Recensione N.E.R.O. : Nothing Ever Remains Obscure

Un'avventura costruita sulle emozioni sbarca su Xbox One
Roberto Vicario Di Roberto Vicario
Esistono, al mondo, differenti tipi di emozioni. Ci sono quelle spontanee che nascono dalla percezione di ognuno di noi, e poi ci sono quelle che derivano dalla visione o dall'ascolto di qualcosa. Un momento in cui quello che viene raccontato e quello che fa parte del nostro bagaglio culturale si mescolano in maniera perfetta.

La giovanissima software house romana, Storm in a Teacup, con il suo gioco di esordio Nero - per il momento esclusiva temporale di Xbox One - punta proprio a raccontare emozioni attraverso il racconto. Una strada estremamente complessa, che altri titoli come Dear Esther o Gone Home, hanno già provato ad intraprendere, con risultati - a tratti - sorprendenti.
N.E.R.O. : Nothing Ever Remains Obscure
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Ci siamo avvicinati con curiosità al fantastico mondo di Nero, e qui trovate quello che è il nostro giudizio sull'italianissimo titolo per Xbox One.

Raccontare il dolore attraverso il gioco

Un filmato in CG ci introduce il nostro personaggio. Un personaggio di bassa statura, incappucciato e con dei particolari azzurri quasi fosforescenti, che lo rendono affascinante ed inquietante allo stesso tempo.

Una volta approdati su quest'isola magica, fatta di rigogliosa natura, creature fantastiche e spore luminescenti, la visuale passa in prima persona, condizione che durerà per il resto della partita. L'incedere lento del personaggio, e una serie di scritte che appaiono magicamente fluttuanti su alcuni elementi del paesaggio, sono già indicative di quello che dovremo aspettarci da questa esperienza che definire ludica, pare già molto azzardato.

Come dicevamo nella nostra introduzione, Nero si carica sulle spalle tutta la responsabilità di portare su console un genere che risulta già estremamente particolare anche su PC. L'incedere del personaggio è molto lento, il titolo si basa quasi completamene sulla miscela perfetta di sentimenti che scaturiscono dalla storia e dagli ambienti circostanti. Qua è la sono sparsi dei semplicissimi puzzle che - ad eccezione dell'ultimo - non vi daranno mai filo da torcere.

Nel corso dell'avventura faremo anche la conoscenza di un secondo personaggio incappucciato, che potremo comandare in maniera molto semplice attraverso la pressione di un tasto. Nemmeno la sua introduzione renderà più complessi gli enigmi, che la maggior parte delle volte ci chiederanno di schiacciare pedane e sparare palle di energia blu all'interno di particolari totem.
Di questi enigmi ve ne saranno alcuni del tutto facoltativi, che una volta completati ci daranno nuovi elementi che andranno ad arricchire la trama che si sviluppa nelle circa quattro ore di gioco.

Ma torniamo per un secondo alla trama. In Nero avremo due storie che partono inizialmente divise tra loro per poi lentamente trovare dei punti di contatto (che ovviamente non vi sveliamo) che culminano in un finale che ammettiamo ci ha saputo far emozionare. Le scritte che troveremo ai bordi dei vari sentieri ci narreranno quindi due storie particolari: una legate a delle difficoltà familiari, e l'altra in grado di svelarci qualcosa di più sulla misteriosa isola.

La componente narrativa riesce nel suo intento principale: far riflettere ed emozionare sfruttando un argomento molto forte. Tuttavia non si possono non notare due difetti abbastanza importanti. Il primo è legato all'incedere degli eventi che, pur essendo inseriti all'interno di un contesto estremamente riflessivo ed emozionale, in alcuni passaggi risultano eccessivamente prolissi. In seconda battuta abbiamo trovato semplicemente assurdo che una software house italiana, che ha sviluppato un titolo in cui la narrazione e la lettura sono due elementi cardine dell'esperienza, non abbiamo pensato minimamente alla lingua italiana all'interno del gioco. Accordi commerciali a parte, lasciare in lingua inglese un prodotto di questo tipo rischia di renderlo addirittura poco godibile (se non ingiocabile) per coloro che non masticano la lingua della Regina.
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Il nostro personaggio sarà in grado di lanciare sfere energetiche blu.
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I totem a cui dovremo sparare.
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Alcun location regalano emozioni e stupore...

Unity, sei davvero tu?

Nonostante alcuni limiti strutturali e di inesperienza della software house, l'esperimento sotto l'aspetto contenutistico sembra essere per buona parte riuscito. Purtroppo però non abbiamo ancora fatto i conti con la componente tecnica di Nero.

Ok, Storm in a Teacup è un software house indie. Ok, Unity non è il motore più semplice in assoluto da programmare (soprattutto su One!). Partendo pure da questi due elementi il lavoro svolto ci sembra davvero anacronistico. Frame rate, texture, compenetrazioni e molto altro ancora, vanno ad inficiare in maniera estremamente negativa tutto un contesto.
Un vero peccato, perché sotto l'aspetto del design, il titolo mostra di avere carattere e personalità portando su schermo passaggi al limite dell'onirico ma orribilmente mutilati da un motore che si mostra in palese difficoltà dall'inizio alla fine del gioco. Inesperienza, budget e mille altri problemi posso sicuramente aver portato gli sviluppatori a fare tagli e sacrifici, ma non possiamo davvero pensare che che in fase soprattutto di debug non ci si sia accorti di palesi limiti. Decisamente ottimo invece il comparto sonoro con una serie di melodie perfettamente in linea con l'esplorazione e gli avvenimenti raccontati. Davvero un ottimo lavoro.
A completare il quadro c'è infine una longevità tutt'altro che elevata (circa 4 ore) che prova ad essere allungata grazie a dei collezionabili sparsi nei diversi ambienti di gioco.
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Il secondo personaggio che ci seguirà nell'avventura.
Nel complesso Nero non è un prodotto da buttare via, anzi, deve essere utilizzato come punto di partenza che potrà essere sfruttato in futuro per migliorare, facendo tesoro dell'esperienza che è stata acquisita, sviluppando questo titolo. Chiudendo un occhio sul comparto tecnico e soprattutto non avendo problemi con la lingua inglese, Nero è un titolo che si può consigliare ai giocatori più “sperimentali”, merce forse un po troppo rara su console. Staremo a vedere.

6
In Nero narrazione e componente ludica si mescolano in un prodotto sicuramente non perfetto ma con il giusto grado di carisma che serve per incuriosire i giocatori. Purtroppo la sola lingua inglese potrebbe essere un grosso limite per molti giocatori, ma se non avete problemi con la lingua, un chance a Nero e alla sua particolare struttura la si può tranquillamente dare.
voto grafica4,5
voto sonoro7
voto gameplay6
voto durata5
Sky TG24: guarda la diretta

N.E.R.O. : Nothing Ever Remains Obscure

Disponibile per: Xbox One , PS4, PC
N.E.R.O. : Nothing Ever Remains Obscure Xbox One Cover
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