Recensione PAC-MAN Museum

Trent'anni in stanze buie, prendendo pillole e ascoltando musica ripetitiva.
Massimiliano Pacchiano Di Massimiliano Pacchiano
Nato nel lontano 1980, Pac-Man ebbe uno straordinario successo nelle sale giochi di tutto il mondo, tanto da diventare una vera e propria icona del videogioco. Al pari degli alienini di Space Invaders o dell'onnipresente Super Mario (non Balotelli), il pallino giallo è rapidamente asceso all'olimpo delle figure iconografiche di questo media, tanto da essere riconosciuto con facilità anche da chi non si interessa minimamente del mondo videoludico. Pac-Man aveva il grande pregio di unire un gameplay immediato, accattivante ed impegnativo ad un'estetica minimale ma elegante. Non a caso il museo di arte moderna di New York, il MoMA, ha avuto in esposizione proprio un cabinato di questo grande classico, assieme ad altri titoli immortali quali Tetris ed Another World.

L'evoluzione del personaggio l'ha visto protagonista di numerosi spin-off, seguiti e remake; persino di incursioni nell'action-platform con lo storico Pac-Land ed i tre Pac-Man World o addirittura in un puzzle game intitolato Pac Attack. Innumerevoli i gadget prodotti negli anni, da penne a coperte, giocattoli, pupazzetti, peluche, zaini, un gioco da tavolo (realizzato dalla MB), dischi, una serie animata e addirittura un flipper estremamente originale intitolato Baby Pacman. Numerose anche le leggende su questo gioco, alcune vere ed altre false: E' vero che il creatore Toru Iwatani ebbe l'ispirazione per il personaggio mentre era a cena con gli amici, guardando una pizza a cui mancava una fetta, come è vero che il nome deriva dall'espressione onomatopeica giapponese Paku-Paku (letteralmente “gnam-gnam”). Al contrario è falsa la leggenda americana che vede le prime copie del gioco distribuite come Puck-Man ma poi ritirate perché la gente grattava via parte della “P” trasformandola in “F”, ed ottenendo così una scritta decisamente greve: ciò non accadde mai perché nessuna versione giapponese con il titolo “provvisorio” venne mai importata in America.
PAC-MAN Museum - Immagine 1
Questa nuova raccolta intitolata Pac-Man Museum mette insieme alcuni dei capitoli più significativi della serie, la quale traccia un ideale percorso evolutivo, non solo del personaggio ma dello stesso media videoludico. Se infatti il capostipite della dinastia pacmanesca era il primo gioco ad avere delle vere e proprie “cutscenes” (dei buffi intermezzi animati tra i vari livelli in cui il nostro palluto eroe fuggiva dai nemici o gli dava la caccia), mentre il terzo della saga intitolato Jr.Pacman è uno dei primi giochi da sala, se non il primo, ad avere una vera e propria trama narrata tramite scene di intermezzo e dialoghi testuali. Tuttavia si è scelto di inserire solo i giochi che presentavano sostanziali differenze coi predecessori, nello specifico abbiamo:

Pac-Man (1980)
Il capostipite, nei panni del nostro eroico pallino giallo dovremo mangiare tutti i puntini nel labirinto, sfuggendo ai fantasmi che potremo attaccare a nostra volta se fagociteremo le famose pillole energetiche.

Super Pac-Man (1982)
Stavolta dovremo raccogliere i frutti racchiusi in particolari stanze del labirinto, e per fare ciò dovremo prima prendere le relative chiavi. Un bonus speciale ci trasformerà in un gigantesco Super Pacman, immune ai nemici ed in grado di attraversare le porte chiuse.

Pac & Pal (1983)
Simile al precedente, ma stavolta avremo carte da raccogliere ed un buffo amico gestito dalla CPU ad aiutarci. Al posto del potere Super ne avremo altri a sorpresa, tra cui quello Galaga che ci consentirà di stordire i nemici.

Pac-Land (1984)
La prima incursione nel mondo del platform-action da parte del nostro sferico eroe. Ispirato alla serie animata di Hanna-Barbera, questo gioco ci vede attraversare un villaggio pacmanesco attaccato dai fantasmini, fino a raggiungere una fata che ci donerà un potere particolare.. con cui fare la strada a ritroso!

Pac-Mania (1987)
Ritorna la formula classica, ma stavolta con una visuale in prospettiva isometrica e la possibilità di saltare per evitare i fantasmi. La grafica è veramente notevole per l'epoca: sebbene realizzata a mano, ai tempi sembrava quasi pre-renderizzata grazie ai riflessi di luce ed alle ombreggiature.

Pac-Attack (1993)
Puzzle game sulla falsariga di Tetris: lo scopo è quello di posizionare gli agglomerati di blocchi, fantasmini e “pacmanini” al fine di creare un percorso ideale. Originariamente uscito per Sega Megadrive e Super Nintendo.

Pac-Man Arrangement (2005)
Un nuovo Pac-Man completamente poligonale, con ambienti, power up inediti ed interessanti boss da sconfiggere. Originariamente apparso su PSP nella raccolta Namco Museum Battle Collection, si tratta di un gioco simpatico ma sin troppo facile.

