANTIDOLORIFICO, GRAZIE!
I mostri, i demoni e tutti gli altri ributtanti ammennicoli presenti in questa succosa espansione, dopo aver ricevuto qualche decina di paletti nel petto, sicuramente, avrebbero proprio bisogno di un calmante per il dolore, da cui il titolo del giochino in esame.
Questa “Battaglia fuori dall'Inferno”, sanguinosa espansione di PainKiller (non si può invero parlare di sequel), arriva proprio al momento giusto, ovvero mentre la comunità ludica chiede a gran voce un titolo che funga da abbondante antipasto in attesa dell'espansion pack di Doom 3. PK:BooH ci porta a pochi attimi dopo la conclusione del titolo originale. Lo sfortunatissimo angelo vendicatore che risponde al nome di Daniel Garner, subito dopo aver sconfitto Lucifero, si trova a camminare in una sorta di limbo temporale; questa dimensione oscura, senza nome, è sotto il folle dominio di un grasso e bitorzoluto demone chiamato dalle sue orride legioni Alastor, il quale, non avendo particolare simpatia per gli Angeli Vendicatori, tenta subito di fare la santa pelle a Daniel.
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Una corsa sulla giostra? Si, grazie!
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Quanto costa il biglietto?
Il nostro eroe, circondato da legioni di demoni imbufaliti, mostri e scheletri che ricordano da vicino quel capolavoro su celluloide intitolato “L'armata delle Tenebre”, viene aiutato da una leggiadra fanciulla che, grazie ad un portale magico, salverà se stessa e mister Garner un attimo prima che una tempesta di fuoco scaturita dall'alito pesante di Alastor si abbatta su di loro. Dopo aver trovato un eremo relativamente tranquillo, i due pianificano una strategia. Poiché non pare possibile assaltare Alastor nella sua roccaforte, il prode Daniel decide di attaccarlo nelle Terre Esterne al suo dominio, durante i suoi spostamenti (così, si chiarisce pure il concetto del “Battle Out Of Hell). Con questa ingegnosa strategia nella mente e con l'ausilio dei magici poteri della fanciulla (spettacolare dal collo in giù), il buon Daniel si farà trasportare nelle immediate vicinanze di un ex Orfanotrofio nei pressi del Purgatorio!Da questo momento, entreremo in scena noi : nei vendicativi panni dell'Angelo protagonista del gioco, dovremo affrontare dieci lunghi ed estenuanti livelli, prima dell'inevitabile, gustoso e violentissimo scontro finale...

PK:BooH, che ricalca il gameplay tipico di giochi come Serious Sam, si presenta su due lussuosi dischi d'argento preziosamente stampati. La relativamente lunga installazione ci porterà nei classici menù per le opzioni, dove poter settare tutti o quasi i parametri di gioco. Da segnalare la possibilità molto gradita di poter agire su moltissimi aspetti del comparto visivo, in modo da poter configurare l'Engine di PK per rendere al top in base alla nostra configurazione hardware. Il motore implementato in PK:BooH è lo stesso del primo episodio, ovvero il celebrato Pain (famoso per la sua scalabilità), unito all'ormai indispensabile motore fisico Havoc, nella sua incarnazione 2.0 . Questi due mostri sacri, insieme, hanno permesso ai signori della People Can Fly, (sviluppatori anche di PainKiller e patrocinati dalla DreamCatcher), di dare sfogo a tutta la loro magistrale bravura e fantasia, sfornando un titolo che, pur essendo un gradino sotto ad HalfLife 2 o, ancor di più, al recente capolavoro ID Software, riesce a mostrare una sezione grafica assolutamente da urlo.
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Concitati momenti di follia!
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Che bimbo simpatico...
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Brucia, strega, brucia!
Oltre a texture ad alta risoluzione, peraltro mai ripetute nei vari livelli, troviamo un sapiente uso del Bump Mapping che rende “verosimile” anche l'infernale mondo dove si muove il protagonista. Una linea d'orizzonte relativamente lunga (anche se è stato implementato un sistema di fog piuttosto evidente, in alcuni livelli) e un numero di poligoni talvolta...spropositato, completano un quadro davvero di gran pregio. Tuttavia, non è certo tutto oro quello che luccica...specialmente, se viene dagli Inferi. In sede di recensione, tutte le magagne – grafiche e non – riscontrate durante i test a questo prodotto, sono state volutamente omesse, ma le troverete in brutta mostra nell'apposito box qui in giro.

Sul fronte dei comandi, troviamo una più che perfetta risposta agli ordini impartiti al nostro angelico alter-ego digitale e pare doveroso segnalare un numero di tasti finalmente equo, in controtendenza rispetto a numerosi titoli attuali, i quali sempre più spesso richiedono tre o quattro mani per poter essere giocati degnamente.
Ottime anche le musiche, con una colonna sonora rullante ma non invasiva che accompagnerà in modo squisito i momenti clou del gioco. Sottotono il doppiaggio – il commento lo trovate nel box – per la scelta delle voci, ma, dal punto di vista tecnico, ancora un plauso per i programmatori.
Punto di forza di questa espansione, oltre al nuovo “fucile da cecchino” (del quale non anticipiamo nulla) e lo sconvolgente lanciafiamme (realizzato in maniera a dir poco spettacolare) è e resta la sezione multigiocatore, che vanta l'aggiunta di numerose mappe nelle classiche modalità, più un paio di novità, come l'attesa Last Man Standing. Prima di vendicarci sul commento finale, ricordo a tutti che, per giocare a PK:BooH occorre aver installato il titolo originale (PainKiller, appunto) e che, data la sua natura estremamente violenta e sanguinosa, il titolo in esame non pare adatto al pubblico più impressionabile.
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Buongiorno, Sorella.
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Il Purgatorio come asilo...che dolore!
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Le feste natalizie ti hanno fatto ingrassare?
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Magnifico ma controverso. Graficamente meraviglioso, inquietante, violento e pieno di azione. Trama risicata, troppi bachi e un engine potente ma pesantissimo e non pienamente ottimizzato. Crudo, paranoico, psicotico, darkeggiante e gotico, coinvolgente e sconcertante, ma con una serie di piccoli e grandi problemi che lo minano fin dentro la sua anima violenta. Consigliato a tutti coloro che vivono di azione e AntiDolorifici, ma anche a chi ha un supercomputer che non accetti compromessi.
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Painkiller: Battle Out Of Hell

  • Piattaforma: PC
  • Produzione: Atari
  • Sviluppo: People Can Fly
  • Distribuzione: Atari
  • Genere: FPS
  • PEGI: +12
  • Uscita italiana: Dicembre 2004
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