Pac-Man Championship Edition (2007)
Tra le ultime incarnazioni del pallottolo affamato spicca l'ipnotico e divertentissimo Pac-Man Championship Edition, che introduce nuove meccaniche basate sulle chain e sul tempo limite. Considerando che è venduto anche stand-alone su Live Arcade, piattaforma per la quale fu creato, è un'ottima aggiunta alla collection.

Pac-Man Battle Royale (2011)
Uscito originariamente in sala giochi, Battle Royale è basato sul precedente gioco (Championship Edition) ma pensato per proporre sfide all'ultimo sangue tra giocatori umani per un massimo di quattro partecipanti in locale. I pacmanini presenti nell'arena dovranno riuscire a mangiarsi a vicenda (previo ingurgitamento delle pillole) o spingere gli avversari addosso ai fantasmini. Estremamente divertente in gruppo, per certi versi è simile a Boberman ma perde molto se giocato in singolo contro la CPU.
PAC-MAN Museum - Immagine 2
La raccolta comprende ben nove titoli quindi, ma per chi acquista la raccolta entro la fine di Marzo sarà possibile scaricare gratuitamente anche un decimo titolo: quel Ms.Pacman che ampliava la formula del gioco base rappresentando il secondo, glorioso capitolo della serie. L'emulazione di tutti i giochi è molto buona, fluida e con controlli ben realizzati e responsivi, sia con lo stick analogico che con la croce digitale. Ovviamente per avere un maggior feeling arcade è consigliabile utilizzare uno stick arcade, ma anche senza si gioca bene.

Purtroppo per i giochi più vecchi non ci sono filtri video, scanlines o cose del genere, quindi dovete beccarvi i pixel nudi e crudi, in particolare a soffrirne è Pac Land, dove i fondali appaiono orribilmente “seghettati” a causa di un aspect-ratio leggermente diverso dall'originale. In compenso però le opzioni sono piuttosto valide: a seconda del gioco potremo alterare il numero di vite, di continue, il punteggio necessario per le vite bonus, il livello di partenza tra quelli sbloccati e nel primo Pac-Man avremo persino una sorta di ghost-mode che ci mostrerà il miglior percorso eseguito nelle partite precedenti (in maniera da facilitare una strategia di tipo GET). Inutile dire che attivando alcune di queste opzioni, verrà disabilitato il salvataggio dei punteggi e l'accesso alle classifiche online. Sono inoltre presenti delle utili statistiche alla fine di ogni partita, come il tempo di gioco, il numero di avversari fagocitati, di livelli superati e di pillole ingurgitate.

In aggiunta a questa collection abbiamo un sistema di achievement interni, o meglio di “timbri” che serviranno a sbloccare simpatici extra, come personaggi ed oggetti da ammirare nell'apposita pac-stanza tridimensionale. Man mano che giochiamo, tale stanza si riempirà dei personaggi di Pacman and the Ghostly Adventures, serie animata inedita da noi, nonché platform multipiattaforma con un character design totalmente nuovo. Francamente avremmo preferito una serie di extra più interessanti, come volantini, interviste e cose del genere. A questo punto è lecito chiedersi se questo Museum non sia altro che un grosso spot pubblicitario per il gioco più recente della serie, e speriamo proprio che non fossero queste le intenzioni di Namco.
PAC-MAN Museum - Immagine 3
7
Una raccolta pregevole che, nell'arco dei nove giochi presentati, illustra l'evoluzione di una grande icona videoludica. Pac-Man è un classico immortale, divertente ed impegnativo ancora oggi: in virtù di questo, merita non solo l'attenzione dei retrogamers e dei nostalgici, ma anche del nuovo pubblico che ha bisogno di riscoprire le origini di questo media. Putroppo l'operazione di recupero da parte di Namco ha anche i suoi bei difetti, che avremmo perdonato volentieri se solo fosse stato proposto un prezzo più adeguato. Ma per la bellezza di 20 euro ci aspettavamo quantomeno una resa visiva migliore dei titoli emulati (mancano filtri e zoom, addirittura PacLand è tutto pasticciato), magari anche una maggior completezza della raccolta. Sebbene Ms.Pacman sia disponibile come DLC gratuito per il primo mese, mancano anche altri classici come Pacman Jr, Maze Madness e Pacman World, tuttavia non escludiamo che vengano proposti nelle future espansioni.
voto grafica5,5
voto sonoro6,5
voto gameplay8
voto durata8
Sky TG24: guarda la diretta

PAC-MAN Museum

Disponibile per: PS3 , PC, Wii U, Xbox 360
PAC-MAN Museum PS3 Cover
  • Piattaforma: PS3
  • Produzione: Namco Bandai
  • Sviluppo: Namco
  • Genere: Arcade
  • Multiplayer Locale: Assente
  • Multiplayer Online: Assente
  • PEGI: +3
  • Data di uscita: 26 Febbraio 2014
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